Franciacorta | La splendida cornice è viva e lotta insieme a noi

di Adriano Aiello

Sentivamo bisogno del 103° produttore di Franciacorta? Forse no. O forse sì. La questione pare stare a cuore anche al diretto interessato Joska Biondelli che candidamente se lo chiede. Biondelli viene dal mondo finanziario inglese, poi sbatte la testa (o vede Un’ottima annata in televisione) e decide di fare vino in Franciacorta, dove la sua famiglia risiede da tre generazioni. Decrescita felice? Attendiamo un paio di anni per valutarla economicamente. Joska però pare felice. Quella felicità introspettiva e un po’ dimessa, molto borghese.

Le contraddizioni su cui si fonda il progetto sono così smaccate che stimolano qualche
riflessione sul corto circuito che alimenta la comunicazione del vino dalle nostre parti.
Illustri luoghi, illustri mezzi, illustri agronomi, illustri obiettivi sul mercato estero e pensi: ok questi qui vogliono inserirsi, nel 2012, tra Berlucchi e Bellavista con un vino morbido, tecnico e industriale. Auguri. Invece l’esibizione dei muscoli – e di una certa retorica – si affianca a un’anima agricola un po’ d’accatto, ma scopri che l’azienda per ora ha 10 ettari in regime biologico e il brut 2010 presentato esce con 25.000 bottiglie a prezzo contenuto (sui 15€ in enoteca) di cui 200 saranno finite ieri sera. Per il Saten bisogna aspettare la primavera, per il millesimato un annetto abbondante.

Ok, ma il vino com’è? Piacevole, commerciale e a basso tasso di eno-fighettismo (lo so,
le parole sono importanti, ma ci siamo capiti e comunque l’enosnob sofisticato non va
frequentemente a godere in Franciacorta). Ma andiamo con ordine che del vino riparliamo dopo.

Si diceva del candore. Ebbene c’è stato anche quello, all’interno di una presentazione che
è stata tutto e il contrario di tutto. Ore 18 ci si vede a Milano per un transfert gioiosamente scolastico verso Brescia. L’autista diversamente tattico decide di fare un ampio tour della Milano trafficata prima di approdare all’autostrada e si arriva un po’ in ritardo. La presentazione ha luogo al “Circolo al Teatro” di Brescia, fascinoso palazzo dall’afflato nobile e dagli affreschi impolverati. Agli angoli troneggia il Brut nella sua elegante confezione; al centro vive un cospicuo gruppo di camerieri che ci gettano “nell’archeologia culinaria di anni 80’” (cit.) con tartine al salmone, grana presentato dentro una forma di pane e finger food. Passano anche pantagruelici secchi di salvia fritta, ma l’incontro stampa interrompe la fruizione.

Seduti al tavolo il moderatore modera e si entusiasma, Biondelli è sereno: racconta che tutti gli hanno dato del matto per la scelta di buttarsi sul vino e celebra il suo vigneron artefice della scelta biologica. L’enologo Cesare Ferrari (la cui buona mano si sente nel vino) ci traccia un esegesi un po’ didascalica del territorio e il Responsabile Commerciale Roberto Ravelli (anche lui agronomo) parla della scommessa di portare metà distribuzione all’estero, riconoscibilità del brand e strategie aggressive sul prezzo. Piacevolezza è la parola chiave, “perché bere Dom Pérignom è piacevole solo per chi non lo paga” dice Biondelli, ma la sala ha sete.

E si torna a bere. In grande quantità. Il Biondelli Brut 2010 godibile lo è davvero, molto più della sua presentazione ingessata. Ne abuso senza cattivi postumi. Ha un’ottima beva e una buona acidità. Ma è davvero troppo giovane e la cosa si sente nello scarso allungo.

Perché tanta fretta? Colpa dei regali di Natale?

(Foto di copertina: Irving Penn)

9 Commenti

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Il chiaro

circa 9 anni fa - Link

Bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa :-) :-) :-) :-)

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pietro

circa 9 anni fa - Link

Adriano, ma alla fine merita la prova per 15€? A me pare di capire di no....

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Adriano Aiello

circa 9 anni fa - Link

Dipende Pietro. Io non sono un franciacortista ma non alzo nemmeno le barricate. A quel prezzo in enoteca è competitivo visto le tante bottiglie di qualità inferiore che costano di più. Se lo paragono al base di Ca' del bosco per dirti (parlo del base) mi prendo questo, però sempre a quel prezzo si bevono metodi classici con più carattere ovviamente, specie a Trento o anche a Morgex. E' un prodotto medio fatto bene, tutto qui. E ha poca solforosa, elemento che quando esageri un po' ha il suo peso.

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Pietro

circa 9 anni fa - Link

Io a meno di 15€ trovo in enoteca i brut base di Faccoli, Ronco Calino, Cà Del Vent, tre mondi diversi tutti superiori al base del Bosco per i miei gusti. E' verso questi che sarei curioso. Grazie comunque! Chiaro.

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Il chiaro

circa 9 anni fa - Link

Azzzz, i brut di cà del vent a 15 euro in enoteca mi sembra difficile: dove? Parlando di solforosa suggerirei all'autore di fare un giro proprio da Cà del Vent, rimarrà sbalordito.

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Adriano Aiello

circa 9 anni fa - Link

Conosco molto bene Ca' del Vent, ce l'avevo anche accanto a Villa Favorita l'anno scorso dove ho sfruttato l'ospitalità di un amico. Come dicevi tu cmq, lì mi sembra che saliamo di prezzo. E anche di qualità obiettivamente

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gian paolo

circa 9 anni fa - Link

Scusami Adriano-ti do del tu spero non dispiaccia-cosa vuole dire: "troppo giovane e la cosa si sente nello scarso allungo." Se un vino è giovane la qualità che solitamente viene maggiormente riconosciuta è l'acidità...e l'acidità normalmente aumenta la lunghezza del vino in bocca. Per questo ti chiedo cosa intendi -senza retorica solo per capirsi meglio- Grazie scusa per il commento non proprio topic

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Adriano Aiello

circa 9 anni fa - Link

Mi dispiacerebbe se usassi il lei! :) In effetti la mia era una chiosa non ben argomentata e non ho le cognizioni per addentrarmi troppo nei tecnicismi, però il binomio acidità-lunghezza detto così mi pare troppo causale, no? Dipende soprattuto dal vino, altrimenti per citare il buon Simone Morosi "il Tavernello potrebbe essere acido quanto vogliamo ma non lo sentiremo mai lungo". Io volevo solo intendere che se gli avessero dato più tempo per raffinarsi avrebbe espresso più complessità e in lunghezza si sarebbe sentito qualcosa di più , mentre così risultava un po' sfibrato.

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Giovanni Palazzi

circa 8 anni fa - Link

Ma se non e' millesimato, e il 2010 non potrebbe al momento esserlo, perche' ci mettete l'anno ???

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