Il primitivo di Antico Palmento ha un grande avvenire dietro le spalle

Il primitivo di Antico Palmento ha un grande avvenire dietro le spalle

di Antonio Tomacelli

La vita è sempre ricca di sorprese, ma quanto è successo a me, qualche giorno, fa in un castello incantato che, d’ora in poi, eviteremo di chiamare “la splendida cornice”, supera parecchie fantasie. Rapido flashback: ero sulla strada tra Sava e Manduria quando la mia compagna mi fa: “Sai che in questa cantina ci sono stata anni fa? È qui che ho conosciuto l’enologo Bruno Garofano, il fratello di Severino”

La cantina era l’ormai chiusa cantina sociale di Sava e io non sapevo che il grande enologo Severino Garofano avesse un fratello anche lui enologo. Mea culpa grandissima, ma mi era sfuggito.

Arriviamo a Castello Monaci, in quel di Guagnano, e comincio subito ad assaggiare i vini della selezione VinoWay che mi ero annotato prima di partire. Dopo una mezz’ora di degustazioni serrate, mi si avvicina un ragazzo che si presenta così: “Ciao, sono Gabriele “Gaso” Garofano e siamo amici su Facebook” Cavolo! Il mitico Gabriele con il quale ci scambiamo da tempo battute divertenti (e feroci) sul governo e i grillini.

“Che ci fai di bello qui, Gabriele?” chiedo incuriosito. In due anni di amicizia non abbiamo mai parlato di vino e non credevo avesse qualche interesse nell’alcol e i suoi derivati.

“Faccio vino, primitivo di Manduria, e mio padre è l’enologo Bruno Garofano. La mia cantina si chiama Antico Palmento e sta proprio nel centro storico di Manduria”

È passato circa un mese da allora e ho ancora la mascella spalancata dallo stupore. Nonostante l’iperattività sui social, Gabriele non ha mai postato fotografie dei suoi vini e della sua attività e, scusatemi, ma in tempi di gente che sgomita per ogni bottiglia tappata, questa discrezione mi stupisce piacevolmente. Mai che avesse detto neanche un timido “se passi da Manduria vieni a trovarmi in cantina”. Nulla, silenzio assoluto.

Tra chiacchiere e battute finiamo nella sua postazione e assaggiamo il vino, un Primitivo di Manduria old style che ha tanto da raccontare. La cantina è situata nel centro storico della città pugliese e dentro il bicchiere c’è tutta l’esperienza e il rispetto per il vitigno della famiglia Garofano, la potenza del terroir mandurino e poi tanta potenza e classe. È scuro, morbido, sa di prugne e ciliegie mature, di cioccolato fondente e mirto, spezie e rigore. Non fa prigionieri, è austero e silenzioso come un enologo che ha fatto la storia del primitivo di Manduria ma non lo dà a vedere.

Come un amico discreto che non chiede nulla ma ha tanto da offrirti.

 

Chiodi di Garofano, Primitivo di Manduria dop 2015. 90p
Cantina Antico Palmento
Manduria

 

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

2 Commenti

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Roberto

circa 3 mesi fa - Link

In Puglia Bruno e Severino Garofano e famiglie sono il vino anche quando non parlano di vino.

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Salvo

circa 3 mesi fa - Link

Uno dei vini che apprezzo di più in Puglia. A me piace anche il progetto di Pietraventosa; Volare Volare è un bel vino, corretto nella sua dinamica semplice e gustosa. Mentre la loro riserva assume più i connotati del vino sopra descritto.

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