di | mer 22 mag 2013 ore 14:26
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Porto Cervo, la degu
Mare di bianchi

Bianchi da Porto Cervo per la vostra estate. Il ritorno del Vermentino

Reduci da una scintillante e bagnata edizione del Porto Cervo Wine Festival, vi raccontiamo un po’ di bianchi da questa regione in mezzo al guado. La Sardegna sta tra mercato e artigianato, e soprattutto tra vini da turista e vini veri di territorio. La manifestazione si è rivelata una sorpresa piacevole, ben studiata (senza un euro di contributo pubblico), con tempi giusti e ovviamente nella più splendida cornice che si possa immaginare. Tra le aziende invitate (31 sarde e 31 nazionali, quelle che più facilmente trovano spazio nei ristoranti della Costa Smeralda: Supertuscan, Veneto, Franciacorta e Piemonte) c’erano alcune chicche, conferme storiche e grandi player del mercato. Assaggiarli assieme è stato piuttosto definitivo, per confrontare lo stato di salute dei vini isolani.

Sempre distintivi i Vermentino della Gallura, con alcune new entry di livello e conferme interessanti, anche se non tutti riescono a staccare come dovrebbero gli altri Vermentino dell’isola per eleganza e finezza. In generale lo sforzo di andare oltre il “compitino” si sente, ma sono davvero tante le ingenuità nell’uso del legno e l’eccesso di riduzione di molte proposte. Sulla carta la Sardegna può dare ancora molto al suo vitigno bianco principale soprattutto quanto a tipicità delle varie zone. Di certo sono stati fatti molti passi avanti rispetto ad anni fa, sia nel campo della definizione del vitigno, sia nel tenerlo quasi sempre lontano da contaminazioni internazionali con altre uve. Tanti i metodo classico, ma tutti piuttosto deludenti, al punto che ci domandiamo se valga la pena sforzarsi tanto in questa direzione.

Cantine Sardus Pater AD 49. Questo Vermentino metodo classico esibisce pesca e timo, è compresso e duro, non mostra grande dinamica. 77

Cantina Tani Taerra Vermentino di Gallura 2012. Squillante e minerale, dalla bocca strepitosa e succulenta; un vino che dona serenità e vita a chi lo beve. 86

Giovanni Cherchi Vermentino di Sardegna Tuvaoes 2012. Appena fumè, con erbe aromatiche, salvia, timo e tanti fiori bianchi; bocca che ha frutta, sapidità e mare in un finale di lemonsoda sottile e penetrante; delicato ma carismatico. 88

Maìa Siddura Vermentino di Sardegna 2012. Fresco e diretto, nota vegetale tra sauvignon e menta, talco e ginger; la bocca è compressa, sapida, ma l’alcol fa capolino – solo un attimo; poi riparte il mare e l’emozione. 87 (vincitore del premio “Cantina Emergente del Festival” in degustazione cieca).

Sella e Mosca Terre Bianche Torbato 2012. Sapido e insinuante, con veste dorata, frutta a pasta gialla e ginestre; rimane sotto traccia ma è molto singolare, marino, dissetante. 84

Contini Mamaioa (coccinella) Vermentino senza solfiti 2012. Timo e rosmarino, pesca bianca appena velata, sambuco; bocca sapida con poca lunghezza ma convincente e naturalmente fruttata. 84

Contini Karmis Vermentino 2012. Dolce e ruffiano ma molto intenso e mediterraneo, agrumato e ricco. 86

Quartomoro di Sardegna Z Vermentino. E’ un 2011 “rifermentato con la vendemmia 2012″. Non filtrato, mostra pompelmo e menta, salvia e tono citrino; non lunghissimo, duro, ma saporito. 81 

Quartomoro di Sardegna Q (da magnum). 24 mesi sui lieviti, intenso e carnoso di pesca, bel finale balsamico e salino di mandarino. 87

Cantine Su Entu Vermentino di Sardegna 2012. Esile ma floreale e balsamico; bocca fresca e carnosa più che il naso; finale ruffiano. 83

Cantine Su Entu Vermentino + 2011.  Versione con passaggio in legno che dà stranamente una nota più rocciosa, ma anche una bocca con nocciola e vaniglia e un finale pesante. 79

Cantine Su Entu Vermentino Charmat.  Semplice e floreale bianco; bocca che va sull’amarognolo, però piacevole. 76 

Cantina di Gallura Piras Vermentino di Gallura 2012. Arioso e leggero, salvia e biancospino; bocca dal grande grip e saporosità, finale agrumato, piacevole. 85

Cantina di Gallura Genesi Vermentino di Gallura 2011. Tanta energia e croccantezza, sale e sole, pesca e ginestra, agrumi e salvia, pietra focaia; bocca stupenda e profonda come la roccia. 93

Cantina di Gallura Balajana 2010 Colli del Limbara Vermentino. Con un affinamento in legno ben interpretato, ha vaniglia leggera e nocciola che affiancano il classico agrume, e cenno balsamico dell’uva. 82

Cantina di Gallura Canayli 2012. Emblematico e ricco, floreale ma semplice e immediato, grande rapporto qualità prezzo. 86

Capichera Vigna Angera. Grande salinità, croccante di arancio e lime, anche nel finale molto lungo. 87

Capichera 2011. Meno esagerato di altri anni, si presenta salato e solare, con predominanza di erbe aromatiche e miele, bocca lunghissima e profonda in cui riemergono a turno tiglio, pesca, salvia e nocciole. 91

Capichera 2011 VT. Vinificato in barrique con uve da vendemmia tardiva, mix inconsueto di agrumi e pepe bianco, ma la bocca rimane fresca e carnosa. 88

Capichera Santigaini 2009. Uve raccolte a ottobre, passaggio in legno che si avverte, nota verde e di pompelmo; bocca ricca e solare ma un poco “tirata”. 86

Cantine Massidda Cannisonis 2012. Incenso e timo, salvia e pompelmo, bocca tirata e amarognola ma d’impatto. 81

Cantine Massidda “Tutto iniziò così” 2011. Legno che schiaccia un poco il frutto anche se in bocca non domina, ma neppure esalta. 82

Cantina Pedres. Elegante, snello e intenso, grande personalità che si rivela piano piano con i vari sorsi d’assaggio, un campione di eleganza ma che gioca a fingersi semplice; bel vino e grande conferma. 91

Cantina Pedres Dallaterra Isola dei Nuraghi 2012. Fruttato e citrino, simpatico ma poco più. 78

Cantina Pedres Brut. Mela verde e ribes bianco, bocca sapida con buona lunghezza e finale agrumato; interessante, forse il miglior metodo classico isolano da vermentino – ma non ci vuole poi molto. 83

Argiolas Iselis 2012. Da uve nasco e vermentino: tono citrino, ribes bianco, pesca; bocca simpatica. 80

Argiolas  Vermentino Merì 2012. Vinificazione a freddo, vendemmia anticipata, pesca bianca e rosmarino; bocca un poco saponosa, finale di agrumi. 82 

Argiolas Is Argiolas Vermentino 2012. Solare e radioso, pesca pepe e ginestra; bocca di cuore e polpa, bel finale anche se su toni maturi e massicci. 89

Argiolas Costamolino is Solinas Argiolas Vermentino 2012. Naso dimesso ma suadente, marino e di pesca bianca; bocca che punge poco ma che è sapida quanto basta per far ben sperare in un’evoluzione che gli renda giustizia. 85

Argiolas  CerdeÑa Vermentino 2011. Legno per la vinificazione e l’affinamento: ricco e corposo; bocca quasi addolcita e vanigliata. 83

Tenuta Masone Mannu Vermentino di Gallura Petrizza 2012. Lieve caseico, poi pesca gialla e ribes bianco, salvia e timo; bocca fresca, finale veloce. 83

Tenuta Masone Mannu Costarenas Vermentino di Gallura Vecchia vigna 2011. Minerale e sapido, gelsomino e menta; bocca molto elegante, bellissimo finale: puro gallurese, soffice e distaccato. 88

Jankara Vermentino di Gallura 2011. Da una vigna a 300 metri a San Leonardo, è arioso e delicato ma affascinante: erbe aromatiche e pesca, agrumi e gesso; bocca sapida e rocciosa. 88

Jankara Vermentino di Gallura 2012. Esplosione di roccia e sale, pesca e pompelmo rosa, arancio e timo; bocca ancora in divenire: elegante e saporito, tra i migliori dell’isola. 93

Agripunica (Tenuta San Guido) Samas 2012. Tappo a vite e veste splendida, con una renana che si fa notare e una veste molto billionaire total white. E’ da poco in bottiglia ed è un poco compresso ma scalpita di materia e salinità; da seguire. 87+

Santadi Kyanos Vermentino Tenute Soletta 2012. Agrumato e stuzzicante, mandarino e zagara; bocca un poco amaricante ma fresca e incalzante. 84

Santadi Vermentino 2012 Cala Silente. Sapidità e classe, salvia e menta, agrumi leggeri, cappero e robinia; bocca serrata e citrina, ariosa e tesissima, da aspettare ma già notevole. 87

Barriu Sciala Arzachena 2012. Arancio pompelmo e zenzero, bocca di spessore, croccante e mentolato, finale arioso ma intenso. 91

Lugure Sardus Pater Vermentino di Sardegna 2012. Da Sant’Antioco, tanta pesca, salvia e mare, molto tirato e tiolico, sfocia nel peperone e nel bosso ma in bocca mantiene le premesse e chiude negli agrumi. 86

Pala Stellato Vermentino 2012. Menta, pesca bianca e sale; bocca con alcol evidente che stona un poco. ma l’insieme è godibile e succulente. 85

Paglia Sardinia Wine Vermentino Del Sud Sardegna 2012. Prodotto dall’ex socio di Mesa, Daniele Pintus, è fine, delicato con un agrume presente, mandarino e tiglio; bocca di pompelmo, affilata ma non lunghissima. 84

Mora E Memo “Tino” Vermentino 100% 2012. Pesca e lime, bosso e suggestioni agrumate, pettinato, con chiusura amarognola ma bello il corpo e l’estrazione. 84

Mora E Memo Sur Lie Vermentino 100% 2012. Carnoso e molto estrattivo, succulento, con tanta frutta gialla come pesca e mela; in bocca si apre e rivela una certa sostanza. 83

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11 commenti a Bianchi da Porto Cervo per la vostra estate. Il ritorno del Vermentino

  1. avatar sronconi

    Il Kyanos o è di Santadi o di Soletta!

    • abbiamo inviato un dispaccio all’autore del refuso, affinche’ chiarisca. il fatto che ci sia qualcuno che si legge tutto ci commuove sempre.

    • Scusatemi, Kyanos è di Soletta

  2. avatar natio guarracino

    Ma il funtanaliras?
    Ottimi surrau e capichera!

  3. avatar Maurizio Valeriani

    per Capichera immagino volessi dire Vigna ‘ngena e poi per Argiolas intendi il Costamolino immagino perchè l’IS Solinas è un vino rosso

    • “Capichera” intendo il “Capichera” classico, il grand vin per Is Solinas hai ragione tu, intendevo il Costamolino

      • avatar Maurizio Valeriani

        Di Capichera tu citi in realtà due vini, uno è il Capichera “classico” e l’altro che tu chiami “Vigna Angera” si chiama Vigna ‘ngena

  4. avatar Maurizio Valeriani

    per quanto riguarda “Barriu Sciala” non capisco a cosa ti riferisci. Se ti riferisci a Vigne Surrau come immagino loro fanno 3 Vermentino: uno base che si chiama Branu, poi lo Sciala e poi lo Sciala Vendemmia Tardiva (quest’ultimo nell’annata 2012 è spettacolare)

    • Mi riferisco allo Sciala , l’unico presente in degustazione, grazie della precisazione!

  5. avatar Marco Delugas

    Io credo che sul metodo classico valga la pena provarci. D’altronde se Dom Perignon non ci avesse provato ora non si avrebberò i grandi champagne e di certo le prime annate non davano i grandi risultati che abbiamo ora. Credo che sia bene sognare, perchè poi quando i risultati si hanno, la soddisfazione è quadrupla. Io in alcuni metodo classico ho trovato delle belle sorprese, sia a Porto Cervo che al Wine Day a Cagliari: chi vivrà vedrà!

    • avatar Giuseppe Z

      Credo anche io che sul Metodo Classico sia bene riprovarci, e continuare fino a raggiungere l’obiettivo desiderato. La Sardegna con la varietà dei suoi Vermentino è senz’altro in grado di ottenere grandi e sorprendenti risultati!

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