Vignaioli e sito web: perché è importante averlo

Vignaioli e sito web: perché è importante averlo

di Intravino

Il mondo vitivinicolo con i suoi prodotti d’eccellenza, ha sempre più la necessità di comunicare efficacemente le sue potenzialità. Il valore del vino si trova a competere in un mercato di consumatori sempre più attenti e consapevoli, che utilizzano il web come metodo per cercare informazioni e consigli. Per questo è importante avere un sito web per la propria azienda vitivinicola.

Ne abbiamo parlato con Lisa de Leonardis, Content Manager in Argoserv by Sandhills Italy, co-fondatrice di Elledue, una società di brokering che sostiene le cantine nel processo di internazionalizzazione, nonché direttrice del Master in Wine Export Management che a ottobre partirà con la settima edizione.

Lisa, quanto è importante un sito web per un’azienda vitivinicola?
Bella domanda, diretta e brutale anche perché sottende l’esistenza di un contrario, e cioè: quando un sito, per una cantina, non è importante?

Partiamo proprio da qui, indicando i motivi per i quali un sito potrebbe non essere un investimento necessario.

Penso innanzitutto a quelle cantine che dicono di non avere tempo per aggiornare il sito. Mi riferisco a molte realtà piccole e medie che non hanno fiducia nel mezzo informatico oppure non ne conoscono (o riconoscono) le potenzialità.

Sono aziende che, in genere, non hanno intenzione di investire in consulenze o non hanno personale che se ne possa occupare, che sia formato adeguatamente oppure che sia in grado di formarsi.

In questo caso direi che è meglio non fare danni e lasciare che i potenziali clienti restino a vagare nel motore di ricerca dirigendo le loro attenzioni – magari – verso uno dei competitor.

Altro caso nel quale è meglio non avere un sito web è quando c’è, ma l’ultimo aggiornamento risale magari a 5 o 6 anni prima: un sito web non aggiornato e non manutenuto è persino peggio di un sito web inesistente.

È come dire: benvenuto nella mia cantina! E poi mostrare ragnatele, polvere, mobili sgangherati e demodé e stanze inaccessibili. Quale può essere l’impressione del visitatore?

Torniamo, dunque, alla domanda originale, cioè per quale motivo un sito web è importante per un’azienda vitivinicola:

  • innanzitutto – ed è la parte più ovvia – per mostrare i servizi e prodotti, la filosofia, i premi, i riconoscimenti e tutto quanto attira e incuriosisce un visitatore;
  • in secondo luogo, un sito web è uno strumento fondamentale di dialogo con gli operatori del settore, importatori e distributori in primis, che vogliono capire le potenzialità che si nascondono dietro un’azienda. Loro, anzitutto, guardano il sito corporate: dopo una fiera magari, oppure dopo un tasting in un ristorante all’estero, cercano più informazioni sull’azienda che hanno conosciuto, attraverso il web;
  • poi, il sito web può diventare un modo utile per aumentare le vendite e non per forza attraverso un e-commerce, ma anche mediante attività per la diffusione del marchio attraverso i canali di comunicazione digitale;
  • in ultima analisi, e questa è una visione che definirei avanzata, per tenere sotto controllo la comunicazione. Se l’azienda non parla di se stessa attraverso un canale ufficiale, certamente c’è qualcun altro che lo fa già altrove: dai vari marketplace di settore, dai siti dei ristoranti dove il vino è distribuito, sui siti del consorzio del quale la cantina fa parte, e così via.

Naturalmente, perché ognuno di questi elementi venga soddisfatto, c’è bisogno di un sito sviluppato in maniera professionale, possibilmente sempre aggiornato, collegato con altri strumenti digitali che possono fare da cassa di risonanza (come i social) e gestito da operatori del settore che devono realizzare innanzitutto un piano di sviluppo concreto e organizzato.

Esattamente come nella vita reale, nella vita virtuale l’estemporaneità non porta grandi frutti.

Quali sono, secondo la tua esperienza, le caratteristiche essenziali che deve avere un buon sito web vitivinicolo?
Quando un cliente mi pone questa domanda cerco di capire meglio le sue necessità. È un po’ come quando un amico ti chiede: qual è il miglior viaggio da fare negli States? Non esiste il migliore, esiste il migliore per te, esiste il viaggio che sposa i tuoi interessi (quindi devi sapere quali sono), esiste il viaggio che è adatto al tuo budget (quindi devi chiarirlo), esiste, infine, il viaggio che soddisfa le tue aspettative (quindi meglio conoscerle prima di progettare il viaggio).

La domanda fondamentale diventa dunque: cosa vuoi che faccia per te, il tuo sito web? Quanto desideri investirci? Cosa ti aspetti di ottenere dal lavoro sul tuo sito web?

Per rendere efficace il sito di una cantina o di un’azienda vitivinicola occorre innanzitutto una buona analisi del business e dell’audience di riferimento. Bisogna essere certi delle parole chiave principali sulle quali andare a lavorare. Bisogna domandarsi: per cosa vuoi che le persone ti trovino? Per cosa vuoi essere riconosciuto? Senza avere ben chiare queste risposte si naviga a vista e non è certo la scelta migliore, visto che ci sono in ballo i denari dell’azienda.

Poi, uno degli strumenti fondamentali di un sito web per le imprese vitivinicole (e non solo) è il suo blog. Solo grazie ad esso, infatti, è possibile trovare una collocazione vantaggiosa sui motori di ricerca, aprire un vero dialogo con i consumatori e informarli delle tue attività, oltre ad avere l’opportunità di utilizzare i tuoi contenuti anche su altri canali, aumentandone le potenzialità.

Molte cantine si stupiscono dell’opportunità che può dare un blog, tanto utile sia in termini di comunicazione che di marketing. Si tratta di diventare un editore in piccolo, un lavoro davvero differente rispetto alla quotidianità di molte aziende, non solo vinicole.

Eppure, sono tanti i casi nei quali – grazie a un blog – le aziende hanno creato grande valore intorno al brand, sia in termini di business diretto che di opportunità indirette. I riscontri non sono immediati e per questo, se non guidati da un professionista o da un’agenzia fidata, molti desistono: bisogna lavorarci su per almeno un anno per vedere i primi risultati.

Un altro elemento fondamentale sono gli strumenti di misurazione degli accessi al sito, con i quali è possibile tenere sotto controllo tutto ciò che il sito sta generando, i suoi punti di forza, i punti da migliorare, i risultati, i competitor, le eventuali falle da colmare. Se non lo si fa in modo autonomo, si deve chiedere al proprio consulente di presentare un report almeno ogni 3 mesi. Questo dà la misura del lavoro che si sta portando avanti. Senza strumenti di misurazione efficaci e settati nel modo giusto non saprai mai come sta performando il tuo sito web: è come pagare lo stipendio a un perfetto sconosciuto al quale non si chiede mai un resoconto del suo lavoro.

Un pensiero finale su come avere un sito web vincente?

Un sito web vincente è un sito che porta vantaggio in termini di business, quindi contribuisce ad aumentare il database di potenziali clienti, a migliorare la visibilità e la reputazione del brand o fa crescere le vendite dirette e indirette.

Occorre pensarlo come un investimento, non come una spesa e partire con l’idea che sì, da quello strumento possono arrivare risultati tangibili.

Prima di tutto, quindi, bisogna avere chiara l’idea che sta alla base del sito web: il progetto di marketing e di comunicazione strategica. Solo in un secondo momento subentra lo sviluppo vero e proprio del sito, che deve essere facile da usare e piacevole da navigare, ma soprattutto al servizio degli obiettivi di business.

Il mio lavoro, ad esempio, non è quello di sviluppare il sito web. Il mio lavoro consiste nella ideazione strategica del piano di marketing web e nella realizzazione di contenuti in grado di intercettare le ricerche dei potenziali clienti, a vari livelli di interesse espresso: dai blogpost ai contenuti delle pagine interne o delle pagine prodotto. Un programma strategico che passa dalla scelta del tono di voce giusto per i clienti, dai canali da usare per la diffusione dei messaggi, dalla scelta delle immagini, etc. Tutto questo, perché sia perfetto, si dovrebbe fare prima di mettere online un sito.

Grazie a Lisa per aver condiviso la sua esperienza in merito all’utilità del sito web per le aziende vitivinicole.

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11 Commenti

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Franco

circa 2 mesi fa - Link

Serve secondo voi un sito internet a soggetti come Raveneau o Dauvissat? grazie

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Ema

circa 1 mese fa - Link

Loro, come anche per Quintarelli, per me si fa un discorso a parte. Non hanno bisogno di siti web (anche se piacerebbe) perché comunque la gente li cerca per il valore storico e la qualità che li ha sempre contraddistinti. Quindi, aggiungerei anche questo caso alla lista sul perché non è necessario averlo. No?

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Gurit

circa 2 mesi fa - Link

Se non hai un sito web o il web non parla di te, per me non esisti. Se non hai una scheda tecnica del vino, per me non c'è trasparenza. Se non c'è trasparenza, penso sempre al peggio.

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vinogodi

circa 2 mesi fa - Link

Se c'è un sito web , mi aiuta a conoscerti meglio . Questo si . Conosco tanti grandi produttori che per loro il sito web è solo una scocciatura "necessaria" con scarsissimo valore commerciale , visto che hanno tutto venduto in prenotazione , soprattutto amici vignaioli di Borgogna , ma anche Langa e Friuli (per non fare nomi , Pontoni). Con l'onere dell'aggiornamento continuo o della manutenzione periodica dei contenuti Certo, fa parte della cultura odierna quella della necessità di veicolare la propria realtà , individuale o imprenditoriale , per avere più soggetti che ti diano un riscontro , ma non per questo "non esisti" , è un concetto terribile... PS: la scheda tecnica idem : se c'è sono contento, ho informazioni dettagliate , mi permette di fare una scelta ponderata , mi permette di conoscere più a fondo il prodotto . Molto bene se c'è ... anche in questo caso, però , parlare di "non trasparenza" nel qual caso , mi sembra estremizzare eccessivamente...

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Gurit

circa 2 mesi fa - Link

Ho usato parole dure, ammetto. Ma se l'unico dettaglio conosciuto del tuo vino è il prezzo o la denominazione a cui appartiene, mi vien difficile darti fiducia. Non avere un sito internet al giorno d'oggi può anche sembrare snob, esclusivo.

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Sancho P

circa 1 mese fa - Link

Eh già. Oramai il termine vignaiolo ha sostituito in toto quello di viticoltore. È il segno di questa fase. Dilettante che ami la natura, per davvero o per finta, fatti avanti e imbottiglia. Prima che passi.

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Marco

circa 1 mese fa - Link

Per fortuna ci sono ancora molti appassionati di vino che piuttosto di guardare siti web preferiscono andare per cantine o in enoteche ad assaggiare e scoprire prodotti nuovi...

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Mara

circa 2 mesi fa - Link

Peccto che ancora molti interessanti produttori siano fuori da questa logica

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Sancho P

circa 1 mese fa - Link

Io rimango affezionato ai cataloghi. Li "sfogli e risfogli", leggi ogni parola. Sarò fuori moda sicura mente, come la brochure piegata a mano , in stile volantino del vecchio pci, dei vini di Rino Varaldo. Grande Rino.

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Graziano

circa 1 mese fa - Link

Che mondo sarebbe senza gli Sponsor, commenti inclusi? In un certo senso un po' come non avere organi sensoriali.

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Enrico Togni

circa 1 mese fa - Link

Ma sapete che ci sono leggi da rispettare ed organismi preposti a tale rispetto? Mi spiego meglio, guardate il mio sito, non scriviamo nulla perchè non possiamo scrivere nulla: perchè se fai vino generico non puoi pubblicare annata, vitigno e zona di produzione, se dichiari di lavorare in bio o in biodinamico (come faccio) devi essere certificato (come sono), se dichiari il numero di bottiglie prodotte deve esserci corrispondenza suo registri, ecc. Questa è la realtá, poi c'è la poesia del marketing che spesso è border line e devi mettere a bilancio i possibili 1200,00€ di multa da parte della repressione frodi. Non è sempre cosí facile e spesso ti tocca abiturati e convivere con il tuo "arredamento demodè"!

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