Legno, acciaio, terracotta o cemento: quale contenitore per il vino?

Legno, acciaio, terracotta o cemento: quale contenitore per il vino?

di Elena Di Luigi

Un tweet circolato su internet ha dato inizio a un effetto domino di questo tipo.
Nel tweet si riportava un grafico di Wine Economics sulle esportazioni di vino sfuso, dal gennaio 2016 ad agosto 2019. Si evidenziava che il 40% del vino prodotto globalmente viene venduto come sfuso e che il 18% di questo é prodotto in Spagna. Secondo il grafico il 37% delle esportazioni spagnole finiscono in Francia e quindi il tweet si chiedeva “cosa ne farà mai la Francia con 220 milioni di euro di vino spagnolo sfuso?”. Una tra le tante risposte possibili é che l’etichetta francese vende meglio di quella spagnola. Del resto i Francesi non importavano (importano?) il vino sfuso dall’Algeria?

Anche l’Italia vende il suo sfuso all’estero e, per esempio, nel 2018 tra le 20 destinazioni principali ci sono USA, Germania, UK, Canada e Francia. Ma l’Italia esporta anche uva da vino non vinificata. Nel 2016 la cantina Oenoforos nel sud della Svezia, ha acquistato 8740 kg del Syrah raccolto in Toscana e lo ha trasportato ancora in grappoli per 1864 km in un tir frigorifero fino Simrishamn. Come è noto il monopolio svedese consente alle agenzie importatrici di comprare vino già fermentato per poi fare “a casa” gli uvaggi e l’invecchiamento secondo le richieste del mercato.

Oenoforos ha condotto questo esperimento di fermentazione in Svezia utilizzando vasche di diverso tipo, ovvero barriques di Chassin di 225 litri, anfore di terracotta da 500 litri prodotte in Italia e nuove barriques di legno “Ermitage”, per l’invecchiamento di un anno o uno e mezzo. Di questo esperimento non ho trovato altre tracce se non delle tasting notes alla cieca di metà percorso dalle quali si evince che il contenitore fa la differenza. Va anche detto che fin dall’inizio questo progetto si poneva come obiettivo la ricerca ma anche la vendita delle bottiglie all’asta e di dare il ricavato in beneficenza.

Oenoforos non è stato il solo a sperimentare la maturazione di un vino in diversi tipi di contenitori. Nel 2018 la cantina francese Domaine Gayda in Languedoc ha deciso di fare la stessa cosa, questa volta utilizzando nove diversi contenitori e lo stesso tipo di uva, cioé il Syrah. Di questo esperimento sappiamo che è ancora in corso e che le uve provengono da un solo vigneto utilizzato per le migliori cuvées della cantina. A metà percorso sono state organizzate due degustazioni alla cieca per fare il punto della situazione, una a Londra nell’agosto 2019 e l’altra a Parigi a novembre 2019. Le botti/vasche utilizzate per questo esperimento di invecchiamento state tre botti di rovere di cui due di 228 litri al terzo e secondo utilizzo, e una di 500 litri; due botti a uovo, una di cemento e una di terracotta; un serbatoio in acciaio inossidabile, un jarres en grès cioé vaso in arenaria da 1000 litri; una vasca Flextank/Flexcube da 1000 litri e una vasca in legno di 2000 litri, Foudres.

Queste le tasting notes dei pochi eletti che hanno partecipato alle degustazioni:
Oenoforos – Parigi – Londra

3 Commenti

avatar

Sancho P

circa 4 settimane fa - Link

Aggiungerei il ruolo che hanno i diversi gradi di tostatura del Rovere , nella produzione di determinati aromi e nella presenza del corredo tannico.

Rispondi
avatar

MAURIZIO

circa 4 settimane fa - Link

"Une jarre en grès" in questo contesto va tradotto "un vaso in gres " oppure un' anfora in gres. In italiano arenaria è una roccia sedimentaria che non si presta per contenitori adatti alla vinificazione, perché è porosa e poco dura. Al massimo dall'arenaria, per la facilità di lavorazione, si possono trarre degli abbeveratoi, dei vasi da fiori.

Rispondi
avatar

Katarina Andersson

circa 3 settimane fa - Link

Vero, non é il primo a farlo in Svezia, cioé di importare uve o mosto per poi fare del vino. Poi solo una precisazione, Oenofors é l'azienda dietro ma la cantina a Simrishamn é Nordic Sea Winery. Comunque, la cosa molto piú interessante di cui scrivere sarebbe le diverse cantine nate negli ultimi anni nella parte sud di Svezia e loro produzione di vino.

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.