Il Grüner Veltliner e l’Austria che pulsa in 8 vini

Il Grüner Veltliner e l’Austria che pulsa in 8 vini

di Andrea Gori

Pesca, miele, albicocca, agrumi, pepe: il grüner veltliner si declina nelle sue forme a seconda del territorio e delle vendemmie e si fa trasparente come non mai a Merano. Con la consueta e inappuntabile precisione, l’Austria si è presentata al festival presentando una batteria di vini intensi e trasparenti nei confronti del territorio, raccontato usando il suo vitigno principe e sul quale si concentrano la maggior parte degli sforzi comunicativi. Anche se per la maggior parte della redazione intravinica il grande vino austriaco nasce dal riesling, ben il 31% del vigneto austriaco è grüner , questo incrocio spontaneo tra traminer e Sankt George che domina la scena dagli anni ’50 e che è sopravvissuto alle trasformazioni e rivoluzioni qualitative sorprendenti di questo paese mai troppo amato e conosciuto in Italia. Il grüner veltliner preferisce profondi strati di loess, non vuole la siccità e tende naturalmente a produrre tanto, è adatto a vini dolci e secchi e soprattutto mostra longevità sorprendente.
Eros Teboni insieme a Carmen Augschöll  hanno condotto una bella parata di sensazioni e aromi capaci di incuriosire e mettere una sete pazzesca e voglia di scoprire il vitigno nelle sue sfumature con la sua gamma di frutta (mele pere e agrumi), vario stato di maturazione più speziatura sempre fitta e presente e l’aggiunta di miele  quando c’è un tocco di botrite (dipende dalla vendemmia). Il tutto su vini che vanno da quelli più leggeri ai pesi massimi da competizione, a seconda dell’ego del produttore o del territorio di riferimento.

Per ogni vino, dicevamo della precisione ma in questo caso è utile per leggere il gusto del vino stesso, riportiamo alcol, residuo zuccherino e acidità totale in g/l.

csm_gruener_veltliner_eef6245f60

2016 Traisental DAC Reserve Grüner Veltliner “Der Wein vom Stein”, Weingut Neumayer 13,5% alc, rz 4,1 g/L, ac 6,2
Giallo chiaro con sfumature verdi, note di frutto, di mela verde e zenzero, piccantezza, lime molto bello definito e stuzzicante, sapidità citrica e agrumata che domina il palato. Gusto tipico di mela verde tendente al giallo, qualche nota balsamica, rinfrescante, semplice, pulito e territoriale, eleganza, precisione e pulizia di aromi mai esagerati. 91

2014 Kremstal DAC Reserve Grüner Veltliner “Das Beste vom GV”, Weingut Malat 13,5% alc, rz 1 g/L, ac 5
Dorato e ricco, naso di mela matura e in confettura, poi frutto esotico, zafferano e burro con spezie. Bocca molto più dritta e netta al palato, persistenza fruttata, pepata, poi susina, papaya, frutta matura diviene quasi cotta, pompelmo maturo ma sempre acido, nocciola sul finale. Malat (non ancora distribuito in Italia, fatevi avanti!) è produttore il cui stile è sempre sopra le righe, irruento e one man show, per il suolo siamo comunque vicini a Wachau anche se rispetto a questa Kremstal ha più spezia. L’annata è particolare, con molta pioggia, le note di frutta esotica sono dovute all’attesa della maturazione che ha fatto ritardare la data di vendemmia. 94

2013 Kamptal DAC Reserve Grüner Veltliner Ried Spiegel, Weingut Loimer 13,5% alc, rz 1 g/L, ac 5
Zona a Nord molto famosa, frutta con più mineralita e freschezza, più impatto con tanto gesso e sapidità, no botrytis. Sa di roccia bagnata e mela gialla e verde, pepe nero e bianco, timo e mentuccia, lime molto maturo e limone quasi mediterraneo, spezia e tocco di esotico. Il sorso è intenso, ha note vegetali di clorofilla ed erbaceo, acidità pungente “bianca”. Più adatto al cibo, intensità non esagerata e protagonista, accomodante e delicato. 92

2010 Wachau Smaragd Grüner Veltliner Ried Loibenberg, Weingut Tegernseerhof 13 % alc, rz 3,6 g/L, ac 6,4
Spezia e pietra focaia da manuale, ma spesso è la botrytis che esaspera i concetti. All’inizio ha più ricchezza ed energia, poi via verso Kremstal con più eleganza: pepe bianco, frutta gialla esotica, mele, pere, una leggera nota di miele poi frutta molto matura in genere,  acidità alta, sorso spigliato e stuzzicante che maschera potenza. 94

2008 Kamptal DAC Reserve Grüner Veltliner Ried Lamm, Weingut Brüàndlmayer 13,5% alc, rz 4 g/L, ac 4,3
Annata nella media, canfora anice pepe bianco, sambuco e lytchees, orizzontale e burroso, mandorle e fichi verdi, agrumi e zenzero, acidità spigliata, finale di discreta lunghezza un poco ingessato ma comunque coccoloso insieme a maturità , cresce nel bicchiere a livelli altissimi minuto dopo minuto 95

2006 Kremstal DAC Reserve Grüner Veltliner Ried Lindberg, Weingut Salomon Undhof 13,5% alc, rz 5,4 g/L, ac 6,3
Annata top, regolare e tranquilla con tanta acidità e freschezza di mela croccante, naso pienissimo, fine e delicato. Bocca quasi ancora aggressivo ma splendida, vitale e di prospettiva ancora da sviluppare a pieno. 90

2005 Wagram Reserve Grüner Veltliner Ried Scheiben, Weingut Leth 14, % alc, rz 5,4 g/L, ac 5,5
Annata fredda e quindi più attesa sulla pianta, più fianchi che spalle, naso che. in effetti, vira su esotico maturo, zafferano, pepe rosa e bianco, affumicatura e tostatura. Bocca molto più croccante e quasi giovanile, acida e sferzante di naso, poi pietra focaia. Ruvido in acidità ma trasporta bene il frutto nonostante la maturazione difficile. Annata fredda e si sente ma il vino è intrigante e dotato di un equilibrio speciale. 93

1997 Wachau Smaragd Grüner Veltliner Ried Spitzer Point, Weingut Johann Donabaum 14, % alc, rz 1,1 g/L, ac 4,9
Forse la migliore annata con la 1994 degli ultimi 30 anni, niente botrite, note di polvere e sasso bagnato, mela candita, poi rafano e timo. In bocca sa di torta di mele e cannella, freschezza. Vino pronto e maturo per altri 5-10 anni ancora, nota affumicata molto presente, tropicale appena accennato, mandorle e pinoli, stuzzicante e ampio, finale sottile. 90

[photo: Chiara Giovoni]

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

Nessun Commento

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.