La vera eccellenza di Slow Food sono le cantine con chiocciola

di Alessandro Morichetti

Obiezione accolta, districarsi nel marasma di sigle e menzioni di Slow Wine 2011 è impresa titanica: la moltiplicazione dei pani e dei premi è inizialmente spiazzante. Si sa che a Bra sono Slow per definizione. Battute a parte, una bella dritta l’ha data Marco Bolasco, direttore editoriale di Slow Food: “Dobbiamo fare per forza una classifica? Paragonare agli altri? Benissimo, allora l’elenco è quello delle cantine (non vini) con la chiocciola. Circa 160 (non a caso quelle in degustazione il 20 a Venaria)“. Ottimo, sono corso a prendere le cantine nel mazzo e ce n’è di che discutere. Per capire la cifra stilistica, pesco un paio di esempi tra tanti: Giacosa e Tenuta San Guido non hanno la chiocciola, c’è Cappellano e io immagino Camillo Donati da Langhirano (Parma) festeggiare il riconoscimento tipo Leonardo Di Caprio sul Titanic mentre urla “sono il re del mondo” stappando a mò di Champagne una magnum di Lambrusco. A buon intenditore, poche parole… e buon divertimento.

Abruzzo e Molise: Valentini, Cataldi Madonna, Praesidium, Emidio Pepe

Alto Adige: Loacker Schwarhof, Nusserhof – Heinrich Mayr, Hoandlhof – Manfred Nossing, Kuenhof – Peter Pliger, Manincor, Unterortl – Castel Juval, Haderburg, Cantina Termeno, Garlider – Christian Kerschbaumer

Basilicata: Elena Fucci

Calabria: Librandi, Ceraudo

Campania: Sorrentino, San Giovanni, Antica Masseria Venditti, Contrada Salandra, Giuseppe Apicella, Colli di Lapio, Tenuta Cavalier Pepe, Vadiaperti, Contrade di Taurasi

Emilia Romagna: Vittorio Graziano, Camillo Donati, Floriano Cinti, Vigne dei Boschi, Paolo Francesconi, Fattoria Zerbina

Friuli Venezia Giulia: Davino Meroi, I Clivi, Le Due Terre, Ronco del Gnemiz, Vignai da Duline, Borgo San Daniele, Edi Keber, Bressan Mastri Vinai, Gravner, La Castellada, Damijan Podversic, Radikon, Franco Terpin, Kante, Zidarich

Lazio: Sergio Mottura, Sant’Andrea

Liguria: Ottaviano Lambruschi, Maria Donata Bianchi, Cascina delle Terre Rosse, Walter De Batté

Lombardia: Ar.Pe.Pe., Sandro Fay, Togni Rebaioli, Il Pendio, Fausto Andi, Agnes

Marche: Collestefano, Fattoria La Monacesca, Fattoria San Lorenzo, Bucci, Fattoria Coroncino, Oasi degli Angeli, Aurora, Fattoria Dezi

Piemonte: Le Piane, Antichi Vigneti di Cantalupo, Bianchi, Cantina del Pino, Roagna – I Paglieri, Giuseppe Rinaldi, Cascina Ca’ Rossa, Brovia, Cavallotto, Cascina Corte, Pecchenino, Anna Maria Abbona, Elio Altare – Cascina Nuova, Elio Grasso, Flavio Roddolo, Sottimano, Hilberg – Pasquero, Cappellano, Fiorenzo Nada, Fratelli Alessandria, Dacapo, Luigi Spertino, Vigneti Massa, Iuli, La Raia, Carussin, Castello di Tassarolo

Puglia: Giancarlo Ceci, I Pàstini, Agricole Vallone, Polvanera, Gianfranco Fino, Attanasio

Sardegna: Capichera, Orlando Tondini, Panevino, Tenute Dettori

Sicilia: Marco De Bartoli, Ferrandes, Graci, Girolamo Russo, Palari, I Vigneri, Cos, Arianna Occhipinti

Toscana: Le Macchiole, I Luoghi, Altura, Tenuta di Valgiano, Salustri, Caiarossa, Fattoria di Bacchereto Terre a Mano, Frascole, Fattoria Selvapiana, Fattoria Rodano, Fattoria di Fèlsina, Riecine, Querciabella, Fontodi, Monte Bernardi, Montevertine, Val delle Corti, Corzano e Paterno, Stefano Amerighi, Baricci, Fattoi, Il Paradiso di Manfredi, Le Chiuse, Le Presi, Boscarelli, Fattoria Le Casalte, Montenidoli

Trentino: Pojer & Sandri, Cesconi, Giuseppe Fanti, Maso Furli, Foradori, Francesco Poli, Eugenio Rosi

Umbria: Adanti, Antonelli San Marco, Paolo Bea, Palazzone

Valle d’Aosta: Les Crêtes, La Vrille

Veneto: Le Fraghe, Antolini, Corte Sant’Alda, Lorenzo Begali, Monte dall’Ora, Villa Bellini, La Biancara, Prà, Filippi, Leonildo Pieropan, Cà Orologio, Casa Coste Piane, Silvano Follador

[Immagine: Illya Furlonge-Walker]

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

40 Commenti

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carolina

circa 9 anni fa - Link

ecco, qua non resto basita per esempio. piace leggere dei tanti amici insigniti, gente che si smazzia come la sottoscritta, se non di più. bravi!

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Mario Crosta

circa 9 anni fa - Link

Ma tu ti smazzi con il Raboso, lo fai come tuo padre e tuo nonno e come piace ad alpini e bersaglieri, come piace a me che nei vini di oggi non ritrovo quasi mai le stesse emozioni che invece provo ancora nelle campagne, nei circoli, nelle osterie, nelle trattorie, attorno ai focolari di qua e di la' del Piave. Percio' i tuoi complimenti saranno certamente i piu' graditi.

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carolina

circa 9 anni fa - Link

mica mi smazzio solo col Raboso...

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Simone e Zeta

circa 9 anni fa - Link

Visto le mencanze qualcuno mi spieghi in cosa differiscono le Macchiole e Ornellaiao San Guido, Felsina e San Giusto o Fonterutoli..per cominciare..! Noto benvolentieri Amerighi a posto di altri di Cortona, in toscana l'attenzione ai prodotti naturali, bio o vicini è pari a ZER0 o bassina. E poi non capisco i criteri..Roddolo e Pecchenino nello stesso premio..vini agli antipodi..mah! A questo punto ci aspettiamo una guida da Morichetti, che qualcosa di buono da bere ce lo trova!

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Mauro Erro

circa 9 anni fa - Link

Le Macchiole, difatti, è biologico non certicato e in cantina molto attenta sino ai lieviti indigeni utilizzati se ci vogliamo fermare a queste disquisizioni...:-)

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Simone e Zeta

circa 9 anni fa - Link

Mauro, capisco la difficoltà di far emergere aziende nel Bolgherese dove i vini sono pressochè fotocopie l'un l'altro, ma credo che hai maggiormente guardato all' ottima guida aziendale della proprietaria che agli aspetti "Slow". Dopodichè un professionista come te non dovrebbe utilizzare "fregnacce" per disquisire su aspetti dell'agricoltura Bio. 1)O sei certificato o non sei Biologico; i controlli chi li farebbe, scusa ? 2) Le fermentazioni Naturali sono fatte con lieviti naturali, non vale la formula "stare attenti ai lieviti presenti, dopodichè vedremo" A me sembra che la guida abbia recepito alcuni aspetti di rinnovamento, abbandonando tuttavia la strada del famoso manifesto di Firenze...

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Mauro Erro

circa 9 anni fa - Link

Caro Simone, i consigli e el critiche sono accetti se costruttivi. Sono un convinto sostenitore dei vini naturali ed è tanto fastidioso sentire banalità come "tutti i vini biodinamici" puzzano, così come "tutti i vini biodinamici" sono buoni in quanto tali. nello specifico a noi, appunto, non interessa chi ti certifica cosa, capitolo spinoso su cui come giustamente dici ci sarebbero infinite discussioni da fare, ma come si lavora in vigna e siamo andati in cantina a vedere. Ti prego, vorresti aprire un dibattito culturale sui lieviti, un dibattito pernicioso per risolvere cosa? Quando il lievito è selezionato in vigna e inoculato (come fa un Soldera) che roba è? Il punto è non essere ideologici e parlare di Bolgheri come di una realtà che andrebbe annullata, ma probabilemente ti mancano le degustazione di vecchi Sassicaia per avere un filo di prospettiva analitica maggiore, e/o non avere la pretesa di conoscere minuziosamente tutte le aziende che esistono sul suolo italico perchè proprio su Le Macchiole prendi un piccolo granchio o ti sfugge Il paradiso di Manfredi, distibuito da quei talebani di Velier. Saresti, d'altronde, un fenomeno niente male, capace di sostituire 200 e passa collaboaratori. Faresti risparmiare un bel po' di soldi all'editore :-)

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Simone e Zeta

circa 9 anni fa - Link

Se a te non ti interessa "chi certifica cosa" sono fatti tuoi, io ti ho solo detto che per essere biologici bisogna essere certificati; mi fa oltremodo piacere che tu sia stato nel periodo pre-vendemmiale in tutte le aziende premiate per vedere se usavano anti-botritici (ed in toscana quest'anno record di vendite!) Dopodichè non apro nessun dibattito sui lieviti, ti ho fatto notare che le fermentazioni o sono spontanee oppure no, stop. Ti ringrazio per la Segnalazione su P.Manfredi e la Velier..in effetti non conosco proprio nessuno!!! Lungi da me i vini naturali, non sia mai. Ma dai.. PS: San Guido non l'avete Chiocciolata!

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Francesco

circa 9 anni fa - Link

@Simone guarda che ci sono tante aziende che sono certificate e non lo dichiarano in etichetta. Poi, se proprio vogliamo aprire un dibattito sulla certificazione, visto che è uno dei settori nel quale "lateralmente" lavoro possiamo anche farlo.

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Simone e Zeta

circa 9 anni fa - Link

Visto le mencanze qualcuno mi spieghi in cosa differiscono le Macchiole e Ornellaiao o San Guido, Felsina e San Giusto o Fonterutoli..per cominciare..! Noto benvolentieri Amerighi a posto di altri di Cortona, in toscana l'attenzione ai prodotti naturali, bio o vicini è pari a ZER0 o bassina. E poi non capisco i criteri..Roddolo e Pecchenino nello stesso premio..vini agli antipodi..mah! A questo punto ci aspettiamo una guida da Morichetti, che qualcosa di buono da bere ce lo trova!

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Mauro Erro

circa 9 anni fa - Link

Ti rispondo qui: a noi interessa chi fa buona agricoltura. Cerchiamo di essere sereni e non banalizzare i discorsi, in una zona dove c'alta densità viticola, un produttore può fare biodinamico e di fianco avere chi fa sistemici tutto l'anno perennemente. Le specificità del mondo del vino italiani sono tanti e tali (vivaddio) che risolverla in poche battute, con attacchi a testa bassa e guida non uscita e generalizzazioni tout court non ha senso. è un progetto editoriale nuovo e sicuramente ci saranno degli errori. Ogni contributo in tal senso è prezioso. Tutto qui. Alla fine non si capisce cosa vuoi dire, ti stai solo arrabbiando inutilmente. Guarda quanti vignaioli ci sono sfuggiti spesso alla critica cartacea..

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Simone e Zeta

circa 9 anni fa - Link

Non mi sto arrabbiando, figurati! Ho chiesto lumi, in quanto non riesco a ritrovare coerenza a mettere sullo stesso piatto Roddolo con Pecchenino, Abbona e (il mancante) San Fereolo. Vi ho riconosciuto fedeltà alla linea premiando Amerighi e Bacchereto, ma sul Chianti i Chiocciolati non rispecchiano i valori territoriali della zona e tra l'altro sono in antitesi di gusto con gli stessi prodotti da voi premiati come vini Slow. Monteraponi, Ormanni, La Porta di Vertine fanno il vino buono, ma come aziende premiate Felsina, Riecine, Fontodi. Se non è equilibrismo questo..

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Francesco

circa 9 anni fa - Link

ma anche val delle corti, rodano e fuori ch.classico i grandissimi di selvapiana. e poi, riecine è praticamente bio (non lo scrive in etichetta e i vini sono ottimi) e felsina e fontodi sono tra le migliori aziende chiantigiane, no? io avrei inserito anche ormanni, bibbiano (che non è bio) e caparsa (che forse ora lo scrive in etichetta) ma sono aziende che trovano posto in altre sezioni. Io con slow food ho un rapporto un po' conflittuale ma, pur nell'ampiezza dei giudizi (forse ci si attendeva una maggiore scrematura?) mi sembvra che vengano fuori a mio parere tante belle realtà. lamentavo una poca discernibilità di lettura e delle incongruenze ma ora che il velo si dipana e le chiavi di lettura sono più chiare mi sembra un lavoro interessante e meritevole.

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Fabio Pracchia

circa 9 anni fa - Link

Ciao Simone abbiamo ritenuto di premiare il coraggio di Cinzia che in momenti difficili è riuscita a portare avanti un'azienda in un territorio allora conosciuto solo da chi aveva grandi mezzi a disposizione. Ci piace la sua riservatezza e la serietà. Criterio soggettivo, ma la Guida l'abbiamo fatta noi, ne siamo orgogliosi, data la fatica, e ce ne prendiamo la responsabilità. A Bolgheri poi I Luoghi, dove la concentrazione dei vini lascia il passo all'umore della terra. Siamo attenti ai viticultori, ci abbiamo parlato. In Val Di Cornia abbiamo premiato un vino, da sangiovese, di un'azienda chiamata I Mandorli, assente dalla mappa delle guide di settore. Si è cercato di rendere polifonico l'approccio alla critica del vino. Siamo alla prima vendemmia e abbiate un pochino di pazienza. Saluti Fabio Pracchia

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giulio

circa 9 anni fa - Link

Il vigna alla sughera è stato sorprendente già dalle prime degustazioni a Bolgheri. Vino di straordinaria bevibilità. Ricorda qualche buon chianti classico.

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Simone e Zeta

circa 9 anni fa - Link

Ciao Fabio, lungi da me il fatto di denigrare la mole di lavoro eseguita, io nella guida riponevo alte aspettative (chiaramente non personali) e quindi ho lasciato trasparire un po' di delusione. Ti ripeto che ho moltissimo apprezzato la lista dei vini premiati e nulla da dire sullo stile della proprietà delle Macchiole. Apprezzo molto la tua risposta sulla soggettività ;-) Stammi benone

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Simone e Zeta

circa 9 anni fa - Link

Mi troveresti per cortesia una mia frase dove ho parlato di Aziende Biologiche che non lo dichiarano in etichetta. Grazie per l'attenzione ;-)

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Francesco

circa 9 anni fa - Link

a mio modo di vedere tra ornellaia e le macchiole o tra felsina e fonterutoli (mio dio!) di differenze ce ne sono molte, e basta berli i vini o vedere i comportamneti anche del recente passato delle varie proprietà.

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Mauro Tenti

circa 9 anni fa - Link

Che coincidenza... Cappellano è stata una scoperta assai recente (tipo due settimane fa). Un Barolo Vintage 2000 da standing ovation: colore scarico ma gusto moooooolto pieno :-)

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Franco Ziliani

circa 9 anni fa - Link

pur con tutto il rispetto possibile per quello che dice il buon Bolasco, che invita a prestare particolare attenzione all'elenco delle cantine (non vini) con la chiocciola", io, che sono l'ultimo dei collaboratori (praticamente ho giocato gli ultimi cinque minuti di una partita già decisa...) della guida con la mia quindicina di schede redatte, ) continuo a giudicare particolarmente significativo l'elenco dei Vini Slow, "bottiglie che, oltre a una qualità organolettica elevata, riuscissero a condensare nel bicchiere valori di tipo territoriale, storico e identitario che desideriamo far conoscere ai nostri lettori". A me questo valore territoriale, storico e identitario di quei vini e non di altri piace da morire...

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marco bolasco

circa 9 anni fa - Link

Ciao Franco, ma guarda che la motivazione della chiocciola è "simbolo assegnato a una cantina che ci piace in modo speciale per come interpreta valori (organolettici, territoriali, ambientali e identitari) in sintonia con Slow Food", perciò lo stesso concetto, però applicato alle cantine. E' proprio questo il fatto: porre l'accento sul lavoro di una cantina intera invece che solo sul risultato di singoli vini mi sembra una novità rilevante che possa sottolineare la differenza del nostro lavoro rispetto ad altri. Concettualmente non è cosa da poco, credo. Mi interessa molto la tua opinione su questo. E grazie del contributo che hai dato, che non è certo solo quello delle schede.

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Stefano

circa 9 anni fa - Link

A me pare una guida da leggere a più dimensioni (da quello che ho capito), mi piace, mi piacciono le indicazioni che da sui vini e le cantine, e secondo me ha ragione Ziliani quando fa notare i vini slow.

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Bernardo Conticelli

circa 9 anni fa - Link

Ogni volta che esce una classifica delle principali guide di settore si può sempre dire tutto e il contrario di tutto tra chi c'è, chi manca, chi poteva esserci ma non c'è e chi c'è ma poteva non esserci. Un pensiero che si avvita su se stesso e che irrimediabilmente cambia a seconda della persona che esprime un giudizio senza poter mai arrivare a una sintesi oggettiva. Mi chiedo però (assolutamente senza polemica, solo per personale curiosità) come mai nella guida Slow Wine, che è sensibile ad un certo modo di fare vino e filosofia produttiva,non siano considerati nelle Marche gli splendidi Verdicchi di Corrado Dottori (La Distesa)...

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Nicoletta Bocca

circa 9 anni fa - Link

Proprio quello che avevo notato anche io. L'assenza di Corrado. Nelle Marche. Io la sento.

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Franco Ziliani

circa 9 anni fa - Link

sottoscrivo quanto annota Nicoletta Bocca. Corrado fa splendidi vini naturali. Anzi fa splendidi vini di territorio tout court, che sono sorpreso non siano stati ritenuti meritevoli da questa nuova guida dove avrei scommesso invece che sarebbero stati celebrati...

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Simone e Zeta

circa 9 anni fa - Link

Assieme a quelli di Podere Concori, che L'Espresso ha giustamente riconosciuto tra i Grandi ;-)

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Simone Maglioni

circa 9 anni fa - Link

dopo una rapida lettura ,la mancanza di Corrado è stata anche la mia prima sensazione... peccato ! :-(

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Nic Marsèl

circa 9 anni fa - Link

Mi sembra non ci siano sforzati valtellinesi premiati da nessuna guida. Annata sfortunata o nuova enotendenza? In questo secondo caso, come mai l'amarone non subisce la stessa sorte?

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Lido Vannucchi

circa 9 anni fa - Link

allora fare una guida è sempre un grosso lavoro perchè dobbiamo fare delle liste, e quindi delle scelte, complimenti a tutto lo staf di sloow food, anche per la ventata di aria nuova, ma ci devono concedere anche piccole critiche costruttive perchè il prossimo anno si compili una guida sempre più attenta. Io per la mia zona RECLAMO PODERE CONCORI un premio al coraggio di fare vini in un territorio davvero difficile, e che vini. ciao a tutti in particolare a Fabio Pracchia Lido

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Francesco Fabbretti

circa 9 anni fa - Link

Dunque, in tre giorni 6numero6 post sulla guida slow food...quanto mi manca Mourinho che non avrebbe avuto problemi a parlare di "prostituzione ideologica" (her words, not mines)

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francesca ciancio

circa 9 anni fa - Link

be' un po' pesante come affermazione è la prima guida slow senza gambero. questa potrebbe essere una buona ragione per darle più spazio.

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Franco Ziliani

circa 9 anni fa - Link

Francesco, piaccia o non piaccia, l'uscita della guida di Slow Food é la grande novità di quest'anno, la curiosità tanto attesa, che fa e farà discutere. Oppure credi che dobbiamo ancora accapigliarci, come in una trita litania, sui soliti "tre bicchieri" della guida del Gambero rosso?... :)

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fabrizio dellaporta

circa 9 anni fa - Link

Ma perchè sfrugugliare nelle liste pubblicate di Slow Wine? E' il perenne vizio di tanti, non appena una guida pubblica la propria muova lista.... E' fuori dubbio che questa nuova guida porta qualcosa di diverso nell'ambiente. E' il tentativo di dare una impostazione un po' diversa a una guida enologica, dare più spazio ai commenti ed alle interpretazioni di ognuno. Dare più spazio alle valutazioni che ognuno soggettivamente da di un vino, solo dopo averlo degustato beninteso... E' perciò l'invito ad avvicinarsi ad una serie di vini attraverso un "suggerimento" tutto sommato discreto e circostanziato... Ragazzi impariamo a interpretare il messaggio che una guida vuole dare: solo un suuggerimento per selezionare alcuni vini da degustare e da valutare con il proprio senso critico e il proprio gusto. Io personalmente spesso mi dedico alla ricerca di quei produttori, magari sconosciuti, che sono forse solo citati in una guida, per la prima volta, ma che spesso possono costituire una piacevole sorpresa... Io, anche se Slow Wine non l'ho ancora evidentemente letta e analizzata, colgo il messaggio di voler stimolare la curiosità dell'appassionato, lasciando a quest'ultimo il ruolo di analista costruttivo della qualità di un vino e di una cantina.... Non saremo mai tutti d'accordo su quel vino o quell'altro e per fortuna che è così!!!!

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Vinogodi

circa 9 anni fa - Link

... diciamo che fra dichiarazione d'intenti e risultato finale , un qualche delta ci passa ..

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fabrizio pagliardi

circa 9 anni fa - Link

Io sono d'accordo con chi pensa che il biologico non certificato non esista. Torno dalla champagne dove sono stato ad intervistare, Bedel, Boulard, leclapart, beaufort, e tutti gli altri produttori veramente biologici della zona. Da quest'anno hanno deciso di difendersi, la loro associazione ha già denunciato e fatto multare dalla anti-frode diversi produttori che si professavano biologici non certificati, ma non per false dichiarazioni , ma perchè le loro vigne sono risultate contaminate. Come ha detto Bertrand Gautherot, il loro presidente, l'unico vero motivo per cui un produttore non si certifica bio è che vuole avere la possibilità di intervenire in annate pessime, come questa ultima in champagne.

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fabrizio pagliardi

circa 9 anni fa - Link

era una risposta per mauro erro ma non so perchè è finito qui in fondo. visto che ci sono, la selezione a me piace.

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Adriano Anglani

circa 9 anni fa - Link

"SLOW WINE - Storie di Vita, Vigne e Vini". Finora abbiamo letto solo elenchi di riconoscimenti anzi, come dice (bene) qualcuno, sono solo dei suggerimenti, ma leggiamo la Guida per conoscere ciascuna donna e ciascun uomo che sta dietro al proprio vino, leggiamola per sentire il profumo dei vigneti che abbiamo calpestato. Non che altri non calpestino le terre del vino, ma credo che sia la prima volta che questo lavoro capillare di visite e di conoscenza delle persone e di assaggi in azienda sia stato finalizzato alla edizione di ogni riga, di ogni pagina di una Guida e questo nessun "freddo elenco" di premi, riconoscimenti o suggerimenti potrà farlo comprendere.

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