Empordà | Primi passi nella Spagna del vino (e poi tutti in ferie a Barcellona)

di Davide Tenconi

Davide Tenconi ha trentatré anni, vive e lavora a Barcellona,  inSpagna. Di sé scrive in terza persona: “ama il Cava, ogni forma di tapas e cerca di non dimenticarsi mai l’immensitá del nebbiolo”. Da oggi, di tanto in tanto, ci racconterà qualcosa in più sulla penisola iberica. Benvenuto. (Jacopo)

Hanno molte caratteristiche comuni: sanguigni, orgogliosi, legati a doppio filo con la propria terra e le proprie tradizioni. E poi hanno lottato (in effetti alcuni lo fanno ancora) per una maggior indipendenza dallo stato centrale: sono i catalani nei confronti della “borbonica” Madrid ed i sardi verso l’italianissima Roma capitale.

Amici su tutto tranne che sull’origine del “loro” vitigno: la garnacha per i cittadini di Barcellona, Girona e Lleida, il cannonau per il popolo della Sardegna. Chi ha importato cosa? Le leggende, se lette tra le Ramblas o tra le strade di Alghero, sono totalmente differenti. I primi sostengono che il vitigno originale sia catalano e trasferito – vittorioso – sul suolo sardo grazie al dominio aragonese già nel 1300. Gli altri contrariamente ribattono che fosse già presente (le ultime ricerche parlano età antichissime) e venne “importato” come trofeo di vittoria.

Entrambi concordano su due fattori: la sua bontà e la sua unicità.

La garnacha è la protagonista indiscussa della prima zona vitivinicola che si incontra in Spagna appena passato il confine francese nell’alto nordest della penisola iberica: la D.O. Empordà. Ci siamo lasciati alle spalle durante il viaggio le coltivazioni di Carignano della Linguadoca (prima) e di vini dolci naturali del Roussillon (poi). Abbiamo superato i Pirenei per iniziare ad assaggiare i prodotti di una terra particolare, protetta a nord dalla catena montuosa e a poche decine di chilometri dal mar Mediterraneo. In macchina, volendo, non farete fatica a raggiungere la Costa Brava (ma -consiglio spassionato- evitatela in particolare d’estate se non volete venire sopraffatti da migliaia di turisti di Sua Maestà la Regina Elisabetta d’Inghilterra).

Qui il clima presenta escursioni termiche importanti, sia d’inverno come d’estate, sul quale influiscono principalmente due venti: la tramontana (freddo) e il xaloc (caldo da sudest). Mediamente le temperature non scendono mai sotto lo zero durante i mesi più rigidi, con una media annuale intorno ai 16 gradi. Il terreno dispone di una buona capacità di drenaggio ed è povero di materia organica, idoneo per la produzione di vini di alta qualità. La coltivazione passa da vigneti molto vicini al mare fino a un livello di 260m di altitudine.

È, come abbiamo detto prima, la casa della garnacha. A bacca scura per i vini tinti (rossi), nella variante chiara per la produzione dei bianchi oltre al macabeu e lo xarello. Sono presenti complessivamente 1.786 ettari di coltivazione per 49 aziende agricole con una produzione (gli ultimi dati si riferiscono al 2010) di 54.437 hl di cui quasi 80% per vini rossi e rosati.

Prodotti che il resto del mondo non ha ancora scoperto, vuoi perchè in questo momento i vini spagnoli sulla bocca di tutti sono altri, vuoi perchè sono vini perfettamente integrati con le necessità gastronomiche del territorio. Tra le bodegas più famose c’è Espelt Viticultoros nel comune di Vilajuïga. I terreni di questa cantina si estendono tra il Parco Naturale del Cap de Creus e dell’Albera. A metà strada tra la città di Figueres (nota per aver dato i natali al pittore Dalì) e la ricca città marittima di Cadaqúes.

Un catalogo completo e variegato: dai bianchi secchi a quelli in barrique (Quinze Rouses, garnacha bianca e grigia), ai rosati, rossi giovani e invecchiamento fino ai vini dolci (ottimo l’Airam). Di buona struttura il ViDiví, annata 2010: 50.000 bottiglie prodotte per questa unione di garnacha negra e merlot. Al naso un po’ troppo presente l’uso della botte francese per l’invecchiamento, gradevole la nota di frutta rossa matura al gusto.

Merita una visita, oltre che per degustare il Castillo de Perelada 5 Fincas Riserva 2008 (Garnacha, Syrah, Tempranillo) l’omonima cantina Castillo de Perelada. Gestita dal nipote di Miquel Mateu, proprietario dell’azienda recuperata nel 1923, ha alcuni terreni che si affacciano direttamente sul mare. Notevole come struttura anche La Garriga 2007 da uve 100% Carignano (qui il clone di chiama Samsó).

Una menzione particolare anche per i bianchi. Mas Oller è un’azienda di piccole dimensioni (12 ettari) nel comune di Torrent, nella Bassa Empordà, in provincia di Girona. Produce 2 rossi (Plus e Pur a base Garnacha) e un bianco Mar. Un’unione di Malvasia e Picapoll. Fresco, con note di pesca e limone. Ottimo da accompagnare con la classica paella.

Insomma, la Denominación de Origen Empordà non ha la tradizione e il fascino di zone come il Cava o il Penedès ma è distretto con prodotti puntuali, gustosi e non eccessivamente lavorati. Un ottimo biglietto da visita per chi ha appena superato il confine.

(foto credits: Castillo de Perelada) 

6 Commenti

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gabriele succi

circa 6 anni fa - Link

Bellissimo articolo...davvero! Complimenti! ...questa è la dimostrazione che la qualità dell'articolo non è data dal n. di commenti sottostanti... :roll:

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Andrea

circa 6 anni fa - Link

Bell'articolo, qualità e facilità di lettura

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francesca ciancio

circa 6 anni fa - Link

il Tenconi è amico mio ( daje)

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Max Cochetti

circa 6 anni fa - Link

Ohhhh, ci voleva. Complimenti :)

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william

circa 6 anni fa - Link

http://archiviostorico.corriere.it/2004/agosto/03/cannonau_vino_piu_antico_del_co_9_040803055.shtml

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Do Emporda

circa 6 anni fa - Link

Sono molto contento che l'articolo. Grazie mille. Ci vediamo in Empordà.

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