Sicilia En Primeur 2013. I vini bianchi delle annate 2010/11/12

di Andrea Gori

Sicilia en Primeur, come da aspettative, ha consolidato il suo ruolo di mattatore della primavera enoica italiana, regalandoci un’edizione strutturata in maniera eccellente. I punti di forza della manifestazione? Ritmi “mediterranei”, location di indubbio fascino e un notevole parterre di produttori, storici e nuovi. La possibilità di assaggiare in maniera rilassata e ben cadenzata ha, indubbiamente, influito sulla percezione ultima dei vini in degustazione e questo ci ha permesso di portare a casa  impressioni intense e piacevoli della kermesse e dei prodotti presentati. Illuminanti i wine tastings dedicati ai vini bianchi, rivelatisi un perfetto spaccato dello stato di salute della Sicilia del vino e un affresco preciso del suo trend produttivo. Una piccola critica a margine la riserviamo ai rossi in degustazione, in alcuni casi troppo indietro, che non ci hanno permesso di ritagliare un’immagine netta dei vini e del loro andamento stilistico,  restituendoci una figura a tratti sfocata, disorientante.

Tornando ai vini bianchi, ci ha sorpreso la perfetta lettura dell‘annata 2012: nonostante l’andamento climatico al limite del siccitoso, infatti, i vini ci sono parsi freschi e sapidi. Interessante anche il rinnovato interesse per le varietà tradizionali; sembra in atto un cambio strutturale dal punto di vista ampelografico con un rientro in pompa magna di uve dal grande peso storico come il grillo, che dalla quantità di campioni presentati sembra trovare una collocazione sempre più nitida nella testa dei produttori, ed il carricante, wild card etnea di grande potenzialità. Interessanti anche alcune interpretazioni di rottura che vedono come protagoniste le varietà aromatiche isolane, malvasia e moscato in primis, vinificate senza residuo zuccherino a favore della freschezza, della bevibilità e di una potenziale nuova collocazione sul mercato (non solo locale). Una nouvelle vague territoriale, dunque, che sembra adombrare cultivar mainstream come il catarratto, l’inzolia otreché le famigerate uve internazionali. A proposito di varietà globe-trotter, dobbiamo sottolineare come lo chardonnay, ormai un classico sull’isola, tenga il passo in maniera brillante (in particolare se declinato dagli interpreti storici) affiancato dal viognier, presentato spesso in blend con altre uve.

Bianchi en primeur Annata 2012


Duca di Salaparuta Colomba Platino, Insolia: Al naso note di agrumi e pesca. La bocca, croccante e sapida, è ben equilibrata. 83
Cusumano Cubìa, Inzolia: Speziato e pepato. Ricordi di limone e sale. Bocca fine ma non persistente. 81
Disisa Chara, Insolia-Catarratto: Il naso è fine e delicato, segnato da note agrumate. Bocca di buona intensità. 81
Baglio di Pianetto Ficiligno, Insolia-Viogner:  Note di albicocca, menta e sale. Bocca citrina e incalzante. 86
Masseria del Feudo il Giglio, Inzolia-Grillo: Naso poco articolato, marcato da una leggera nota di arancia. Bocca esile. 75
Baglio del Cristo di Pianobello Lalùci, Grillo DOC Sicilia: Naso ricco e speziato, “sauvignoneggiante”. Bocca da leggere in divenire. 85
Barone Sergio Alegre, Grillo: Al naso è un po’ troppo tropicale ma in bocca risulta sapido e curato. 80
Caruso e Minini Timpune, Grillo: Caldo e aromatico. Bella profondità. 84
Disisa, Grillo: Un vino d’impostazione leggera e piacevole. Peccato in bocca sfumi letteralmente, inchiodandosi su un finale modesto. 79
Donnafugata Sur Sur Sur, Grillo: Fresco, dissetante e arioso. E’ un vino in fase di assestamento, lo valutiamo ma preferiremmo riassaggiarlo più avanti. 83
Salaparuta Kados, Grillo: Fiori di sambuco e salvia. Bocca sapida e ricca. 86

Feudo Arancio, Grillo Igt Sicilia: Vino ampio, solare e fresco. Bocca squillante, pulita e affilata. Convincente. Tra i migliori. 88
Feudo Maccari, Grillo: Sapido e lieve. Note di arancia tarocco e ginestra. Bocca poco ficcante. 81
Tenuta Rapitalà, Grillo: Nasco fresco, balsamico. Ricordi di fiori bianchi. In bocca l’alcol è un pelo invadente. 84
Valle dell’Acate Zagra, Grillo: Note di gelsomino e pepe. Bocca larga, poca dinamica. 78
Villagrande Etna Bianco Legno di Conzo: Carricante atipico: il naso è tropicale e ricco. Ricordi di miele. In bocca è monolitico. 79
Baglio di Pianetto Catarratto Y: Al naso: agrumi e yogurt, salvia e pesca. Bocca notevole, grande persistenza. 87
Feudi del Pisciotto Ferretti, Chardonnay: Note di agrumi, pesca gialla matura e ananas. Bocca massiccia, sostenuta da una buona vena sapida. 83
Planeta Cometa, Fiano: Al naso si muove su sensazioni di fiori di campo, ginestra e pesca. Leggeri ritorni fumè. In bocca è sodo e godibile. 88+
Mandrarossa Santannella, Fiano e Chenin blanc 2012:  Naso non particolarmente espressivo. Bocca sapida e agrumata. Chiude con sensazioni di glicine e ribes bianco. 83

De Bartoli Pietranera, Zibibbo: Al naso è dolce e ricco. Andamento rincuorante, allegro. Richiami alla rosa e alla pesca. Bocca meno complessa ma piacevole. 87
Abraxas Kuddia del Gallo, Zibibbo Viogner: L’olfazione stupisce, distendendosi su note di anice e cumino, agrume e rosa. La bocca, molto particolare, rimanda all’albicocca e alla pesca. Finale carnoso e iodato. 90
Caruso e Minini Corte Ferro, Zibibbo: Vino caratterizzato da un quadro aromatico ricco, di buona dolcezza, sostenuto da una lieve verve salmastra. La bocca è poco espressiva. 81
De Bartoli Sole e Vento, Zibibbo e Grillo: Naso cangiante, avvincente, che verte su ricordi di finocchio selvatico, timo e pesca bianca. La bocca, in fase di assestamento, è già un prodigio di sole e sale. 92

Assaggi Bianchi 2011-2010-2009

COS Pithos Bianco 2011, Grecanico: Naso ancestrale e dolce: miele d’acacia e zenzero. Bocca spigolosa e diretta. Sapido e floreale è ravvivato da un bel finale. 87
COS Ramì Igt 2011, Inzolia-Grecanico: Nel bicchiere ha tonalità ambrate. Olfazione affascinante. In bocca ricordi di agrumi e pepe. Un vino originale, pulito e fresco. 85
De Bartoli Grappoli del Grillo 2011 Igt: Menta, timo, zagara e tanto sale. Bocca stupenda, ricca e mediterranea, ravvivata da una dorsale acida impressionante. Finale fresco, agrumato e pepato. Da cous cous alla marsalese. 89.

Rapitalà Grand Cru 2011, Chardonnay: Arancia gialla, nocciole e burro. Bocca speziata e voluminosa. Nel finale note di resina e mandarino. 83

Cusumano Jalè 2011, Chardonnay: Naso esplosivo: agrumi, note tropicali e vaniglia. Bocca esuberante. 83
Planeta Alastro 2010 2012, Grecanico: Vitigno storico di Sambuca, molto simile alla Garganega, al Grechetto e al Greco di tufo. Il vino nasce da un vigneto del 1985, le uve vengono raccolte tardivamente (di norma dopo i rossi). Piccante e ricercato, poco alcolico, balsamico e floreale (timo e biancospino). Al palato è delicato ma persistente 85
Planeta Chardonnay 2011 Igt Sicilia:  superclassico da vigna storica più altra a 450mt a Sambuca. Avvolgente intenso ed elegante ginestra e pesca, nocciole e burro appena , legno lieve e dolce. Molta più pioggia età maggiore dei vigneti lo hanno reso più fresco, bocca sapida e ricca agrumata e speziata . 90+
Baglio del Cristo di Campobello Laudàri 2011, Chardonnay: Naso non complesso, segnato da una leggera nota marina, accenti agrumati e tropicali. Bocca sapida, piuttosto profonda 84
Donnafugata Chiarandá 2009: Sambuco e resina di pino, lychees e arancio, albicocca e ginestra, fiori di campo e mandorle. La bocca, un po’ cruda, mostra un certo debito di bottiglia. Grande estratto, promettente. 89+
Feudo Principi di Butera 2012, Inzolia: Arancia gialla e mandarino. Bocca con nota balsamica e finale di mandorla. 87
Tasca d’Almerita Leone Igt 2012, Catarratto, Pinot Bianco, Sauvignon e Traminer: Accattivante. Solito campione di piacevolezza e aromaticità. Bocca segnata da un attacco morbido bilanciato da una rinfrescante sapidità. 87
Tasca d’Almerita Nozze d’Oro Contea di Sclafano DOC 2011, Inzolia e Sauvignon:  L’olfazione si muove fra note agrumate e floreali (sambuco e gelsomino). Bocca fresca, lieve e sapida. 84
Tasca d’Almerita Cavallo delle Fate DOC 2012, Grillo:  Naso schietto e diretto. Ricordi di peperone e salvia, pesca e limone. Finale fresco, intrigante. 86
Tasca D’Almerita Didyme Igt Salina 2012, Malvasia: Naso dolce, incantevole, di fiori di campo, arancia rosso e tiglio. Bocca saporita e iodata, sorprendente. 87

Etna Bianco


Barone Villagrande Etna Bianco 2012, Carricante: Al naso è sapido ma anche tropicale. Bocca incalzante. Chiude leggermente amaro. 82
Barone Villagrande Legno di Conzo 2010, Carricante: Il campione che abbiamo assaggiato è molto caldo al nado, segnato da note di evoluzione. In bocca rimanda al ribes bianco e alla nocciola. 79
Cottanera DOC Sicila Barbazzale 2012, Inzolia-Viogner: Agrumi e menta. Bocca sapida con nota amarognola. 83
Cottanera Etna Bianco 2012, Carricante e Catarratto: Affumicato e sapido. Ricordi di pesca bianca e fiore della vite. Bocca in debito di bottiglia ma fine e distinta. 85

Eruzione 1614 Carricante 2012 DOC Sicilia: Vigneti del 2007, all’interno della colata del 1500 e subito sopra la quota 800. naso tranquillo floreale e pepato, albicocca (dal 5% di Riesling) con lieve affumicato, bocca sapida affilata e schietta. 84
Girolamo Russo Nerina Etna bianco 2012, Carricante e Catarratto: Dolce e sinuoso. Note di mirabelle e pesca. Bocca soffice, sorniona. Finale che torna sulla dolcezza ma che grande estratto! 91
Pietradolce Archineri Etna bianco DOC 2012: Robinia, gelsomino pesca e gesso. Bocca ficcante, sassosa e balsamica. Indimenticabile. 93
Graci Arcuria Etna Bianco DOC 2011: Potenza e intensità. In bocca: pompelmo salvia e sale. Schietto ma profondo. 90
Graci Etna Bianco 2011: Agrumi e pesca. Bocca sapida e veloce. Molto invitante. 86
Tasca d’Almerita Buonora 2012, Carricante: Sambuco e fiore di pesco. Bocca connotata dal lieviti toni fumè. Finale ricco, ben contrastato. 88

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

4 Commenti

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pepetteri

circa 4 anni fa - Link

a me questi son sempre piaciuti tanto... ma a parte i capolavori, tipo Planeta o Tasca d'Almerita, o Donnafugata etc. anche piccoli produttori che fanno magari un Alcamo bevibile e godibile o un'Insolia che ti accompagna una bella cena al fresco in giardino d'estate....

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Rossano Ferrazzano

circa 4 anni fa - Link

A proposito di classici Planeta e Tasca, ma i rispettivi celebri Chardonnay non erano in assaggio?

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Andrea Gori

circa 4 anni fa - Link

Planeta era rimasto nella tastiera, ho provveduto a metterlo. Tasca no, non era in assaggio!

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