Cos’è F.O.G.O. e che effetto ha sul mercato degli alcolici

Cos’è F.O.G.O. e che effetto ha sul mercato degli alcolici

di Elena Di Luigi

Ripartiamo da FOGO, fear of going out.

Dopo esserci lamentati per mesi della prigionia in casa, è ora di rimettersi in moto. Ci dicono che dovremo abituarci a nuove regole sociali e quindi non c’è momento migliore di questo per sperimentare, rivedere e correggere.
Una ricerca uscita questa settimana e condotta dalla International Wines and Spirits Record (IWSR) prova a confrontare la crisi finanziaria del 2008 con quella che si profila all’orizzonte del rimanente 2020, tenendo presente che allora mancavano solo i soldi, mentre oggi anche le condizioni per spenderli. Comunque puó essere utile capire se certi trend si possono ripetere.

Così, per esempio, si fa notare che anche nel 2007 le vendite di birra diminuirono del 6%, cosa che sembra ripetersi anche oggi a favore di quelle di vini e di super alcolici, almeno nella grande distribuzione. Poi peró la birra seppe reagire alla grande, riconquistandosi il suo spazio con tante sperimentazioni artigianali che hanno fatto da traino anche ad altri settori, pensiamo al turismo ma non solo.

Le agenzie britanniche specializzate nella distribuzioni ai supermercati e alla ristorazione hanno due dati da cui ripartire. Il primo è quello che dice che dal 2015 al 2019 in GB le vendite di vino sono diminuite costantemente, 44.1 milioni di bottiglie in meno nella ristorazione e 51 milioni in meno nel settore del dettaglio. Il secondo è che all’indomani del lockdown c’é stato un calo di vendite del 40%. Cosa fare?

Con queste due premesse saranno necessari degli aggiustamenti strategici, pronti prima della prevista riapertura di inizio giugno in GB. Alla regola globale del distanziamento che la ristorazione dovrá garantire, il governo aggiungerá delle linee guida tra cui quelle che consentiranno ai ristoranti e ai caffé di vendere il cibo all’aperto, copiando o ispirandosi allo stile continental-mediterraneo.

Chi vorrá potrá usufruire di un permesso speciale per installare un chiosco o una bancarella, anche utilizzando il marciapiede dove possibile. Non potranno invece riaprire i pub, almeno fino ad agosto, forse oltre. Anche in questo caso la pandemia non ha fatto altro che aggiungere il suo carico su un problema pre-esistente, come giá dimostrato due anni fa da Office for National Statistics secondo il quale dal 2001 è stato chiuso il 25% dei pub, soprattutto nelle aree rurali del paese. Oggi secondo la Beer and Pub Association è a rischio il 40% di quelli ancora attivi, a meno che il governo non intervenga con un aiuto prima di settembre.

Immaginando che chi avrá la fortuna di prenotare un tavolo vorrá celebrare l’evento, e immaginando anche che gli chef penseranno di ridurre i menu per contenere i costi, paradossalmente questo potrebbe essere il momento giusto per fare delle liste di vini piú coraggiose e audaci per qualitá e prezzo.

In altre parole spingere quei vini che tendono a sostare di piú nella “cantina” del ristoratore e che il cliente si concede solo nelle grandi occasioni. Ma anche offrire una scelta piú attenta di vini al bicchiere, per promuovere quei prodotti che si escludono a priori, o perché sconosciuti o perché costosi se disponibili solo a bottiglia. Non dimentichiamo che il lockdown globale ha lasciato anche i produttori, non solo i distributori, con i magazzini pieni e non basterá la vendita online per smaltire quanto accumulato in questi mesi. É il momento di fare marketing “da investimento”.

A proposito del successo delle vendite di vino online, sempre la IWSR ha registrato solo a marzo un aumento del 50%, cosa notata anche dai clienti che alla voce “consegna immediata” oggi trovano “resta in attesa per lo slot di consegna”. Forse anche per questo c’è ansia da FOGO, il mondo é cambiato.

1 Commento

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Giacomo

circa 3 mesi fa - Link

C'è tanta voglia di fogo. Il problema è che le cantine sono intasate. Abbassare i prezzi, con le conseguenze che comporta; le prime vittime saranno nella filiera. Qui in langa non si morirà di fame, ricarichi vergognosi da un paio di decenni, il margine per scendere di prezzo c'è.

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