Il rappresentante di vino è un lavoro a rischio?

Il rappresentante di vino è un lavoro a rischio?

di Leonardo Romanelli

In tutte le crisi le persone stanno male, ma c’è chi sta più male degli altri. Non sto facendo un’analisi sociologica globale, mi limito ad affrontare l’argomento vino, uno di quelli di mia competenza, insieme all’argomento cibo, entrambi sviscerati in tutte le varie forme. Nel vino si parla della crisi dei produttori, con le vigne che fanno il loro corso ma ci sono comunque gli imbottigliamenti da svolgere, le bottiglie che si accumulano per la maturazione, i cartoni che non escono dalle cantine. E quindi la paura per la vendemmia in arrivo, con i tini che dovranno essere svuotati a settembre.

Poi si intervistano i titolari di ristoranti e wine bar che sono chiusi per obbligo di legge, che di fatto hanno completamente bloccata ogni forma di intervento e sono quindi i più ascoltati dai media. Qualche rivolo vinoso si riesce a tracciare nella vendita online, nelle enoteche da asporto che riescono così a sopravvivere, anche se è un minimo che serve per non affogare del tutto. E quindi si parla di tanti protagonisti della filiera vinicola ma non di tutti: i rappresentanti che fine fanno? Il decreto gli assegna i 600 euro e poi? Con i ristoranti chiusi si pensa forse che torneranno a vendere in due balletti? Che i ristoranti comincino subito a pagare? Che i pagamenti siano immediati? Ad andare per il meglio tutto questo sarò forse possibile ad ottobre e novembre e fino a d allora?

Questo sembra un problema che non coinvolge nessuno, se non i diretti interessati. Da cosa dipende questa dimenticanza? È forse la considerazione degli agenti stessi, figure non valorizzate nella maniera appropriata, con un rapporto difficoltoso e a volte non compreso da chi deve avvalersene. Da un lato essere loro tra incudine e martello, tra chi pressa per riscuotere e chi non ha i soldi per farlo e quindi rappresentare l’esattore che non riesce a portare i risultati alla casa madre; dall’altro essere stati per anni una figura privilegiata, quando le commissioni si riscuotevano lo stesso anche se il cliente non pagava e permetteva loro un tenore di vita agiato e sicuramente più alto di quello attuale.

Ricordo i primi che ho conosciuto quando ho iniziato a fare il giornalista, li scambiavo a volte per dei modelli prestati ad un’attività lavorativa, in qualità di agenti: eleganti, sempre in tiro e con delle macchine stratosferiche; oggi fanno un lavoro molto più stressante, li vedi spesso a piedi o in bicicletta nelle zone pedonali delle città, zainetto in spalla con i campioni di vino aperti da portare in assaggio ai molti nuovi imprenditori neofiti della ristorazione. Una nemesi eccessiva forse a vederla da fuori ma come rimediare?

Un’azienda toscana, per esempio, ha deciso di assegnare, rateìzzandole, le commissioni per quest’anno al 50%, garantendo così un minimo mensile ai diretti interessati. Un esempio che sarà seguito?

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Leonardo Romanelli

“Una vita con le gambe sotto al tavolo”: critico gastronomico in pianta stabile, lascia una promettente carriera di marciatore per darsi all’enogastronomia in tutte le sfaccettature. Insegnante alla scuola alberghiera e all’università, sommelier, scrittore, commediografo, attore, si diletta nell’organizzazione di eventi gastronomici. Mescolare i generi fino a confonderli è lo sport che preferisce.

40 Commenti

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francesco valeri

circa 1 mese fa - Link

riflessioni importanti per gli agenti di commercio

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Davide Baio Baietti

circa 1 mese fa - Link

Finalmente qualcuno che si ricorda di noi. Poche parole ma almeno ci si pone la domanda. Da diretto interessato confermo che si, siamo tremendamente a rischio estinzione.

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Angela velenosi

circa 1 mese fa - Link

sono d accordo sul fatto che è una categoria molto penalizzata in questo periodo. La Velenosi ha anticipato per marzo aprile e maggio le provvigioni e quelle di marzo le ha già pagate nonostante noi liquidacamo bimestealmente. Gli agenti sono parte della mia grande famiglia e ci si stringe nelle difficolta

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Alessandro Brandi

circa 1 mese fa - Link

Complimenti, bellissimo gesto.
Averne di imprenditori così.

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Pirro

circa 1 mese fa - Link

Da diretto interessato penso che il lavoro del rappresentante di vini è cambiato molto, ora bisogna essere più dei consulenti. É a rischio di estinzione il vecchio rappresentante raccoglitore di ordini che non ha conoscenze, oggi c'è molta competenza, molta curiosità tra i nuovi enotecai e ristoratori. Quindi bisogna aggiornarsi sempre.

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Davide Baietti

circa 1 mese fa - Link

Mi piacerebbe molto se questa fosse la discriminante. Purtroppo non sarà così.

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GIAMPIERO PEZZUTI

circa 1 mese fa - Link

I rappresentanti di vino non sono in via di estinzione ma,essendo il momento crudelmente selettivo,sopravviveranno i migliori( ne faccio parte? Boh..).
Occorrono : passione,preparazione,velocita' di esecuzione, doti quasi parapsicologiche atte a sapere prima chi paghera' o meno.
Mi auguro che le aziende piu grosse e piu tronfie sono piu botte prendano.

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Sergio

circa 1 mese fa - Link

Ciao.....
Penso proprio che tu abbia ragione....

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TONY COLITTA

circa 1 mese fa - Link

molte aziende,vedono nel rappresentante,il loro galoppino di strada senza dare valore all agente stesso...ma queste sono le piccole e povere AZIENDUCOLE....ma un applauso va fatto alle AZIENDE, che guardano con occhi e mentalita diversa.

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Marco Pazzola

circa 1 mese fa - Link

Purtroppo esistono tante azienducole
Che non pagheranno le provvigioni fino al buon fine dell'incasso che non avverrà alla riapertura dei locali
Purtroppo

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GIAMPIERO PEZZUTI

circa 1 mese fa - Link

Ci sono aziende serie, corrette,solidali,rispettose dell' impegno di chi lotta e soffre per loro.
Poi ci sono quelle spocchiose,supponenti,quelle che con una telefonata spezzano un rapporto ultradecennale.
A queste ultime auguro la rovina e l ' oblio.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 1 mese fa - Link

La mia azienda è sul mercato da oltre due secoli, e per scelta l'Italia continua a valere oltre la metà del nostro fatturato: tutto questo è possibile solo grazie ai rappresentanti. La figura del rappresentante resterà basilare per il vino italiano ma deve continuare a mutare, come è sempre mutata, con il mutare della società. La staticità è il nemico, le crisi ci sono sempre e poi passano.

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GIAMPIERO PEZZUTI

circa 1 mese fa - Link

" Le crisi passano?" Anche Hiroshima e' passata,anzi la fase del bombardamento e' durata anche meno del corona virus.
Qui si tratta di ricostruire tutto,di ridefinire tutto.
Cosa e' il vino
Che valore ha.
Perche venderlo
A chi venderlo
A che prezzo venderlo.
Quella del vino e' una crisi nella crisi perche sappiamo tutti bene,Dottor Cinelli Colombini, che gia' eravamo in una situazione di " imbuto", in cui una enorme produzione si veniva a proporre ad una domanda nazionale sempre piu' contratta.
Per di piu' moltissime,note aziende stavano facendo crescente ,inelegante ricorso a soggetti di commercializzazione on line,scavalcando e di fatto vanificando il ruolo della propria rete vendita.
E la sua azienda,dr.Cinelli,e' una di queste.
Tutti voi,per anni e anni, avete continuato con ingenti produzioni destinate all estero,perche' " in Italia non si incassa"; nessuno di voi,mi riferisco ai grandi consorzi o denominazioni ha mai pensato di proporre,presso il competente Ministero,una campagna di rilancio e promozione non del proprio vino, bensi DEL VINO, prodotto sempre piu soggetto ai colpi delle isterie salutiste e alimentariste.
E ora? Decimate le fila dei migliori venditori e massacrati bar e ristoratori,che ne facciamo del Brunello o del Barolo, li andiamo a vendere porta a porta come i Testimoni di Geova? Prima di erogare modesti inviti alla flessibilta' ai venditori,ci pensi dr.Cinelli Colombini,mi dia retta.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 1 mese fa - Link

Gentile sig. Pezzuti, forse se si informasse meglio eviterebbe accuse a vuoto. La mia Fattoria dei Barbi vende la larga maggioranza del suo vino in Italia, e non perché mi manchino richieste. È una scelta. Le vendite che facciamo su internet sono solo il 5% del fatturato e, guardi un pò, passano attraverso i rappresentanti. Perché è il rappresentante che media il rapporto con la ditta internet. La situazione a imbuto esiste, ed è sempre esistita. Mio nonno mi parlava di affermazioni simili da parte di alcuni dei nostri rappresentanti negli anni 20 e 30 del secolo scorso, poi nel dopoguerra e io le sento dagli anni 60. In ogni situazione a imbuto quelli bravi hanno saputo trovare soluzioni innovative, nuovi clienti e nuovi mercati. Sono evoluti, e sono ancora qui. Abbiamo agenti le cui famiglie lavoravano con noi un secolo fa, e sono ancora qui. Perché sono cambiati. Molti altri no, volevano continuare a vendere come hanno sempre fatto e hanno chiuso. Il mondo cambia, se lei cambia con il mondo continuerà a fare il suo lavoro con soddisfazione sua e delle ditte che le hanno dato fiducia.

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GIAMPIERO PEZZUTI

circa 1 mese fa - Link

Bene,ci fa immenso piacere che,mentre Intravino intitola il dibattito sull estinzione degli agenti,il dr.Cinelli Colombini,come del resto altri suoi colleghi, affidino le sorti dell' azienda alla " capacita ' di adattamento" dei venditori, attraverso il solito " cambia ragazzo che il mondo sta cambiando".
Allora questo venditore e' a rischio estinzione ( anche prima del virus) o e' il goleador della squadra?
A questo venditore si da piena fiducia e " pieni poteri" ,o si tende a non dare neanche il vino da far assaggiare ai clienti( non parlo di lei), per non parlare del costante tentativo di privare gli uomini della vendita di quella copertura normativa che per legge,e per dignita', spetterebbe loro ( neanche qui mi riferisco a lei). Da circa 13 anni faccio questo lavoro,e per un breve periodo ho avuto modo di collaborare con la sua Azienda sulla zona di Lucca. E' stato in quel periodo che ho conosciuto il suo collaboratore Giovanni Cappelli, persona onesta ed ottimo professionista.
Poi di produttori ne ho conosciuti tanti altri,ma per molti di questi mi e' parso che ,una volta messo il vino in bottiglia,per loro la partita fosse finita li. E invece il rodeo comincia li...

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Alessandro Morichetti

circa 1 mese fa - Link

Sig. Pezzuti lei ha detto anche cose interessanti e Cinelli Colombini le ha risposto ma mi preme esprimerle un certo fastidio verso quanto dice nei confronti dei venditori online dei quali faccio parte.

Anzi, a ben guardare, i molti che conosco sono tra i migliori pagatori in circolazione. Eccettuato chi svacca i prezzi con danni per tutti, parliamo di soggetti che comprano, pagano e vendono come tutti gli altri. E in questo periodo, per cause di forza maggiore, anche un po' più del solito.

Quindi, se vogliamo un attimo essere aggiornati coi tempi, io direi di non trattare le enoteche online come fossero soggetti di serie B perché, oltre ogni ragionevole dubbio, non sono tali. E vi fanno incassare le provvigioni esattamente come tutte le altre enoteche. Lo tenga presente

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GIAMPIERO PEZZUTI

circa 1 mese fa - Link

Se la mettiamo sul "certo fastidio" naturalmente e' reciproco.Io per vendere mi devo fare il culo vero, non quello on line.Anche perche io non vado in giro con i cataloghini, io vado in giro con le bottiglie,sopratutto quando si tratta di aziende nuove,devo infilarmi nei centri storici, rischiare di beccare la multa....e' un altro mondo. Io sono in ruoli di carattere commerciale dal 1986,oggi compio 58 anni, sono vecchio? Forse. Ma la vendita on line mi mette tanta tristezza ,anche perche mi viene il sospetto che davanti a quel monitor ci sia qualcuno che col cliente,o potenziale tale,non sa o non vuole parlare,perche e ' pesante perche' e' difficile,perche' ...ha paura del rifiuto. Morichetti,dia retta,provi a misurarsi con la trincea del mercato,con le emozioni tradizionali dell agone della vendita.Qualche volta ne uacira' scornato, qualche volta inebriato come il colonnello americano di Apocalypse Now....

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Alessandro Morichetti

circa 1 mese fa - Link

Ah perché invece vendere online è una passeggiata di salute? Rimane il fatto che mi sembra sia sfuggito un passaggio fondamentale: quando compro è compresa anche la percentuale per gli agenti come lei, o forse i miei soldi valgono meno? Così per capire eh.
Quanto al mercato, mi ci confronto tutti i giorni ma vedo che la cosa purtroppo non è chiara. Pazienza. Ah, io coi miei clienti parlo pure troppo, e quando sento agenti che hanno questa considerazione di chi fa il mio lavoro mi girano davvero le palle.

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Davide Baio Baietti

circa 1 mese fa - Link

È questo il problema della ns categoria... Per fortuna non ragioniamo tutti così. Il lavoro on line è difficilissimo e molto oneroso anche in termine di tempo impiegato.

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Simeone Lo Stilita

circa 1 mese fa - Link

Quello che probabilmente infastidisce gli agenti del settore vino, indipendentemente se prendono provvigioni sul sito online o meno, è il fatto che tali imprese (ma ci metto anche la GDO) esistono perchè sono esistiti/esistono gli agenti. E dietro di loro le aziende. I siti internet, anche quello con un budget stratosferico, prosperano su due fattori: a) il cambio di paradigma dell'acquisto, sia per motivi generazionali (ai nativi digitali poco interessa visitare un enoteca ma soprattutto non ne vedono l'utilità, quando sanno già, o credono di sapere, quello che vogliono) che tecnologici e di praticità; b) il lavoro fatto dalle aziende tramite la rete agenti nel comprato HORECA negli anni. Il mio non è un atto di accusa, in azienda collaboriamo con i siti più importanti italiani, e sarebbe stupido non farlo nel 2020, ma è importante fissare regole ferree sul prezzo e sugli sconti concessi (un sito non ha le spese di una enoteca fisica, e quindi può giustamente permettersi un ricarico differente, quindi bisogna cercare un giusto equilibrio commerciale con entrambi i clienti, evitando, anche involontariamente, di fare figli e figliastri). Il problema maggiore, per una azienda che cerca di affrontare il mercato con un doveroso equilibrio commerciale, sono le piccole enoteche che aprono un sito di vendita e se ne sbattono (ma senza per forza malafede) di proporre un prezzo giusto.

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Carlo

circa 1 mese fa - Link

Velier ha aperto un fondo da 300milaeuro al quale gli agenti possono accedere come anticipo provvigioni su fatture dei clienti ancora non incassate. Velier ha pagato tutte le fatture scadute ai produttori.

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Antonio

circa 1 mese fa - Link

È vero , confermo tutto solo l'importo credo sia 230.000 messo a disposizione della rete vendita.

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Sancho P

circa 1 mese fa - Link

Io rimango del parere che l'agente di zona è figura insostituibile per le aziende. Ci mette la faccia, presenta i prodotti, li fa assaggiare e porta il produttore dai clienti; organizza le visite in azienda, che come sapete bene, sono fondamentali per consolidare i rapporti. A parte alcuni marchi, che nel bene e nel male si vendono da soli, spesso il successo di una cantina dipende dalla fiducia che il ristoratore nutre nei confronti del rappresentante. Perché si fida della persona. Se il rappresentante ha intuito, sceglie l'azienda giusta, quando nessuno la conosce, e ne determina il successo, prima che arrivino i riconoscimenti sulle guide (che per me lasciano il tempo che trovano). E poi, sta dietro i pagamenti. Perché, a parte chi fa anticipato o paga alla consegna, a 60 giorni, pagano in pochi. Lo sapete bene. L'online è altra cosa. Riguarda il cliente privato. Le attività commerciali non comprano online. Personalmente, non usufruisco di questo servizio, non avendo alcuna garanzia circa la conservazione delle bottiglie.
Quanto a Fattoria dei Barbi, segnalo uno strepitoso Brunello di Montalcino1985, bevuto dagli amici "Bacchettone e Zazza" a Castelforte, prima che questo maledetto virus ci imprigionasse tra le mura di casa. Goudron ed idrocarburi ad ammantare un vino integro. Teso in bocca, con un tannino setoso nonostante l'annata abbastanza calda ed una persistenza lunga e tutt'altro che diluita.

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Giuseppe Magaddino

circa 1 mese fa - Link

Esistono aziende con la A maiscola e aziende come quella per la quale ho fatto tanti sacrifici x 10anni ottenendo ottimi risultati e che il mese scorso nel pino della crisi covid 19 mi ha inviato una pec con la disdetta del mandato, dimostrando di che pasta è fatto il titolare che si è preso la briga di fare tutto questo.
AUGURONI A VOI TUTTI. AFFINCHE POSSIAMO AVERE A CHE FARE CON AZIENDE CON LA A MAIUSCOLA

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Marco

circa 1 mese fa - Link

Ho visto diverse interviste di operatori che parlano di rispetto-etica per i vignaioli ma i vignaioli amici miei (che io pago anticipato) mi confermano che alcuni di questi commercianti non paga le fatture da mesi. Faccia di bronzo.

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Davide Baio Baietti

circa 1 mese fa - Link

Secondo me é sbagliato concentrare i commenti su eventuali contrapposizioni tra agenti e aziende. Il problema della figura dell'agente nel 2020 é articolato. Si lavora tutti con troppe aziende perché il mercato ha richiesto spesso una offerta ampia e veloce, si richiede spesso esclusive, tradendo poi nei numeri tali richieste, si lavora in un contesto di difficile liquidità a volte facendo salti mortali. A queste ed altre problematiche che reputo distanti dal problema qui postato si é aggiunto un imprevisto che ci coinvolge tutti. Le aziende fanno come possono, noi dovremo adattarci a lavorare diversamente, con ordini ancora più piccoli, più veloci e probabilmente rinunciando ai clienti lenti nell'incasso. Forse dovremo diventare più Ambassador e meno venditori ma su questo rimane l'incognita guadagno ed investimento aziende. Insomma in questo momento calma e sangue freddo, inutile lanciare accuse o scoprire vecchie ferite... In bocca al lupo a tutti. Colleghi ed aziende.

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carlo bianchi

circa 1 mese fa - Link

ho molto apprezzato l'intervento del Signor Giampiero Pezzuti che si capisce bene che ha esperienza e passione e mi auguro possa intervenire presto. Trovo invece banali - come i suoi vini - le considerazioni del Signor Cinelli Colombini. Sono contento che il rapporto di Pezzuti con l'azienda del vice presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino sia finito. Ci sono decine e decine di Brunello migliori di quelli della Fattoria dei Barbi, grande storia e basta.

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Antonio Tomacelli

circa 1 mese fa - Link

Vedo che la quarantena sta producendo i suoi effetti. Adesso però si dia una calmata perché, al secondo cartellino giallo, inizia la quarantena per lei anche qui. (A. T.)

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GIAMPIERO PEZZUTI

circa 1 mese fa - Link

Con chi ce l ha ,scusi?

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GIAMPIERO PEZZUTI

circa 1 mese fa - Link

Commento scomparso....boh...

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GIAMPIERO PEZZUTI

circa 1 mese fa - Link

Morichetti,si rassegni. Per quanto forse in linea coi tempi tristi che viviamo,la vendita on line e' una sottospecie di quella tradizionale.Punto. Quindi la mattina provi a mettere la sveglia, gasolio nella macchina e a partire per una epica giornata da VENDITORE VERO. Vedra' ,sara' meno fashion, ma piu' rispettabile. PS LE SUE PALLE LE FERMI, NON EROGANO ENERGIA.

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Alessandro Morichetti

circa 1 mese fa - Link

Sì sì certo, come no. Jeff Bezos in effetti è proprio una sottospecie di miliardario. Benvenuto nel 1990 e buona giornata di lavoro.

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Marco

circa 1 mese fa - Link

Possiamo segnalare qui le distribuzioni che stanno pagando le fatture ainvignaioli? Segnaliamo anche le aziende vinicole che stanno pagando anticipi di provvigioni? Io compro vini italiani da distributori e aziende, dopo la pandemia comprerò solo da aziende serie di questo elenco: -velenosi -velier -...

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Gianantonio Ambrosini

circa 1 mese fa - Link

Frescobaldi ha pagato per il primo trimestre 2020 lo stesso importo del 2019 che per tutti gli agenti era ben superiore. Santa Margherita anticiopa da subito un cospiquo acconto sulle provvigioni del 2° trimestre che di solito vengono pagate a fine luglio. Montenegro ha pagato con le provvigioni di aprile un premio di € 1700 per tutti gli agenti E altre nostre Aziende hanno dimostrato una sensibilità quasi commovente nei nostri confroonti. Evidentemente siamo fortunati e, quando il TEMPORALE sarà terminato, terremo conto di questo fatto indirizzando il nostro maggior impegno verso chi ci ha aiutati.

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Marco

circa 1 mese fa - Link

Lavoro come rappresentante da quasi 30 anni e ho avuto la fortuna e anche la bravura di potere selezionare e lavorare con alcune fra le più importanti aziende italiane, le posso dire che praticamente tutte sono state molto corrette fino ad ora e alcune sono anche disposte per i mesi a venire, che per noi saranno durissimi, a riconoscerci comunque provvigioni in base al fatturato 2019....non mi sembra giusto fare nome.... Solo uno perché è comparso qua e da agente posso confermarlo.... lavoro con questa azienda da solo un anno e le posso confermare che sono veramente bravissime persone... Velenosi.... Un saluto a tutti i colleghi

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Sancho P

circa 1 mese fa - Link

Il lavoro del rappresentante con quello di chi vende online, quasi mai si incrociano, perché i soggetti oggetto della vendita sono diversi. Da una parte le attività commerciali, dall'altra il cliente privato.

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David De Ranieri

circa 1 mese fa - Link

Apprezzo che Intravino abbia voluto dedicare uno spazio (e direi pure del tempo) a questo tema delicato, quanto ignorato. Non a caso, i commenti non sono pochi (vero che la quarantena favorisce la scrittura...:-D Intanto specifico che io non sono strettamente agente, ma svolgo il ruolo di Export Manager Multi-Brand, insomma: collaboro con diverse Cantine per trovare sbocco e sviluppo sui Mercati Esteri. I nodi citati dall'intervento di Romanelli e da alcuni commenti ci prendono in pieno pure per chi collabora sull'Export. Il rapporto con i buyer e con le cantine sono molto complessi, a volte entusiasmanti e gratificanti (yes: il vino è anche passione), ma spesso tormentati e stressanti. Questa pandemia sta procurando enormi problemi pure sull'export e sul nostro lavoro, penso che ciò meriterebbe un ulteriore approfondimento. Non da ultimo: a prescindere dal Covid19 il ruolo di noi promotori era comunque in evoluzione ipersonica da anni. Ad Maiora.

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Marco Sodini

circa 1 mese fa - Link

Sono contento che Leonardo abbia scritto questo articolo e che Intravino lo abbia pubblicaro , ma su un argomento così importante non mi sembra il caso di polemizzare fra agenti , produttori ecc ecc.. l’azienda per la quale seguo la parte commerciale in Italia è riconoscente al lavoro della forza vendita , fonte maggiore di fatturato e, non possiamo non essere sensibili alle loro problematiche pazzesche di questo periodo. Non solo, abbiamo anticipato le provvigioni fino alla fine dell’anno in base al fatturato dello scorso anno, ma abbiamo anche fatto un programma per agevolare le vendite future, senza assolutamente “sbracare” i prezzi. Prima o poi il mercato ritornerà a comprare e ci troveremo davanti un settore, quello della ristorante assai in crisi e non ci dobbiamo Neppure scordare che i venditori saranno sempre la nostra fonte di fatturazione! Quale sia la Azienda che rappresento non è importante e anche la mia state certi che la crisi la sente assai , ma in questo l’importanza è che la categoria abbia il nostro supporto.

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Davide Baio Baietti

circa 1 mese fa - Link

Complimenti per le iniziative di questo genere. Purtroppo sono sicuro che anche altre aziende vorrebbero fare altrettanto ma la mancanza di liquidità per impegni o mancati incassi non lo permette. Io auguro a tutte le aziende e ai colleghi di sopravvivere a questo periodo, in attesa di rincontrare i clienti con un calice in mano

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Andrea

circa 1 mese fa - Link

Mi permetto qualche considerazione. Il commercio online di vini non è il futuro, è già il presente. Qualcuno paragona questa epidemia ad una guerra: bene , dopo una guerra nulla è mai più come prima. Al di là delle considerazioni etiche le guerre sono da sempre degli incredibili acceleratori tecnologici e sociali. Il ruolo fisico del rappresentante dovrà giocoforza essere integrato da quello digitale se vorrà continuare ad esistere. Il canale horeca subirà una bella botta ed il privato che beve solo, in famiglia o con gli amici ( quando si potrà) ormai compra on line. Amen. Su Cinelli Colombini azienda. Credo sia il miglior Brunello rapporto qualità prezzo. Ed è un produttore storico, affidabile che ha mantenuto nei decenni una costanza di qualità e proprietà che pochi si sognano. Sulla persona. Mi piacerebbe prima o poi conoscerlo, ma mi limito a considerarlo per quel che scrive qui su Intravino. Le sue considerazioni per me sono sempre molto centrate, prive di astio o polemica , razionali e ragionevoli. Non ho mai riscontrato arroganza e supponenza ma la serenità di chi fa discendere le parole dai fatti. Insisto sull' onestà dei prezzi perché é consapevolezza che si sta producendo vino e non speculazione. Non ho nessun tipo di rapporto con Cinelli Colombini così sgonfio da subito ogni ipotesi di marchetta.

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