Qui si fa la storia: la cultura vinicola diventa materia scolastica

Qui si fa la storia: la cultura vinicola diventa materia scolastica

di Antonio Tomacelli

Destino cinico e baro: neanche trent’anni che ho finito la scuola e solo ora qualcuno ha pensato di inserire tra le materie scolastiche la mia preferita: “Storia e Civiltà del Vino”. Oddio, per il momento è solo un disegno di legge, una proposta che dovrà superare i voti delle camere, ma voglio vedere se la lobby toscana questa volta avrà qualcosa da ridire.

L’idea della cultura enoica come materia di insegnamento nella scuola primaria e secondaria, è venuta al senatore Dario Stefàno, componente della Commissione Agricoltura del Senato e già assessore all’agricoltura della regione Puglia durante la presidenza Vendola, che ha presentato il disegno di legge durante una conferenza stampa a Palazzo Madama.

“Non esiste pezzo di storia del nostro Paese che non incroci vicende legate all’uva e al vino. Dobbiamo iniziare a raccontare l’Italia anche attraverso le peculiarità identitarie che hanno accompagnato tutti i passaggi della storia più importanti. E’ venuto il momento che l’Italia introduca come disciplina obbligatoria, e quindi a pieno titolo, “Storia e Civiltà del Vino” nel patrimonio di conoscenze basilari dei nostri ragazzi. 

L’Italia, dopo lo storico sorpasso sulla Francia, è oggi il primo produttore al mondo ed è tempo che recuperi anche il gap culturale, formando i propri ragazzi attraverso uno dei suoi principali tratti identitari. 

Non si tratta – ha sottolineato il senatore – di irrobustire la formazione tecnica nelle scuole professionali, che pure è necessario fare e con tempestività, ma di contribuire a formare il patrimonio di cultura generale e del sapere delle nuove generazioni, attraverso il racconto del ruolo del vino e dell’uva nelle pagine di storia del nostro Paese. Elementi che oggi sono senza dubbio ambasciatori della nostra cultura nel mondo. Mi auguro che già dal prossimo anno si possano avviare dei progetti pilota coinvolgendo due o tre regioni in Italia, penso ad esempio anche alla Puglia”.

Standing ovation, dunque, per il senatore Stefàno e speriamo che la lobby degli alcolisti anonimi non abbia nulla a che ridire.

 

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

9 Commenti

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bruno

circa 6 anni fa - Link

Progetto di importanza grandiosa. Speriamo non venga condotto all'Italiana

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vinogodi

circa 6 anni fa - Link

... per lo meno si è ingraziato l'elettorato appassionato di vino e può sempre dire di averci provato. Ma vi sembra realizzabile , come proposta, o credete ancora alla cicogna, al vino "naturale" e alla verginità di Belen Rodríguez ?

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amedeo

circa 6 anni fa - Link

E' bello vedere questi guardiani delle patrie enoiche sempre pronti a randellare il povero "vino naturale", anche quando questo non c'entra niente e vorrebbe solo essere lasciato in pace...

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Nelle Nuvole

circa 6 anni fa - Link

Che c'entra la fantomatica lobby toscana? Piuttosto sarà da vedere chi saranno i docenti e quali saranno i contenuti dei programmi educativi. In tante scuole primarie e secondarie cittadine gli alunni non sanno neanche com'è fatto un pollo intero, o un maiale vero, o un campo di frumento. basano la loro idea di campagna sui cartoni animati e idem relativamente all'idea del rapporto uomo-natura. Figurarsi una vigna!

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Marco Meneghelli

circa 6 anni fa - Link

Estenderla a tutte le scuole mi sembra una cosa poco sensata; dovrebbe essere obbligatorio nelle scuole alberghiere e del turismo, è imbarazzante che non venga insegnata la storia della gastronomia/ristorazione e della storia del vino italiana.

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Letico

circa 6 anni fa - Link

Nelle materne e primarie i bambini fanno visite a fattorie didattiche, sperimentando tecniche di raccolta e trasformazione di prodotti quali uva, olive, nocciole. Forse una materia utile sarebbe la storia del nostro patrimonio agroalimentare, con il giusto spazio al vino; aiuterebbe a formare degli onnivori consapevoli.

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Federico

circa 6 anni fa - Link

Nella scuola primaria e secondaria? Primaria? Secondaria? Alle vecchie elementari e medie? Questa è davvero forte. Siamo al primo di aprile? Hanno proprio bisogno di un po' di cultura enoica i nostri bambini...povera Italia.

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GiovanniP

circa 6 anni fa - Link

Qualcuno ci sta giá provando .... http://www.onavnews.it/il-vino-entra-nelle-scuole-a-brescia/

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wine princess

circa 6 anni fa - Link

Scaffali delle enoteche e negozi online stracolmi di migliaia di etichette ma se aspetti una dritta da Intravino su una, dico una, sola bottiglia da aprire a Pasqua magari con colomba e agnello, puoi morire... Nada de nada, molta filosofia ma all'atto pratico carne al fuoco pochissima o niente. Scelte redazionali assolutamente rispettabili, ci mancherebbe, ma, specie da parte del semplice consumatore, assai poco condivisibili. Peccato perchè, soprattutto in tempo di crisi, un buon consiglio può valere oro. Grazie per aver ospitato questa breve digressione rispetto al tema dell'articolo e Buona Pasqua a chi legge.

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