Enoviralità | Lambruschi 4 liveblogging

di Stefano Caffarri

Era stata l’edizione n.3 – in Franciacorta – a spolverare via quel velo romantico e carbonaro che aveva contraddistinto i primi due incontri: un manipolo d’appassionati che indagano, scavano, cercano. La condivisione delle impressioni su prodotti anche molto diversi, con qualche inesattezza metodologica ma anche tanto esntusiasmo. Si diceva enoviralità perchè tutto si organizzava, nasceva e viveva nelle linee da 140 caratteri di Twitter. Per molti la strada più affascinante è quella delle produzioni alternative: vini naturali, fermentazioni in bottiglia, piccole produzioni con caratteri molto forti, riconoscibili anche alla cieca, nel cui rigore sono condotti tutti gli assaggi. I prodotti più mainstream soffrono, inevitabilmente.
Soffrono anche bicchieri blasonati: e s’apre il confronto, tanto che Chiarli decide di invitare i carbonari, aprendosi ad un fenomeno piccolo ma rumoroso.

Oggi siamo qui, alla Tenuta Generale Cialdini di Castelvetro. Tutto è pronto: alla cieca, campioni di grande tiratura per confrontarsi, discutere, ragionare. Anche su Twitter con hashtag #lambroosky4.

Dal punto di vista della comunicazione e del rapporto tra grandi aziende e rete un’occasione storica: vedremo se un punto di non ritorno o più semplicemente, un momento di confronto.

cosa importante: attorno allo stesso tavolo  Chiarli, Cavicchioli, Medici, tutti noi. Evento storico.

1. Un sorbara. Chiaro tipicamente, Schiuma ricchissima, con sfumature delicate. Un poco di frutto, con una virgola pungente. Bocca con bella acità, quasi aggrappante. di media persistenza. Freschissimo e quasi astringente. Piace.

2. Ancora sorbara: colore appena più brillante, rosa nella schiuma. Il naso è dolce, di caramella, di sciroppo.  Evoluzione nel bicchiere, con grande distanza tra gli aromi e l’assaggio: asciutto, secco. Una chiusura che sa di vegetale.

3. Ancora Sorbara. Colore analogo: Cavicchioli mette in luce l’omogeneità dei prodotti, tutti prodotti con il vitigno in purezza. Questo sorbara è deciso, penetrante, con il frutto più nascosto. La bocca taglia subito una acidità fitta e acuta, lunghissima.

4. Rifermentato in bottiglia: ha una piccola nota animale: più scuro – appena – più quadrato e spigoloso. Anche la bocca è più secca, molto arroccata attorno ai toni medi. Più fine, ma breve.

5. Ancora rifermentazione in bottiglia. molto simile agli charmat, anche nel naso: ricorda il confetto, ma più asciutto. La bocca astringente e sottile è molto vicina all’autoclave.

Tra di noi anche il dott.Pezzuoli, il più grande produttore di vino della provincia di Modena.

6. Grasparossa. Scuro, quasi: viola, limpido. Naso un po’ scomposto, magari un po’ grapposo. Asciutto anche il sorso, che sorge ricco d’acidità, non brillante di bevibilità.

7. Grasparossa. Un bel naso complesso, vasto e ricco. Interessante. Tra i descrittori puoi trovare le frutta. La bocca è convincente, bella piena, tonda: con una bella linea d’acidità che porta verso una fine lontana e gradevole. Piace assai.

8. Grasparossa. Un naso afflitto da una breve nota chimica, quasi ammoniacale. La bocca è decisa, impregnante; ma anche un filo rasposa. Verso la fine emerge anche una ruvida nota verde. Che resta a lungo.

9. Salamino… Naso appena dolce, con una bella viriltà. Viaggia su passo bello marcato, ritmato, intenso. un po’ breve verso il finale.

10. Ancora salamino. Naso anche più austero, diritto e consistente. La bocca è asciuttissima, tenuta insieme da una bella consistenza, piacevolissima. Con una sorta di eleganza.

11. Campione cieco. Naso piccolo, erborinato. L’assaggio è rustico, intrecciato: la bocca è introversa e poco indulgente, e anche un poco abbracciante. Finale Brevissimo.

Scopriamo i campioni:
1. Leclisse Paltrinieri
2. Vigna del Cristo Cavicchioli
3. Premium Cleto Chiarli
4. Paltrinieri, rifermentato in bottglia
5. Sorbara Fermentato in bottiglia Cleto Chiarli
6. Grasparossa di Settecani
7. Grasparossa Enrico Cialdini – Chiarli
8. Grasparossa Pezzuoli
9. Salamino Tre Medaglie di Cavicchioli
10. Concerto Medici
11. Ottocento Nero Canali

Update delle 20:03. Giornata complessa, conclusioni articolate: richiederanno riflessione. Una cosa è certa: dire Lambrusco significa dire di un mondo che non può essere definoito in una parola: nè dal punto di vista produttivo, nè dal punto di vista organolettico, con un ventaglio così ampio che ogni semplificazione risulterebbe superficiale, inevitabilmente.
Intanto incassiamo un momento di confronto con i massimi produttori, e non ho tema di essere smentito affermando che è stato un momento di crescita. Ne riparleremo.

5 Commenti

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Massimo D'Alma

circa 9 anni fa - Link

pronto al livecomment... :)

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Massimo D'Alma

circa 9 anni fa - Link

trovo il seccondo sorbara piatto, senza slanci

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Massimo D'Alma

circa 9 anni fa - Link

Non ho continuato, peccato sarebbe stato interessante... E' vero, un momento importante per noi che crediamo sia possibile (e necessario) un cambiamento delle modalità di comunicazione "del vino". Credo che valga la pena provarci, così, per avere contatti meno asettici, senza "filtrature" :) Poi, sia chiaro, ognuno potrà fare le proprie scelte, ma almeno le idee saranno più chiare.

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