Pignoletto a confronto | La biodinamica è meglio reload

di Andrea Gori

Lo sapete, è un tormento. Non perdiamo occasione per capire la biodinamica, esitanti tra metodo agricolo e assaggi mirati. Il recente Convegno sulla vitivinicoltura biodinamica moderna a Cerreto Guidi ha proposto un assaggio ad hoc: due campioni di Colli Bolognesi Pignoletto Superiore di Vigneto San Vito da stesse uve, biologiche e biodinamiche, vinificate con protocolli diversi, convenzionale il primo e naturale il secondo.

Iniziamo col campione A, quello tradizionale: piacevole ma monodimensionale con un pò di alcol in evidenza. Un classico vino da pesce, interessante ma non coinvolgente. Il prototipo di un vino bianco fresco e comunque piacevole.

Ecco invece il Pignoletto 2009 versione B. Cambia la vinificazione e il risultato finale è sensibilmente diverso dal precedente.  Più carnoso, succulento, appagante e divertente anche pensando all’abbinamento. Diversi i riconoscimenti – caramella all’arancio, camomilla, uva spina, ginger, rosa, rafano, pompelmo e lime – bella freschezza, nota leggera di bosso, sapidità evidente, finale di pesca, ginestra e mora di gelso.

Uguali le uve di partenza, diverse le vinificazioni, tutto da scoprire il risultato finale. Ora ascoltate Leonello Anello, agronomo ed enologo biodinamico, spiegare le soluzioni adottate. Ok, il protocollo scientifico sarà criticabile quanto vogliamo ma qui c’è materiale da studiare eccome.

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

44 Commenti

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bacillus

circa 9 anni fa - Link

"Caramella all’arancio, camomilla, uva spina, ginger, rosa, rafano, pompelmo, lime, bosso, pesca, ginestra e mora di gelso". Notevole. Nemmeno il più sofisticato dei gascromatografi avrebbe potuto distinguere una tal varietà espressioni. Il trionfo dell'uomo come suprema macchina analizzatrice dei fenomeni naturali. Ma non era il caso di avviare il macchinario anche con il campione A? Possibile che in quel caso non sia venuto fuori nemmeno il lime?

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Alessandro Morichetti

circa 9 anni fa - Link

Basta vedere il video. Se poi Andrea ha un supernaso mica è colpa sua. Il tema comunque mi pare non riguardare strettamente quantità e qualità dei riconoscimenti (li spernacchiamo già abbastanza, mi pare), non credi?

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bacillus

circa 9 anni fa - Link

Oggi è lunedì, quindi sono al massimo del rincoglionimento settimanale. Quello nel video (1) è Andrea Gori? Così, tanto per capire. In ogni caso fantastico l'incipit: degustiamo "senza preconcetti". Ehilà!! Vogliamo proprio essere professionali!

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bacillus

circa 9 anni fa - Link

...ok, ho capito... chiedo scusa, non sono un habitué di queste manifestazioni. Lì l'Andrea era chiamato a tradurre in parole una vino e le sue possibili concezioni produttive. C'era un pubblico, un contesto ben preciso, una serata da portare alla fine nel migliore dei modi possibili. Qui invece il contesto è diverso. Si scrive nero su bianco. Il contesto è più sofisticato. La platea è più ampia. Sarà forse che è meglio in questi casi dedicarsi all'argomento con un atteggiamento diverso, più meditato? In questo caso, liquidare il campione A come un classico "vino da pesce" è triste, no?

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DD

circa 9 anni fa - Link

ma questi si "calano qualcosa" prima delle degustazioni? La storia del diminutivo sui vitigni "pignoletto, grechetto, pecorino..." fanno rabbrividire tutti gli studiosi di ampelografia. Sul 2009 giovane ma non troppo per un vino bianco, fa rabbrividire un enologo. Poi la mia domanda è : "i lieviti selezionati non hanno influito sulla fermentazione del secondo vino?" sono stati fatti in una cantina diversa?

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bacillus

circa 9 anni fa - Link

"sono stati fatti in una cantina diversa?" Domanda fondamentale, DD. Perché appunto dovrebbe essere una cantina completamente diversa in cui il lievito selezionato non viene introdotto da anni e che non ha alcun tipo di contatto con l'altra cantina. Dettagli non da poco...

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DD

circa 9 anni fa - Link

vedo che hai colto...

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roberto gatti

circa 9 anni fa - Link

Tannini....nel Pignoletto ??

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TERROIR

circa 9 anni fa - Link

macerazione...tecnica usuale anche nei bianchi per la biodinamica...aiuta lo "start-up" dei lieviti "indigeni"...purtroppo handicap di molti bianchi biodinamici che per alcolicità,mineralità (è una cosa che ho notato come molto ricorrente questa sapidità legata ai tannini) e appunto questi tannini spesso risultano poco "bevibili"...

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TERROIR

circa 9 anni fa - Link

http://www.aristide.biz/2010/06/fermenti-naturali.html

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bacillus

circa 9 anni fa - Link

...sono arrivato alla terza clip... E lì ci sarebbe "materiale da studiare eccome"? In un minuto e tredici secondi di nulla? Vite e vino ridotti a così minimi termini mi fanno venir voglia di riempire l'atomizzatore e spruzzare una decina di litri di glifosate sui miei quattro ettari di vigna. Risolto il problema...

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Andrea Gori

circa 9 anni fa - Link

non ho certificato nè seguito di persona le operazioni in cantina ma se effettivamente a partire dalle stesse uve bio si ottengono due vini così diversi a seconda che si usi un procedimento classico "da vino bianco" piuttosto che uno "biodinamico a minima solforosa" direi che gli spunti per discutere ci sono eccome. Ovvio che in una clip e in una degustazione non si può approfondire, ci si limita a porre la questione che nessuno dei commentatori pare aver trovato di alcun interesse. Pace. Dal convegno è comunque emersa voglia e necessità (come altrove) di stabilire alcuni paletti per i cosiddetti vini "biodinamici" o "naturali". Anche se lo sforzo parrebbe davvero inutile... http://www.decanter.com/news/299361.html?aff=rss

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bacillus

circa 9 anni fa - Link

La cosa, invece, interessa. Piuttosto potresti farti dire e quindi pubblicare i protocolli di vinificazione che hanno portato all'ottenimento dei due campioni. I dettagli, ricordati, sono importanti. Masse implicate, tempi (importantissimo), luoghi, temperature, attrezzature, valori analitici, uomini... Sarebbe un'occasione davvero notevole per discutere di enologia. Secondo me la cosa interesserebbe ad un sacco di ggente... ;-)

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cc

circa 9 anni fa - Link

poveri bischeri...

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TERROIR

circa 9 anni fa - Link

carciofini a tutta randa !

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bacillus

circa 9 anni fa - Link

...ma poi, rileggendo, cosa vuol dire "stesse uve, biologiche e biodinamiche, vinificate con protocolli diversi, convenzionale il primo e naturale il secondo"? Entrambi i campioni quindi traggono origine da una stessa partita di uve, un melange di uve biologiche ed uve biodinamiche, di cui una parte è stata vinificata tradizionalmente, mentre l'altra con il metodo biodinamico? E già che ci sono, faccio una domanda agli esperti. Nelle pratiche di vinificazione biodinamica, a parte il concetto di "naturalità" che evidentemente deve dominare ogni fase, esistono momenti in cui è prevista (o consentita) la dinamizzazione di qualcosa? Ovvero l'utilizzo di qualche sorta di cornolievito o di cornosolforosa dinamizzati per infondere al prodotto finale tutto lo spirito che ci si propone di ottenere (nonché, non dimentichiamolo, quello della caramella all'arancio)?

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Andrea Gori

circa 9 anni fa - Link

nei vini biodinamici le uve sono sempre anche biologiche. in questo caso non c'è nessun melange, ci sono solo uve biodinamiche che affrontano due vinificazioni diverse. Se la caramella all'arancio non ce la senti io che ci posso fare? magari a te ricorda qualcosa di diverso, in ogni caso c'erano molti più riconoscimenti nel secondo campione rispetto al primo, e molto più esotici e particolari rispetto ai comuni sentori da vino bianco.

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bacillus

circa 9 anni fa - Link

Si comincia a capire qualcosa di più. A conferma che il confronto non ha alcun senso. Da che mondo è mondo in vigna si produce con l'obiettivo di ottenere un vino con determinate caratteristiche. Se io produco uva biodinamica lo faccio per ottenere un vino biodinamico. Se invece voglio ottenere un prodotto convenzionale, in vigna non mi pongo certo i limiti previsti dal biologico o dal biodinamico ed opero in funzione di altri obiettivi, ben precisi. Stiamo parlando, dal punto di vista viticolo, di due pianeti diversi. Nel biologico e nel biodinamico sono costretto a pratiche limitanti (solo rame e zolfo, solo concimi organici e sovesci – al limite, per il biodinamico sono concessi anche riti voodoo come il 500 ed il 501), mentre nel convenzionale ho la possibilità di regolare finemente gli eventuali apporti nutrizionali e di controllare con libertà gli eventi avversi come crittogame ed insetti. Nel secondo caso, a parità di condizioni pedoclimatiche e di obiettivi finali (il massimo della qualità), il vantaggio è netto ed indiscutibile. Ora, partendo da materie prime diverse, (l'uva biodinamica per il vino biodinamico, l'uva fantastica convenzionale per il vino convenzionale), i risultati finali saranno nettamente diversi. Tieni conto di una cosa. Il lievito è una "macchina" formidabile, può infondere (ed infatti lo fa) caratteri sostanziali al prodotto finale, ma anche lui non fa miracoli, "non cava il sangue dalle rape". L'attività del lievito è fortemente condizionata dal substrato in cui opera. I fattori condizionanti in questo senso sono molteplici ed estremamente complessi: si va dalla disponibilità di azoto assimilabile, alla presenza di vitamine, ai contenuti di zolfo, terpeni e balle varie, fino ai singoli amminoacidi. Ebbene, a questo punto, se mi chiedi di vinificarti con i miei mezzi un'uva biodinamica e poi ti permetti di ridacchiare sul prodotto finale, un bel calcio tomacelliano dove sai, non te lo toglie nessuno. Io dico questo. Viticoltura ed enologia non sono cose che si improvvisano. In quei due mestieri ci sono un disastro di variabili implicate. Ridurre tutto a quattro righe e tre filmatini mi sembra una volgarizzazione inaccettabile.

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Antonio Tomacelli

circa 9 anni fa - Link

Cazzo Bacì, certe volte mi chiedo come abbia fatto l'uomo a bere per millenni il vino senza di te! Ma quand'è che l'hai inventato il vino? Dimmelo che faccio scolpire il tuo nome e la data in homepage!!!

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Antonio Tomacelli

circa 9 anni fa - Link

Una domanda che hai già evitato: con cosa concimi la tua superba autostima?

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bacillus

circa 9 anni fa - Link

...con cosa la concimo? Con la tua illustre e raffinata attenzione, Antonio, no? ;-) (l'apoteosi, poi, sarebbe confrontarsi sugli argomenti, ma forse qui sono troppo ambizioso... :-( )

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Antonio Tomacelli

circa 9 anni fa - Link

Secondo me hai già insultato abbastanza una schiera di produttori (che magari fanno un vino più buono del tuo), un sommelier campione di Toscana e vicecampione d'Europa oltre a una serie di enotecari e semplici appassionati. Compreso che il vino è solo quello che fai tu e il resto è tutta merda e frottole, penso sia arrivato per te il momento di una pausa di sano relax dalle parti di Bressanini. Noi ci consoleremo della tua assenza levando in alto un calice del nostro aceto. Sarà dura fare a meno della tua sapienza ma vedrai, sopravviveremo.

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bacillus

circa 9 anni fa - Link

Ti sei innervosito, Antonio? Ti capisco. Vorresti censurarmi, ma non potendolo fare, mi chiedi di togliermi dai coglioni. Mica tanto una bella cosa... Ma non è questo che mi preoccupa. La cosa che mi dà fastidio, a questo punto, è l'accusa di aver insultato produttori, enotecari ed appassionati. Non credo di poter accettare questo. Si dà il caso, invece, che io abbia fornito spunti di discussione diversi dal solito tran-tran autoreferenziale. Si dà il caso, invece, che lo sputtanamento dei produttori qui sia pratica usuale, che ci siano enotecari non graditi che vengono aggrediti e che la qualifica di appassionati sia riservata solo ad alcuni. Quanto al vino, ti confermo, tutto ciò di cui voi discutete è molto meglio del mio. Quanto alle idee, non so. Ci risentiremo a presto!

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Mario

circa 9 anni fa - Link

@ Antonio VICE-CAMPIONE DI CHE...? ahahah

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Fiorenzo Sartore

circa 9 anni fa - Link

@Mario [img]http://www.ihasaids.com/upload/data/1276610097.gif[/img]

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Mario

circa 9 anni fa - Link

ahahah ma per favore! ahahhah hATERS? AHAHAHAH

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Alessandro Morichetti

circa 9 anni fa - Link

Caro bacillus, qui nessuno vuole censurare nessuno. Da oggi pomeriggio sei intervenuto un tot di volte su questo post e, perdonami, all'inizio senza neanche aver visto i video. Si dà il caso che un autore non li metta lì come soprammobili ma quali parte integrante di un'idea. Vedendoli si capisce il contesto (notare i campo-controcampo da scuola di regia :-) ), leggendo e intrecciando informazioni emerge quello che secondo me è l'intento del post, NON un trattato di enologia ma una suggestione: prendi le stesse uve bio, le vinifichi in maniere diverse e valuti cosa ne esce. Andrea è biologo e sommelier, ha scritto chiaramente "il protocollo scientifico sarà criticabile quanto vogliamo ma qui c’è materiale da studiare eccome". Non so se conosci Leonello Anello, quello che si sente per 1,13 min: può non risultare simpatico ma quanto a produrre vino biodinamico è un'eminenza. Ho visto gente - produttori, enologi - sotterrarsi piuttosto che tentare obiezioni ai suoi ragionamenti. Magari qualcosa dell'articolo (il livello di approfondimento, i 15 mln di descrittori o altro) non ti convince, pazienza. Permettimi solo di trovare fastidioso un certo tono, tutto qua. Siamo qui per raccontare qualcosa e confrontarci, e poi oggi è un giorno "speciale" e siamo tutti più buoni. Anche i bacilli, và ;-) ps: oh, se poi sto ca**o di vino che produci ce lo mandi in assaggio, giuro sui miei gatti di portare nella tomba le note di degustazione :-D

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bacillus

circa 9 anni fa - Link

La Rete ha quel difetto: quando si decide di esporsi, ci si trova di fronte ad una platea ampia e variegata. La Rete è facilmente accessibile e non seleziona il pubblico che si desidera (beh, questo lo sapete, no?). Pertanto quando uno decide di pubblicare qualcosa, il rischio di trovare gente che non la pensi allo stesso modo o che trovi qualcosa da ridire diventa inevitabile. Bisogna metterlo in conto. Leggo questo post che in sintesi dice: "biodinamico è meglio". E' un confronto tra vino normale e biodinamico. Per il primo un giudizio sbrigativo, per il secondo una lista di descrittori da far paura. Beh, qualcosa non va: a meno che il primo campione non fosse acqua, qualche sensazione in più doveva pur uscire. Reagisco. Ma poi capisco. Mi devo arrendere al fatto che la berluconizzazione della Rete è ormai un processo in atto, forse inarrestabile. La parola scritta non conta più, il testo si può banalizzare, tanto quello che conta è l'immagine, l'affabulazione verbale, lo show. Ok, perdo dieci minuti a guardare filmatini, tanto non ho di meglio da fare (avrei solo lavorare). Ma non cambia niente, anzi la sensazione sgradevole peggiora (ed i toni ne sono la naturale e legittima conseguenza). Non è un confronto serio ("senza preconcetti"), è semplicemente un'occasione per esaltare il prodotto biodinamico contrapponendolo al tradizionale. Ora, però, a parte l'episodio specifico, quello che desta sconcerto è la serietà, l'impegno, la convinzione con la quale si cerca di sostenere e diffondere questa strana concezione del "biodinamico". Cosa c'è di male? Beh, le questioni sono diverse, ma forse quella fondamentale è la contraddizione di fondo che vede una concezione filosofica dal carattere profondamente antropocentrico proporsi come il migliore interprete del rapporto uomo-natura per riuscire ad ottenere il massimo dei prodotti della terra per l'uomo, nel massimo rispetto della natura stessa, senza violentarla, senza sfruttarla. L'intento è pienamente condivisibile, il metodo è totalmente errato. Semplicemente perché la biodinamica si è creata un'idea di Natura che è sbagliata, profondamente antiscientifica, basata su interpretazioni mistiche, religiose, sovrannaturali dei meccanismi che caratterizzano i sistemi viventi. Accettare la biodinamica significa rifiutare di fatto il lungo e straordinario percorso che ci ha consentito di conoscere sempre meglio l'Universo, per tornare alle antiche concezioni della natura, alle pratiche stregonesche, ai riti magici, al culto della divinità. Non è un bel vedere. Il biodinamico si faccia pure, per carità, ma è giusto che il non addetto ai lavori, l'appassionato o semplicemente il curioso sappia a cosa sta andando incontro. Ma forse ci sbagliamo. :-) Per questo anche noi vorremmo saperne di più.

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Fiorenzo Sartore

circa 9 anni fa - Link

niente da fare, non mi convinci. lascio perdere il discorso sulla rete che fai, per risponderti ci vorrebbe una lenzuolata sulla dinamica delle conversazioni. sembrano le solite idee neanderthaliane sulla rete ma nel caso non sei il solo, sei in compagnia di vaste tribu' che sfregano bastoncini per accendere il fuoco mentre altri hanno il laser. pazienza. glissiamo poi sul berlusconismo che letteralmente non c'entra nulla con tutto il resto, e ri-pazienza. ma parliamo di "natura antiscientifica". casualmente negli ultimi tempi leggo cose che riguardano carl sagan e altri come lui. scienziati (credo si possano definire tali) che, in ambito fisico, astronomico, chimico, osservando quanto riescono ad osservare finiscono inevitabilmente per formulare valutazioni di natura etica, mistica, o religiosa. sono pure loro antropocentrici? per tornare sulla terra: io ho cominciato, come molti, a valutare i bio-qualchecosa sei-sette anni fa. questo tipo di produzione sta compiendo un cammino, non sempre sono riusciti a convincermi, ma (guardacaso) alcuni degli assaggi più significativi degli ultimi anni provengono, per me, da produttori legati alla filosofia del vino naturale. e' giusto che si sappia a cosa si potrebbe andare incontro: ad assaggi fenomenali.

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Antonio Tomacelli

circa 9 anni fa - Link

Tu hai un problema serio. Non riesci ad accettare che, nonostante i tuoi studi di chimica e le tue frequentazioni con gli "illuminati" della scienza, si possa fare del vino più buono del tuo che rispetta tutti i protocolli della Bayer. Eppure te l'ho già detto una volta: sono tremila anni che l'uomo beve vino ed anche escludendo 2900 anni dal computo, puoi ancora bere vini del secolo scorso fantastici ma che la chimica non sanno cosa sia. Accetta un consiglio: non ti prendere troppo sul serio e ogni tanto sacrifica un agnello al Dio Sole durante il solstizio d'estate. Ci guadagnerai in simpatia.

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bacillus

circa 9 anni fa - Link

Non c'è dubbio. Io ho dei problemi seri. Ma forse sugli argomenti su cui ti stai cimentando, Tomacelli, tu ne hai molti di più. Ti basterebbe leggere un Ribereau-Gayon per scoprire che negli anni 50-60 del secolo scorso si tolleravano livelli di volatile oggi inaccettabili. Ti basterebbe riflettere sull'abitudine degli antichi rromani di mescolare il vino con il miele... ataviche sofisticazioni, chimica dei tempi antichi... lo sai perché, vero? Sarà forse che è il caso di prendersi un po' più sul serio e dare al mondo del vino contributi adeguati al livello che si merita? Un po' di serietà non guasterebbe...

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Antonio Tomacelli

circa 9 anni fa - Link

"Sarà forse che è il caso di prendersi un po’ più sul serio e dare al mondo del vino contributi adeguati al livello che si merita? Un po’ di serietà non guasterebbe…" Mai sentita una frase più presuntuosa e saccente, complimenti davvero. È seconda soltanto al tuo capolavoro assoluto: "...per tornare alle antiche concezioni della natura, alle pratiche stregonesche, ai riti magici, al culto della divinità." Se questo è il tuo "contributo adeguato", ne facciamo volentieri a meno. Ora ti lascio, ho un sacrificio umano da terminare e la vittima non può aspettare: io sono quello con il coltello

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bacillus

circa 9 anni fa - Link

...ammazza che noia, Tomacé... fosse una volta che entrando nel merito degli argomenti si riesca ad avviare un confronto. Niente, nemmeno sulla sopraffina qualità dei vini degli antichi romani... Insomma sembra che siamo destinati a sottostare a questa fondamentale legge giusnaturalista: pendere dalle tue labbra...

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Francesco Santini

circa 9 anni fa - Link

Buongiorno, intervengo per la prima volta e vi leggo da molto, sono un appassionato e lavoro nel vino da qualche anno.... (Tanti anni, sigh il tempo che passa!) Una precisazione, credo sia più giusto parlare di "uve biodinamiche" piuttosto che di "vini biodinamici", la biodinamica manco lo contempla il vino come prodotto della terra! Credo sia sbagliato usare il termine biodinamico come sinonimo di vinificazione naturale con bassi tenori di solforosa e pratiche di cantina aprossime allo "0". Per il resto credo che per dare una valenza sperimentale a tale esperimento si debba vinificare davvero nelle stesse identiche condizioni, altrimenti i tantissimi parametri che influiscono nelle fermentazioni porterebbero inevitabilmente a vini diversi. Credo che questa mia affermazione sia facilmente condivisibile, altrimenti fare il vino buono sarebbe una faccenda facile, cosa che invece sappiamo essere difficilissima... Saluti Francesco Santini

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Andrea Gori

circa 9 anni fa - Link

il fatto è che finora non ha mai avuto senso parlare di vini fatti in maniera biodinamica ma solo semmai di uve biodinamiche. Invece, uno degli obbiettivi di Anello è proprio quello di scrivere un protocollo di vinificazione biodinamico, per poi importo ai criminali contro l'umanità come bacillus ;-)

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bacillus

circa 9 anni fa - Link

Dunque: il campione A ed il campione B provengono dalle stesse uve, cambiano solo le modalità di vinificazione. Essendo tali uve "bio-qualcosa", il campione A non si può definire "tradizionale", ma è lui stesso bio-qualcosa. Inutile dire che alla luce di queste evidenze, il modo in cui è stato presentato il confronto risulta sempre più incomprensibile (o se vogliamo comprensibilissimo). Ma andiamo oltre. Si vorrebbe conoscere a questo punto i protocolli di vinificazione utilizzati per i due metodi. Potrebbe essere infatti che con il metodo A si sono volutamente adottate pratiche "tecnologiche" secondo protocolli standard che però, come si sa, non si adattano affatto all'esigenza di ottenere la massima qualità. Tanto per dire, se uno dei punti di forza del metodo B è il non aver impiegato solforosa in vinificazione, beh, se è per quello sono quindici anni (ed altri prima di me) che non la uso, eppure io faccio vinificazione "tradizionale". Rinnovo, quindi, il mio invito a farci conoscere i dettagli di quei due protocolli di vinificazione.

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Andrea Gori

circa 9 anni fa - Link

non conosco i protocolli nei dettagli, sono stato chiamato a degustare i due vini in pubblico e senza sapere quale dei due fosse completamente biodinamico e quale invece fosse stato realizzato tramite protocollo standard. Per standard intendo quello probabilmente usato per fare il 99% dei pignoletto dei colli bolognesi in circolazione perchè ti sfido a trovarmene 5-6 che non siano il classico "vino da pesce" della casa del popolo o poco di più quanto a sentori, raffinatezze e capacità evocative. Quanto ai riconoscimenti, non capisco come tu possa criticare senza avere i bicchieri di fronte. Quanto alle richieste di esame dei protocolli scrivi a Leonello Anello e credo sarà ben felice di illustrateli.

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bacillus

circa 9 anni fa - Link

Sei sincero e la sincerità è merce che certo non abbonda. Personalmente apprezzo. Grazie.

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ALAN

circa 9 anni fa - Link

qualche problema col Pignoletto?

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Giuseppe

circa 9 anni fa - Link

Caro Andrea, ho visto con interesse i video e ho letto le conversazioni che, al di là delle polemiche, sarebbero un buono spunto, visto che in Europa stanno litigando per dare un senso al 'vino biologico' che oggi non esiste e che tutti aspettiamo. Non mi dispiacerebbe farti assaggiare i Pignoletti da uve biologiche che produciamo a Castel dè Britti nel Comune di San Lazzaro (BO) e sapere se nella tua visione del Pignoletto riusciamo a entrare nei 5-6 non-solo-da-pesce (io credo siamo un pò di più..). In effetti il nostro Fermo del 2008 e del 2009 sono entrambi a 14,5% (...da pazzi...lo dico sempre al mio enologo..)e quest'anno forse ci avventuriamo anche sul passito.. Se mi mandi un indirizzo te li faccio recapitare. ciao - Giuseppe

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gianpaolo

circa 9 anni fa - Link

Si avverte una certa intollerenza verso chi la pensa in modo diverso. Ma veramente sarebbe bello se i commenti fossero tutti dello stesso tenore? Bacillus potra' essere anche provocatorio, ma in fin dei conti fa delle richieste di conoscere di piu', il che piacerebbe anche a me per inciso.

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alvaro pavan

circa 9 anni fa - Link

Più che intolleranza mi sembra l'evidente fastidio di chi, di fronte alle domande serie ed argomentative sull'oggetto che propone bacillus, si trova senza le adeguate risposte. A domanda, di solito, si risponde. Anche, magari, dicendo non so. Riconoscere di "ignorare" è molto più intelligente che arrampicarsi sugli specchi. Divertitevi. Saluti Alvaro Pavan

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Andrea Gori

circa 8 anni fa - Link

Aggiornamento di un anno e mezzo dopo. Il pignoletto in questione prende Tre Bicchieri al Gambero Rosso http://www.intravino.com/primo-piano/tre-bicchieri-emilia-romagna-sardegna-trentino-e-cadeau-umbria/ Amen

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