Back to the wine in quattro assaggi random

Back to the wine in quattro assaggi random

di Alberto Muscolino

I vini naturali piacciono, e pure tanto, fatevene una ragione! La conferma mi arriva da un affollato “Back to the wine” di Domenica scorsa a Faenza. Certo, mancano i numeri da capogiro di altre fiere blasonate, mancano lustrini e paillette ma l’atmosfera è quella di chi bada più alla sostanza. A metà tra un mercato coperto (sì perchè giravano anche i carrelli della spesa per fare acquisti) e una fiera di paese, con il giusto mix di radical chic, integralisti della solforosa, garagisti ortodossi e avventurieri dell’ultimo minuto.

Visto anche il gran numero di espositori a me sconosciuti, ho deciso di puntare tutto sulla serendipità, detta anche “facoltà di avere culo girando totalmente a caso tra i banchetti“.

bttw

Dopo una prima fase di assestamento arriva l’incontro memorabile: una perla di verdejo galiziano mentre sono totalmente stordito dalla bontà delle cozze in scatola in salsa galiziana (dovrebbero essere illegali!): Largo Camino a la Cima 2014, bianco da vigne centenarie pre-fillossera coltivate a circa 1000 metri, macerato e poi fermentato e affinato in barrique usate. Al naso pera matura, erbette aromatiche, basilico, burro e sale. In bocca ha densità e rotondità vellutata, alcol perfettamente integrato e salinità. Con la suddetta cozza abbinamento azzeccatissimo.

Subito dopo è la volta di una mia vecchia conoscenza romagnola, dove sono incappato solo perchè il banchetto era proprio di fronte a quello di una piccola torrefazione dove ho provato, per la prima volta, il caffè verde: ha proprietà miracolose, ma sa di radici e terriccio umido, non sono pronto! Magari ci riprovo, ma adesso meglio tornare al vino, incuriosito da un’etichetta molto particolare e da un vitigno altrettanto insolito: il Rosso in Anfora ‘A’ Villa Venti 2017 da centesimino in purezza. Si tratta di un rosso affinato in qvevri georgiani che punta tutto su piacevolezza e bevibilità. Aspirazione confermata sia al naso, dove prevalgono sentori di fiori freschi come le rose, di frutti rossi succosi e spezie, sia in bocca dove la freschezza e la sapidità lo rendono molto invitante.

A questo punto mi sposto volontariamente in Sicilia e vado dritto a trovare i ragazzi di Elios (di cui avevo già letto su Intravino) per provare il loro Modus Bibendi Nero d’Avola 2016. Molto interessante la scelta di utilizzare le botti di castagno per l’affinamento che conferiscono una caratterizzazione aromatica originale: al naso ciliegia e mora mature, poi oliva, mandorla, cacao e senape, in bocca un sorso molto saporito e verticale. Occorrerà fare un salto sull’isola per approfondire…

L’ultima piacevole scoperta ha la faccia di un ragazzo giovane che ha cominciato la sua personale avventura nel vino nel 2014 in mezzo alle colline abruzzesi. Lì nasce il suo Montepulciano d’Abruzzo Quaranta Cinque 2016: “il nome deriva da un sogno, versavo a mio padre il campione di botte n. 45 e poi la scoperta che nella smorfia napoletana vuol dire vino buono, è stato un chiaro segno”. Il vino non ha tradito il sogno e si è realizzato in un’espressione di grande equilibrio ed eleganza, nonostante un’anima straripante: i toni scuri della frutta in confettura e sotto spirito si amalgamano con il tabacco, la china, il cuoio e il cioccolato fondente. In bocca ha volume e materia vellutata, anche l’intensità dei suoi 15° alcolici è sotto controllo e non morde, ma chiude con un ricordo pieno di liquirizia.

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Alberto Muscolino

Classe '86, di origini sicule dell’entroterra, dove il mare non c’è, le montagne sono alte più di mille metri e dio solo sa come sono fatte le strade. Emigrato a Bologna ho fatto tutto ciò che andava fatto (negli anni Ottanta però!): teatro, canto, semiotica, vino, un paio di corsi al DAMS, vino, incontrare Umberto Eco, vino, lavoro, vino. Dato il numero di occorrenze della parola “vino” alla fine ho deciso di diventare sommelier.

1 Commento

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Patrick

circa 5 mesi fa - Link

Manifestazione secondo me davvero ben riuscita

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