Le birre artigianali italiane che mi hanno cambiato la vita

Le birre artigianali italiane che mi hanno cambiato la vita

di Jacopo Cossater

Vabbè, si fa per dire. Il senso di questo post è infatti quello di condividere quelle che sono state negli anni le birre italiane che più hanno contribuito a formare i nostri gusti di oggi. Tappe di un percorso in continua evoluzione, non le più buone o le più significative ma quelle che per un motivo o per l’altro hanno segnato un momento particolare. Un post nato qualche settimana fa dalla più classica delle chiacchierate fatte al bancone del pub assaggiando un po’ di questo e un po’ di quello. Un pezzo che peraltro non può che completarsi con anche il vostro contributo, non esitate quindi: curiosissimi di sapere quali possono essere state le vostre “tappe fondamentali”. Tutte birre che magari sarà possibile riassaggiare il prossimo weekend a Roma, a Fermentazioni. Dai che ci si vede lì.

BIRRIFICIO L’OLMAIA, LA 5

Era forse il 2009 quando più o meno per caso mi ritrovai a una serata dedicata ai prodotti de L’Olmaia, birrificio nato nel 2004 non lontano da Montepulciano, in quella provincia di Siena così famosa per i suoi vini rossi. Fu allora che per la prima volta realizzai con un minimo di certezza che esisteva un mondo oltre alle pessime birre industriali che ero abituato a bere nel bar sotto casa. Una rivelazione: quella prima birra in degustazione la ricordo buonissima, saporita come non credevo possibile. I ricordi giocano brutti scherzi, certo è che La 5 nel tempo ha saputo ritagliarsi uno spazio di assoluta importanza nel campo delle Golden Ale di casa nostra. Merito di una beva fuori dal comune e di una complessità mai eccessiva, ben bilanciata tra note agrumate e pepate non senza una bella scodata erbacea. Ancora oggi quando la trovo alla spina non riesco a passare oltre. Ed è subito estate.

BIRRIFICIO ITALIANO, TIPOPILS

Di una delle più importanti e famose birre italiane credo ci sia poco da dire, ancor meno da aggiungere. Era il 1996 quando Agostino Arioli produceva la prima etichetta del suo neonato Birrificio Italiano, proprio questa. Una Pilsner caratterizzata da un leggero dry hopping che ha dato il via a una scuola e che nel tempo è diventata uno dei grandissimi classici della produzione non solo dello stabilimento di Como ma anche di quella tricolore. La birra che anni fa mi ha fatto capire quanto non sia necessario eccedere per stupire e quanto la bellezza possa essere fatta di cose semplici, se messe con grazia al posto giusto. Profumata e dissetante, ci sono note di cereali e di camomilla che vengono impreziosite da una punta di agrume. Fresca, freschissima, chiude secca e con un leggerissimo richiamo amaro di straordinaria pulizia. Ho già scritto dissetante?

LOVERBEER, BEERBERA

E poi sono arrivate le acide e i viaggi a Bruxelles e nel Pajottenland. Esperienze forse necessarie per mettere ancora più a fuoco quanto di significativo sia possibile trovare non così lontano da casa. È questo per esempio il caso di LoverBeer, birrificio ormai di culto nato nel 2009 in provincia di Torino, non lontano da Castelnuovo Don Bosco e dal Monferrato. È qui che Valter Loverier ha dimostrato quanto in alto possano volare le migliori fermentazioni spontanee italiane. Prendete la Beerbera: splendida birra che fermenta a partire da una quota di mosto di barbera e che matura per circa 6 mesi in tini di rovere. Prugne e ciliegie, sentori vinosi affiancati a toni bagnati di terra e di muschio aprono a un assaggio di gran complessità e beva al tempo stesso. È acida, certo, ma è acidità tutt’altro che sterile, ben integrata a quel corpo della birra che in chiusura sembra quasi schioccare e che ricorda almeno un po’ quella Barbera frizzante che a me piace ogni volta così tanto.

BIRRA PERUGIA, CALIBRO 7

All’invasione degli ultra-luppoli che ha investito il mondo della birra negli ultimi anni non ero forse preparato, tant’è che dopo qualche cocente delusione me ne sono prudentemente tenuto a distanza. Ci è voluto un birrificio locale per farmi cambiare idea e tornare a piccoli passi ad apprezzare l’intensità e la potenza delle migliori American Pale Ale italiane. Era l’estate del 2014 e Birra Perugia aveva appena messo in produzione un piccolo ordigno con il contributo di 7 diverse varietà di luppolo provenienti da mezzo mondo: ovviamente Stati Uniti (Chinook, Citra, Galena, Mosaic) ma anche Nuova Zelanda (Motueka), Australia (Galaxy) e Giappone (Sorachi Ace). Il risultato nella sua esuberanza continua ancora oggi a funzionare egregiamente, si tratta infatti di birra che alla sua esplosione di profumi – agrumi e frutta tropicale su tutti – affianca una silhouette mai stanca, piacevolmente fresca e dal sorso appagante, che richiama il successivo. Una di quelle da bere con gli occhiali da sole.

[immagine: Tama Leaver, Flickr]

Jacopo Cossater

Comunicazione digitale ed e-commerce, è tutta una questione di vino, di birra e di trail running. Vive in Umbria, a Perugia, per motivi diversi ha un debole per NYC e per Stoccolma ma non potrebbe mai fare a meno dei ritmi dell'Italia Centrale. Su Intravino dal 2009.

7 Commenti

avatar

Giovy Malfiori

circa 2 mesi fa - Link

Se passi da Affi, vai ad assaggiare la produzione di Benaco70: è una meraviglia.

Rispondi
avatar

Jacopo Cossater

circa 2 mesi fa - Link

Non mancherò, non conosco (grazie)

Rispondi
avatar

Emanuele

circa 2 mesi fa - Link

Birrificio Mazapegul....Civitella di Romagna. Balé Burdeli, Millemosche e Curva Mare sono fantastiche.

Rispondi
avatar

Paolo

circa 2 mesi fa - Link

Alla september fest di Curtatone scoprii a suo tempo la Terza Media di Beerbante. Fu amore a prima vista, condiviso con la Tipopils del Birrificio Italiano

Rispondi
avatar

Agnese

circa 2 mesi fa - Link

Birrificio Namaste' la vera birra siciliana con ingredienti naturali

Rispondi
avatar

Luca

circa 2 mesi fa - Link

Nel mondo pils indubbiamente la via Emilia del Birrificio del Ducato. Inoltre nelle tappe di molti birrostrippati non credo che manchi qualcosa di Lambrate (Sant'Ambroeus, Lambrate e Porpora su tutte) e sicuramente di Baladin (Nora per me è una birra unica e insuperabile!).

Rispondi
avatar

arnaldo

circa 2 mesi fa - Link

Attenzione raga...prima o poi la bolla scoppiera'. centinaia di birrifici artigianali tutti belli e bravi con bottiglie che non scendono sotto gli 8/9 euri, Ma ricordiamoci che la birra nasce come bevanda semplice, a bassa gradazione alcolica,da bere a secchi e che costa poco. Chi ha capito....ha gia' venduto tutto prima che i buoi scappino......meditate gente meditate....

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.