L’irresistibile eredità di Wilberforce, un libro da consigliare ai sommelier?


WilberforceDiciamo che è una mezza delusione, sia per i sommelier, che per chiunque sia appassionato di vino. Parliamo di un libro, “L’irresistibile eredità di Wilberforce”, che inizia con “da un sommelier dipende molta della mia felicità“, ed una sontuosa cena annaffiata da due bottiglie di Petrus 1982: potrebbe già guadagnare la nostra immediata solidarietà. E anche quando descrive con macabra dovizia di particolari la discesa agli inferi di un appassionato di vino come tanti (“non sono un alcolizzato, mi piace il Bordeaux!“), per di più programmatore restituito alla vita dopo anni di zombificante lavoro davanti al computer, l’immedisimazione è quasi totale. Peccato che poi, con qualche citazione di Chateau buttati lì quasi a caso, la trama si perda per strada e ci si ritrovi con un romanzo molto superficiale; resta un po’ di rabbia perché idee, e carne al fuoco, ce n’erano assai: la cripta del vino con i suoi misteri, il tempo che cambia in mezzo alle casse di Bordeaux che ci ricordano il nostro girovagare per enoteche e scaffali polverosi, l’amore e la passione per una donna a confronto con le emozioni che una bottiglia riesce a regalare.

Non manca qualche brivido inquietante, con accenno a fantasmi e maledizioni che provano a spiegare il fascino dell’eredità (ma scopriremo presto che proprio eredità non è) ed i bicchieri che si riempiono da soli (cosa che capita di frequente a tutti noi, immagino). Insomma, per le prime 200 pagine il libro ci garba e non poco, peccato che poi si dissolva in un finale sconclusionato e terribilmente pessimista e, beffa delle beffe, con un sentito ringraziamento a Robert Parker “i cui scritti mi hanno consentito di immaginare i tanti vini che non potevo permettermi di comprare“.

Miglior epitaffio al libro non poteva esserci.

Aggiornamento 23 Giugno

A Franco Ziliani  (che cita Intravino ma dimentica di linkarci) il libro è piaciuto un sacco; quindi la mia recensione è dispiaciuta anche di più. Rimane una domanda, se gli era piaciuto così tanto, come mai ha aspettato proprio oggi a scriverci su?

Con affetto, Genio Bambascioni.

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Paul Torday
L’irresistibile eredità di Wilberforce
Traduzione di Luca Fusari
Pag.314, euro 17,50

(Da IBS o da Feltrinelli )





3 commenti a “L’irresistibile eredità di Wilberforce, un libro da consigliare ai sommelier?”

  1. giorgio giorgio commenta:

    Del tutto d’accordo.
    La storia avrebbe potuto volare più in alto, viste le premesse, ma poi tutto si riduce a un vino che sa di tappo.

  2. Franco Ziliani Franco Ziliani commenta:

    “caro”, si fa per dire, Bambascioni (vede che dopo “prezzemolino” ho coniato per lei un’altra calzante definizione: quale sarà la prossima? l’ho già in mente…) il caso vuole che il libro abbia finito di leggerlo la scorsa settimana, che nel frattempo abbia avuto altre cose da scrivere, e che il progetto di un post, pardon, di una recensione seria (concetto che forse le sfugge) di questo bel romanzo fosse finita, come tante altre cose, in stand by.
    Devo comunque ringraziarla perché la lettura della sua balbettante prova di scrittura critica (consiglio: prima di recensire un libro, provi a capirlo e poi prima di azzardarsi a scrivere si legga un po’ di scritti di Bo, Pampaloni, Contini, Falqui, Solmi, ecc. così forse capisce cosa sia la critica letteraria) mi ha dato l’uzzolo, come dite in Toscana, per dare a Torday quello che é di Torday e dire che L’irresitibile eredità di Wilberforce merita di essere letta (e capita), checché ne dica, il sor Bambascioni… Ed ecco il post, pubblicato proprio oggi, per stare sulla “notizia”, il giorno dopo al suo…

  3. Nico Nico commenta:

    Secondo me e’ una mezza delusione per i monomaniaci, per quelli che si aspettano di trovare un romanzo sul vino.
    Invece e’ la storia di un uomo, della sua solitudine, della sua passione che diventa un’ossessione.
    Ottima letteratura

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