Siamo stati al Gin Day 2014 e questo è tutto quello che dovete sapere

di Gianpaolo Giacobbo

Il successo che sta riscuotendo il Gin e il mondo della miscelazione in generale è sotto gli occhi di tutti ed anche il più incurabile dei winelovers si abbandona senza vergogna ad un bel Gin Tonic. Si, ma quale Gin Tonic? Fino a qualche anno fa ti servivano un qualsiasi London Dry, una tonica Recoaro con la scorza di limone ed il gioco era fatto. Oggi le cose si sono parecchio complicate.

Innanzi tutto un po’ di storia: Il Gin come tanti altri spirits ha origine medicinale. Nasce ad opera di un farmacista olandese, tale Sylvius Franciscus, che cercava un rimedio per i disturbi allo stomaco mettendo in infusione in alcol di grano le bacche del ginepro. Questo metodo tradizionale olandese rimane ancora nella produzione moderna, ma quello più conosciuto e con maggior divulgazione è il metodo di produzione inglese. In questo secondo caso nell’infusione oltre alle bacche di ginepro si aggiungono altre spezie ed aromi come ad esempio il coriandolo, la liquirizia, i semi di finocchio, la scorza di limone o il cardamomo. Tutti questi elementi sono detti botanicals e determinano lo spettro aromatico del prodotto finale che deve essere il più fine ed elegante possibile.

I Gin che vengono importati e distribuiti in Italia sono sempre di più e si sta aprendo anche il mercato dei prodotti italiani. Tra i primi ad affacciarsi nella linea Premium o Superpremium, c’è sicuramente l’apripista Hendricks. Dietro di lui un vero e proprio fiume di Gin proveniente da ogni parte del mondo. Sulla scia di questo grande successo è nato lo scorso anno il Gin Day di Milano, una giornata dedicata interamente a questo alcolico a base di ginepro. Lo scorso anno il pubblico aveva risposto con entusiasmo, ma quest’anno é stato un vero e proprio tripudio.

Piccola nota di colore: il barman non è più l’elegante signore dalla giacca bianca e papillon ma si è trasformato negli anni in un animale da palcoscenico. Ecco allora il Barman dal baffo laccato, quello dal lungo barbone stile anni trenta e i personaggi eccentrici dal corpo tatuato perché oggi, dietro la station drink, si fa anche spettacolo. Tutto ciò è estremamente affascinante e mettere naso e bocca su questi spiriti intriga notevolmente. Questi i nostri assaggi migliori:

Bobby’s Dry Gin. dalla cittadina di Schiedam a pochi chilometri da Rotterdam. Un Gin olandese con spezie indonesiane, rosa canina, lemongrass, pepe dall’aroma delicato ma che presenta al palato una bella freschezza e forza capace di veicolare tutti gli aromi.

Cittadelle. Gin Francese. Al naso è molto fine ed elegante, complesso nel suo sviluppo esile, con note di agrumi e ginepro. Al palato è delicato, pur evidenziando una bella presenza ed armonia.

Cittadelle Reserve. Metodo Solera e non conosco altri gin prodotti in questo modo. Ha riposato in botti di rovere, probabilmente di whisky. Le note legnose sono molto delicate e non sovrastano l’eleganza.

Gin del Professore. Gin Italiano. Un’anteprima per il prodotto del Jerry Thomas Project dal gusto deciso con note di cannella, rosa canina e ginepro. Al palato è pieno e piacevole.

Gin del Professore A’ la Madame E’ la versione femminile del Gin del Professore naso etereo e floreale molto ampio. Al palato è delicato e soffice, lascia un retrogusto molto gradevole.

Sylvius Gin. Gin Olandese. Molto elegante e deciso con sentori di cumino, anice stellato e liquirizia. Da utlizzare in miscelazione con una tonica delicata e non troppo invadente, in questo modo può esprimere maggiormente i sentori agrumati.

Onder Boompjes. Abbiamo conosciuto Jean Paul Batenburg, titolare dell’azienda olandese che dal 1650 produce Gin nel paesello di Schiedam, a pochi passi da Rotterdam dove sorgono molte distillerie. Jean Paul produce il proprio malto di vino come da tradizione e questo fa la differenza nel prodotto finale.

Bompjes Old Dutch Genever. È invecchiato 3 anni in botti di Bourbon, molto  fresco con note di agrumi e contiene il 20% di malto di vino.

The Duke. Munich Dry Gin è un prodotto tedesco che contiene tra i botanicals malto e luppolo per non tradire il legame con la birra. Delicato e fine al naso, ha una bella presenza in bocca. La presenza del malto lascia intendere un residuo di zucchero che ci assicurano però non ci sia.

Roby Marton Gin. Il Marton Gin è prodotto proprio a casa mia, vicino a Bassano del Grappa e viene ottenuto per macerazione a freddo dei botanicals non filtrati. In assaggio anche la versione monobotanics, una allo zenzero l’altra al cardamomo. Gin piacevole sia al naso che al palato, non proprio per puristi.

Elephant London Dry Gin. Interessante questa proposta proveniente da Amburgo, in Germania, ma ispirata ai pionieri africani. Tra i botanici contiene alcune spezie africane tra cui il frutto del baobab e la pianta Buchu, molto balsamica. Al naso è elegante, al palato è rotondo, avvolgente e secco sul finale.

Zuidam Old Tom Gin. L’Old Tom rappresenta la storia del Gin. Questa distilleria Olandese ci propone una versione di grande finezza. La maturazione in botti di legno conferisce un aroma complesso. Oltre alle note agrumate molto fini si percepiscono quelle della vaniglia e della liquirizia. Sul finale un residuo zuccherino tipico della tipologia Old Tom. Adatto a tutti i cocktail di generazione Fizz.

DOL Gin, The Dolomites Gin. Altro Gin di origini italiane prodotto vicino all’Alpe di Siusi. Molto fresco ed etereo che denota una grande abilità nella distillazione in alambicchi di rame a bagnomaria con ciclo discontinuo. Non si sono voluti sbilanciare sui botanicals dichiarando solo un insieme di erbe selezionate dal farmacista del paese e i limoni del lago di Garda. Il Gin viene prodotto da quattro anni e ci è piaciuto in modo particolare.

 

10 Commenti

avatar

Daniele

circa 7 anni fa - Link

Ma il Duke e l'Elephant London sono distribuiti in Italia?

Rispondi
avatar

Giampi Giacobbo

circa 7 anni fa - Link

Il Duke si l'Elephant non ancora

Rispondi
avatar

Daniele

circa 7 anni fa - Link

Davvero? Da chi? :)

Rispondi
avatar

Giacomo

circa 7 anni fa - Link

Il Gin più sorprendente assaggiato di recente è per distacco il Blue Gin, prodotto in Austria. Non era presente o non ti è piaciuto?

Rispondi
avatar

Andrea

circa 7 anni fa - Link

Quoto! Molto buono anche il Fifty Pounds. Non ho mai avuto invece occasione di assaggiare il gin Vallombrosa..... Si dice sia super..... Anche questi non erano presenti?

Rispondi
avatar

il chiaro

circa 7 anni fa - Link

quoto anche io. Non sono un amante della tipologia, però il Blue Gin gioca davvero un altro campionato. Provato a fianco di altri gin ha sbaragliato la concorrenza

Rispondi
avatar

Giampi Giacobbo

circa 7 anni fa - Link

Il Blue Gin probabilmente ci sarà anche stato. La manifestazione ha avuto molto successo fin troppo ad un certo punto non era più possibile degustare per lo meno per come lo intendo io e quindi ho rinunciato e sono uscito dalla tensiostruttura. Terrò conto della segnalazione e me lo assaggerò in altri contesti. Grazie!

Rispondi
avatar

Davide Serapiglia

circa 7 anni fa - Link

Ho assaggiato anche un premium london dry gin che non e' qui descritto il VII Hills o qualcosa del genere che mi ha davvero colpito...intenso, olioso, utilizzando, arancie rosse, cuore di carciofi, sedano, miele e non ricordo.. che potresti berlo cosi liscio. Davvero un bel evento il Gin Day!

Rispondi
avatar

Andrea

circa 7 anni fa - Link

Senza nulla togliere a tutto quello che leggo qui sopra, non trovare tracce del Monkey 47 mi pare proprio di questo argomento siamo fuori luogo e fuori tema, ma sul soggettivo va bene tutto. Sopra il Monkey per la miscellanea c'è solo il signorediotuo

Rispondi
avatar

Gianpaolo Giacobbo

circa 7 anni fa - Link

Beh non esageriamo. Monkey è un ottimo Gin, per quello non c'è scritto nemmeno nulla di Hendricks e molti altri che meriterebbero. In realtà ho voluto concentrarmi sui meno noti. Il Monkey si sa non serve recensirlo. Poi anche qui si potrebbe aprire un dibattito.

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.