Nella carta dei vini che vorrei c’è un solo aggettivo, forse due

di Antonio Tomacelli

Un solo aggettivo, al massimo due. Così vorrei che fosse la mia carta dei vini ideale ma, temo, rimarrà un sogno. Al momento, infatti, le principali tendenze in materia sono sostanzialmente due:

1. iPad ipertecnologico sul quale puoi trovare: A) Nome e annata del vino. B) Zona di produzione e tipo di coltivazione. C) Numero di insetti in vigna al momento della vendemmia. D) Cognome da signorina della moglie del vignaiolo. E) Gusti sessuali dei partecipanti alla vendemmia. F) Citazione delle bestemmie pronunciate dal vignaiolo causa peronospora.

2. Enciclopedia Treccani rilegata in pelle di potatore con rifiniture in oro zecchino e pratico leggìo da messa cantata nel quale sono indicati tutti i vini con nome, cognome e annata. E basta. Il titolo della suddetta enciclopedia è “Tutti i vini che abbiamo in cantina, compresi quelli che non abbiamo più ma provateci voi ad aggiornare ogni volta ‘sto cazzo di librone”, detto anche “Il Libro dei Morti” per via delle bottiglie che, negli anni, sono venute a mancare.

Ecco, dovendo scegliere tra le due opzioni io preferirei la terza, quella nella foto scattata dal blogger americano Tim Gray al TBD Restaurant di San Francisco:

Carina vero? Ed è solo quella dei vini al bicchiere. Leggendola ti fai subito un’idea del vino che stai per ordinare e quel Lemon-Lime-Like Godello non lascia spazio ai dubbi. Vogliamo parlare del “pinot grigio secco e dal finale fruttato”? Diamo ora un’occhiata alla lista delle bottiglie:

Ammettiamolo, quel “Friulan-inspired White” appiccicato a un vino della Napa Valley è un piccolo capolavoro come pure l’aggettivo “Not-so dry” che dice tutto e niente. Segnalo anche un Fizzy Chardonnay (e già sai quello che ti aspetta) e quello che secondo me è il capolavoro dei capolavori: il “Funky Old Vine Cinsault”, qualunque cosa voglia dire quel funky.

Semplice, diretta e chiara: io avrei trovato la mia carta ideale dei vini, e voi?

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

13 Commenti

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carolain cats

circa 6 anni fa - Link

io devo trovarne una interessante, la cerco da un pò ma niente. di solito mi annoiano... e quelle sul pad le spaccherei... ma si sa che io sono stravagante di mio ;)

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Emanuele Cattani

circa 6 anni fa - Link

"Fruity but Dry" Verdeca....???

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Nelle Nuvole

circa 6 anni fa - Link

La lingua inglese si presta meglio alla sintesi di quella italiana. Per esempio, come potrebbe tradursi un: Killing me softly Brunello? o un: Bigger than life Supertuscan? oppure: Cold turkey Riesling? e infine: Last but not least Passito? Comunque la carta ideale per il ristoratore è quella che ha scritto in grassetto: Drink it and shut up.

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carolain cats

circa 6 anni fa - Link

ti lovvo nelle. smack

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indie

circa 6 anni fa - Link

a bigger than life preferisco larger than life. per il resto, un altissimo cinque per te.

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Nelle Nuvole

circa 6 anni fa - Link

:) :) :)

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Stefano Cinelli Colombini

circa 6 anni fa - Link

Certo che l'inglese è bello sintetico, un Sauvignon cat's piss aroma tradotto in italiano non ci starebbe nel menù.

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carolain cats

circa 6 anni fa - Link

mr cinelli colombini the boss, io ho un vino che si chiama el gat ros ed è un cab. sauv. se becco uno che ci mette accanto piss aroma giuro che lo strozzo... e se non ci credi chiedi a nelle, lei ha presente che sarebbe vero :)

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Stefano Cinelli Colombini

circa 6 anni fa - Link

Ma non mi permetterei mai Madame Les Chats, dei vini delle signore dico solo bene a prescindere e inoltre sono un convinto avversario della violenza contro di me.

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carolain cats

circa 6 anni fa - Link

strozzerei lo scrivente carta, so che sei gentile tu :)

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alessandro c.

circa 6 anni fa - Link

Certo che a fare le carte dei vini fighe ci si guadagna parecchio. Io il Montefalco Rosso Antano lo vendo a 15 euro la bottiglia. Avremo pure trovato la carta dei vini ideale ma il signore è un furbacchione, oceano e f.d.a. a parte!

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Eretico Enoico

circa 6 anni fa - Link

Lasciando il dibattito filosofico semantico sulla bellezza dell'italiano e le infinite sfumature stilistico linguistiche che cercano di resistere alle schiere di Ke...direi che Tim Gray comincia ad essere un tormentone per Intravino ( inwine or intowine or inside wine ) e se invece ci si ispirasse all'autoctono AA ( Antonio Albanese) : vino rosso ,vino bianco stop.Essendo pur sempre romano anche se giramondo direi : Oste com'è er vino ? Bbonoo - l'Oste ...Tim Gray ovvero less is more . Io preferisco avere informazioni parzialmente e minimamente tecniche con qualche parola raccontata da chi mi propone un vino e l'americano lo lascio fare a chi vuole farlo. Alla salute

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Paolo

circa 6 anni fa - Link

Concordo sul tralasciare "er dibbattito" (rigorosamente con due B). La sintesi della analisi sulla critica enologica è ovvia. La recensione dovrebbe essere come la minigonna: . corta . aderente alla realtà . che lasci intravedere il mistero

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