Sicilia En Primeur. I vini rossi dal 2008 al 2012

di Andrea Gori

Ne avevamo parlato in precedenza, prendendo in esame i vini bianchi, e lo ribadiamo dopo aver degustato i vini rossi presenti quest’anno a Sicilia en Primeur: tutta la produzione isolana di qualità sembra incentrare il proprio sviluppo su di una necessità. Questo bisogno è riassumibile nel concetto – non scontato – di territorialità. Il cambiamento più significativo coinvolge il Nero d’Avola, varietà passpartout – coltivata in lungo ed in largo su tutta la superficie regionale – che oggi finalmente (più che in passato) sembra essere legata a filo doppio con i terroirs a lei più congeniali, palesando in maniera più definita la propria identità ed il proprio profilo qualitativo (da non perdere l’intervento di Attilio Scienza in merito). Il passo avanti che abbiamo percepito corrisponde, in realtà, ad un guardare indietro: il mantra, la tendenza, è puntare sui territori classici e rendere leggibile questo rapporto privilegiato dando voce alla varietà nella sua espressione più pura. E’ evidente, alla luce di questo atteggiamento, che la pratica dell’assemblaggio con le uve internazionali – delle quali abbiamo registrato oltretutto una leggera involuzione nella diffusione – stia letteralmente scemando con il tempo che passa. Cabernet e Merlot meno presenti – dunque – ed in spolvero minore rispetto agli anni precedenti; questa regressione bordolese sta favorendo la presenza (qualitativa non quantitativa) della Syrah che rafforza il suo ruolo sull’isola, in veste anche della sua assodata duttilità in ambito “mediterraneo”, regalandoci delle ottime performance.

Discorso a parte è quello che riguarda il Nerello Mascalese oggetto di una vera e propria ribalta mediatica (anche esagerata visto che non rappresenta neanche l’1% della produzione siciliana!) e oramai protagonista, senza dubbio alcuno, della scena enoica regionale. Solo conferme dall’Etna, quindi, e la constatazione di come il livello medio dei vini prodotti sia cresciuto in maniera esponenziale. I prodotti presentati sono sempre più definiti e godibili e la divisione per contrade, più netta che in passato, può aiutare anche il fruitore meno smaliziato a farsi un’idea del profilo assoluto del vino sul modello di quello che accade in Langa ed, in maniera ancora più delineata, in Borgogna. Sicuramente al progetto Etna, gioverebbe la sospirata aggiunta dei vigneti tra quota 800 e 1000 metri, che rimangono attualmente (e paradossalmente) fuori dalla denominazione. D’altronde perchè declassare le vigne potenzialmente più interessanti e peculiari? Tafazismo italico, ci verrebbe da dire.

Per la serie “varietà minori crescono” non possiamo evitare di osservare i passi da gigante fatti dal Pignatello (o Perricone  che dir si voglia), varietà autoctona da tener d’occhio sia nel Marsalese (straordinaria la nuova versione del Rosso di Marco presentata da De Bartoli) che in altre aree vocate.

Un ultimo focus lo dedichiamo all’area di Vittoria che nel Frappato e nella denominazione Cerasuolo,  sta trovando sempre più la sua risorsa commerciale e mediatica. A riguardo, è quasi superfluo citare l’operato di aziende quali COS, Arianna Occhipinti o Planeta, capaci di codificare in maniera brillante un vino che risulta essere forte di un canone contemporaneo e al contempo capace di mostrare una appeal fortemente territoriale. Proprio in quel di Vittoria si vocifera di nuovi importanti investitori in arrivo e soprattutto si spera che Feudo Arancio si decida a imbottigliare il Cerasuolo invece di destinare le (ottime) uve che ha in zona ad altri scopi.

Rossi En Primeur 2012
Se le valutazioni dei bianchi 2012 possono definirsi attendibili e le descrizioni proiezioni fedeli dei vini che troverete in vendita nelle prossime settimane, l’identikit dei rossi sono da prendere con le molle. Abbiamo trovato – infatti – molte campionature sconclusionate o di difficile lettura, queste problematiche localizzate – accanto ad una eccessiva eterogeneità dei vini presentati – non ci ha permesso di essere sereni nella narrazione ne di dare spazio a confronti o approfondimenti.
Ecco, comunque, i nostri assaggi:

Occhipinti Frappato RG: Floreale carnoso, di fiori rossi. Note di lampone e pepe. Bocca molto viva. 86

COS Frappato RG: Mirtillo e viola. Bocca appuntita da un tannino piuttosto evidente. Tanta personalità 87
Tasca d’Almerita Rosso del Conte, Perricone e Nero d’Avola: Rotondeggiante e fruttato. Ricordi di prugna e ribes, mirto e orzo. Bocca elegante e ricca. Tannino superbo. 92+
Feudo Butera Symposio 2012 CA: Pepe e spezie, anice e mora. Bocca saporita, materica. Al momento un po’ contratto. 88+
Baglio del Cristo Pianobello Lusirà: Un bell’esempio di Syrah siciliano, moderno senza eccessi. Al naso si distende su note di menta e lampone in confettura. In bocca è agile, ricordi di sottobosco, pepe e alloro. 87+
Donnafugata, Syrah: Cassis e mora in pieno Rodano-style. Tannino fitto, anche se un po’ crudo. Finale fresco. 83
Settesoli Seligo Rosso: Uno dei pochi Syrah-Nero d’Avola rimasti. Il naso è cupo e ombroso con note di mora, mirtillo e prugna. Bocca connotata da note di oliva e pepe. 82
Arianna Occhipinti Siccagno, Nero d’Avola: Acceso e vitale. Riconoscimenti di viola e more di rovo. Bocca segnata da una lieve presenza di carbonica. 85+
Barone Sergio Luigia: E’ un classico nero d’Avola con sensazioni di lamponi e ribes , anice e zenzero. Bocca di struttura, accesa. Anche troppo. 79
Cusumano Sàgana: Un nero d’Avola intenso, con note che sfociano nel medicinale, nel torbato. Grande frutto. Bocca ricca e tostata. Da seguire. 83+
Feudo Arancio Nero d’Avola: Andamento calibrato. Frutto molto penetrante. Note di sottobosco e resine. Fresco. 84
Feudo Butera Deliella: Bel cru di Nero d’Avola. E’ in una fase un po’ dimessa ed ha il naso un pelo monotematico (lampone e visciole). In bocca è sottile ed elegante. Da aspettare. 84+
Masseria del Feudo Il Giglio,  Nero d’Avola: Frutta rossa sotto spirito. Bocca marcata da un tannino fuori misura. 78
Rapitalà Camporeale, Nero d’Avola: Un vino dal profilo un po’ bruciato. Note di gomma, prugna e ribes. Tannino non lieve. 79
Planeta Santa Cecilia un Nero d’avola squillante. Ricordi di fragolina e lampone. Un vino fresco dissetante e salino. Grande esempio. 89+
COS Cerasuolo di Vittoria: Ampio e variegato. Note di lampone e ribes, cuoio e sale. Luminoso e fresco. 88
Valle dell’Acate Cerasuolo: Ricche sensazioni di frutta rossa e fiori. Cenni di spezie. Bocca un po’ imballata. 82
Villagrande Etna Rosso: Naso con evidenti sensazioni di frutta rossa, forse poco tipiche. Bocca appena sapida. 77
Terrazze dell’Etna Cirneco Sensazioni di gomma arabica e piccoli frutti. Cupo e surmaturo. Bocca senza equilibrio. 75
Graci Arcuria Etna Rosso:   Ribes rosso e lieve fumè. Bocca dall’attacco fruttato che si perde in note medicinali. Sgraziato, nell’insieme. Campione non a posto. 79

Rossi 2011-2010-2009-2008-2007

Abraxas Kuddia di Zè 2008: Da uve grenache e carignano. Salmastro. Bocca soave e placida. Grande armonia e profondità. 88
Abraxas Kuddia del Moro 2010: Un nero d’avola non pulitissimo ma corroborato da una bella dose di frutta. Carnoso, sfaccettato. Finale cupo. 80

Arianna Occhipinti Cerasuolo di Vittoria Grotte Alte 2008: Frutti di bosco, viola e amarena. Mirto, alloro e senape. Bocca sanguigna, un poco rugosa. Finale terragno e profondo che danza fra dolcezza e forza sapida. Un monumento contemporaneo al Cerasuolo. 94
Baglio del Cristo di Campobello Lu Patri 2009: Nero d’Avola di concezione moderna. Legno presente senza esagerare. Ricco e intenso. Bocca solare ed energica. 87
Baglio del Cristo di Campobello Adenzia Rosso  2010: Apre aromatico, con note balsamiche e pepate; poi lamponi e ribes. Bocca ricca e fresca. Peccato gli manchi profondità. 82
Baglio del Cristo di Campobello Lusirà Syrah 2010: Carico, mediterraneo. Bocca contratta per una leggera scissione alcolica. 82
Baglio del Cristo di Campobello Lu Patri 2009: Mirto, liquirizia e prugna. Bocca di sottobosco e resina. Tannino poco scorrevole. 84
Baglio di Pianetto Cembali 2007, Nero d’Avola: Ricco e affumicato. Note di peperone.  Ispido al palato. 80
Baglio di Pianetto Carduni 2006, Petit verdot: Floreale e fruttato, lieve goudron. Non felicissimo in chiusura. 79

Caruso e Minini Frappato e Nerello Mascalese Igt Sicilia  2010: Amarena e lamponi in confettura, carrube e pepe. Bocca agile, fresca e originale. Non lunghissimo in chiusura. 86
Caruso e Minini Sarchia Perricone Igt Sicilia 2010:  Un vino in fieri: naso salato e speziato, con il frutto che fa capolino. Sul finale ricordi di peperone, mirto e liquirizia. 79
Caruso e Minini Delia Nivolelli Syrah Riserva 2009: Ribes nero, pepe e alloro. Lievi note balsamiche, ricordi di tostatura. Bocca un pelo asciugante. Per gli amanti del genere. 82
Feudo Maccari Nero d Avola Igt 2011: Leggibile l’impronta del terroir di Noto. Naso ricco con note di prugna e sottobosco. Bocca materica ma fresca e soda. 86
Feudo Maccari Saia 2010 Nero d’Avola: Oliva, timo,menta e lampone in confettura. In bocca ha stoffa ed equilibrio. Bel tannino 88
Feudo Maccari Maharis 2008: Un superstite dei supersiciliani (Nero d’Avola Cabernet e Syrah) Al naso ricordi di mirto, alloro e peperone. Frutti di bosco in evidenza, accenni di pepe e coriandolo. Tannino avvolgente e ben estratto. 90
Feudi del Pisciotto Cabernet Sauvignon 2010: Imprinting piacevolmente californiano, Gran tannino e  bella polpa. 87
Feudi del Pisciotto Frappato 2010: Fiori e frutta. In bocca: lampone e ribes. Ricco, un po’ stancante. 81

Feudi del Pisciotto Versace 2011: Nero d’avola dalle tonalità frssche di mela e lampone. Bocca sapida e croccante. 84
Palari Faro DOC 2010: Nerello, nocera ed altre uve autoctone. Naso sfarzoso e piccante. Ricordi di zenzero fragola e cardamomo. Bocca fruttata, saporita. Sensazioni di elicriso nel finale. 91
Palari Rosso del Soprano 2010 Lampone e ribes nero, pepe, cannella e chiodo di garofano. Ammaliante. Bocca più semplice ma schietta e immediata. 84
Marco de Bartoli Rosso di Marco 2011: Pignatello. E’ piacevolmente rustico, sostenuto da un fruttato selvatico e da una bocca contrastata, sapida e fresca. Retrolfazione che ci riporta al lampone. Tannino presente ma ben estratto. 90
Feudi del Pisciotto Cerasuolo di Vittoria 2009 Giambattista Valli: Massiccio,  intenso. Non ha lo scattoche ci si aspetta dal Cerasuolo ma bilancia le aspettative con buona struttura e complessità. 86
COS Pithos Rosso 2011: In pratica un Cerasuolo che affina per sette mesi in anfora. la lunga sosta nel contenitore di argilla gli regala forza, sapore e piccantezza. Finale resinoso. 86
COS Cerasuolo di Vittoria 2010: Mora e mirtillo. Fiori rossi, leggermente appassiti. Bocca un po’ chiusa. 84
COS Contrada Nero d’Avola 2007: Vigneto storico aziendale. Naso ampio. Ricordi di erbe aromatiche. Finale selvatico, salmastro. 88

Tasca d’Almerita Lamùri Nero d’Avola 2011: Naso acceso, brillante, con rimandi alla fragola e al  lampone. Fresco e piacevole. 86

Baglio di Pianetto Frappato Y 2011: Direttamente da Noto un vino dall’appeal classica e floreale. In bocca è pimpante. 82
Baglio di Pianetto Nero d’Avola Y 2011: Al naso snocciola sensazioni di prugna fresca e succulenta. In bocca gioca su note che vanno dal lampone al salmastro. Vino dall’assetto giovane, di facile approccio. 84
Baglio di Pianetto Shymer Syrah e Merlot 2011: Il Merlot proviene da Pianetto a 650 mt slm e il Syrah da Noto. I profumi sono scuri (caramello e pepe). Bocca pulita, fitta e intensa. Frutto profondo. Leggermente rustico. 82
Baglio di Pianetto Ramione 2009: Affinamento in botte grande che dura quasi 20 mesi. Bocca morbida e ricca. Torrefatto. Finale fra mora e spezie. 85
Cusumano Sàgana  2010: Nero d’Avola della zona di Butera. Note di cappero e confettura mirtillo, cuoio e liquirizia. Abbastanza tostato. Bocca sapida e croccante, finale fresco. 86
Duca di Salaparuta Nawari Pinot Nero 2010: Frutti rossi e neri. Bocca croccante, un po’ vegetale. 80
Feudo del Pisciotto L’Eterno 2011: Un Pinot Nero elegante e dolce. Note di lampone e ribes rosso. Bocca movimentata. Sapido e piacevolmente tannico. 88
Rapitalà Hugonis 2010: Nero d’Avola e Cabernet, “vecchia repubblica” diremmo. Naso composto e intenso che rimanda alla frutta nera e il ribes. La bocca è pepata e matura. 83
Rapitalà Nuhar 2011: Nero d’Avola e Pinot Nero. Il naso è vispo e diretto (pepe e salvia). Bocca che ritorna sulla fragola e la visciola. 84
Feudo Arancio Nero d’Avola 2011: Uve da Acate e da Sambuca. Note di spezie, fiori e frutta fresca (mora viola e lampone): Bocca dinamica e fresca. 83
Feudo Arancio Syrah 2011: Uve da Sambuca e da Acate. Spezia e frutt. Bel mix tra piccantezza e sapidità. Bocca croccante. 82
Feudo Arancio Cantodoro 2009 Igt Sicilia: R Nero d’Avola e Cabernet sauvignon, uve proveniente esclusivamente da Sambuca. Al naso: frutti di bosco e pepe. La bocca è fresca e potente. 85
Feudo Arancio Hedonis 2006 Sicilia Igt: Nero d’Avola e Syrah, 18 mesi di barrique. Profilo che si delinea fra il nordico ed il mediterraneo (alloro e ginepro, prugna e amarena). Piccante. Bocca in bell’equilibrio. Finale rotondo ma dissetante. 87
Corvo Irmàna Nero d’Avola e Frappato 2012 Igt Sicilia: Naso corroborato da un frutto ricco e squillante. Ricordi di fragolina e note di fiori (viola e rosa). Bella corrispondenza fra fase olfattiva e gustativa. Finale con leggera nota alcolica. 83
Duca di Salaparuta Duca Enrico 2007: Nero d’Avola da Butera e Riesi. Note di prugna, mora e lamponi in confettura. Note speziate (cardamomo, pepe e resina), di sottobosco e humus. Chiude con ricordi di caramella inglese e scatola di sigari. Bocca signorile, elegante e snella. Bel finale con tannino di grande fattura. 90

 

Etna Rosso

Cottanera Etna Rosso DOC 2010: Piccante e aromatico. Al naso: mirtillo e lampone fresco. In bocca il vino è sorretto da un bel tannino e da giusta sapidità. Una bella promessa, visto che uscirà nel 2014, ma già grande. 92
Cottanera Barbazzale 2012 Etna rosso DOC: Intenso e fruttato. Note di bosco e fiori di campo. bocca schietta e succulenta 83

Duca di Salaparuta Lavico Igt Sicilia 2009: Uve da Castiglione di Sicilia, versante nord del massiccio Etneo. Grande intensità e bel frutto di bosco. Note di liquirizia, tabacco e zenzero. Tannino voluminoso, grintoso ma piacevole. 86

Planeta Eruzione 1614 Nerello Mascalese Igt Sicilia: Frutti di bosco, mora e ribes. Ancora: tabacco e alloro, note affumicate. Bocca esile ed elegante. Finale di erbe aromatiche. Bel tannino, leggermente rugoso. 86
Girolamo Russo Feudo di Mezzo 2011: Caramella ai frutti di bosco, ciliegia e lamponi. Bocca cadenzata da un tannino possente. 88
Girolamo Russo San Lorenzo Etna Rosso DOC 2011: Spezie fra il dolce ed il piccante. Note di rafano e alloro, accenno di goudron. Bocca accesa e ficcante. Necessita di affinamento.  87
Girolamo Russo ‘A Rina 2011 Etna rosso DOC: Lampone, cipria e mughetto. Bocca sprintosa e piacevole. 86
Graci Etna Quota 600 2010: Un vino di grande classe. Naso cangiante, frutta e menta. Bocca ravvivata da un ottimo profilo tannico e tanta mineralità.  87
Graci Etna rosso 2011: Fragolina e violetta, canditi e eucalipto, pepe e cannella. Bocca stupenda, viva e sapida. Grande freschezza. 88
Graci Quota Mille Igt Sicilia 2010: Uve proveniente da contrada Barbabecchi. Note di lamponi e ribes, rabarbaro e ginger. Sensazioni di caffè e pepe. Bocca energica e rabbiosa. Bel tannino e grande personalità. 92
Tasca d’Almerita Tascante Rosso 2010: Squillante e deciso, fresco e piccante. Finale particolarmente vivo. 87
Terrazze dell’Etna Ciuri Etna DOC 2012: Naso vispo e floreale. Bocca sapida e asciuttta un po’ scarna e lievemente amaricante. 78
Pietradolce Archineri 2010 Etna Rosso DOC: Erbe aromatiche, sottobosco e more.  bocca un po’ ingessata ma la materia c’è. 85
Pietradolce Archineri 2011 Etna Rosso DOC: Acceso e affumicato, croccante e suadente. Note di pepe e resina. Palato dinamico, tannino vispo. 87

Pietradolce Vigne Barbagalli 2010 Etna Rosso: China e rabarbaro poi amarena e frutta sotto spirito. Bocca con il tannino non particolarmente risolto. Bella sapidità. 86

[grazie a Umberto Gambino per l’idea della foto dall’alto del cortile]

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

6 Commenti

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Montosoli

circa 5 anni fa - Link

Terrazze dell’Etna Cirneco Sensazioni di gomma arabica e piccoli frutti. Cupo e surmaturo. Bocca senza equilibrio. 75 Ma questo non e quello che ha preso i 3 Bicchieri G.B. ...????

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Andrea Gori

circa 5 anni fa - Link

li avevi presi con il 2009...quest'anno tutti i prodotti presentati erano piuttosto opachi, e' parso strano anche a me ma ti assicuro che non si salvavano

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Rossano Ferrazzano

circa 5 anni fa - Link

Questi 2012 erano tutti già in bottiglia, o alcuni erano campioni da vasca? Alcune note sembrano suggerire tratti di lavorazione ancora in evidenza, come si possono percepire prima delle finiture dell'imbottigliamento.

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Andrea Gori

circa 5 anni fa - Link

credo che praticamente nessuno fosse in bottiglia, quasi tutti erano campioni da vasca o da botte e infatti difficilissimi da valutare. La mia modesta proposta sarebbe quella di lasciare la primeur ai 2012 bianchi e per i rossi presentare i vini che usciranno sul mercato nei prossimi 6 mesi e quindi a seconda dei casi 2010-2011 o 2009

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Gianluca Zucco

circa 5 anni fa - Link

Complimenti per le schede, succinte quanto basta, e soprattutto per l'analisi sul momento delle tipologie. A parte questo, l'elicrisio, non appena avrò il piacere di conoscerlo, prima o poi spero di incrociarlo anche io nel Faro Palari! (sorriso)

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Andrea Gori

circa 5 anni fa - Link

L'elicrisio è facilissimo da trovare fidati! basta camminare lungo le nostre coste in questi giorni http://www.agraria.org/coltivazionierbacee/aromatiche/elicriso.htm[img]http://www.agraria.org/coltivazionierbacee/aromatiche/elicriso.jpg[/img]

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