Pierre Morey e la semplice longevità di Borgogna
Pierre Morey è un produttore di Meursault. Un tradizionalista, un innovatore, un terroirista. Insomma, una bomba ad orologeria piazzata nel cuore bianchista della Cote d’Or, in piena Borgogna. Sapere che i suoi vini sono longevi non dovrebbe stupirci più di tanto. Si sa che in Borgogna lo chardonnay si ambienta meglio che a Olevano Romano. Certo, sento ronzare l’obiezione: “Facile parlare di invecchiamento con etichette stordisci-portafogli secondo lo schema:
1) scegliere fra 2-3 cru lussuriosi
2) sbatterli in cantina ad oltranza
3) goderseli in età “senile”.
Semplice ed efficace. Cosa c’è di male ad essere spendaccioni e vincere facile (cit.)? Ma nulla di tutto questo, non stavolta. Pronta per voi una bella ventata di enoico-ottimismo in assetto anticrisi.
Questa la “notizia”: escluse le bocce più costose, tutti i vini di Morey sono allergici al tempo che scorre. Scegliete quello che vi aggrada, schiaffatelo in cantina o sbevazzetelo in allegria, senza la paura di incontrare nel bicchiere alcunchè di molle o stanco. Noi in particolare ci siamo tracannati con piacere nostro un semplice Bourgogne Blanc 2002. Sarà il fascino della grande annata, sarà la bellezza di un prezzo al ristorante sotto i 30 euro, fatto sta che ci è piaciuto assai. Cromaticamente immobile nel suo bel tono paglierino carico, il bel borgognone ha un naso sprintoso di frutta gialla e fiori. Bella la mineralità intrecciata a nuances di legno, che invece di appesantire l’olfazione ne arricchiscono i tratti. In bocca, il vino ha una bella progressione, è succoso e particolarmente croccante. Pecca in grassezza, non è tridimensionale ma ha quella stimolante bevibilità che ci appassiona. Non un vino da 100/100 ma una gran bella bottiglia, godereccia e “sostenibile” (enclave Triple A, mancoadirlo). Anche questa volta possiamo gongolarci. Missione compiuta: tasso alcolico mantenuto e conto in banca salvo.










Mauro concordo con te riguardo a questo produttore, ho bevuto più volte il pnot noir base ed è sempre stato una goduria.
mi tocca di nuovo fare il pignolo: Meursault e non Mersault. E già che ci siamo il riflessivo “gongolarsi” non esiste, anche se non è brutto come neologismo.
Capita ogni tanto un errore di battitura. Per esempio, c’è chi non mette la maiuscola all’inizio di una frase
Grazie comunque
la stragrande maggioranza dei commenti su un blog non badano certo a formalismi come la maiuscola all’inizio di un periodo. Ben più fastidioso il senso di approssimazione di molti vostri articoli sul vino: non solo sui nomi, e passi, ma sulle note di assaggio (‘cromaticamente immobile’, ‘note di fiorellini rossi’ e simili amenità). La Borgogna poi non perdona, ci vogliono decenni di studio: studiate quindi.
Se la mia editor Francesca ha sentito profumo di fiorellini rossi, le credo. A lei signor Gigi, hanno mai regalato dei fiorellini rossi?
Visto l’alto tasso di acidità volatile che appare in alcuni commenti faccio anch’io il pignolo. La bistrattata concordanza di numero vorrebbe che si dicesse “La stragrande maggioranza dei commenti su un blog non BADA certo…” anziché “non BADANO”. Siamo proprio una squadra fortissimi…
fino a questo momento la sua è solo saccenza. non ci aiuta affatto a capirci di più della Borgogna
Credo che sia importante aggiungere che monsieur Pierre Morey, non è “solo” un produttore di meursault; è stato “Régisseur” di Comtes Lafon e almeno fino a 2 anni fa lo era del Domaine Leflaive……
L’aspirante Accademico della Crusca ci porta assai fuori tema. L’invito di Gigi a studiare la Borgogna (intende certamente i vini prodotti colà) è certamente da seguire ma credo possa valere per qualsiasi tipologia di vino e pochi decenni non basterebbero, per capirne davvero l’anima, nemmeno per il meno nobile Bonarda.
Detto questo, mi piace il linguaggio degli editor di questo blog, che trovo fresco e giovanile piuttosto che approssimativo e lo preferisco di gran lunga a quello steroitipato di certi sommelier professionisti. Siamo certi che dietro termini come sottobosco bagnato o fieno primaverile non si nascondano, certe volte, delle affermazioni da Azzeccagarbugli.
Hops, ho dimenticato il punto interrogativo alla fine! Povero me.
Stereotipato non steroitipato!!! Che angoscia.
E’ sempre “regisseur” da Leflaive e coltiva le sue vigne rigorosamente in biodinamica; lo reputo tra i grandi vinificatori della Bourgogne
Dal 2008 si occupa esclusivamente della sua azienda di famiglia e di una piccola azienda di negoce la Morey Blanc. Attività necessaria dopo la restituzione dei vigneti dei Conti Lafond di cui si occupava fino all’arrivo di Dominique Lafond
Appunto ieri ho bevuto il pinot noir Bourgogne Base di Leflaive… 15€ in enoteca per una bottiglia fantastica!! Per chi vuole sentire il gout de terroir senza sborsare capitali..!!
Super consigliato!!!
Anno?
scusa vedo solo ora. Era un 2006. Annata leggera ma pas mal!!
Merci bien!
Mai assagiato il suo Bougogne Aligoté ? una vera delizia da berne a secchi.
Un grande produttore, molto umile e discreto con cui abbiamo passato uno straordinario pomeriggio nella sua candina a Meursault lo scorso novembre.
Il rendiconto: http://nonsolodivino.over-blog.com/categorie-10492563.html
sbagliato il link ecco quello giusto
http://nonsolodivino.over-blog.com/article-pierre-morey-a-meursault-un-uomo-in-difesa-del-suo-territorio-39888714.html