8 gran bei vini di territorio e pure un “Primo naso da coperta di accampamento militare”

di Alice in Wonderland

La mia amica Bea, madrilena purosangue, approdata a Roma da ben 13 anni e cresciuta a paella e Marqués de Riscal, da tempo desiderava partecipare ad un corso sul vino che fosse “non troppo impegnativo, non troppo ingessato, non troppo didattico, non troppo tardi, non troppo presto, non troppo lungo”.

Insomma, un Corso-ma-che –non-fosse-un-Corso. Il sogno in 4 notti di Dona Beatriz comincia a viale Jonio il 26 febbraio alle 20:00 e le vien detto di andare mezzora prima a causa di vecchio pregiudizio sulla puntualità spagnola. Ci sediamo e l’atmosfera è quella bella di tutti gli inizi. Emanuele Giannone, che questo Non-Corso o Per-Corso o, definitivamente, cito da lui, “Dis-Corso”, l’ha ideato, trova il filo rosso tra Simposio Platonico, Pasolini, Veronelli, Sandro Sangiorgi, Cotarella e, soprattutto, il buon Noè e le sue barbatelle sull’Ararat, e introduzione più chiara, tattile e visiva all’idea di Vino come Universo dalle infinite possibilità dove ognuno può scegliersi l’angolo da cui osservare meglio le stelle.

Due piacevoli osservazioni: anzitutto, raramente ho visto un Simposio discorrere e scambiare opinioni da subito, solitamente c’è la fase della rottura del ghiaccio. La seconda: come già si verificò nell’ambito un famoso fatto di cronaca gastronomico – religiosa, anche qui i vini, serviti rigorosamente alla cieca, sono cresciuti di numero rispetto a quanto atteso.

LARMANDIER – BERNIER 1er Cru TERRE DE VERTUS 2008 (Chardonnay 100%)
Naso di gesso e fiori bianchi. Bocca agrumata e salina. Equilibrio e pulizia. Ma pulizia delle tintorie tradizionali, quelle con rilascio di numeretto, non dei franchising a monete.

CHARADAKHI 2004 (Chinouri 100%)
Eccolo il vino che immagino nella coppa di Noè, dalla Georgia, l’autunno inoltrato. Un vino dalle tante sfumature di marrone. Naso di nocciola e mallo di noce, cioccolato bianco, bosco. Mineralità grigia, di calcare, montagnosa. Parte tagliente e poi si smussa, si stonda, mostra le curve. Commenti dai vicini. -Facciamo una pausa? -E’ tutta una pausa: ‘na meraviglia!

SIALIS ’09  TERPIN (Pinot Grigio 100%)
Il vino che disegna la fase estiva settembrina. Vorrei dire che sa di fiume, di scorrevolezza, di acque in perpetuo movimento leggere e abitate, che sa di vetro. Ma, per evitare appunti sulla vaghezza, sarò più precisa e concreta: non a di fiume, sa di paesaggio di fiume. Naso profondo di cola, china, radici, erba bagnata e poi fa capolino il frutto fresco, il melograno, e la nespola. Bocca seria e composta, finale di onda salina a con pino mediterraneo e gerani. Dei quattro è il primo che mi evoca musica, precisamente Tchajkovski, seppure sia più conosciuto per laghi che per fiumi, in particolare “L’aria di Lenski” da Eugene Onegin.

MERLOT 2012 I PAMPINI
Per parlare con lui abbiamo dovuto aspettare che finisse i suoi esercizi di streching e risveglio muscolare. Poi si è presentato con fiori rossi amari, gerani, peonie. Foglia di pomodoro, radice di liquirizia, legni profumati. Progressione un po’ nervosa e persistenza insistita su radici scure. Come a dire: vado di corsa ma poi dovrò fermarmi. E mentre sto fermo sciolgo il broncio e ricordo qualche momento di intimità. Di cenere del camino, di salse di pomodoro, di carne al sangue e bacche di ginepro.

MERLOT 2006 MLECNIK
Vino dall’atmosfera dei Natali del nord. Composta di mirtillo, confettura di lampone, torta di lampone. Bocca di agrifoglio, di pini, di lecci, e di nuovo i dolci di frutta rossa. Note di spezie dolci, zenzero e cannella. Un tocco di ceralacca. E di cera, quella delle candele di Santa Lucia. Fresco e vivo, dinamico e lungo.

TORNASOLE 2004 TENUTA GRILLO (Merlot 100%)
Primo naso da coperta di accampamento militare, catrame, ricordi di falò. Poi, piano piano, uno scioglilingua di sentori, bacche nere, radice di liquirizia, erbe aromatiche quali timo, origano e alloro e poi rabarbaro e kaki. Naso che passa dal piombo del soldatino al lirismo puro. Bocca minerale e di ginepro, di frutti di bosco e tabacco. Cammina a passi solenni, ma non sta marciando, è una passeggiata di piacere.

GORTMARIN 2006 BORGO SAN DANIELE (Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc)
Naso cupo, scuro e succulento. Di macedonia condita con il sale. Bocca balsamica, di caramella alla menta su sfondo di foglia di tabacco, erba fresca, fiori di campo essiccati. Scorrono i sentori, uno dietro l’altro, come in passerella, e poi si integrano per ricevere insieme l’applauso finale.

SAUTERNES 2009 CHATEAU DE HAUT PICK  
Chiusura della buonanotte tra seta e fioretto. Dona Beatriz l’indomani ha scritto: encantada de la vida, come a dire, citando un suo noto connazionale, tale Sancho Panza: “Si el vino està bien, todo està bien.

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Alice in Wonderland

Nascere a Jesi è nascere a un bivio: fioretto o verdicchio? Sport è salute, per questo, con sacrifici e fatica, coltiva da anni le discipline dello stappo carpiato e del sollevamento magnum. Indecisa fra Borgogna e Champagne, dovesse portare una sola bottiglia sull’isola deserta azzarderebbe un blend. Nel tempo libero colleziona multe, legge sudamericani e fa volontariato in una comunità di recupero per astemi-vegani. Infrange quotidianamente l’articolo del codice penale sulla modica quantità: di carbonara.

6 Commenti

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Federico

circa 7 anni fa - Link

"... idea di Vino come Universo dalle infinite possibilità dove ognuno può scegliersi l’angolo da cui osservare meglio le stelle" Questa è bellissima, grazie.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 7 anni fa - Link

Che goduria, dopo le palle cingolate delle infinite (e noiosissime) liste punteggiate delle Anteprime finalmente una prosa vinicola godibile! Viva la lepre marzolina e il gatto del Cheshire!

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Emanuele

circa 7 anni fa - Link

Se esistesse un modello di valutazione tecnico-analitica anche per le palle (retoricamente intese, per carità), "palle cingolate" sarebbe un descrittore sublime. Io esco dal Benvenuto senza una lista punteggiata, piuttosto con una lista (s)ragionata di vino-e-non-solo di prossima pubblicazione. La signorina buonasera direbbe a questo punto: "Restate con noi".

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Stefano Cinelli Colombini

circa 7 anni fa - Link

Reduce da un punteggiatore bipolare che la settimana scorsa ci mette terzultimi e questa a medaglia, aspetto con ansia una pagella ragionata.

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Alessio

circa 7 anni fa - Link

Grazie per la bella e puntuale recensione di una serata anche per noi di OrganiCool molto al di sopra delle aspettative! Ci vediamo con i non-corsisti tra due mercoledì per il secondo appuntamento, sempre qui in Viale Jonio 305.

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marco

circa 7 anni fa - Link

Bellissimo commento! Felicissimo di poter dire "Caspita: c'ero anche io!".

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