Il Barolo della Grecia si chiama Xinomavro. Eccovi i migliori 5

Il Barolo della Grecia si chiama Xinomavro. Eccovi i migliori 5

di Salvatore Agusta

Nel nostro percorso immaginario alla scoperta di interessanti vini che ad oggi ancora non risultano esser protagonisti dei palcoscenici più importanti, vi parlerò di una vera chicca ellenica. Sappiamo della Grecia come di un patrimonio dell’umanità per ragioni storico culturali, di una terra d’incanto per i suoi paesaggi mediterranei, ma poco si dice delle sue produzioni vinicole. La Grecia non è solo assyrtiko di Santorini, è molto altro e oggi scopriremo un vitigno particolare e una denominazione importate: xinomavro di Naoussa.

Dove ci troviamo?
Ci troviamo nel nord della Grecia, al confine tra Albania e Macedonia.
Situata ai piedi del monte orientale Vermion, all’interno di una sorta di terrazzamento naturale, Naoussa domina il livello del mare ad un’altitudine media di 300 metri, sulle fertili pianure dell’Imathia, estendendosi sino a Salonicco. Si tratta di una terra piena di corsi d’acqua e cascate dove scorre l’importante fiume Arapitsa. Su questi leggeri pendii sorgono le millenarie vigne di Naoussa, soleggiate e riparate dai venti del nord. Si mormora che questa sia stata la terra ove ebbe i suoi natali Dioniso, il dio greco del vino.

La Denominazione d’origine “Naoussa“, nasce con decreto firmato nel 1971, che dispone in ordine ad un disciplinare di tutela per la produzione di vini rossi secchi ottenuti esclusivamente da uve xinomavro, all’interno di un’area geografica specifica di circa 700 ettari.

Il terreno è ricco di oligoelementi (ovvero particolari metalli e minerali), con zone basse caratterizzate d’argilla pesante e sabbia mentre più in alto il terreno è composto d’argilla leggera; il clima è continentale, con inverni freddi e nevosi, pioggia (poca) in autunno e primavera, ed estati calde e secche.

Xinomavro, il nebbiolo della Grecia.
Il xinomavro ( tradotto in italiano acino nero) è forse la varietà più fine ma allo stesso tempo la più complicata da coltivare nel panorama greco.

In generale, questa varietà esprime aromi piuttosto eleganti che vanno – in base al tipo di vinificazione – dai sentori di fragola, ciliegia ed amarena sino a quelli di mirtillo e ribes nero; sono presenti anche note speziate come cannella, liquirizia bianca ed eucalipto che degradano col tempo verso spunti di oliva nera e pomodoro.

Le uve maturano quasi sempre dopo la seconda decade di settembre.

Si tratta di una varietà molto sensibile alla mancanza d’acqua e l’irrigazione di sostegno in certe aree è necessaria. Le uve sono di media grandezza, con buccia spessa, polpa bianca e un colore caratteristico che va dal rosso scuro al quasi nero. Grazie all’alta acidità e al tannino spigoloso, i vini giovani possono rivelarsi tesi, austeri e alquanto acerbi, specie se provenienti dalle zone più alte della vallata; tuttavia col tempo il vino si ammorbidisce, e non è un caso che da questa uva si ottengono vini con una longevità straordinaria, paragonabile alle produzioni piemontesi o  borgognone.

La vinificazione classica prevede una prima fase in cui viene estratto il colore, la fermentazione quasi sempre in grossi contenitori d’acciaio inossidabile per un massimo di 15 gg., maturazione in legno con prevalenza di barriques francesi e un affinamento in bottiglia.

Lo stile tradizionale, invece, è quello usato per il Barolo, con l’utilizzo di botti grandi e con dei vini che per via dei tannini aggressivi e della forte acidità, necessitano di una lunga maturazione in bottiglia.

Secondo lo stile più moderno, le uve vengono raccolte agli inizi di ottobre, prediligendo vini più fruttati. Si usano botti piccole, e si prediligono brevi processi di macerazione estrattiva. Il risultato porta a vini con una buona bevibilità sin da giovani e con tannini molto morbidi.

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I miei top 5.
Ciò detto, non resta che consigliare qualcosa. Dopo una attenta analisi, passando per ben 25 etichette delle 10 aziende più interessanti, ecco cosa consiglierei.

Kir-Yianni, “Ramnista” single vineyard, xinomavro, Naoussa, Grecia, 2015
Questo è un vino ottenuta da una sola vigna; la prima fase di vinificazione prevede un periodo di 6 giorni destinato alla pre-fermentazione effettuata tramite la tecnica del “cold soaking” (letteralmente immersione a freddo delle bucce nel mosto) per estrarre maggiormente sia colore che aromi. Successivamente ha luogo la fermentazione vera e propria per un periodo di 15 gg. massimo. Un terzo del mosto fermenta a contenitori aperti. Il blend finale matura in rovere francese e americano, solo il 15% nuovo e per un 20% in grosse botti in totale per poco più di 12 mesi. Segue una leggera filtrazione prima di imbottigliare. Esiste anche una versione blend delle 33 vigne principali della cantina. Il vino ha sentori di frutta rossa, come fragola ed amarena. È ricco e complesso, con audace intensità. L’acidità e i tannini sono robusti e permettono grandi margini di evoluzione. Al massimo della sua forma, esprime sentori di pomodoro secco, olive nere e tartufo. Possiede una notevolissima longevità. Sullo scaffale per circa 22 dollari (che affare!).

Foundi Estate, Naoussea, xinomavro, Ramnitsa Naousas, Grecia, 2012
Vinificazione classica a contenitori sigillati per un periodo di massimo 15 gg. a temperatura controllata (25 – 30 gradi). Maturazione in barrique di rovere francese (12 mesi) e successivamente in bottiglia (6 mesi). Vengono prodotte solo 7000 bottiglie.

Aromi intensi di frutta rossa matura con sfumature tostate di cacao e chicchi di caffè. Una versione molto corposa con un finale abbastanza ricco e certamente persistente. Il tempo regala magie, potenzialmente la forza del tannino lascia intravedere grandissimi margini di evoluzione. Siamo sui 18-20 dollari.

Diamantakos,V.Q.P.R.D Naoussa, Grecia 2015
Nulla da aggiungere al classico processo di vinificazione se non che talvolta la maturazione in bottiglia può protrarsi per ulteriori 6 mesi, concludendo con un anno di bottiglia prima di esser messo sul mercato.
Qui andiamo sul classico, abbiamo un’estrema complessità e la evidenziano i sentori di frutti rossi, le note speziate, quelle tostate di cacao e vaniglia (per via dell’utilizzo di botti americane) e piacevolissimi sentori di pomodoro, sottobosco e cuoio.
Sono quei vini che hanno tanto da dire ma sempre con estrema eleganza e gentilezza. Circa 25-28 dollari.

Vaeni, Damaskinos, V.Q.P.R.D Naoussa, Grecia, 2014
Vinificazione identica a quanto esposto sopra, ma con una attenzione particolare all’utilizzo di legno unicamente francese e con una maggiore maturazione delle uve. Le note si spostano verso i sentori di frutta nera come i mirtilli che vanno a concludere con accenni di prugna cotta. Abbiamo sentori di legno affumicato, vaniglia e chicchi di caffè. Il vino matura per 12 mesi in rovere francese e successivamente altri 6 in botti particolarmente tostate. Termina con un periodo di 6 mesi in bottiglia prima di essere messo in commercio. Ricco, bilanciato ed intenso. Prezzo comunque contenuto, 25 dollari.

Vaeni, Xinomavro, Grande Reserve, Naoussa, Grecia, 2000
Il vino non è di facile reperimento ma si tratta di una grandissima bottiglia. La Gran Reserva si caratterizza per i 2 anni in grosse botti. Parliamo di un vino che ha tanto carattere e tanta personalità.

Adesso si che ha un senso chiamarlo il “Barolo ellenico”. Le note sono equilibratissime, tannini freschi e asciutti. Il vino dimostra una grandissima evoluzione e le note di cuoio, sottobosco e legno stagionato sono di facile percezione.

Pomodori secchi, olive nere e profumo di scatola di sigari. È un gran vino ed è per me la controprova del fatto che questa varietà, sebbene non sia estremamente nota al grande pubblico, ha tutte le qualità necessari per entrare nella lista dei vini da tenere a mente per grandissima qualità e incredibile prezzo. Se vi dovesse capitare di passare dalla Grecia, magari in vacanza, non fatevi scappare l’opportunità di provare qualcosa di nuovo e di molto interessante.

La prima annata di questo vino costava l’equivalente di 12 euro, oggi non mi vergognerei a pagarlo 80 o 90.

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Salvatore Agusta

Giramondo, Francia, Lituania e poi Argentina per finire oggi a New York. Laureato in legge, sono una sorta di “avvocato per hobby”, rappresento uno studio di diritto internazionale negli Stati Uniti. Poi, quello che prima era il vero hobby, è diventato un lavoro. Inizio come export manager più di 7 anni fa a Palermo con un’azienda vitivinicola, Marchesi de Gregorio; frequento corsi ONAV, Accademia del Vino di Milano e l’International Wine Center di New York dove passo il terzo livello del WSET. Ho coperto per un po’ più di un anno la figura di Italian Wine Specialist presso Acker Merrall & Condit. Attualmente ricopro la posizione di Wine Consultant presso Metrowine, una azienda francese in quel di New York. Avevano bisogno di un italiano ed io passavo giusto di là. Comunque sono astemio.

4 Commenti

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Stefano Cinelli Colombini

circa 1 anno fa - Link

Articolo interessante, ma ho una curiosità; perché l'ha chiamato il nebbiolo della Grecia? I profumi che indica non mi paiono simili, e un colore che arriva quasi al nero in un Nebbiolo non è proprio possibile. Non conosco lo xinomavro, ma basandomi su quello che ne scrive lo vedo più simile a alcuni grandi vitigni dell'Italia meridionale.

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Salvo

circa 1 anno fa - Link

Cordiale Stefano, grazie mille per la domanda. Invero l'accostamento sorge per via di alcune caratteristiche intrinseche dell'uva. La grande concentrazione di tannini e l'alta acidità ne rivelano un vino adatto alla lunga conservazione, che come nel caso del nebbiolo, col tempo riesce a esprimere una evoluzione molto interessante, guardi il colore del vino in foto di copertina. Inoltre, come è ben noto, anche per questa varietà esiste una dicotomia tra vinificazione tradizionale e moderna che, come peril Barolo, ha fatto la differenza negli anni.

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camillako

circa 1 anno fa - Link

xinomavro = amarone aghiorghitiko = chianti

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Marco

circa 1 anno fa - Link

Ma perchè i prezzi in dollari per gli USA? Inoltre sono disponibili in Italia? C'è un distributore? A volte anche informazioni pratiche sono le benvenute.

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