La deriva nasty del Moscato d’Asti

di Elena Di Luigi

THE DRINKS BUSINESS. Wine Australia con molta pragmaticità ha deciso di dare alle cantine la possibilità di scegliere dal programma di marketing estero, solo le attività giuste per la promozione dei loro vini. Il progetto che sarà effettivo dal primo luglio si basa su “pay as you go” e sostituirà la quota fissa annua. Wine Australia (l’equivalente di Italian Institute for Foreign Trade, ICE) dimostra di essere dalla parte di tutti i produttori australiani, anche di quelli che fino ad oggi non potevano permettersi di esplorare i mercati esteri.

DAILY MAIL. Bordeaux sta cambiando. Chateau Latour ha annunciato che l’annata 2011 sarà l’ultima ad essere venduta en primer cioè in barriques, una decisione strategica per tagliare fuori dalla catena distributiva i negociants. Questo significa che in futuro sarà lo stesso Chateau ad incassare i guadagni della annate stellari, non più il middleman. Se altri produttori decidessero di fare altrettanto per i consumatori ci saranno meno vini ‘ready to drink’ e prezzi generalmente più alti, dal momento che la tendenza sarà quella di invecchiare anche le annate meno promettenti.

CNBC. Anche la California sta cambiando. La Silicon Valley Bank, nota come la banca dei produttori vinicoli, prevede che per il restante 2012 i prezzi al dettaglio dei vini di qualità aumenteranno del 7-11%. Questa volta però la colpa non è della crisi ma della poca uva raccolta nei mesi scorsi, una tendenza destinata a continuare. I consumatori abituati a bere bene a poco prezzo in futuro dovranno scegliere tra qualità e risparmio. Se ne avvantaggeranno invece gli importatori che avranno più domanda di fabbisogno interno da soddisfare.

THE DRINK BUSINESS. Era prevedibile che l’idea dell’uovo venisse proposta anche nella versione barrique. A sperimentare il primo Ovum di 2,000 litri e del costo di €30,000 è stata la cantina Domaine de Chevalier che ha subito partecipato con l’annata 2011 a una degustazione alla cieca orgnizzata in GB. 50 professionisti hanno messo a confronto il vino “Ovum” con altri maturati in barriques di 225 e 400 litri, preferendo a maggioranza quelli maturati in botti da 400 litri. Il verdetto non ha sorpreso Remi Edange, il direttore tecnico di Domaine de Chevalier, il quale ritiene che i vantaggi offerti da una forma ‘uovo’ sono apprezzabili con i vini a lunga maturazione.

THE GUARDIAN. La forza del moscato è racchiusa in questa frase del rapper Waka Flocka Flame “I’m gonna sip my moscato and you gonna lose them pants” (più o meno “io sorseggio il moscato e tu ti togli i pantaloni”). In America continua a sbancare la popolarità del moscato dove grazie al mondo rap le vendite sono aumentate del 70%. L’Europa si prepara a ricevere l’onda e a calvalcarla quest’estate. Però anche se il vino piemontese sembra ben saldo al suo trono i contendenti non mancano, vini altrettanto freschi e a basso contenuto alcolico come per esempio lo stesso prosecco.

3 Commenti

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Simone e Zeta

circa 8 anni fa - Link

I tempi sono proprio cambiati se adesso si sfilano i pantaloni con un Moscato :-)

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she-wolf to be precise

circa 8 anni fa - Link

"Pants" nel senso di mutandine. Pant, pant, sip, sip, rap, rap.

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Luca Cravanzola

circa 8 anni fa - Link

Più che tutto i "moscatisti" ed il loro consorzio dovrebbero fare un lavoro enorme e certosino per difendere il marchio, il nome o quel che possono prima che sia troppo tardi. Anzi, sono già in ritardo visto i moscato australiani e brasiliani. Davvero, ci vorrebbe una mossa innovativa, astuta, intelligente e lungimirante. Il moscato è in mano agli industriali, vero, ma questi le uve le comprano e le pagano profumatamente (circa 11500€ ettaro) e da un numero folle di piccoli contadini (4000 aziende agricole). Parlo di 52 comuni e circa 10000 ettari vitati e 107 milioni di bt prodotte (tra Asti e moscato). Dati a memoria del 2011. Ecco, mi sembra lecito fare qualcosa. Tutto qui ;)

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