La vendemmia 2012 a Bordeaux, assaggi e prospettive

di Andrea Gori

Bordeaux è un mito che rinasce e si aggiorna ad ogni stagione, capace com’è di mobilitare attenzione ed energie finanziare da capogiro. Nonostante un preoccupante calo di ordini dalla Cina (circa il 20% in meno, mica cotiche, anche se rimane sempre il primo cliente), la congiuntura vendemmiale ha portato ad un benefico calo della produzione capace di compensare la mancata richiesta da parte del mercato. Tuttavia ci sono segnali che indicano come il periodo delle vacche grasse (la corsa ad accaparrarsi persino i second vin a prezzi elevatissimi, per dire) sia passato: in questo momento c’è da investire in qualità e in immagine.

A soffrire sono le piccole e medie realtà, l’ossatura principale del vino di Bordeaux, che non può vivere solo della cinquantina di Chateau Cru Classè. Quanto ai prezzi, si va verso un ridimensionamento ulteriore rispetto al 2011, ma non elevatissimo; del resto la qualità della vendemmia 2012 (pensando anche all’enigmatica 2013 con bassissima produzione) è piuttosto buona, e superiore alle ultime, minori: 2002, 2004, 2007, 2008. In nessun caso si parla di paragoni con le grandi 2005, 2009, 2010 né di grande longevità. La 2012 è un’annata in realtà ottima, in generale, per i bianchi del Pessac Leognan e Graves, più che per i rossi che hanno avuto grandi risultati con il Merlot più che il Cabernet: la sua maturazione precoce non ha sofferto i settembre-ottobre piuttosto incerti che hanno caratterizzato il 2012. Quindi teoricamente ottime le prove di St. Emilion e Pomerol piuttosto che Margaux e Pauillac, ma come sempre le risorse tecnologiche ed enologiche degli Château fanno la differenza a questi livelli.

Particolarmente ben riusciti, nei nostri assaggi nella cantina di Millesima,  sono risultati ad esempio i vini di Margaux, che hanno preferito freschezza a intensità e frutto ipermaturo, e quelli di St. Estephe con St. Julien che si mantiene il posto migliore per fare affari e spuntare un rapporto qualità prezzo buono. Ma sempre di più si fa strada la convinzione che con i mutamenti climatici e tecnologici la vera nuova grande miniera del Bordeaux futuro sarà sempre a sud, ovvero Graves e Pessac Leognan in generale, su cui torneremo senz’altro.

Margaux
Château Lascombes Margaux: legno di cedro e fragola in confettura, bocca di impatto ma tridimensionale per profondità e incalzo. 93

Château Rauzan-Gassies Margaux: peperone e mora di gelso, bocca ariosa e mentolata, bel finale. 91

Château Rauzan-Ségla Margaux: china e rabarbaro, incenso e lampone, bocca ricca e floreale. 88

Château Giscours Margaux: albicocca e lampone, vaniglia e tostato, bocca più semplice ma ben colta per maturità. 88

Château Malescot St Exupéry Margaux: semplice ma accattivante, sui toni scuri, bocca un po’ piatta. 83

Château Cantenac-Brown Margaux: rabarbaro, pepe e mirtillo, caramello e mallo di noce, bocca molto tostata e scontrosa, ma che rientra nei fondamentali. 88

Château Palmer Margaux 2012: arabescato e barocco ma innegabilmente fine, mirtillo, pepe di Sechuan, mallo di noce, bocca ampia ed energica con sapidità cangiante con agrumi e senape nel finale. 95

Château Marquis d’Alesme Margaux: arancio scuro e cannella, bocca frescaa forte, saldo il finale. 87

Château Prieuré Lichine Margaux: nocciole e mora di rovo, talco, bocca agrumata e fresca, bel ritmo. 88

Château du Tertre Margaux: saponi provenzali e caffè, bocca tranquilla. 86

Château d’Arsac Margaux: mela cotogna e alloro, bocca con tannino fine e incalzante, tanto frutto ben maturo. 85

Château Siran Margaux: agrumi rossi e canditi, bocca ricca e scura; il frutto ha la meglio sul legno. 84

Château Labégorce Margaux: caramello e frutto di bosco, cannella e resina, bocca gommosa e ostica. 84

Château Marquis de Terme Margaux: senape e lampone, bocca precisa ma non molto ricca. 86

Saint Julien
Château Léoville Poyferré Saint Julien: fine ed elegante, cardamomo e olive, bocca espressiva e cangiante. 88

Château Léoville-Barton Saint Julien: squillante di ciliegio e pesco in fiore, bocca energica e tostata, nel finale fumé. 90

Château Lagrange Saint Julien: verde ma fruttato, bocca semplice e appuntita. 84

Château Saint-Pierre Saint Julien: lavanda e mediterraneo, bocca di frutto e calore, tannino discreto. 84

Château Talbot Saint Julien: peperoni e olive, tabacco, bocca piacevole. 86

Château Branaire-Ducru Saint Julien: lavanda e tante erbe aromatiche, pera e mirtillo, bocca esile. 84

Château Beychevelle Saint Julien: resina e pepe, bocca dura e scontrosa. 81

Château Gloria Saint Julien: fine e delicato – anche troppo; pepe verde e mora, bocca tranquilla. 83

Pauillac
Château Pichon Baron Pauillac: leggero vegetale, mirtillo e pepe, bocca molto decisa e netta su frutto scuro e di bosco. 88

Château Pichon Lalande Pauillac: alloro e cardamomo, lamponi e mirtillo, bocca cangiante e delicata, notevole persistenza. 93

Château Duhart-Milon Pauillac: balsamico e solare, con verbena e menta, bocca fruttata e fresca, finale ricco. 91

Château Pontet-Canet Pauillac: rosa e lavanda, albicocca e resina, bocca da affinare ma grandissima stoffa di tannino. 95

Château Batailley Pauillac: tostatura e pomodoro, mirtillo e resina, bocca fresca e ariosa, tannino ben presente. 88

Château Haut-Batailley Pauillac: pesca e lamponi, finale con slancio ma con legno un po’ coprente. 86

Château Grand-Puy Ducasse Pauillac: lampone e mora di rovo, bocca strozzata e poco dinamica ma ben fruttata. 85

Château Grand-Puy-Lacoste Pauillac: noce di cocco e caffè, bocca con liquirizia e tabacco ma non lunghissimo. 84

Château Lynch-Bages Pauillac: insinuante e seducente di erbe officinali e mora di gelso, tannino superbo e largo, imponente e definitivo. 94

Château Lynch-Moussas Pauillac: pepe verde e ribes nero, lavanda e rosa appassita, bocca croccante e netta, pulita. 91

Château d’Armailhac Pauillac: canditi e confettura, pera e vaniglia, bocca dolce, di classe, anche appuntita. 92

Château Haut-Bages Libéral Pauillac: pomodoro secco e pera, bocca dal tannino un poco secco. 83

Château Pédesclaux Pauillac: gomma e olive, ribes rosso, bocca un po’ scomposta ma sapida e ferrosa. 86

Château Clerc Milon Pauillac: lamponi in confettura e rabarbaro, bocca piacevole. 82

Château La Fleur Peyrabon Pauillac: fine ed esile, ma di bella intensità floreale, bocca saporita semplice ma piacevole. 85

Château Pibran Pauillac: tostato e affumicato, bocca decisa e cupa. 81

Saint Estèphe
Château Cos d’Estournel Saint Estèphe: squillante e deciso, tanto sottobosco e more, tabacco e cacao del Madagascar, finale tosto ma di una persistenza impressionante con ritorni di radici e frutta incantevoli. 96

Château Montrose Saint Estèphe: molto estremo per tostatura e densità, bocca che incalza e punge, ma ha davvero tanta materia. 88 (o 92 per i turbo maceratori)

Château Calon-Ségur Saint Estèphe: floreale tra rosa e acacia, ciliegio e menta, bocca pronta ed equilibrata, fine e accattivante. 92

Château Lafon-Rochet Saint Estèphe: rosmarino e pepe, bocca sottile ma elegante. 84

Château Cos Labory Saint Estèphe: tapenade e lamponi, bocca scontrosa ma netta. 88

Château Haut-Marbuzet Saint Estèphe: lacca e gomma, bocca intricata con finale medio. 82

Château Les Ormes de Pez Saint Estèphe: toffee e pepe verde, bocca straricca e tostata, tannino ficcante. 82

Château Phélan Ségur Saint Estèphe: alloro e mora di rovo, talco e ferro, bocca con tanto estratto e resina. 87

Haut Médoc
Château La Lagune Haut Médoc: gelsomino e pesco, mirtillo e resina, bocca agile. 84

Château Cantemerle Haut Médoc: balsamico e aromatico, lieve vegetale, lampone fresco, bocca più sottile ma il finale è saldo e di polpa. 92

Château Belle Vue Haut Médoc: caffè e amarena, soffice e semplice, bocca piacevole e succulenta. 86

Château Peyrabon Haut Médoc: floreale e tranquillo, bocca piacevole e fruttata. 85

Château Sociando-Mallet Haut Médoc: pepe nero e lavanda, mirtillo e rafano, bocca appuntita. 84

Château Rollan de By Moulis: naso tostato, di grigliata, ferroso, bocca netta e di cacao. 88

Château La Garricq Moulis: lavanda e semi di papavero, bocca fresca e dal bel finale succoso. 87

Château Chasse-Spleen Moulis: lacca e mora di gelso, bocca sapida e pulita con tannino soave. 92

Pomerol
Château Beau Soleil Pomerol: mediterraneo e solare, pepe e cannella, finale medio e saporito. 85

Château La Cabanne Pomerol: pece e oliva, tostato e carnoso, bocca acidula. 82

Château Clinet Pomerol: olive e sottobosco, pepe nero e caramello, tannino morbido e felpato, bel finale. 90

Château La Conseillante Pomerol: resina e menta, peperone e caramello, finissimo e persistente, tannino incredibile. 94

Château La Croix du Casse Pomerol: liquirizia e sandalo, cassis, bocca da arrotare ma completa. 88

Château du Domaine de l’Eglise Pomerol: molto scuro e tostato, resina e tabacco, bocca sapida ma con tannino evanescente. 83

Château l’Evangile Pomerol: cassis e menta, bocca con tanto tannino e media sostanza. 88

Château Fayat Pomerol: pepe e inchiostro, rabarbaro, bocca di agrumi e legno. 83

Château La Fleur de Gay Pomerol: molto Bolgheri, alloro e mirtillo, bocca concentrata ma lieve. 91

Château Le Gay Pomerol: confettura di fragola, pepe, cardamomo e agrumi rossi; bocca da affinare ma precisa e sontuosa. 89

Château Gazin Pomerol: tostato e more, ebanisteria e mirra, bocca da equilibrare. 86

Château Taillefer Pomerol: anice e fragola, verbena, tannino deciso. 85

Saint Emilion
Château Canon Saint Emilion: peperone e ribes rosso, lieve gomma, bocca scontrosa. 83

Canon La Gaffeliere Saint Emilion: frutta rossa al sole, ciliegia e alloro, bocca sapida e decisa, bel finale. 91

Château Figeac Saint Emilion: molto cupo e tostato, caffè e peperone, bocca tonica e mentolata. 91

Clos Fourtet Saint Emilion: molto forzato e tostato, peperone abbrustolito e confettura di bosco, bocca contratta ma ben piena. 87

Château La Gaffelière Saint Emilion: affresco di erbe officinali e vaniglia, bocca lieve ma ficcante. 89

Château La Mondotte Saint Emilion: gomma e radica, ribes nero e menta, bocca arcigna. 84

Château Pavie-Macquin Saint Emilion: sandalo e gomma, bocca coperta ma frutto discreto. 85

Château Troplong Mondot Saint Emilion: frutto che si insinua stupendo tra le doghe, originale e stiloso, bocca carica e piena, finale entusiasmante. 95

Château Trottevieille Saint Emilion: lattico e sgrumato, chiodo di garofano e arancio rosso, bocca discreta e complessa. 87

Château Faugères Saint Emilion: fruttato e intenso, lamponi e pompelmo rosso, bocca sapida e affilata. 93

Clos des Jacobins Saint Emilion: mirtillo e pepe, canditi e resina, bocca contratta. 80

Couvent des Jacobins Saint Emilion: lavanda e alloro, caffè, bocca scura ma carnosa e lunga. 86

Château Laroze Saint Emilion: arioso e balsamico, bocca croccante e sapida. 88

Château Brun Saint Emilion: naso scomposto, in bocca solo vaniglia. 78

Pessac Léognan
La Mission Haut Brion Pessac Léognan: naso oscuro e religioso di sacrestia, bocca immaginifica e cangiante, finale interminabile. 95

Château Carbonnieux (rouge) Pessac Léognan: scuro e intenso, mora e mirtillo con pepe nero, bocca in equilibrio e saporita. 91

Domaine de Chevalier (rouge) Pessac Léognan: floreale e radioso, allegro e speziato, naso bellissimo, bocca speziata e soffice, bel finale. 92

Château de Fieuzal (rouge) Pessac Léognan tostatura e senape, bocca saporita ma corta 84

Château Haut-Bailly (rouge) Pessac Léognan: cannella e pepe, mirtillo e rafano, tannino incalzante. 85

Château Latour-Martillac (rouge) Pessac Léognan: spezie e ginger, bocca di sostanza e croccante. 87

Château Malartic-Lagravière (rouge) Pessac Léognan: balsamico e fine con lieve gomma in sottofondo, bocca di frutta e mineralità niente male. 86

Château Olivier (rouge) Pessac Léognan: oliva e peperoni, mora di rovo, bocca ampia e lieve con finale succoso. 88

Château Pape Clément (rouge) Pessac Léognan: menta lavanda e lampone in confettura, caramello e mallo di noce, finale semplice e compiuto. 87

Château Smith Haut Lafitte (rouge) Pessac Léognan: balsamico e levigato, frutta compunta e netta, prugna, nespola in miele, bocca incalzante e minerale. 92

Château Lespault-Martillac Pessac Léognan: rafano e cardamomo, bocca scurissima e ardua. 83

Altre AOC Bordeaux
Château de Chantegrive Graves: sabbioso, con resina, lavanda e mora, bocca piacevole con inchiostro e menta. 85

Château de La Dauphine Fronsac: inchiostro e pepe, bocca di mirtillo e tostata; troppo. 80

Château Les Trois Croix Fronsac: senape e more, ferro e pepe, bocca semplice ma sapida. 83

Château Cap de Faugères Castillon Cotes de Bordeaux: originale e aromatico, albicocca e vegetale, bocca ricca, morbida e succosa. 87

Château Beaulieu Comtes de Tastes Bordeaux Supérieur: croccante di nespola e mela cotogna, bocca tranquilla e mentolata. 84

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

4 Commenti

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Landmax

circa 4 anni fa - Link

Assaggi alla cieca o a bottiglia scoperta?

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Andrea Gori

circa 4 anni fa - Link

tutti a bottiglia scoperta

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