Sicilia en Primeur 2012 | Tutti gli assaggi, parte prima. I vini bianchi

di Andrea Gori

La Sicilia è l’unica regione nel mondo del vino ad avere non solo molti genius loci ma anche un grande genius saeculi. Prendiamo a prestito questa affermazione tratta dall’interessante seminario di Attilio Scienza sulla viticoltura isolana e le sue prospettive future per descrivere la prima impressione che ci hanno dati gli assaggi di Sicilia En Primeur, manifestazione di Assovini (circa 60 grandi e piccole realtà siciliane in totale di cui 28 che partecipavano all’evento), occasione unica per gettare un occhio d’insieme sulla situazione.

Tanti i giornalisti provenienti dall’estero, pattuglia italiana volutamente ridotta, e del resto la componente “en primeur” in realtà è poca cosa rispetto alla possibilità di spaziare nei tre angoli dell’isola e confrontarsi vis-à-vis con i produttori. Il banco di assaggio metteva a disposizione circa 200 vini con servizio sommelier (buono), oppure ai tavoli dei produttori comodamente seduti si poteva approfondire la questione. E attorno a questa 3 giorni, per mostrare le meraviglie siciliane, c’erano tour mirati verso Marsala, Noto, Vittoria e ovviamente Etna cui era dedicato un giorno intero. Qui la sede di tutto era l’Etna Golf Resort, scelta azzeccata; non c’è stato giornalista che non sia passato a farsi risistemare la mascella dopo i panorami, i paesaggi e le vigne mozzafiato fino a quota mille.

Torneremo sui viaggi per l’isola prossimamente , intanto ecco gli assaggi dei bianchi. La seconda parte vedrà i rossi etnei e i  rossi resto dell’isola assieme ai vini dolci (tra cui lo spettacolare Aegusa 1952 di Florio, disponibile alla modica cifra di 900 euro in enoteca).

Bianchi 2011 e 2010
L’assaggio dei bianchi isolani mette subito in chiaro diversi aspetti: ovvero che gli internazionali ancora regnano, con alcune new entry come viogner piuttosto promettenti e uno chardonnay che si può dire abbia ormai assunto un profilo “siciliano”, caratteristico ed invitante. Sul versante autoctoni il catarratto ha preso il ruolo di vino minerale, asciutto e diretto, con alcune prove di pregio; l’inzolia è l’accattivante e il ruffiano del gruppo, e il grillo resta come piacevole outsider, che però raramente diviene indimenticabile. Cambia il discorso sull’Etna dove il carricante è indisturbato e regala emozioni notevoli, quasi sempre con trasparenza alta nei confronti del terroir.

Archineri Pietradolce Etna Bianco 2010
Affumicato gentile ma rabbioso dentro, agrumi e sale, bel finale. 84
Arianna Occhipinti sp68
Bianco albanella moscato. Moscato molto spinto, delicato, carezzevole, intenso, bocca sapida polverosa e particolare, schietto e diretto. 82
Barone di VillaGrande Etna Bianco Superiore Carricante 2011
Sapido minerale e agrumato, bocca affumicata appena, e citrina. 81
Etna Bianco Graci quota 600 2011
Floreale ispido e d’altura, fior di mela , bocca dove affiora pesca bianca e susina, bel finale. 84
Baglio di Pianetto 2010 Viogner
Limone e pesca, albicocca e iodio, bocca lieve delicata e con tocco di miele d’acacia, finale arancio. 85
Baglio di Pianetto Insolia Y 2011
Arancio e acacia, bocca piena, molto ricca, finale croccante. 81
Baglio di Pianetto 2011 Ficiligno 2011
Inzolia e viogner, nocciola e citrino, sapido, bene; bocca molto curiosa. 84
Cusumano Ngimbè 2011
Inzolia, chardonnay: roccioso, sapido e appena citrino, lime e kumquat, bocca piena rotonda manca un poco di sapidità. 82
Caruso e Minini Isula IGP Sicilia 2011 (Marsala) Catarratto
Talco e floreale, bocca che aggiunge gelsomino, delicato. 78
Settesoli Seligo 2011 Grecanico Viogner
Gessoso e agrumato, bocca molto dritta e sapida, finale veloce. 77
Settesoli Santannella 2010 Fiano Chenin Blanc
Grasso e ricco ma piacevole, ginestra e lime, menta, finale interessante anche se un poco acidulo. 80
Caruso e Minini Timpune 2011 Grillo
Floreale bianco e giallo, fresco, succoso, bocca niente male un poco strozzata. 79
Cottanera Etna Bianco 2011 Carricante Catarratto
Talco menta e salvia, bocca affumicato con caramello al limone, bocca con un poco di calore. 83
Anthilia Donnafugata 2011 Catarratto
Timo e acacia, mandorla, bocca gustosa, simpatica. 83
Cos Pithos 2010 Grecanico
Floreale passito giallo, bocca spenta con finale delicato. 74
Cos Ramì 2010 Inzolia Grecanico
Ampio e mielato, arancio candito, bel finale, equiibrato. 80
Archineri Etna Bianco 2011
Sapido e rabbioso sotto, bella energia, bel finale etneo ormai “classico”. 86
Feudo Arancio Dalila Grillo Viogner 2010 IGT Sicilia
Fresco, piacevole, ma scivola veloce. 78
Donnafugata Vigna di Gabri 2010 Dop Contessa Entellina
Ansonica sauvignon chardonnay catarratto, sapido marino, agrumato, bocca equilibrata e fresca. 82
Feudo Maccari Grillo 2011
Lieve semplice, marino e sapido, bocca agrumata e floreale tiglio. 78
Cusumano Cubìa IGP Sicilia 2010 Insolia
Alpenliebe e mou, strano, floreale, bocca piatta forse andato. NC
Cusumano Jalè Chardonnay 2010
Nocciola burro e agrumi, stile classico siciliano meno pesante del solito ma non freschissimo. 78
Feudo Principi di Butera Inzolia 2011
Arancio e succo di lime, finale integro e sapido. 79
Benanti Pietramarina Etna Bianco 2007
Acqua piovana, fiori secchi, menta, talco, bocca gessosa. 81
Feudo di Butera Chardonnay 2011
Acacia ginestra, tropicale e burro, bocca di gusto e soddisfazione. 82
Firriato Cavanera Etna Bianco 2011
Appena fumè, lime leggero, sapido e citrino, non lunghissimo. 78
D’Alessandro Sicilia IGP Inzolia 2011
Fior d’arancio e mela rossa, intenso e appagante, pesca bianca e spertico appena, bel finale. 83
D’Alessandro Grillo IGP Sicilia 2011
Rapido fresco e simpatico, mentolato nel bel finale. 82
A’Puddara 2010 Etna Bianca Tenuta di Fessina
Antipasto di mare completo dal lime all’ostrica nel finale e nel mezzo tutte la variazione tra mare e cielo passando dal vulcano, grande. 92
Corvo Bianco 2011 Insolia Grecanico
Talco menta e nota agrumata, lieve ma bocca persistente. 80
Duca Salaparuta 2011 Insolia Chardonnay
Appena strozzato, mandarino e ananas, finale sapido. 78
Barone di Villagrande Carricante Chardonnay IGT 2010
Burro, noci e agrumi, bocca sfaccettata dove il legno si allenta ma manca un poco di corpo. 78
Barone di VillaGrande Salina Bianco 2011 IGT Malvasia delle Lipari Rucignola
Cappero, floreale bianco, citrino fresco, bocca sapida e fresca. 87
Feudi del Pisciotto Grillo Carolina Marengo 2010
Nota tropicale, banana, floreale, ricco e opulento, bocca grassa, non tipicissimo ma rotondo e carnoso. 80
Planeta Carricante e Riesling 2011
Affumicato, sapido, albicocca e more di gelso, bocca asprigna ma interessante; citrino ma da aspettare. 83
Planeta Cometa 2011
Note leggermente passite, thè bianco, ginestra, bocca di agrumi canditi, nocciolina, particolare. 83
Tasca d’Almerita Leone 2011 Catarratto, Pinot Bianco, Sauvignon, Traminer Aromatico
Sfaccettato e particolare, affumicato, bocca molto ricca divertente e curiosa. 84
Tasca d’Almerita Mozia Grillo 2011
Appena sassoso, floreale delicato, bocca agrumata 78
Tasca d’Almerita Nozze d’Oro 2010
Ricco ma fine, talco, kumquat e mandarino, bocca lunghissima e suadente. 86
Feudi del Pisciotto Alberta Ferretti Chardonnay 2010
Fresco e gessoso, bocca un poco candita, finale leggermente stucchevole. 78
Benanti Etna Bianco 2010 Bianco di Caselle
Non molto incisivo, delicatamente minerale e agrumato, semplice. 79
Benanti Edelmio 2010 carricante e chardonnay
Incenso e gelsomino, soffice e agrumato, bocca niente male ma poco personale. 81
Feudi del Pisciotto BGurra di Mare Tirsat 2011 Chardonnay e Viogner
Dolce e marino, albicocca e pesca gialla, bocca snella finale carino. 81
Sallier de La Tour 2011
Accattivante, sapido già dal naso, sfaccettato e fresco, finale di agrumi e menta. 81
Tenuta di Fessina Nakone Chardonnay 2011
Affumicato, delicato, agrumato e deciso, bocca sapidissima, croccante. 83
Rapitalà “Grand Cru” 2010
Dalla zona di Alcamo, fresco media persistenza, legno appena, ampio, non lunghissimo. 80
Planeta Chardonnay 2010
Grande classico, nocciola burro agrumi, bocca incredibile minerale, agrumata miele zafferano e iodio. Saremo monotoni, ma noi continuiamo a berlo. 88


Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

23 Commenti

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gian paolo

circa 7 anni fa - Link

Se posso permettermi un consiglio , ho degustato alla mostra dei vignaioli trentini un grande vino bianco -mi sembra cataratto..però potrei sbagliarmi visto la mia poca memoria scusa :) -vinificato da Mattia Filippi , un ragazzo giovane trentino, ma un enologo con due ...oni sotto grandi così!!!è un vignaiolo errante ,ma secondo me la via l'ha trovata prima lui di tanti altri!ciao GP

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Tommaso

circa 7 anni fa - Link

Gurra di Mare, non Burra ;) Ma come al solito i tuoi post sono puntuali, rapidi, precisi. Chapeau!

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Andrea Gori

circa 7 anni fa - Link

grazie Tommaso! meno faticoso che al solito, grandi posti e organizzazione "continentale"

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Tommaso

circa 7 anni fa - Link

Sottoscrivo e per dare un'idea di dove si è svolto l'appuntamento aggiungo questa foto dei campi da golf del Picciolo con Etna innevato sullo sfondo: http://a4.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-prn1/543618_10150724129144473_665424472_9535049_1641564837_n.jpg (spero il link funzioni!)

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Simone e Zeta

circa 7 anni fa - Link

Leggendo tra le righe dei tuoi punteggi ho come la sensazione che tranne i 2/3 casi, in cui ti sei trovato davanti dei grandi bianchi, l'intera batteria non sia riuscita a trasmetterti entusiasmo ed energia.

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Andrea Gori

circa 7 anni fa - Link

in effetti non si è goduto molto...diciamo che i vecchi schemi ormai sono un poco logori (anche se molti sono eseguiti benissimo) e la deriva autoctona, Etna a parte, per ora non ha generato grandi capolavori. Ma sono fiducioso che Inzolia giocata meno piaciona e Catarratto con più impegno sapranno dare gioie in futuro.

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esperio

circa 7 anni fa - Link

Sono piu che convinto che in Sicilia le uve bianche autoctone non daranno mai origine a grandi vini; bisogna accettarli ed appezzarli per quel che sono. Hai voglia ad allenare un mulo alla corsa, non potra' mai competere con uno stalone irlandese.

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Francesco Fabbretti

circa 7 anni fa - Link

ha ragione, vincerebbe il mulo in quanto gli stalloni non sono adatti alla corsa... i cavalli da corsa sono "castroni".. come la sua è una castroneria

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tenax

circa 7 anni fa - Link

adoro quest'uomo se fossy gay gli chiederei la mano

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esperio

circa 7 anni fa - Link

Egregio e irascibile fabretti, la conosciamo la vera funzione dello stallone, ma in questo caso era stato menzionato per enfatizzare un paradosso. Che castronamente lei non ha captato. Pazienza. E senza rancore. Per quanto riguarda riguarda le uve bianche siciliane, a parte il grecanico (garganega veneta), il carricante delle falde etnee e moscato-zibibbo-malvasia, il resto e' composto da uve che scadono in qualcosa e richiedono l'uso di acidificanti o l'aggiunta delle cosidette uve internazionali per dare vini di un certo pregio. Tutto qua.

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Francesco Fabbretti

circa 7 anni fa - Link

Arrampicarsi sugli specchi cosparsi di olio è dura.... nevvero?

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Francesco Bonfio

circa 7 anni fa - Link

I cavalli da corsa, sia al trotto che al galoppo, possono essere castroni, ma possono anche essere integri ed in tal caso possono diventare splendidi riproduttori (cioè stalloni). Per esempio Varenne...

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Tommaso

circa 7 anni fa - Link

aggiungerei all'Inzolia e al Catarratto, anche il Grillo. Questa settimana ho assaggiato un Grillo dell'azienda Baglio del Cristo di Campobello "Laluci“ e devo dire che sono molto d’accordo su quanto scrive di questo vino Fabio Magnani, (questo vino riempie i polmoni con profumi minerali di sale, acqua di mare e di mandorle fresche.Nitido,preciso, lunghissimo e ricco di odorose complessità fruttate e floreali. Al palato mantiene una bellissima tensione gustativa con una freschezza quasi dissetante. Di elegante sapidità. Intenso e molto persistente, ricco di contrasti aromatici). Un vino davvero eccellente. Se lo trovate, vi consiglio di provarlo.

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Portale Del Vino

circa 7 anni fa - Link

Consiglio a tutti l' asssaggio dell' Etna Bianco dei Vigneri di Salvo Foti. Assolutamente uno dei grandi bianchi italiani.

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attoadivenire

circa 7 anni fa - Link

Confermo e quoto il Portale del Vino, ne mancano di Signor vini in questa, (Vinujancu) Lista Aggiungerei anche l'Ante dei Custodi dell'Etna....e il buoniissimo Bianco Pomice della Tenuta di Castellaro....sono i limiti delle manifestazioni del vino :)

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Andrea Gori

circa 7 anni fa - Link

però dài almeno secondo me per avere una idea delle potenzialità della Sicilia l'insieme delle aziende era piuttosto rappresentativo! tieni conto che c'erano più di 50 giornalisti da tutto il mondo più una nutrita pattuglia italiana. Quasi tutti hanno detto che ritorneranno soprattutto sull'Etna per approfondire...

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Francesco Fabbretti

circa 7 anni fa - Link

Andrea su, stavolta hai avuto il braccino corto. E' vero che mancavano moltio vini che "fanno la differenza" ma dire che l'SP68 bianco è giocato molto sulle note del moscato mi da l'idea di un briciolo di disattenzione: lo vendo, lo bevo e lo ribevo e lo conosco come le mie tasche. In generale comunque confermi la mia idea: per un toscano, se il vino 'un è toscano è bono punto. Non mi trovi invece daccordo sul chardonnay, sauvignon e viognier: non hanno preso niente della sicilia (io ci ho passato le mie estati per cinque anni e non solo al mare), Genius Loci nemmeno l'ombra..... fosse per me quei vigneti li estirperei tutti.... ma, come dire, non bisogna toccare i padroni delle ferriere

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Andrea Gori

circa 7 anni fa - Link

il braccino corto forse dipende che l'anteprima cadeva in giorni "foglia" e quindi i meno adatti ad apprezzare i vini, steineriamente parlando... Quell'Sp68 sapeva molto di Moscato, che ti devo dire? Non ti mettere anche tu nel novero degli adoratori a prescindere di Arianna, pliz!!! Ho cercato di salire sul vulcano senza paraocchi e cercando di parametrare sui migliori vini toscani e piemontesi mettendomi in ottica internazionale ma neanche troppo e questi sono i risultati. Quanto agli internazionali, a me lo Chardonnay pare abbia raggiunto una sua tipicità siciliana che poi può piacere o no. Gli altri vitigni sono indietro e potrebbero anche non portare nulla di buono, vedremo...

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Francesco Fabbretti

circa 7 anni fa - Link

Mah, guarda, sull' sp68 bianco concordo con il tuo punteggio, centesimo più centesimo meno. in generale invece hai avuto il braccino corto.... forse era colpa di steiner. Quanto allo sciardonè.... finchè il Signore onnipotente non farà sparire (Zak!) la Borgogna e tutti i suoi bianchi (partendo dall'ultimo village) qualsiasi tentativo di replica è depennato a scarsa imitazione. Come direbbero i vecchi Articolo 31 "Che ce ne facciamo di Zucchero, se abbiamo già Joe Cooker?" io sono sull'insistenza sul vitigno storico a prescindere (inutile parlare di viognier o sauvignon con me.... sarò limitato) e a un buon viognier preferisco una minnella anche con un 2/3 centesimi in meno di punteggio. Concordo sull'inzolia come ruffiano, sul catarratto come minerale e sul carricante come padrone incontrastato dell'etna. Sul grillo, considerato che è' l'uva principe del marsala, io qualche produttore che lo gestisce bene lo conosco ma dai nomi recensiti deduco non fosse alla manifestazione. p.s. zibibbi vinificati secchi? non pervenuti? chessò, un Bini di sfuggita.....

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