La mia Festa della Liberazione chiusa in cantina

La mia Festa della Liberazione chiusa in cantina

di Redazione

Intravino festeggia la Liberazione con una nuova firma. Sabrina Somigli è qui per restare e dal prossimo post avrà l’account personale.

Festeggiare l’anniversario della liberazione in lockdown totale.
Può sembrare una presa di giro, ma per quel che mi concerne, la quarantena è stata anche una esperienza liberatoria. Ed è stato il vino, lo dico subito, patti chiari e amicizia lunga, a giocare un ruolo chiave contro l’oppressore Covid-19. Non sto parlando di ubriacature da depressione in cattività, ma vere e proprie liberazioni spazio-temporali e mentali. Vediamole in dettaglio.

La bevuta solitaria e quotidiana è stata già di per sé liberatoria: io, finalmente libera di stappare una bottiglia senza doverla descrivere, per comprovate esigenze lavorative, senza alcuna necessità di una storia strafiga o incredibile da raccontare al cliente in massimo 20 secondi prima di perdere definitivamente ogni sua attenzione o disponibilità all’ascolto.

Ho stappato, ho versato e ho bevuto.

Non solo. Ho provato la libertà di aprire quelle bottiglie che tanto restano lì; ovvero quei vini che ho comprato perché mi piacciono, ma che poi non ho occasione di bere. Si tratta di quelle bottiglie considerate troppo proletarie per essere aperte in occasione di una cena con ospiti o da portare a casa di amici, per lo meno a casa dei miei amici, e che di conseguenza restano lì. In situazione di piena emergenza, quelle bottiglie che rappresentano il trionfo del convenzionale su ogni tipo di estremismo vinoso, hanno sortito l’effetto auspicato: felicità e bontà facilmente reperibili e a buon prezzo.

Da non sottovalutare la liberazione spaziale: con la cosa che il servizio delivery quassù in campagna non arriva, attingo ogni giorno alla riserva di bottiglie accumulata negli anni, e ho liberato un discreto spazio nella stanza. Si è aperto un inedito scenario di parete bianca-ospedale, che avanza man mano che il fronte delle bottiglie arretra. La vittoria della sete che allontana il pensiero del virus e della solitudine. Comunque appena posso ricompro dell’altro vino per riarredare con gusto la stanza.

In alcuni giorni ho provato perfino la libertà di non bere. In quei giorni la curva alcolemica si è appiattita.
Infine la liberazione temporale, con l’unlockdown totale dell’orario dell’aperitivo. Dopo i primi giorni di resistenza imposta, di autodeterminazione partigiana a limitare il consumo del vino diciamo dalle 19 in poi, sotto la mia propria responsabilità, in qualità di persona a conoscenza delle misure di contenimento di beva, ho definitivamente abolito le misure di distanziamento dell’orario dell’aperichat.

Con questo bisogno di socialità ritrovato, o piuttosto aumentato (che prima a mio avviso ce n’era pure meno!), c’è una corsa alla videochiamata col bicchiere in mano, che per non scontentare nessuno mi son vista costretta a anticipare sempre più l’orario del primo aperitivo. Pertanto i cori di Bella ciao da casa, ad oggi iniziano già verso le cinque, molto prima che tramonti il sol dell’avvenir.

A conti fatti la mia quarantena è stata molto liberatoria grazie a cavatappi e sorsate, ma oggi festeggio lo stesso, perché il 25 aprile è una bella festività da celebrare e anche l’occasione per stappare ancora.

Sabrina Somigli

8 Commenti

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Monterosso

circa 5 mesi fa - Link

Gentile Sabrina, condivido con lei festeggiare il 25 Aprile. Non solamente è una bella cosa, è anche e sopratutto una affermazione di memoria per le presenti e le future generazioni. Aimè, il resto del suo scritto è un concentrato di banalità allusive (bevuta liberatoria... contro l'oppressore...bottiglie proletarie...la vittoria della sete...autodeterminazione partigiana... ???) che ci poteva risparmiare. Ma i cori di Bella Ciao li canteremo insieme. Viva la Resistenza!

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Viva Roddolo

circa 5 mesi fa - Link

Bravo Monterosso!

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Sancho P

circa 5 mesi fa - Link

Coloro che vorrebbero equiparare oppressi ed oppressori, vittime e carnefici, invasori e liberatori, equiparando sotto il tricolore le carogne che facevano i rastrellamenti per conto dei nazisti, con chi è stato internato nei campi di sterminio o ha fatto la resistenza, per riscattare l'onore di questo paese, è bene che sappiamo che Non Passerano. Oggi come ieri. W la Resistenza. W il 25Aprile.

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carlo bianchi

circa 5 mesi fa - Link

ma come si fa a pubblicare un testo così insignificante come quello di tale Somigli? Quanto al commento di Sancho P, su questo blog si parla di vino o di politica, ovviamente schierata a favore della sinistra? Tanto per capire, capito qui di rado e quando ci capito trovo le consuete banalità, i soliti luoghi comuni

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Giacomo

circa 5 mesi fa - Link

L' inane testo della Somigli è in linea con la qualità del sito. Intravino è un po' come un incidente stradale, brutto, ma non riesci a distoglierne lo sguardo.

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marcow

circa 5 mesi fa - Link

"quando ci capito trovo le consuete banalità, i soliti luoghi comuni" (Carlo Bianchi) __ Mi può indicare, invece, un blog in cui non ci siano i soliti luoghi comuni? A me sembra che poteva scrivere qualcosa di meno banale. Anch'io, replicando al suo commento, sto rischiando di dire cose banali. Forse, è uno di quegli italiani che vuole abolire il 25 aprile? Questo blog, durante questa QUARANTENA, ha affrontato argomenti che MAI, dico mai, ho letto su uno dei food e wine blog italiani. Certo, da come si è presentato, è difficile che certi argomenti possano interessarla. La saluto. __ Invece ho apprezzato i commenti di Sancho P e di Monterosso. Di Monterosso non condivido totalmente la critica al post. Quello che manca al post, secondo me, è semplicemente un'opinione, è una frase, anche breve, che rimandasse all'importanza del 25 aprile. __ Con il coronavirus abbiamo dovuto rinunciare a diversi forme di libertà personale. Ma la più grande delle libertà che fu riconquistata dopo il 25 aprile, dopo la fine del nazi-fascismo, fu quella di poter PENSARE e di poter ESPRIMERE liberamente il proprio pensiero. Anche rischiando di dire... sciocchezze... banalità e... i soliti luoghi comuni.

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Antonio Tomacelli

circa 5 mesi fa - Link

Marcow, caffè pagato ;)

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Maurizio

circa 5 mesi fa - Link

Tutto giusto sul resto, ma andiamoci piano con la captatio benevolentiae. In quasi ogni post ultimamente scrivi cose tipo: "Ditemi un altro blog dove si è mai parlato di questo argomento". Ce ne sono diversi dove si trattano argomenti qui discussi, migliori o peggiori non spetta a me dirlo, ma far passare che questo sia l'unico posto in rete dove si parla di certe cose inizia a diventare stucchevole dopo la quarta volte che lo scrivi.

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