Della Juve, del Toro e del tifo incondizionato da stadio applicato ai Barolo (Boys)

Della Juve, del Toro e del tifo incondizionato da stadio applicato ai Barolo (Boys)

di Alessandro Morichetti

Insieme a Tiziano Gaia, Paolo Casalis è l’autore di Barolo Boys – The Movie. Ne abbiamo parlato qui, Federico Ferrero ne ha parlato qui e questo contributo di Paolo, particolarmente centrato, meritava uno spazio particolare. [a.m.]

                                                                                                        10 novembre 2014

Vi racconto una storia.
Cinque o sei anni fa cambiai lavoro, e fui assunto in un ufficio pubblico. I miei vicini di lavoro, ma stavo per scrivere di banco tanto i rapporti diventarono da subito di amicizia e di cordialità, erano del Toro.

Sì, il Torino, la squadra di calcio.
A me non è mai fregato un cazzo di calcio, a me piace il ciclismo, a me piacevano Contador e Evans (altra storia, altri problemi, lasciamo perdere) ma alla domanda “Di che squadra sei?” io istintivamente risposi “Della Juve”.

Qualche parente juventino, amici al 90% juventini, e la tv trasmetteva le partite della Juve, mica quelle del Toro in Serie B. La mia seconda mossa fu ancora peggiore: osai dire che però il Toro mi era simpatico – brutto termine, lo ammetto – e che aveva una grande, spettacolare storia. Superga, gli eroi, la sfortuna, le radici popolari, una parabola che neppure a Hollywood, insomma di motivi ce ne sono a bizzeffe e in confronto la storia della Juve è piatta, è una merda, è solo la storia del compagno secchione di Mike Tyson o del ciclista fortunato amico di Marco Pantani.

Insomma, proposi un atto di non belligeranza e di rispetto reciproco, che tanto a me, lo ripeto e glielo ripetei, di calcio non me ne fregava un cazzo.
Non l’avessi mai fatto. La mia mano tesa era la mano di un killer, era un atto di superbia e di compassione non voluta, era il buffetto del prevaricatore sulla guancia del prevaricato, era lo sfottò inaccettabile di chi si sente talmente superiore da permettersi di apprezzare e concedere dei bocconi all’avversario.

Passai uno o due giorni a difendere la mia posizione di non belligeranza, poi rinunciai. Senza neppure sapere la formazione della Juve, diventai lo Juventino, il nemico.

Volevano un nemico? Eccomi pronto, a disposizione, e lo sarei stato per due bellissimi anni, anni in cui ci divertimmo un sacco a sfotterci l’uno con l’altro, e battibeccare su tutto, a litigare per finta, perché quello volevano i miei amici tifosi, quello era il loro unico modo di relazionarsi con il mondo esterno.

Il senso di questa storiella?

Anticipando quella che potrebbe essere la vostra prima mossa, vi chiedo di non mettere la parola Tradizionalisti (o Citrico, che mi sono fatto l’idea sia del Toro, ma forse mi sbaglio) al posto di Torino, perché verrebbero fuori solo dei gran casini e degli accostamenti non voluti.

Il senso di questa storiella è che il vino (e io l’ho capito solo nelle ultime settimane) è come il calcio: a un tifoso puoi dire quel cazzo che vuoi, ma tanto lui resterà della sua posizione, e se non hai esattamente la stessa divisa (stessa maglietta, stessi pantaloncini, stessi calzini, stesse scarpe) allora tu, che magari sei più vicino alla sua posizione di quanto lui possa immaginare, o addirittura hai la sua stessa posizione, sarai sempre suo nemico.

Odio incondizionato o amore incondizionato, non c’è terza via, “Con noi o contro di noi” diceva qualche anno fa George W. Bush (colpo basso).

Per quieto vivere non credo che starò al giochino praticato con successo con i miei colleghi di lavoro, più semplicemente (e tristemente) mi asterrò dal tifare Juve o Toro. E il Toro in questa storia, in questo preciso momento storico, sono i Barolo Boys, almeno su questo punto siamo tutti d’accordo, vero? 😉

11 Novembre 2014, ore 01:30

Post Scripum per andare a dormire tranquillo.

La mia amarezza, che trapela dalle ultime righe, non è data dalle critiche al film.

Peraltro non ne ho (abbiamo, il film è stato realizzato a quattro mani con Tiziano Gaia) neppure lette tante, forse perchè presi dal sentore di barrique nessuno si è soffermato sulle inquadrature o sul montaggio, nè mi sarei scomposto troppo perchè in fondo (come ho appena raccontato) fino a pochi anni fa facevo tutt’altro lavoro.

La mia amarezza deriva dalle critiche al tema stesso del film, alla scelta di fare questo film, alla fatto di aver voluto dare voce ai Barolo Boys, qualunque cosa avessero da dire.

E’ un concetto leggermente diverso, che vorrei spiegare: molti di voi (non mi riferisco a Federico Ferrero, e neppure ai soli lettori di Intravino, ma visto il grande successo del suo post ne approfitto per allargare il commento a tutti i winelovers) non ammettono la possibilità che si possa fare un  film su persone/storie/temi, vini in questo caso, che non rispecchiano le proprie posizioni (l’atteggiamento da tifoso di cui parlavo prima).

E’ l’idea del film in sé e per sé ( “Mi ha un po’ infastidito nel titolo”, per citare uno dei commenti che ho letto qui, oppure il “Sono già incazzato e ancora non l’ho visto” di Franco Ziliani) che fa discutere.

E io non voglio auto-assolvermi, ma..

Anzi, riformulo la frase: io mi auto-assolvo, poi fate voi come meglio credete e giudicatemi come credete, ma prima trovatemi 5 titoli di documentari (o anche di film) che siano altrettanto bastardi con i loro protagonisti, e mi renderete felice perché smanioso di vederli.

A un certo punto del film sono TUTTI contro i Barolo Boys, tutti:  la critica ama i vini dei tradizionalisti, il loro mentore Petrini volta loro le spalle e la stessa cosa fanno gli americani, la figlia di Elio si ritorce contro il padre, Marco de Grazia è in esilio in Sicilia (se volete leggerla così) come un novello Napoleone, Roberto Voerzio si dissocia, il gruppo di amici è esploso e la sola Chiara Boschis tiene viva la bandiera dell’entusiasmo, mentre Marco de Grazia afferma che nessuna rivoluzione è destinata ad avere successo e Elio Altare cerca nuova gloria e motivazioni alle Cinque Terre.

Allora (per citare Petrini) mi chiedo: ma di che cosa stiamo parlando?

Dovevo (dovevamo, io e Tiziano Gaia) farli morire per rendervi felici? Spiacente, impossibile, sono tutti ben arzilli, per fortuna.

Dovevo  (dovevamo, io e Tiziano Gaia) dare il triplo dello spazio a Bartolo, a Citrico o all’amica Maria Teresa? Spiacente, il film era sui Barolo Boys.

“Basta ades’, l’ai già parlà trop!”

 

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

15 Commenti

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Francesco Garzon

circa 5 anni fa - Link

Si produce un film, emergono critiche di vario peso e natura. La chiarezza della luce di questo post non può che far dipanare quelle che sono solo ombre e non sostanza nelle critiche di questo film (di cui anche io ammetto di essere stato pervaso). Tifoso Juventino, più in questa accezione che nella vita!

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Stefano Cinelli Colombini

circa 5 anni fa - Link

Non capisco di cosa lei si lamenti, nel post precedente ha detto che la prima proiezione è stata accolta da applausi generali e qui su Intravino (e quasi ovunque sui blog vincoli) c'è stata una bella analisi molto pacata e tranquilla. D'altronde nessuno paga un biglietto per un'ora e mezzo di filologia slava o di alghe fossili del giurassico, per cui se lei non avesse pensato che l'argomento era appassionante e controverso non l'avrebbe mai scelto per fare un film. Direi, al contrario di quanto lei scrive, che proprio l'assenza di un clima da stadio dimostra che quello dei Barolo Boys ormai è un fenomeno storico ampiamente metabolizzato e ormai non più fonte di polemiche.

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paolo casalis

circa 5 anni fa - Link

Gentile Stefano, mi costringe subito a sottrarmi alla promessa di restare spettatore esterno ;) Ci tengo però a precisare, perchè il mio non sembri il moto autonomo di un malato di protagonismo o uno sbuffo immotivato di lamentele, che quanto lei ha letto è solo la ri-proposizione (richiestami da Intravino, e da me accettata di buon grado) di uno tra i tanti commenti al post dell'amico Federico Ferrero, in cui avevo cercato di fare il punto e di rispondere in un colpo solo a più critiche, considerazioni, giudizi. Sul fatto poi che il clima non sia da stadio (certo non alle proiezioni pubbliche, in cui il film incontra un pubblico più generalista, ma in altri contesti, soprattutto 2.0) mi permetta qualche dubbio.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 5 anni fa - Link

Caro signor Casalis, mi spiace doverla contraddire ma le polemiche "calde" in questo momento riguardano i vini naturali, i tappi sintetici o la zonizzazione, su quelli c'è veramente la rissa e volano insulti. Tra modernisti o meno ci siamo scannati, complici gli interventi non proprio neutrali di quei se-dicenti arbitri che sono i guidaioli, ma ormai è roba passata; certo, qualche giapponese nella giungla che non sa che la guerra è finita c'è sempre, ma sono poca cosa. Ed è davvero finita per l'ottimo (e banale) motivo che il presente dei grandi vini è nato dall'intero suo passato, e che le buone cose fatte da entrambi hanno generato quello che siamo ora. Certo per la parte vino c'è molto di più del portato dei tradizionalisti e nella comunicazione e nel marketing molto più dei nuovisti, ma alla fin fine l'oggi è un ibrido. Se non ci crede provi a fare un film sui vini naturali, e poi vedrà davvero il tifo da stadio! Ma lo faccia domani, non quando ogni passione è spenta.

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carolain cats

circa 5 anni fa - Link

qualsiasi cosa si faccia è soggetta a critiche, e volente o nolente dobbiamo accettarle col sorriso (salvo poi sfanc***ulare dentro di noi, e a volte fuori). non ti conosco e non ho ancora visto il film, quindi non posso dire che sia ben fatto, mal fatto, con riprese stupende o sommarie; ti ringrazio per aver raccontato una storia, questo si. e non sono tifosa di nessuna fazione, anche se sono molto, molto, amica di qualcuno. detto questo, c'è sempre chi sta di qua e chi di la del fiume, pippozzi e prese di posizione compresi. sta a te difendere tuo figlio... te lo dice qualcuno che sente anche di peggio che i commenti dei tifosi verso i suoi figli. ps: cercherò di guardarlo, il film e magari di conoscere di più la storia.

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Marco

circa 5 anni fa - Link

Bel post! Non posso che sottoscrivere al 100%.

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Marco

circa 5 anni fa - Link

Dimenticavo: il film è davvero bello, avrei giusto evitato le scene con la banda del paese e avrei fatto vestire Bastianich diversamente

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Il consumatore

circa 5 anni fa - Link

Bastianich sentenzia " tutto é ancora avvolto nella nebbia". Quale nebbia ? Ripeto, fino ad annoiare, il titolo, la Rivoluzione probabilmente l ha, nno fatta solo a casa loro. Si, Bartolo meritava 1 minuto in più. Chi non lo conosce, dal film penso non abbia capito chi fosse e cosa rappresentasse quello sfortunato anziano accompagnato dal depositario della Verità.

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Raimondo Navarro

circa 5 anni fa - Link

la nebbia, qualcuno ha scritto, é solo nella testa di Bastianich, che con il Barolo e la sua storia c'entra come i cavoli a merenda...

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Raimondo Navarro

circa 5 anni fa - Link

visto che "l'innominabile", ovvero F.Z., uno dei pochi giornalisti che abbia criticato, ed in modo circostanziato, il documentario Barolo boys, viene citato, sarebbe interessante sentire il suo punto di vista in merito all'intervento di Paolo Casalis. Non vi sembra?

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Raimondo Navarro

circa 5 anni fa - Link

curioso il post scriptum delle ore 1.30 di stanotte di Casalis. Intorno a mezzanotte l'innominabile, ovvero F.Z., twittava: "stasera mi sono riguardato quel piccolo capolavoro di Langhe Doc http://www.langhedoc.it/film.html Questo ha un senso non Barolo boys @baroloboysmovie". Una coincidenza temporale che fa pensare, no? :)

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Renato

circa 5 anni fa - Link

Una storia di vino e di calcio. Questo accostamento vino e calcio mi consente di raccontare un pezzo della mia vita, per la noia di molti lettori di questo blog. Amo moltissimo l'accostamento tra il nettare di bacco e lo sport più bello del mondo. Premetto tifo AS Roma. La mia prima foto con la maglietta della magica è datata estate 1963 (qualche mese dopo la mia nascita); a quell'epoca non esisteva il merchandising per cui la maglia era stata cucita da una zia sarta. Peccato perchè la foto, dato il periodo, è in bianco e nero, colori che non amo moltissimo, sportivamente parlando. Contestualmente sono immortalato all'età di 15 mesi con in mano una bottiglia di Chianti Classico e sembra che il ciuccio inzuppato nel vino fatto da mio nonno (Veneziano DOC) sia stato all'ordine del giorno. Questa doppia passione dura da oltre 50 anni. Con la magica le soddisfazioni sono state decisamente poche ma l'amore per il vino mi ha ripagato tantissimo, compreso il diploma da Sommelier e diverse attivià in questo settore. Un aneddoto. Molti anni fa una partita della Roma coincideva nello stesso giorno di un servizio da Sommelier. Non potevo e volevo mancare a nessuna delle due. Partita della Roma alle 15.00 e servizio alle 18.00 nei pressi dello stadio olimpico. Ho assistito alla partita vestito da Sommelier... non sono passato decisamente inosservato. Forza Roma e Prosit!

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Alessandro Morichetti

circa 5 anni fa - Link

Ho scoperto solo stasera che la foto di copertina suggerita da quel briccone di Paolo Casalis è ad alto tasso di tifo e se finisce in un forum granata qua non la raccontiamo :D

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Frank

circa 5 anni fa - Link

Direi proprio di no, si tratta del gol fatto da maresca nel derby del 2002 esultando alla "Ferrante", un paio d'anni fa rifiutò pure un trasferimento al toro, quando torna a giocare a torino contro la juve da avversario è sempre standing ovations per lui. Una foto non casuale direi. Mi dovrò comprare il film sui Barolo Boys prima di fare qualche commento, ho ancora nel cuore e negli occhi il film Langhe doc, meraviglioso.

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Raimondo Navarro

circa 5 anni fa - Link

Frank, se ha amato il suggestivo Langhe Doc, veramente un piccolo capolavoro di poesia, credo che non avrà le stesse emozioni dalla visione di Barolo boys... Però se vuole documentarsi e beccarsi la faccia triste del guru Altare e le sue dichiarazioni, se lo procuri e poi ci faccia sapere se le sembra un documentario opera dello stesso autore di Langhe Doc. Dr. Jekyll & Mr. Hyde? :)

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