Altre fiere | VinoVinoVino, per esempio

di Fiorenzo Sartore


Vini veri, vini bio, vini naturali, di contadini, insomma la vinosofia contemporanea e super-attuale. Siamo a VinoVinoVino e assaggiamo felici. Le strade non sono intasate, i posteggi non sono un problema, la struttura è ampia spaziosa organizzata e insomma idilliaca. Roba che mi chiedo: ma che ci sono andato a fare al Vinitaly? Era meglio se venivo a vivere qui, in questa fiera satellite tanto perfettina da sembrare irreale.
I primi assaggi sono Piemonte-centrici. Il Barolo Cannubi 2006 di Rinaldi, che mi impregna col suo ricordo di terra e nocciole (85/100). Il Barbaresco Rio Sordo 2005 di Cascina delle Rose, una fucilata indimenticabile da 88/100, tannini fierissimi e nebbiolo quintessenziale. Oppure il Dogliani di San Fereolo, che è pure buonissimo, ma il suo Dolcetto “base” (orrendo descrittore) per me è una rivelazione, lo voglio (85/100). Ma tra tanti ricorderei soprattutto il Barolo Chinato di Cappellano, che mi riconcilia con valutazioni meno positive che avevo in memoria: questa release è perfetta. Niente voti, in quanto Cappellano. Infine il Moscato Istriano di Clai (Slovenia Croazia), un surmaturato in pianta spettacolare, dolce armonico, in bilico con il piglio salino (84/100). E siamo solo a metà giornata. Il miglior vino che ho assaggiato è sempre il prossimo.

[foto di Alessandro Morichetti]

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Fiorenzo Sartore

Vinaio. Pressoché da sempre nell'enomondo, offline e online.

30 Commenti

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TERROIR

circa 12 anni fa - Link

Ti capisco,io ho fatto proprio così,quest'anno niente vini "brand" solo "vini naturali" ,molto slow...e in media molto buoni! e molto sorprendenti!.E' la fiera del "vino che non ti aspetti" ,i terroir più vocati inutile dire che si confermino a pieni voti (con una faccia diversa,più territoriale) in loco ci sono Piemontesi già affermati e "piccoli grandi" Brunelli (Fonterenza ,Pian dell'orino su tutti) ma le sorprese più belle vengono dalle piccole denominazioni.Belle le proposte di caves de pyrene(Il Saint Joseph su tutti col Morgon "cote du py" campione delle sorprese straniere)un pò sottotono (forse l'annata) Zind Humbrecht che propone il solo "herrenweg" ai livelli abituali(fantastico il depliant esplicativo in italiano,parlano solo francese)e Pacalet?! ,tanta roba.Poi voglio citare delle persone che considero "eroi"...da Fausto Andi che mi ha aperto un nuovo mondo all'azienda Romeo del Castello,la foto del vigneto a 700mt d'altitudine lambito dalla lava mi passa ancora davanti...incredibile,i coraggiosi ragazzi che fanno vino all'isola del Giglio di Altura e tanti altri dei quali conserverò il ricordo sperando di andare prima o poi a trovarli nei loro magnifici vigneti.L'unico neo sono i vini purtroppo non all'altezza nonostante un grande impegno dei produttori...

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RAMPAVIA

circa 12 anni fa - Link

Scusate tanto,ma vi accorgete solo adesso di questi vignaioli e vignerons? Da anni (almeno cinque o sei) accanto al Vinitaly o al WF di Merano ci sono le manifestazioni alternative di questi signori. Senza contare le Fiere di Fornovo, di Asti e, da ultimo, di Agazzano. A mio parere questi movimenti dei vini naturali raccolgono la meritata notorietà proprio in un momento di stasi. Gli ultimi assaggi non mi hanno del tutto convinto. La straordinaria personalità dei primi anni non la trovo più, prevale una certa omogeneità ed i prezzi aumentano in maniera esponenziale. E’ ovviamente una mia impressione, ma mi sento di esprimerla avendo seguito questi vini sin dall’inizio. Rimangono delle stelle ormai indiscusse come Campi di Fonterenza (citata sopra) con un Brunello già premiato qualche mese fa da Decanter come miglior 2004, che produce anche notevoli Rosso di Montalcino e che è capace di esprimere una Riserva 2004 di dimensioni stratosferiche.

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Fiorenzo Sartore

circa 12 anni fa - Link

Eddai, il metodo dialettico "arrivate tardi" ha poco senso: rallegrati, semmai, che aumenti il numero degli enofili sensibili alla cosa. Piuttosto è interessante quel che dici, "la straordinaria personalità dei primi anni non la trovo più". Io nei primi anni ricordo un gran numero di puzze ed ineleganze, mentre col passare del tempo - e ieri a Cerea - ho trovato vini caratteriali ma quasi sempre corretti, pure se fortemente caratterizzati. I prezzi sono un altro argomento difficile da maneggiare. Un'azienda che ha due ettari di vigna e, anno dopo anno, vede aumentare il successo e le richieste del suo prodotto, può permettersi di fare quasi quel che gli pare, col listino. No?

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TERROIR

circa 12 anni fa - Link

Come mi ha detto schiettamente uno dei produttori :"inutile girarci intorno alla fine il vino deve essere buono senza se e senza ma" e concordo,qualsiasi metodo si utilizzi;naturale e non.Biodinamici..biologici...naturali...il vino lo devono vendere! Concordo con Fiorenzo sulla semplice ma tutt'ora palese regola della domanda e dell'offerta che alza automaticamente il prezzo di questi vini(e quel che chiedono i sopracitati Brunelli come altri piccoli capolavori è giustificato) ma in molti casi ho degustato "liquidi alcolici" (purtroppo non meritavano neanche la menzione vino in etichetta) a prezzi da oreficeria ! Sono arrivato alla conclusione che la differenza la faccia la mentalità più o meno radicale dei produttori.Cerco di farla breve : dove la naturalità e il rispetto in vigna trova un approccio "open minded" in cantina (ricordandosi che siamo nel 2010 e che si può rispettare l'uva ed il terroir senza l'utilizzo della chimica ma accompagnando il lavoro della natura e dell'uomo con della tecnologia) e in fase di marketing (gestione dell'etichetta ,dell'immagine e co.) si ottiene il massimo : ottimi vini,puliti,giusti e d'impatto sul mercato.Dove invece prevale la mentalità radicale tranne in rari casi (da commozione,addirittura con una marcia in più rispetto ai sopracitati per espressività) si decade in meri esercizi di "stile naturale" ,difettati in molti casi e sovraprezzati dove sebbene riusciti sullo scaffale trovano etichette pari-prezzo che li ridicolizzano.Con questo anch'Io come Fiorenzo rispetto ad altre degustazioni ho trovato molti meno difetti e molta più "espressività",un miglior approccio commerciale ed un innalzamento della qualità media.Spero di essere di fronte all' inizio di una nuova era e non di fronte ad una nuova moda (ridicole le grandi maison "convertite").

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RAMPAVIA

circa 12 anni fa - Link

Mi rallegro e sono anche contento che tu ed altri commentatori abbiano trovato che i vini naturali sono nel loro complesso migliorati. Posso essermi sbagliato e continuerò le mie peregrinazioni. Mi rimane comunque un poco di nostalgia delle prime fiere, un poco improvvisate, dove però si respirava una atmosfera che non respiro più adesso.

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Franco Ziliani

circa 12 anni fa - Link

Fiorenzo, devo tirarti doppiamente le orecchie, primo perché continui, perseverando diabolicamente, a dare i numeri, ovvero i punteggi ai vini (e poi al Barolo di Citrico dai lo stesso punteggio del Dogliani di San Fereolo: ma dai!) e poi perché spacci per sloveno un vino, ottimo, che é invece croato, il Moscato di Clai. Vino fantastico, ma hai sentito la sua Malvasia Istriana che sballo? La mia palma di vino strepitoso, che da solo valeva la trasferta a Cerea, al fantasmagorico Pignolo 1999 di Bressan, vino assolutamente da applausi. Se dovessi (ma solo sotto tortura) dargli un punteggio, un 90/100 non glielo toglierebbe nessuno

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Giulia

circa 12 anni fa - Link

D'accordo col Sartore: grande Dolcetto di San Fereolo. La qualità non dipende dal blasone, altrimenti si fa come nella canzone Contessa: "Del resto mia cara, di che si stupisce, anche l'operaio vuole il figlio dottore"...

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Fiorenzo Sartore

circa 12 anni fa - Link

Corretto thanx! Sui punteggi non recedo, caro mio :D E San Fereolo base, giurin giuretta, era spettacoloso. Roba che sto meditando di inserirlo tra i miei fornitori. Sul punteggio a Rinaldi: verissimo, ho sbagliato, E' un 88/100.

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Marco

circa 12 anni fa - Link

Mi sorprende che le piaccia una malvasia da 15,6° alcolici... !!!!

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Franco Ziliani

circa 12 anni fa - Link

Giulia, che c'azzecca Contessa? Ma mi ritiro in buon ordine, sapendo che su questo blog - e non é ancora intervenuto il Massimo Difensore della Tipologia, il Custode dell'Ortodossia - quei Dogliani godono di particolari simpatie, di un occhio di riguardo.

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Riccardo

circa 12 anni fa - Link

Ziliani, mi pare superfluo sottolineare la mancanza di stima e simpatia reciproca nota a tutti. Mi soffermo non tanto su un problema di votazione, tant'è che considero pure io le votazione superflue soprattutto quando si parla in centesimi... un 85 e un 88 li vedo pressoché uguali in una scala da 0 a 100 (che poi per i degustatori AIS sia importanti è un altro discorso). Mi chiedo però perché in 2 giorni dietro un banchetto a ViniVeri, in compagnia di Nicoletta Bocca, non abbia mai visto la sua presenza... sarebbe stato bello un confronto civile, in compagnia di altri degustatori che hanno apprezzato i vini (cito per esempio Giavedoni) per capire e comprendere da lei il motivo di tanto "distacco" da questi vini di cui Sandro Sangiorgi ne ha parlato come esempio per il gruppo di produttori Naturali, sia per la loro pulizia, sia per il loro stile. Spero ci siano altre occasioni per poter comprendere il suo punto di vista e assaggiare i vini insieme ad altri degustatori, non dico necessariamente a Dogliani da Nicoletta Bocca, le bottiglie sono mobili e quando vorrà porterò il materiale per dar fondo ai civili "campanilismi"...

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Marco

circa 12 anni fa - Link

Effettivamente parlare di vini che poi non si assaggiano mi pare un discorso che lascia il tempo che trova!

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Franco Ziliani

circa 12 anni fa - Link

Riccardo, si rivolga alla sua amica Nicoletta Bocca che le dirà che mi ha visto sia venerdì sera, alla cena con i produttori di Vino Vino Vino, (e io ho visto lei - non la conoscevo, mi hanno indicato chi fosse - che era seduto ad un tavolo proprio di fronte ero seduto io, lei in compagnia di una simpatica e bella venditrice di vino di Firenze, io con Maria Teresa Mascarello ed Ezio Cerruti) sia sabato quando sono stato tutto il giorno alla manifestazione di Cerea. Perché non mi sono avvicinato al banchetto della sua amica produttrice di Dogliani? Perché l'atmosfera di Vino Vino Vino era così bella e piena di gioia, che turbarla con sterili discussioni sarebbe stato del tutto stupido. Perché rovinarmi la giornata, con tanti buoni vini e tanti bravissimi vignaioli presenti, a parlare, oltre che con la produttrice, con una persona, lei, con la quale non vedo proprio perché io debba relazionarmi e che non so chi e cosa rappresenti? Di assaggiare in sua compagnia, come lei propone, non ho proprio nessun interesse né intenzione alcuna. Un consiglio: si rilegga quando scrive, così eviterà di scrivere, come ha fatto, "per capire e comprendere da lei il motivo di tanto “distacco” da questi vini di cui Sandro Sangiorgi ne ha parlato come esempio per il gruppo di produttori Naturali".

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Riccardo

circa 12 anni fa - Link

Franco, io rappresento e sono me stesso, non mi trincio dietro barricate autocompiacenti citando con chi ho lavorato. Poco importa se scrivo con Porthos o RugbyClub, se lavoro con la Bocca o De Conciliis, se sono o non son laureato in enologia. Sono un essere umano e per tale motivo penso tali frasi come "Perché rovinarmi la giornata, con tanti buoni vini e tanti bravissimi vignaioli presenti, a parlare, oltre che con la produttrice, con una persona, lei, con la quale non vedo proprio perché io debba relazionarmi e che non so chi e cosa rappresenti?" corrispondano ad un pensiero classista. Il confronto è fonte di crescita con la quale gli uomini (e forse anche gli animali!) possono migliorare cambiare ed evolversi come lei ha fatto con Slow Food... So chi è, l'ho vista tra Ezio e Fabrizio, ma ero più intento a guardare la bella ragazza (prima che venditrice) di Firenze e ad ammirare la semplicità e l'umiltà di un grande uomo come Vinicio Capossela. Però al tavolo, tra tanti vignaioli buoni o meno buoni che conosco, non l'ho vista impugnare il bicchiere e riassaggiare i vini di San Fereolo pertanto, prima di giudicare eccessivo un punteggio in modo prevenuto e poco nobile, m'impegnerei ad assaggiare i vini. Non mi sono rovinato la giornata vedendola, semplicemente basta ignorarla, sapere che il suo parere conta tanto quanto quello di tutti i degustatori, compratori e venditori che il mondo del vino lo muovono realmente. Sono appagato da tanti, tantissimi commenti positivi sui vini di San Fereolo, appagato e sereno al punto che uno spillo non può scalfire il mio sorriso e poco importa se lei non sa chi sia e cosa rappresenti, so che io uno sforzo (seppur grande) nel cercare un confronto l'ho proposto, lei l'ha negato agli occhi di tutti, e mi auguro che nella prossima guida di Slow Food all'assaggio dei vini di Dogliani, non abbia sbalzi d'umore, perché in tal caso ci rimetterebbe un territorio ed una guida che si sta vestendo in modo elegante... fino alla prossima degustazione forse prevenuta perché come lei ha forse appreso, nonostante la sua presa di posizione nei confronti di vini poco alcolici e bevibili, non si era accorto delle gradazioni esorbitanti dei vini di Clai e ciò dimostra che l'assaggio sincero abbatte molti pregiudizi. Cordialmente

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Franco Ziliani

circa 12 anni fa - Link

che non mi fossi accorto delle gradazioni alcoliche dei vini di Clai, con cui mi sono trattenuto a parlare almeno mezzora, é l'ennesima fanfaluca di cui é autore. Ho preso appunti sui vini e sulle gradazioni alcoliche, e so benissimo quali fossero. Io ho preso posizione contro i vini con un eccesso di alcol (e di legno) che ne pregiudica la beva. Quando l'alcol é elevato, come nel caso degli stupendi vini di Clai, ma non protagonista, e rimangono equilibrio, piacevolezza, facilità di beva e di abbinarsi ai piatti, posso solo applaudire. Non cordialmente

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Riccardo

circa 12 anni fa - Link

Lascio ogni commento a chi legge.... Buone cose Ziliani.

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Giove

circa 12 anni fa - Link

Appare evidente lo stato confusionale di Ziliani. A parte la scelta di aderire al progetto slow food (e qui sono gli altri a non aver capito) dopo averli per anni ricoperti di fango, il problema resta proprio sui vini. Giudicare male i vini di San Fereolo (meraviglioso il San Fereolo 2004) per poi definire di "facile beva" i vini di Clai o esaltare i vini di Citrico (il bicchiere che mi è stato dato di San Lorenzo Ravera 2006 aveva una volatile urticante, altro che citrico...) senza neanche citare il difetto significa o esser in malafede oppure esser un incompetente. Tertium non datur. Il fatto di giudicare senza assaggiare mi fa propendere per la prima ipotesi.

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Franco Ziliani

circa 12 anni fa - Link

ha ragione Giove, se lo dice lei, che se n'intende e che é un'autorità, anche se si nasconde dietro ad un nickname, vuol dire che sono davvero un incompetente. Glielo vada a dire a quelli di Slow Food, a quelli dell'A.I.S., dell'Onav, delle riviste inglesi che pubblicano miei articoli, prima che sia troppo tardi...

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Giove

circa 12 anni fa - Link

Il tempo è galantuomo, Ziliani. Se ne accorgeranno da soli, a caro prezzo aggiungo. Lo hanno già fatto quelli dell'Alto Adige, le tante guide cui le era stata tolta la collaborazione (oggi rinverdita da slow food), i tanti produttori di Montalcino cui lei è visto...lasciam perdere, l'ilarità non serve. Poi riviste inglesi: una sola. The world of Fine wine. Bella, certo ma con un difetto: i suoi imbarazzanti pezzi, mentalmente chiusi e carichi di pregiudizi profondi. Ricordo un blind tasting sul barolo dove non ne avete imbroccata una. Non un solo parere concorde con l'apoteosi sul vino di Ceretto, evidentemente difettato per i suoi due colleghi e il migliore per lei. Mi stia bene. ps: io mi chiamo Giovanni e chi mi conosce mi chiama da sempre Giove.

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Picchio

circa 12 anni fa - Link

I vini di clai hanno 16 gradi e fanno parecchia macerazione, definire quella Malvasia di facile beva è assurdo, dopo due bicchieri ero veramente stanco. Non dico non sia buono ma malvasia è sinonimo di freschezza e bevibilita'

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RAMPAVIA

circa 12 anni fa - Link

Vedo che il Signor Franco Ziliani brinda alla novella collaborazione con SF con la solita polemica. Con sensibilità straordinaria non si accorge nemmeno di non essere sul Suo blog e con toni pacati e sempre rispettosi del tipo “perché rovinarmi la giornata…… a parlare…. con una persona, lei, con la quale non vedo proprio perché io debba relazionarmi e che non so chi e cosa rappresenti?” inscena la consueta diatriba con i malcapitati che non sono d’accordo con Lui. Preso dalla nota vis non si rende conto dell’involontario umorismo quando per replicare ad un Giove tonante (birbaccione che usa un nickname come tutti quelli che intervengono in questo blog) scambia la prima con la seconda ipotesi dell’accusa dell’impertinente dio e per difendersi cita, in primis, con incontinente orgoglio, proprio la Sua collaborazione con SF. Se non fosse che questi teatrini sono per lo più divertenti mi permetterei di dire che sarebbe opportuno qualche serio provvedimento (se non erro già minacciato tempo fa) per evitare che anche questo blog si Zilianizzi.

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Franco Ziliani

circa 12 anni fa - Link

il provvedimento lo prendo io, di fronte alla faziosità conclamata, roba da forum del Gambero rosso, di commenti come il suo, che alternano barzellette e invenzioni - tipo "Lo hanno già fatto quelli dell’Alto Adige, le tante guide cui le era stata tolta la collaborazione (oggi rinverdita da slow food), i tanti produttori di Montalcino cui lei è visto" (quali guide? Io ho collaborato solo a Vini d'Italia, nel 1987-88) - ad osservazioni offensive. Tolgo il disturbo, nonostante gli ottimi rapporti con il team di Intravino, e vi lascio alle vostre sparate, segno di grande educazione e civiltà.

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Giove

circa 12 anni fa - Link

Barzellette? Invenzioni? Che ridere Ziliani. a) Il sito della promozione dei vini dell'Alto Adige le tolse il lavoro affidandolo a altri perché insoddisfatti dei suoi risultati. Reazione? Tutta una serie di articoli in cui apertamente predicava il boicottaggio della provincia di Bolzano e dei suoi vini. b) Lei ha fatto una sola guida, per un solo anno. Nessuno, nonostante la grande esperienza, l'ha più chiamata. Si è mai chiesto il perché? Destino cinico e baro? Reazione? Un continuo abbaiare contro le guide, in primis Gambero Rosso/Slow Food (glielo ricordo, prima erano una cosa sola) che aveva avuto l'ardire di non confermare cotanto palato. c) Montalcino, dove è visto come una barzelletta. Dov'è finito il bel post sul suo blog in cui lei chiedeva scusa a tutti per poi ritirarsi e non parlare più del Brunello. Un gran pezzo di cabaret d'avanguardia. Dovrei averlo salvato. Se vuole lo (ri)mettiamo in rete. d) Io spero che SF le affidi le schede di Fontanafredda, Gaja, Rivetti de La Spinetta, Cà Viola (tutti produttori coccolatissimi da SF su cui Ziliani ha sempre riversato il peggior veleno -ndr). Lei potrebbe anche farlo ma scommetto che a Bra non si prenderanno questo rischio. Eppure ha dimostrato di esser un bravo atleta, un tuffatore provetto con tutte le piroette degli ultimi tempi. Magistrale quella sulla rivalutazione del Brunello di Castello Banfi. Ziliani, se c'è uno che fa ridere è lei. Torni di buon ordine al suo blog, dove censura tutti i commenti negativi (oppure non concede il diritto di replica ha chi ha l'ardire di criticarla) e lascia solo le moine dei suoi pochi fan. Ha più volte minacciato (minaccia? Ma magari!!) di non tornare più su Dissapore. Riesce a smentirsi anche da solo. Che ridere. Mi stia bene.

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RAMPAVIA

circa 12 anni fa - Link

Ma come? Proprio quando il gioco si fa duro, accusando gli altri di mancanza di educazione (sic) e di civiltà si ritira dalla tenzone, attengiandosi, more solito, a vittima? E sia, ma per favore non confonda me (RAMPAVIA) che vuol essere solo ironico censore dei Suoi eccessi polemici con chi (Giove/Giovanni) oppone ben altri argomenti.

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RAMPAVIA

circa 12 anni fa - Link

Non so se di fronte all'ultimo commento di Giove/Giovanni, Franco Ziliani cambierà idea e replicherà. Sul punto a) di Giove /Giovanni mi sento di dire che la ricostruzione è troppo sintetica e coglie solo una (comunque da provare) delle cause che hanno portato l'ex Franco Tiratore a scontrarsi con vignaioli ed autorità del Sud Tirol. In larga parte le argomentazioni di Franco Ziliani, a mio parere, erano più che condivisibili.

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Franco Ziliani

circa 12 anni fa - Link

Un semplice link a due articoli che spiegano, checché ne possano dire i calunniatori, i veri perché, non ce ne sono altri, della posizione presa nei confronti dell’Alto Adige e dei suoi vini: http://www.winenews.it/index.php?c=detail&id=7686&dc=15 http://franco-tiratore.myblog.it/archive/2006/01/30/i-sudtirolesi-vogliono-la-tutela-austriaca-bene-che-i-loro-v.html Non ho altro da dire

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RAMPAVIA

circa 12 anni fa - Link

In realtà ci sono state altre questioni A.A. che Lei da ex Franco Tiratore ha affrontato. A memoria ricordo: l'uso della sola lingua tedesca al Festival del Riesling di Naturno, i cartelli "non sono italiano" ed altre ancora, per niente banali e che hanno trovato grande e calorosa (in qualche caso eccessiva)accoglienza da parte dei lettori del blog.

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Roberto

circa 12 anni fa - Link

Ziliani, ci può dire quando lei lasciò (o le è stato revocato, non so) l'incarico di responsabile della promozione dei vini dell'Alto Adige?

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Franco Ziliani

circa 12 anni fa - Link

MAI STATO RESPONSABILE DELLA PROMOZIONE DEI VINI DELL'ALTO ADIGE chi afferma il contrario é un bugiardo e visionario. Responsabile era il signor Tiziano Springhetti. Ho solo redatto per qualche tempo qualche news per il sito dei vini dell'Alto Adige e la mia collaborazione é finita, con decisione concorde, lo si può chiedere a Thomas Augscholl, che era il mio riferimento in Camera di Commercio, ben prima che prendessi quella posizione che era unicamente di carattere "politico". Era la posizione di una persona che andava in Alto Adige, per lavoro (mi occupo di vini) ed in vacanza, con la famiglia, dal 1982, che amava profondamente (la amo ancora) quella terra e che era delusa da questa svolta austriacante. Nessun collegamento tra la fine di quella piccola collaborazione e quello che scrissi. Chi afferma il contrario vaneggia o calunnia. Avevo detto che non sarei più intervenuto, ma di fronte alle menzogne una puntualizzazione era indispensabile

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Alessandro Morichetti

circa 12 anni fa - Link

Trovo noioso che in un post su VinoVinoVino si finisca per parlare di Franco Ziliani. Franco sa di non passare inosservato quando interviene ma, alla lunga, chi lo "punzecchia" più o meno civilmente - badando più al personalismo che al merito delle questioni - risulta stancante e al limite del sopportabile. Invito Franco a sentirsi libero di commentare su Intravino, ci fa piacere averlo con noi quando arricchisce la lettura. Al contempo, invitiamo a partecipare tutti gli altri lettori, nel rispetto dei temi proposti e delle persone che partecipano alla discussione. Per stavolta sospendiamo i commenti a questo articolo, fiduciosi che certi episodi non si ripeteranno.

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