Tu rigenerati il fegato mentre io penso a chi affidare il Vine Talk italiano


Inizio di anno all’insegna dei buoni propositi che si contraddicono amabilmente. Il pragmatismo di chi non accumula bottiglie per i posteri – all’insegna del carpe diem – non manca. Lo “Scherzi a parte” del vino è stata una bella trovata ma, se partisse un wine talk show, a chi lo faremmo condurre? Le news of the world di questa settimana.

THE GUARDIAN. È un classico per molti britannici iniziare l’anno astenendosi per un mese dal bere ogni tipo di bevanda alcolica. Questo periodo di disintossicazione DIY ha anche un nome – “Janopause” (January + pause) – e l’idea è quella di dare al fegato la possibilità di riprendersi dagli eccessi delle feste nutrendolo con tisane e infusi miracolosi.

THE INDEPENDENT. Secondo la British Liver Trust, il Janopause di cui sopra oltre ad essere inutile è anche pericoloso perché alimenta l’illusione che il fegato possa rigenerarsi ed essere pronto ad affrontare 11 mesi di eccessi. Ecco allora per i britannici l’originale consiglio su come iniziare bene il 2012: moderazione, moderazione, moderazione.

THE HUFFINGTON POST. Per Natale, uno dei negozi Oddbins – nota catena di wine shops in Gran Bretagna – ha omaggiato i suoi clienti con una bottiglia di vino nello stile di “Scherzi a parte”. Lo staff ha sistemato per le strade della città un falso raccoglitore di vetro munito di telecamera e riempiendolo con bottiglie di vino piene e un distributore umano. Ogni volta una persona buttava dentro una bottiglia vuota il raccoglitore lo ringraziava risputandone una piena con tanto di coccarda festiva.

THE WALL STREET JOURNAL. Un inizio dell’anno che si rispetti ha la sua lista di buoni consigli su come bere e bere meglio. Eliminando l’ovvio e citando en passant le varietà che dovrebbero distinguersi in questo 2012 – riesling e chenin blanc – eccoci all’unico consiglio che valga la pena tenere presente: “carpe diem”, il tempo passa per tutti, dunque aprite senza indugio le bottiglie buone e godetevele.

THE WASHINGTON TIMES. Nel 2011 abbiamo visto sempre più personaggi famosi dichiarare in vari modi la loro passione per il vino, per esempio diventando produttori o mettendo all’asta collezioni di tutto rispetto. L’attore Stanley Tucci (Big Night, Il Diavolo veste Prada, Julie & Julia) ha debuttato in TV con Vine Talk, il primo talk show sul vino, dimostrando che il vino può fare audience tanto quanto il cibo. E siccome è fin troppo facile prevedere che un’dea simile atterri presto anche sulle scrivanie degli assopiti dirigenti RAI & Co, perché non cominciamo a speculare su chi ci piacerebbe che lo conducesse?

[Immagine: Vine Talk]





15 commenti a “Tu rigenerati il fegato mentre io penso a chi affidare il Vine Talk italiano”

  1. Michele Michele commenta:

    se fosse un talk ciarliero, che non si volesse prendere troppo sul serio, Albanese sarebbe il candidato ideale…

  2. Simone e Zeta Simone e Zeta commenta:

    Minzolini, vista l’esperienza nella ristorazione.

  3. she-wolf not fond of RAI and Mediaset she-wolf not fond of RAI and Mediaset commenta:

    Se vogliamo offrire un’alternativa italiana valida a Stanley Boldy Tucci io voto Toni Pelatone Servillo.

    Bata che non sia Franky Emme, detto Curls. Si sospetta che abbia l’AIS.

  4. Gionni Bonistalli commenta:

    Perchè non Leonardo Romanelli insieme al nostro amico Andrea Gori ????

  5. Francesco Marchio Francesco Marchio commenta:

    esperienza televisiva, dialettica e occhi blu attira fanciulle-odiens quoto anch’io Andrea Scanzi….dimenticavo professionalità of course!!!

  6. she-wolf generally speaking she-wolf generally speaking commenta:

    Andrea Scanzi sta a Armando Castagno come

    Alessandro Baricco a Mario Rigoni Stern
    o se volete
    Bret Easton Ellis a Corman McCarthy

    quindi è perfetto per un talk show su una qualsiasi rete italiana.

  7. ma un “seconda serata” con Castagno no eh?

  8. Armando Castagno Armando Castagno commenta:

    Ma a quel paese no? :-)

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