Rating | Le agenzie declassano il Prosecco

di Antonio Tomacelli

Notizie dal mondo del vino: “Questa mattina l’Agenzia Intravino ha abbassato il rating del Prosecco portandolo ad AA+ con outlook negativo. La decisione è arrivata per “i rischi d’immagine” che il noto spumante italiano potrebbe subire sul mercato interno ed estero. Si guardi ad esempio, il video qui sopra che riprende alcuni produttori della King Valley Prosecco Road, una fertile vallata australiana che si prepara ad esportare in tutto il mondo milioni di bottiglie Colfòndo ma anche senza. Timori per la potenza vinicola italiana vengono anche dal Brasile dove una sedicente “Vinicola Garibaldi” sta producendo una bottiglia di Espumante Garibaldi Brut Prosecco (foto in basso) senza le necessarie garanzie sui titoli di stato.

La decisione era nell’aria da tempo ma la situazione è precipitata nelle ultime ore, come ha dichiarato uno dei responsabili dell’Agenzia di rating Intravino: “La goccia che ha fatto traboccare la bottiglia è la perenne instabilità politica che affligge lo stato del Prosecco. Abbiamo definitivamente abbassato il rating quando le agenzie hanno battuto la notizia che il prossimo Festival Internazionale del Prosecco si svolgerà a Trieste e non nella regione principalmente interessata al fenomeno bollicine”.

Gli Stati Maggiori del Prosecco hanno convocato una conferenza stampa per le 19,00 di oggi, durante la quale anticiperanno le mosse finanziarie previste in prima battuta per il 2014. Non resta che attendere lunedì prossimo, per capire come reagiranno i mercati alla crisi ormai strutturale della nota denominazione di origine controllata e garantita. Da Luca Zaia, per dire.

P.s.: liberamente ispirato da un articolo di stampa, ma vero in alcune parti. Scoprite voi quali.

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

46 Commenti

luca ferraro

circa 10 anni fa - Link

Purtroppo è triste realtà. Il prosecco va a gonfie vele e tutti cercano di copiarlo o di attaccarsi al treno che sta correndo a 1000 km orari. Non solo queste sono le contraffazioni... -prosecco brasiliano Garibaldi - king valley road -festival internazionale del prosecco a Trieste (come se facessero il festival internazionale della Ferrari a treviso) -prosecco in argentina http://camaradevinotecas.com.ar/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=223%3Aprosecco-en-argentina&catid=39%3Aultimas&Itemid=50 -il Prosek croato http://www.rotaxo.it/Vino-Prosek-croato-325127.html - il pro-frizz tutto italico ecc ecc ecc Credo che i consorzi si stiano muovendo per tutelare questo vino ma la cosa è molto difficile da portare avanti.

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Nic Marsèl

circa 10 anni fa - Link

Luca, il Prosek croato (che ti piaccia o meno - a me non piace) è un rosso dolce da meditazione simile al porto che ha una storia tutta sua e che non penso proprio possa essere additato come "contraffazione" del vostro prosecco.

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luca ferraro

circa 10 anni fa - Link

vero, ricordiamoci però cos'è successo col tocai ;)

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luca ferraro

circa 10 anni fa - Link

piccolo aggiornamento toitoi prosecco: fatto con riesling,mueller-thurgau e pinot gris http://www.toitoiwines.co.nz/Wines/Sparkling/ToiToiSparklingProsecco.aspx

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EMANUELE

circa 10 anni fa - Link

Non capisco perchè si parli di prosecco in tutto l'articolo ed alla fine si faccia riferimento alla DOCG. Il Prosecco che si intende, parlando di Trieste e Garibaldi, non è nè il Conegliano-Valdobbiadene DOCG e nè l'Asolo DOCG. Questi sono riconosciuti con il loro nome di territorio.

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luca ferraro

circa 10 anni fa - Link

ah, sarebbe bello commentare in coro sul blog del signor dal zotto "sei una sòla" http://www.dalzotto.com.au/index.php?id=47

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Stefano Menti

circa 10 anni fa - Link

Hey Luca, il link che hai messo qui non si apere. Almeno sul mio pc.

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luca ferraro

circa 10 anni fa - Link

http://www.dalzotto.com.au/index.php?id=47 a me funziona

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Francesco Maule

circa 10 anni fa - Link

Va bene cosi'! Chissa' che si sveglino! Basta piantare glera, fare i trattamenti perche' non si ammali, comprare i lieviti giusti e autoclavi belle grosse. E son capaci tutti di farlo come si fa a Valdobbiadene o Asolo che sia! E poi il Merlot e il Cabernet l'han portato in tutto il mondo, ora anche il Prosecco e il Sangiovese, perche' no?

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marco merotto

circa 10 anni fa - Link

dispiace di un commento del genere sig. Maule, la differenza tra Prosecco DOC, Valdobbiadene DOCG e Asolo DOCG, non la fa il vitigno ma il terroir difficilmente si confondono! Mi piacerebbe molto assaggiare sti glera nati ieri e che adesso si credono migliori dei nostri DOC e DOCG!

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lievito mannaro

circa 10 anni fa - Link

A dirla tutta presso Trieste si trova localitá "Prosecco", le uve provengono originariamente da li....

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luca ferraro

circa 10 anni fa - Link

si ma il 90% della produzione mondiale di prosecco è fatta a Treviso.

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marco merotto

circa 10 anni fa - Link

ricordo che non ci sono le basi documentate del passaggio del glera da Prosecco a Valdobbiadene! solo similitudini!

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Gianluca Morino

circa 10 anni fa - Link

Purtroppo questa è la grande pecca italiana cercar di chiudere le porte quando i buoi sono scappati. È come se un imprenditore facesse un investimento senza tutelarsi sulla proprietà della cosa. I consorzi dovevano muoversi prima ma sappiamo da chi, in media, sono gestiti. Noi sulla Barbera siamo piazzati peggio: confusione tra le denominazioni, confusione sulle tipologie e qualità media sotto le aspettative. Comunicare diversi territori quando in etichetta sei raggruppato sempre dalla stessa dicitura Prosecco non è semplice. Comunicare questo risulta quasi improponibile. Un altro errore dei consorzi del Prosecco è quello di non attuare una seria politica della qualità e del prezzo medio. Se queste cose non le fai quando il treno corre non le si faranno mai più.

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Stefano Menti

circa 10 anni fa - Link

Sono d'accordo Gianluca. Lo stesso dicasi per il Tocai. I ns. si sono mossi quando era troppo ma davvero troppo tardi.

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Roberto Panizza

circa 10 anni fa - Link

Gianluca, queste cose le devi fare prima che il treno parta. Quando le cose vanno bene è tropo tardi, c'è sempre qualcuno che non ha interesse a mutare lo status e blocca tutto o lo modifica secondo i propri interessi.e di solito gioca al ribasso.Questo succede in molte dop, per esempio. Il problema è che per anticipare ci vuole progettazione....

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Gianpaolo Paglia

circa 10 anni fa - Link

i due "fenomeni" italiani del momento, quelli che trainano tutte le esportazioni, dai quali derivano tutti i segni + delle strombazzate statistiche che vedono l'italico vino alla conquista del mondo, sono il prosecco e il pinot grigio. E' chiaro che sono fenomeni riproducibili da tutti, anche se nel primo caso solo parzialmente per via del nome che dovrebbe essere protetto, ma non la tipologia. Il pinot grigio poi, si tratta di una varieta', non di una denominazione. Forse, mentre si celebrano i fasti di questi vini, spesso (s)venduti in tutto il mondo, cominciare a meditare e mettere giu qualche piano strategico non sarebbe male. Ma, in Italia, c'e' una strategia nazionale per il comparto vino? No.

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Nelle Nuvole

circa 10 anni fa - Link

Concordo, concordissimo. e un'altra cosa che mi irrita profondamente é che quando si strombazzano i sorpassi italiani sulla Francia, quando a noi produttori che, poverini, ci lamentiamo, vengono sbattute in faccia statistiche di crescite esponenziali, si sorvola sul fatto che le crescite sono appunto delle due tipologie di vino citato da Gianpaolo. Così pensano di farci sentire strafichissimi e sulla cresta dell'onda. Poi vai in un posto qualsiasi negli States e fra i 4 vini bianchi al bicchiere trovi sempre un Pinot Grigio ciofeca che viene da un'anonima valley del mondo. E fra i 3 sparkling al bicchiere c'é sempre un Prosecco, ancora italiano, ma già ciofeca e quindi pronto per essere sostituito con l'equivalente ciofeca del Nuovo Mondo. Tanto sanno tutti della stessa robaccia. Perché allora non farla finita e creare una Denominazione, un'Apellation universale che si chiami Ciofeca Controllata e Garantita o Ciofecon Universelle in cui si raggupprino tutti quei vini, sparkling o tranquilli, bianchi, rossi e rosati, anonimi, piatti, boring, bloody boring. Se esiste l'ONU si può ipotizzare anche questo fra gli uomini e donne di buona volontà.

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luca ferraro

circa 10 anni fa - Link

Concordo pure io, i paragoni di questo genere non si dovrebbero fare. Dobbiamo però a mio parere stare attenti a dire che 1/4 dei pinot grigi sono schifezza e un altro quarto composto da prosecco immondizia. Di PG e prosecco indecenti se ne trovano facilmente come si trovano champagne imbevibili e costosissimi. La massa del prosecco è doc di pianura (s)venduto a poche lire ed ovviamente più appetibile per quei ristoranti che vogliono guadagnare facile. La diferenza tra doc e docg di collina è netta questo ve lo posso assicurare. P.s. Anche in USA c'è prosecco buono, basta solo saperlo cercare.

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luca ferraro

circa 10 anni fa - Link

ovviamente volevo dire diFFerenza ;)

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Nelle Nuvole

circa 10 anni fa - Link

Certo che c'é. Mi sono concessa una licenza poetica esagerando un po' per rappresentare la mentalità del consumatore medio americano, o anche di altre parti del mondo che é stato "rallevato" al gusto di un Pinot Grigio e di un Prosecco mediocri e banali. Rendendo più facile la diffusione e la commercializzazione di questi due vini, ma svilendone la qualità. Cosicché se adesso si produce e si consuma Pinot Grigio proveniente da luoghi assurdi e prossimamente toccherà anche ad un generico "Prosecco" é anche colpa di chi per anni l'ha fatto così così, e di chi non si é preoccupato di proteggerne e rafforzare l'immagine.

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Gianpaolo Paglia

circa 10 anni fa - Link

Ecco quindi il punto, ci vuole quel tanto di furbizia tipicamente italiana, tanto "apprezzata" in tutto il mondo, per chiamare con lo stesso nome cose che sono diverse, come dici a proposito del Prosecco DOC e quello DOCG, oppure per i vari Chianti, che si spingono fino a Pisa o Arezzo. Certo, i vini non sono uguali, ma i voti che si riescono a raccogliere con queste operazioni, mai veramente ostacolate e combattute da qualcuno, quelli si che sono tutti uguali. Magari allora si dovrebbe poi investire grosse somme di denaro in promozione ed educazione per far capire al consumatore queste differenze, il che non succede, con il rischio che poi quello ti domandi: "ma se sono diversi, perche' allora li avete chiamati con lo stesso nome?" non se ne esce...

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luca ferraro

circa 10 anni fa - Link

quoto parola per parola

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Stefano Menti

circa 10 anni fa - Link

Come no Gianpaolo, c'è la strategia di fare la d.o.c. Italia, quella forse non la potranno copiare in altre parti del mondo. Che tristezza.

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Maurizio Fava

circa 10 anni fa - Link

sta succedendo una cosa analoga col Moscato, in auge nei mercati anglosassoni e in oriente. con l'ulteriore beffa che tutto il modo usa la parola "moscato" in etichetta mentre èproprio nella patria del Moscato, il Piemonte, è vietato farlo per vini che utilizzino il vitigno fuori dalla docg

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Maurizio Fava

circa 10 anni fa - Link

una curiosità: ho avuto modo di suggerire personalmente a tre successivi Ministri all'Agricoltura (pecoraro, de castro e alemanno) + a 1 sottosegretario + a qualche decina di assessori una semplice mossa di difesa del prodotto italiano: la registrazione come marchio di tutti i nomi italiani da parte dello stato (che poi l'avrebbe concessa in uso gratuito solo ed esclusivamente ad imprese ITALIANE operanti DAVVERO in Italia. ovviamente a nessuno interessò il banale suggerimento...

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francesco bonfio

circa 10 anni fa - Link

veda, il problema irrisolvibile è che NON si possono registrare i nomi di varietà animali o vegetali. Si supera questo fatto solo registrando i nomi geografici. Tutto il mondo può utilizzare il nome Moscato come chiunque nel mondo può utilizzare il nome Cabernet anche se storicamente il moscato si identifica con l'Astigiano e il Cabernet con il Bordolese. Quindi il suo suggerimento non poteva essere accolto.

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Nic Marsèl

circa 10 anni fa - Link

L'uva Moscato è coltivata da millenni in tutto il bacino del mediterraneo, non è un vitigno autocnono di Asti... Tutt'altro discorso è la protezione del territorio dove il vitigno ha trovato felice espressione per la tipologia di terreno, clima, storia, tradizione e anche grazie ad un partiolare metodo di vinificazione.

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francesco bonfio

circa 10 anni fa - Link

Infatti Asti è un nome protetto e su quello si dovrebbe insistere per la promozione e la tutela, non su moscato

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Roberto Panizza

circa 10 anni fa - Link

So che non è possibile in Italia. Già in Germania ci sono meno ostacoli. E non credo che l'ufficio marchi e brevetti australiano impedirebbe la registrazione di "Ruchè". Credo...

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francesco bonfio

circa 10 anni fa - Link

Crede male...

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roberto panizza

circa 10 anni fa - Link

Raccolgo qualche dato e le faccio sapere.

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Alberto G.

circa 10 anni fa - Link

Purtroppo con la storia della fantasia e del genio italiano,spesso (troppo spesso) ognuno va per la sua strada,per tentativi,intuizioni e fallimenti vari.Questo non riguarda solo il prosecco e lo spumante da prosecco.Se non si preoccupano loro di tutelare il loro prodotto,figuriamoci se lo fara' qualche Ministro della MINESTRA.E pensate che stiamo parlando di una regione all'avanguardia(almeno secondo quelli con i fazzoletti e le camicie verdi).

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anonimo

circa 10 anni fa - Link

siamo alle solite, ci scopiazzano. ma il problema non è la scopiazzatura ma la cultura dei consumatori e il relativo potere d'acquisto. per la cultura lasciamo perdere. ognuno ha la propria e decide secondo coscienza o convinzioni per il potere di acquisto c'è poco da fare. se io sono disposto a pagare 10 euro una bottiglia di prosecco non vuol dire che tutti siano in grado di farlo, quindi mi accontenterò di qualcosa simil-prosecco a 4 euro con buona pace dei produttori italiani. succede in tutto il mondo con prodotti di tutti tipi, dalla coca cola alla birra al pane agli snacks agli orologi e via di carta-carbone. si cavalca l'onda del successo altrui e si tenta di vendere un sottoprodotto per i meno abbienti o i tirchioni abbienti. quindi succederà anche con il prosecco. e chissenefrega io compro l'originale

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Andrea

circa 10 anni fa - Link

Ma perchè declassato?! Se si cerca di imitare il Prosecco è buona cosa, significa che è un prodotto che tira e ha un ottimo margine di espansione commerciale, altrimenti perchè non copiano il merlot o cabernet del piave o Doc Venezia?? La cosa che fa paura sono i nostri politici e i consorzi che dovrebbero tutelarci da queste imitazioni dei nostri prodotti tipici! Non basterebbero 25.000 ettari a soddisfare la richiesta mondiale di Prosecco! Saluti

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Antonio Tomacelli

circa 10 anni fa - Link

Naturalmente il mio era uno scherzo tirato agli amici del Prosecco. Sono anch'io convinto del contrario e, addirittura, penso che tutto questo scopiazzare sia cosa buona e giusta. Però, a questo punto, per gli amici di cui sopra deve scattare la "Fase 2", ovvero, una bella campagna pubblicitaria internazionale con l'invito a bere "The Real Prosecco" P.s.: i diritti d'autore sullo slogan potranno essere pagati in bocce di una certa levatura. Grazie

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essere

circa 10 anni fa - Link

La germania che è stato, ed è ancora il primo importatore di Prosecco italiano , hai importato ed importa ancora un sacco di prosecco pessimo che non ha nulla a che vedere con il "real Prosecco" e in america a nessuno importa se è docg ,doc o chissà cosa, importante ci sia scritto in etichetta PROSECCO. Quindi non diciamo sciocchezze sulla qualità , o sul terroir per cortesia. Le aziende vogliono vendere ,punto. Provate a chiedere a qualche produttore quali sono i prezzi export con cui vendono il prosecco DOCG , veri però non da listino. Visto che vogliamo valorizzare la DOCG e poi ci sono produttori che esportano prosecco DOCG a 3 euro a bottiglia e DOC treviso a 2 euro . Meditate gente ,meditate altro che DOCG. Vedremo quando andranno in produzione tutti gli ettari di prosecco piantati tra veneto e friuli , ci sarà da ridere e che risate!!!

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luca ferraro

circa 10 anni fa - Link

Caro/a Essere vero, Germania acquista gran quantità di Prosecco sotto ai 2.50€ (ricordo sempre che all'ingrosso viene via ad oggi a 1.90€ al litro) Sull'America invece potrei dirti che è vero che la parola Prosecco è quella che la a fa padrone ma ti assicuro che ci sono molti importatori seri che cercano la qualità e le piccole aziende. Non conosco molto bene i prezzi export delle altre cantine ma sono sicuro che qualcuna venderà docg a 3€ e doc a meno di 2 ma questo fa parte del mercato. Il problema in questo caso come dice Gianluca Morino è il consorzio di tutela che non fa niente per proteggere chi lavora x la qualità. Altro problema è quello degli impianti di glera che sono stati bloccati troppo tardi, stiamo parlando di un raddoppio dei qli prodotti negli ultimi 3 anni. Credo che i consorzi della docg (Asolo e Conegliano-Valdobbiadene) dovrebbero lavorare assieme per promuovere queste zone storiche che hanno fatto nascere questo vino che tanto successo sta avendo. Purtroppo però non si sa da che parte sbattere la testa, gli speculatori stanno facendo man bassa e le fiere internazionali del prosecco si fanno a Trieste.

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WineRoland

circa 10 anni fa - Link

Non credo che quella di Maule sia solo una provocazione. Il Prosecco ormai è diventato il vino dell'happy hour, visto che mercato trainava tutti si son messi a fare prosecco (o glera), facendosi concorrenza sull'unica cosa rimasta, ossia il prezzo. Poi naturalmente abbiamo in Italia una legislazione vinicola poco funzionale, mentre i vari ministri si sono preoccupati, negli ultimi anni, a regalare DOCG come se piovesse. Ma ho l'impressione che il progressivo abbassarsi dei prezzi, e contemporaneamente della diversificazione dei prodotti, sia un problema generale dell'agricoltura italiana.

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essere

circa 10 anni fa - Link

ripeto : tra due tre anni non esisterà alcuna differenza tra Prosecco docg e doc e nel mondo si berrà solo Prosecco, punto. L'America supererà la Germania in quanto ad importazione di simil-prosecco.....un bel successo per il made in italy...che tristezza! E non parlatemi di "Terroir" per il Prosecco, pura bestemmia.

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vinogodi

circa 10 anni fa - Link

CITO:"ripeto : tra due tre anni non esisterà alcuna differenza tra Prosecco docg e doc e NEL MONDO si berrà solo Prosecco, punto." RISPONDO: Data la profezia ,mi sto offrendo volontario come membro perenne della stazione orbitale attualmente operante fra terra e luna...

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Vini&Cretini

circa 10 anni fa - Link

Mi permetto di dire una bischerata anche io.. visto che qualcun altro l'ha detta. Il Prosecco è fortunatamente un gran business, ma come al solito, in Italia, noi Italiani abbiamo in mano l'oro e ci facciamo fregare, non godendone dei benefici. La domanda che pongo io da ignorante è: ma perché all'estero si trovano sui banchi dei locali o sui tavoli dei ristoranti, produzioni ITALIANE di Prosecco (o Glera che dir si voglia) che non ci permetteremmo mai soltanto neanche di comprare in un discount di infimo livello, se non con la garanzia medica allegata? Insomma: come fanno gli stranieri, nostri migliori clienti di prosecco, gli americani, i tedeschi e domani magari i cinesi, a capire che tra un prosecco-ciofeca italiano ed un prosecco-ciofeca estero, loro devono comprare quello italiano!?! E, a quel punto, cosa gliene frega se è italiano o no?! E' successo anche con altre doc/docg, che sia permesso di vendere con i loro bollini cose impossibili di rispetto dei disciplinari stessi, eppure continuiamo a produrle, etichettarle, magari premiarle a qualche manifestazione o in qualche guida e poi venderle. Insomma. Sarà il caso di cominciare ad essere "furbi" nel modo giusto?! E a proporre furbescamente cose che possano darci un ritorno a lungo termine, come qualità, identità, tutela del territorio ecc. ecc.?? Come bischerata mi sembra abbastanza, non aggiungo altro.

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Fabio

circa 10 anni fa - Link

Il futuro sarà il Prosecco DOC,già la Germania prende solo questo e pochissimo docg. Negli ultimi anni si fanno ottimi prosecco DOC vedi le pluri premiate la marca vini e spumanti o la contarini SPA (fattura 100 milioni di euro) con il glera spumante e il DOC Treviso. Il futuro? L'ottimo rapporto qualità prezzo della DOC Treviso.

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luca ferraro

circa 10 anni fa - Link

Caro Fabio Buoni da morire i vini di contarini come gran parte dei vini della doc (non tutti ovviamente) . La collina da prodotti migliori, mettitelo in testa. +Per quanto riguarda il futuro credo tu abbia la sfera di cristallo, mi puoi dire dove l'hai comprata così la ordino pure io?

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fabio

circa 10 anni fa - Link

beh è un dato di fatto.Lo sai bene cosa guadagnano i viticoltori che fanno doc e ti assicuro vendono da paura. Un mio caro amico si è preso una tenuta di 8 ettari nuovissima. Ha meccanizzato tutto,una cosa incedibile

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luca ferraro

circa 10 anni fa - Link

Verissimo, attualmente (per assurdo) la doc paga di più rispetto ad entrambe le docg. Credo che i prezzi avranno un calo sensibile con la prossima vendemmia, almeno così dicono quelli più informati di me.

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