A New York si tira notte nella Compagnie des Vins Surnaturels

A New York si tira notte nella Compagnie des Vins Surnaturels

di Salvatore Agusta

New York è la città che non dorme mai. O che non dormiva mai, forse. Perché questo mito assoluto della città insonne non rispecchia più tanto la realtà, lo ammetto con la necessaria sincerità. I ritmi sono vorticosi, e la gente ha bisogno di riposare dopo 10 ore di lavoro al giorno. Malgrado ciò, ci sono ancora un bel numero di locali dove è possibile andare anche tardi, dopocena, a godersi un po’ di sano relax con in mano un intrigante bicchiere di vino.

La Compagnie des Vins Surnaturels è certamente uno di quelli. Incontro Caleb Ganzer, wine director nonché managing partner, per una breve chiacchierata di presentazione. In realtà colui che mi ha fatto scoprire il posto è Wissam, uno caro amico sommelier che lavora lì da ormai qualche anno. Trovo Caleb ad attendermi seduto ad un tavolo sorseggiando un bicchiere di kombucha biologica, bevanda di cui ignoravo letteralmente l’esistenza e che mi dice esser una sorta di tè.

Diciamo che Caleb ha alle spalle qualcosa di più che un paio di esperienze di assoluto livello, sebbene sia un giovane sulla trentina. Mi racconta dei suoi tempi al Restaurant Daniel di Daniel Boulud e al db Bistro Moderne di Miami e New York. Prima di accettare l’attuale posizione ricopriva quella di sommelier all’Eleven Madison Park, giusto un ristorante a caso.

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Durante l’arco di quest’anno solare Caleb è stato nominato dalla nota rivista Food & Wine Sommelier dell’anno, proprio in virtù del suo attuale progetto presso Compagnie des Vin Surnaturels che, ancora non vi ho detto, si trova nella zona c.d. Nolita (north of little Italy). Il locale presenta una wine list di 22 pagine, ma Caleb mi assicura che sono a disposizione qualcosa come 800 etichette differenti. La domanda allora sorge spontanea: “le hai tutte?” Mi risponde che almeno una bottiglia per etichetta è presente, e che tengono tutto in una cellar creata ad hoc nel seminterrato del locale.

Gli chiedo di descrivermi un po’ la natura di quel wine bar, anche per capire quale sia il suo progetto così tanto celebrato dalle riviste americane. Dalle sue parole deduco che si tratta quasi di un parco giochi per addetti ai lavori, e non è un caso che rimangano aperti sino a notte fonda: l’idea è quella di dare l’opportunità a chi stacca dal ristorante di venire a fare un paio di chiacchiere prima di andare a casa. L’aria è proprio quella da cazzeggio puro, se mi passate il termine, ma qui nulla è lasciato al caso. Dai piatti preparati sino alla selezione del personale composto quasi interamente da wine experts.

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La formula di tutto questo successo è molto semplice: Caleb ha dato una forte identità europea al suo locale, lo ha munito di una personalità educata ma irriverente e lo ha messo lì in bella mostra. Ha deciso di staccare per il momento con il bon ton dei più blasonati ristoranti per divertirsi un po’ e soprattutto far divertire i suoi clienti. Il resto è venuto da sé, ed oggi può dirsi a tutti gli effetti uno dei locali più cool di NYC. Mi confessa che la sua clientela si auto-seleziona e lo viene a trovare almeno una volta a settimana, controprova del grande seguito e della forte identità.

Famosi sono i loro eventi, tra cui mi descrive come il più esagerato, la serata dedicata a Jurassic Park. Tutti i partecipanti devono vestirsi a tema e l’intero locale prende le sembianze giurassiche. Questo giovedì 28 settembre mi ha invitato al “breakin’ bojo“, festa dedicata alla musica hip hop e alla break dance.

So cosa state pensando, “e tutto questo che cosa ha a che fare con il vino?” – non so bene che rispondere, ma lo scoprirò di certo. Posso anticiparvi che il tema viticolo della serata sarà il beaujolais, che ci sarà un DJ famoso alla consolle, e che a mezzanotte è previsto fuori il locale uno spettacolo dentro lo spettacolo. Follia pura e vino, giusto quello che piace a me.

LA COMPAGNIE DES VINS SURNATURELS
249 Centre Street
New York, NY 10013
212-343-3660

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Salvatore Agusta

Giramondo, Francia, Lituania e poi Argentina per finire oggi a New York. Laureato in legge, sono una sorta di “avvocato per hobby”, rappresento uno studio di diritto internazionale negli Stati Uniti. Poi, quello che prima era il vero hobby, è diventato un lavoro. Inizio come export manager più di 7 anni fa a Palermo con un’azienda vitivinicola, Marchesi de Gregorio; frequento corsi ONAV, Accademia del Vino di Milano e l’International Wine Center di New York dove passo il terzo livello del WSET. Ho coperto per un po’ più di un anno la figura di Italian Wine Specialist presso Acker Merrall & Condit. Attualmente ricopro la posizione di Wine Consultant presso Metrowine, una azienda francese in quel di New York. Avevano bisogno di un italiano ed io passavo giusto di là. Comunque sono astemio.

5 Commenti

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Marco

circa 1 anno fa - Link

Ci sono stato a Londra, bel locale a parte i prezzi un po' altri. Ma l'originale sta a Londra o a New York?

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Salvatore Agusta

circa 1 anno fa - Link

Credo che il progetto originale sia quello di Parigi e che il resto sia sorto come emulazione , ma non sono molto sicuro. Nel caso di NYC diciamo che il locale ha una forte identità parigina.

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Gianluca Zucco

circa 1 anno fa - Link

Hai qualche altra informazione riguardante il criterio della carta dei vini? Mille grazie.

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Pier Paolo

circa 1 anno fa - Link

Un po' di tutto, da convenzionali a naturali, da piccoli artigiani a grandi chateau/maison. Tanta Francia e USA, un po' di tutto dal resto del mondo, Italia quasi inesistente.

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Salvatore Agusta

circa 1 anno fa - Link

L'idea di fondo è quella di sviluppare una sorta di ring dove convenzionali e alternative versioni di vini si possano scontrare. La tendenza comunque è quella francofona

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