Devo berlo per forza? 10 scene tipiche di vita vissuta, purtroppo

Devo berlo per forza? 10 scene tipiche di vita vissuta, purtroppo

di Cristiana Lauro

Se siete qui a leggere Intravino è facile che qualche bottiglia buona l’abbiate incrociata strada facendo. Non si scivola per caso su siti come questo, un po’ come quando vi parte il dito su youporn.

Il vino è un piacere per molti, sincera passione per altri e, per qualcuno, il mestiere con cui guadagnarsi da vivere. Ma in mezzo a tutto questo amore, passione e sacro fuoco, arriva anche il giorno in cui, di fronte a un vino pessimo o semplicemente eccentrico, ti assale il desiderio di fuggire a gambe levate. Purtroppo non è sempre possibile.

Per la serie: “io questo vino non vedo l’ora di perdermelo”, leggete qua.

Al bar sotto casa: maledetto prosecchino
Ma come le lavate le “fluttine”, con la pasta abrasiva? Chi avete assunto come lavapiatti, un istrice? Tutte graffiate, crepate, piene di calcare e poi come faccio a bere che non so dove mettere il naso, non entra. Ideona: lo metto fuori il mio naso, lo tengo oltre i confini della flûte, così gli risparmio l’esame olfattivo di ‘sta zozzeria, povera stella.

Cena di lavoro. Il vino lo sceglie il capo, il boss interplanetario
Chiaramente il boss sceglie lo Champagne più economico della carta spacciandolo per una sua scoperta una sua invenzione: “Conosco il produttore!”, e ordina Möet & Chandon. Al prossimo giro ti racconterà di quel meraviglioso pomeriggio a pesca di salmoni con l’inseparabile amico Johnnie Walker.

Matrimonio in chiesa. Volevo essere Vin Santo
Porca miseria che schifezza immonda, ma che roba è? Melma, fanghiglia, c’è una carpa che nuota lì dentro, come fanno a dire che questo è vino? Mi hanno annunciato una transustanziazione ma qualcosa non ha funzionato perché nel mio calice non s’è transustanziato un bel niente e ora mi tocca bere questo vinaccio dolce e tremendamente ossidato. Abbasso lo sguardo, ripercorro con la mente in pochi, brevi istanti gli anni astemi della mia giovinezza, bevo quel vino e di lì a poco mi ritrovo sposata… Ma che jurnat’emmerd’!

In aereo col Soave B****
No, il soave di B**** no, per piacere! E adesso come faccio a scendere che hanno chiuso il portellone? ‘Sto coso sta partendo, il tipo ai comandi fa sul serio, questo decolla, porca paletta! Ho sentito che a un amico in prima classe di aeroflotta da ricchi hanno offerto calici di Dom Perignon a strafottere finché non è atterrato. Guardo fuori, sono molto triste e i finestrini non si aprono.

L’albergo di proprietà di produttori di vino
Bello ‘sto posto, quasi quasi mi faccio un aperitivo. Vedo la suggestiva vigna di Cascina Francia a destra e una mezza bottiglia di nebbiolo nel frigo bar a sinistra. Essa non evoca cascine, non ricorda la Francia e ha trascurato di trattare quel nebbiolo coi guanti di velluto come avrebbe fatto Giacomo Conterno. Ora, io mi domando: ma perché il Baron de Rothschild non compra un po’ di alberghi da queste parti?

Il vino del parrucchiere: da Coppola
Vabbè una piega ai capelli per 60 euro non è certo a buon mercato ma almeno mi offrono un calice di vino prodotto nell’azienda di proprietà (che di recente hanno venduto). Vino? Ho detto vino? Ma no dai è un refuso, non fate tanto i precisini, può capitare.

Il vino a pranzo dai parenti (o anche: il digestivo homemade version)
Qui non ci capisce una mazza nessuno, ecco perché si apre un novello che stava in bella mostra sulla mensola del camino dal 1974. Pensavi fosse un soprammobile o la madonnina dei miracoli di Lourdes, quella col tappo azzurro. Ti versano il vino/camino, invochi un miracolo ma la marcata nota fumè suggerisce che il diavolo ci ha messo lo zampino.
Esiste anche la variante a fine cena: va bene “il mio limoncello, il mio nocino”, ma te la cavavi molto meglio quando preparavi la marmellata di fichi addizionata col fruttapec.

La cena con gli amici, tutto compreso: “prenoto io raga, 20 euro e c’è anche il vino”
Questa è successa a tutti. L’amico Filini è stato così diligente che si può anche scegliere tra un bianco contemporaneamente acido e ossidato e la sua versione spumante. Allo stesso prezzo, wow!!!

La degustazione al supermercato
L’immancabile signora di mezza età con camice bianco: di mestiere fa la promotrice. Mini cubetto di mortadella con lo stecchino, mezzo cracker rotto con su una trapunta di gorgonzola al mascarpone e tanto Gotto D’Oro nel bicchiere da caffè di plastica. Oppure la colomba in promozione (prossima alla scadenza, è solo questione di attimi) con l’Asti Tosti. Se seguite l’intero percorso sensoriale uscite fosforescenti dal supermercato, per la gioia dei più piccini.

E, per finire, la strenna natalizia col gran nocciolato Maina e il Moscato Pancia
Solo una domanda, scusate: devo bere per forza anche questo? No dai, fra poco è Natale, questo lo riciclo.

 

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Cristiana Lauro

Cantante e attrice di formazione ma fortemente a disagio nell’ambiente dello spettacolo, che ha abbandonato per dedicarsi al vino, sua più grande passione dopo la musica. Lauro è una delle degustatrici più esperte d’Italia e con fierezza si dichiara allieva di palati eccellenti, Daniele Cernilli su tutti. Il suo sogno è un blog monotematico su Christian Louboutin e Renèe Caovilla, benchè una rubrica foodies dal titolo “Uomini e camion” sarebbe più nelle sue corde. Specialista di marketing e comunicazione per aziende di vino è, in pratica, una venditrice di sogni (dice).

18 Commenti

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Matteo

circa 7 anni fa - Link

Tutto vero, ma in chiesa devo dire che ho bevuto un rosato che ho invidiato al prete (missionario in Portogallo per 20 anni...forse per quello il vino era buono).

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Maurizio Gily

circa 7 anni fa - Link

La casistica non è completa, perché hai la fortuna di non frequentare contadini che portano uva alla cantina sociale e fanno vino solo per la famiglia, e te lo offrono. A volte è anche buono, ma altre volte... E non crediate che parliamo di vini "naturali": il metabisolfito lo contano a numero di "palot", e se due fanno bene tre fanno meglio. Il moscato poi è il massimo, c'è anche chi ci mette l'acido salicilico per bloccare la fermentazione. Ci penso ogni volta che si parla di vini del contadino e vini industriali ... Comunque l'Aldone di Coppola non è mica male. Ha buoni vigneti e buone botti (che avesse venduto non sapevo). Questo tuo infierire sul parrucchiere fa pensare a una vendetta.

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bruno

circa 7 anni fa - Link

Sempre ironica e divertente con classe e gusto, senza il tono forzatamente hipsterico molto in uso adesso tra bloggeristi e aspiranti premi Pulitzer dell'ultima ora. Quanto è vera quella del boss, in cui poi devi anche annuire con complice mimica facciale. Così come con i parenti e gli amici. Le pseudo degustazioni del supermercato poi sono una miniera di situazioni, specialmente se ti fermi ad osservare quelli che girano intorno al banchetto enne-volte con fare ingordo.

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Emanuele Cattani

circa 7 anni fa - Link

Dove posso trovare il Gotto D'Oro?

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martino

circa 7 anni fa - Link

a me il gotto d'oro piace

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carolain cats

circa 7 anni fa - Link

we Lauro, io col vino da messa in perù c'ho fatto un pollo arrosto da 3 stelle michelin, fatto dai salesiani di lima, dolce da far schifo, costa pure un botto ,ma al pollo..... al pollo l'ha reso spettacolare. poi il prete mi ha cazziata, ma le dita se l'è ciucciate alla grandissima.... ;)

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luca

circa 7 anni fa - Link

Se vuoi male a qualcuno, auguragli di bere il Rosso Piceno di Aurora...

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Adriano Anglani

circa 7 anni fa - Link

La mia bottiglia "col Capo" è da raccontare: Pranzo alla "mensa aziendale" (una decina di anni fa) con un gruppo di colleghi forse per festeggiare il Natale che stava arrivando, il Capo che esce trionfante dal suo ufficio con una boccia inconfondibile anche a distanza, Biondi Santi !!!. Il tempo per avvicinarmi ed avere in mano la bottiglia mi parve lunghissimo, quasi al rallentatore e fu un tutt'uno scoprire che si trattava della Riserva 1998 e che la bottiglia veniva dritta dritta dal frigorifero (sic!) "Adriano, so che tu ami questi vini, ho avuto cura di metterlo in frigo ieri sera", mi disse Lui!!! Stavo per piangere..... La tenni io nel percorso fino al tavolo da pranzo, tre minuti di coccole, la nascosi sotto la giacca nella speranza che il calore del mio corpo la consolasse, ma niente, arrivati al tavolo Lui, il Capo, aveva fatto predisporre un diabolico secchiello con il ghiaccio, "per tenerla in fresco"........ Dovetti bere nettare gelido, misto a lacrime amare :-(

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Vittorio

circa 7 anni fa - Link

Tutte situazioni tristemente vere, altro capitolo sensazionale è quello del limoncello o grappa della casa offerto a fine pasto. Di solito sono scarti di raffineria distillati, quando me li propongono mi verrebbe d'istinto fare il gesto dell'ombrello!

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Cristiana Lauro

circa 7 anni fa - Link

@Carolain mi hai fatto ridere!

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carolain cats

circa 7 anni fa - Link

se vuoi te ne sciorino alquante... che non ho sempre culo di bere bene. tipo: "oh è da tanto che non ti vedo!!! che bevi?" io " che hai in mescita?" lui: "ah ma per te ti apro anche qualcosa di speciale" io "dimmi della mescita dai...." lui " pinot grigio angoris, muller thurgau de non si sa chi, falanghina credo del lidl...." io " ah.... e di speciale?" lui " guarda giusto oggi walter mi ha portato il nuovo prosecco nei fusti" io:" ma quello di questo settembre?!?!?!??!" lui : "si vuoi provarlo? è na bomba!!!" io: "scolta, dammi una prugnetta va, versione shottino, che mi apre lo stomaco prima di pranzo e non mi fa morire!!!" @-@ che cazzo di osti.

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indie

circa 7 anni fa - Link

il pranzo dal parente che fa il vino, e purtroppo spesso gli viene pure male. che ho smesso anche di portargli il vino io, perchè lo sequestra e in tavola ci mette il suo. fortuna che almeno si mangia bene

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claudia

circa 7 anni fa - Link

Poi c'e'il vino della casa. In ogni casa c'e'anche il bagno.

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Cristiana Lauro

circa 7 anni fa - Link

Eccomi di fronte a un altro esempio, in tempo reale: lounge Alitalia a Fiumicino, volo soppresso ( senza informazione via mail) e dirottata su un altro che partirà tre ore e mezza dopo. Ma almeno qui faccio un po' di assaggi : " scusi un vino rosso? " "Eccolo! Un bel merlot di Astoria!" "Ok, ma un altro vino rosso?" "Un Cabernet sauvignon. Sempre di Astoria" "E di bianco cosa avete? Oppure uno spumante" "Bianco oppure prosecco: Astoria" Vabbè, una Birra Peroni bella fredda...ho capito và, è sempre la stessa Astoria

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andrea

circa 7 anni fa - Link

Gotto d'oro rulez!!!

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Samu

circa 7 anni fa - Link

Articolo spettacolare. Immagine che lo sposa a forza.

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Alessandro De Salvia

circa 7 anni fa - Link

Come mai nomini apertamente Tosti e lasci quel "vedo e non vedo" con il Soave di B (olla)?

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Alessandro Morichetti

circa 7 anni fa - Link

Perché fondamentalmente siamo dei gran bravi ragazzi che non farebbero del male nemmeno ad una mosca :)

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