Ho conosciuto Fulvio Bressan e non sono morto (ma fossi nel Collio starei attento)


Lo vedi e subito pensi a una controfigura dell’A-Team. Carismatico, difficile, puro, intransigente, vero. Fulvio Bressan non passa inosservato, si infervora quando parla del vino, di sé, del Collio e del suo essere vinaio tra le 60 sigarette quotidiane. E’ viscerale e intransigente, psicologo di formazione ma vignaiolo per vocazione e studi a Bordeaux. I modi rustici di chi non tollera compromessi dividono il mondo in detrattori e innamorati. Da questo crisantemo di uomo non ti aspetti vini scarni e acidini da sorseggiare spensieratamente in riva al mare della Maremma e infatti non li trovi.

Lo Schioppettino 2005 è una concentrazione di spezie che pochi bicchieri sanno regalare. Volevo chiedere a Fulvio per quanti mesi abbia messo a macerare chiodi di garofano, pepe nero e mirtilli nel suo vino ma riflettendo sulla foto accanto ho preferito soprassedere. Il Moscato Rosa 2009, etichettato “a pennarello”, offre menta, tannino e ciccia in ottima armonia. Lo sviluppo gustativo è pieno e avvolgente, l’alcol c’è ma la compagnia a corredo non manca. Siamo d’accordo che il Verduzzo Friulano 2006 non vada servito a temperatura da frigo ma ecco, dicendo che la temperatura ambiente gli giovi non sarei sincero. Vini di sovrabbondante personalità e nessuna sciatteria. Il Pinot Noir 2004 è impattante e succoso, non lascia indifferenti come il Carat 2006, uvaggio di friulano, malvasia e ribolla che macerano sulle bucce come il verduzzo.

I vini di Bressan sono poco fieristici, l’assaggio veloce li castra. Possono non piacere, come i modi di Fulvio, e metto questa caratteristica tra i pregi di un ambiente spesso conformista e propenso a una finta civiltà delle buone maniere. Bressan non è un uomo facile da approcciare e ha molti nemici. Ultimi arrivati, il Consorzio di Tutela dei Vini del Collio e Slow Food Friuli Venezia Giulia, che lo ha escluso dalla manifestazione SuperWhites Milano 2011 (tenutasi il 9 maggio) dopo le dichiarazioni fatte da Bressan ad Andrea Petrini (Percorsi di vino) in occasione di SuperWhites Roma (13 marzo). Antefatto: Nereo Bressan, il padre di Fulvio, è stato uno dei fondatori del Consorzio di Tutela Vini del Collio nel 1964. Era il Pleistocene del vino italiano. Passano gli anni e cambiano molte cose. I prezzi crescono come le bottiglie prodotte e le rese per ettaro consentite. Disciplinari che prevedono 110 quintali/ha stanno stretti a chi come Bressan produce 30/35 q.li/ha e quando la promozione privilegia alcune aziende a discapito di altre, ad esempio chi produce vino a doc piuttosto che igt, i conti di Bressan non tornano. Invito caldamente ad ascoltare l’intervista che segue. Il primo che apprezza la schietta sincerità boscaiola del Bressan ha il mio massimo rispetto. Posso dissentire su alcune idee ma amo chi non si nasconde dietro un dito e se aprissi il capitolo “Efficacia, efficienza e metodi di gestione dei Consorzi di Tutela” staremmo qui a discutere fino a Natale e oltre.






96 commenti a “Ho conosciuto Fulvio Bressan e non sono morto (ma fossi nel Collio starei attento)”

  1. kenray kenray commenta:

    di verduzzo buono ancora devo assaggiarne uno che sia uno

    bressan come lo fa?

    (bressan mi perdoni ma lei deve darsi una regolata col cibo)

  2. carolina carolina commenta:

    lo fa buono, come tutti i suoi vini, crediammè. a cerea era davanti a me col banchetto, strano tu non l’abbia visto…. eri forse illuminato dalla mia facciona? :)

  3. Marco De Tomasi commenta:

    Fulvio Bressan è un personaggio che vale la pena di conoscere e con cui almeno una volta nella vita bisogna intrattenersi.
    Al mio primo incontro (io mai visto lui e lui mai visto me), prima che io proferissi parola, mi squadrò ed esordì: “tu di vino non capisci un cazzo !”.
    Ti stimo fratello !

  4. corrado dottori corrado dottori commenta:

    Dedicato ai tanti che stanno trasformando le pubbliche denominazioni di origine in marchi commerciali privati. Grande Bressan.

    • Fulvio Bressan Fulvio Bressan risponde:

      Caro CORRADO,
      hai proprio messo il ditino nella piaga….ormai le DOC sono di proprietà dei grandi produttori…Grandi per volumi e non sicuramente per qualità.
      Questi potentati non gradiscono che la gente assaggi i vini di piccoli produttori, che nel 90 per cento sono più buoni e con un rapporto qualità-prezzo più giusto….
      Allora i produttori grossi,non grassi, assieme a quelli Gamberizzati creano il monopolio per spartirsi l’OSSO della promozione, della stampa, insomma non c’è cosa peggiore del povero ARRICCHITO che guarda il suo passato NEGANDOLO e prostituendosi per avere quella gloria che gli sta scivolando via,perchè la sua ingordigia lo ha reso cieco…

      Fulvio BRESSAN

  5. andrea petrini andrea petrini commenta:

    Mi avete anticipato nel post ma sul tema della libertà di espressione con Bressan organizzeremo qualcosa di particolare.
    Siete tutti invitati.

  6. Carlo Cleri commenta:

    Il “carat” 2006 che ho assaggiato in un laboratorio di bianchi friulani di più di 5 anni a mio parere era straordinario. Come straordinari erano i suoi interventi!

  7. Alberto G. Alberto G. commenta:

    Un grande.
    Ancora mi ricordo come si presento’ in una degustazione guidata in cui vi erano cinque vini a confronto, con un introvabile Pignolo Brusin del 99 (ho spulciato negli appunti mica ho tutta sta’ memoria), stupefacente.A partire dal colore che due anni fa era ancora brillante,e poi al palato ed al naso,un rincorrersi tra frutto-acidita’,spezie e balsamico che a me,e non solo, lascio’ a bocca aperta.Il pignolo, come anche lo schioppettino ,per i pochi che avevo bevuto me li ricordavo di una semplicita’ (e a volte scarsa qualita’)completamente differente.Gia’ appunto questo e’ un personaggio,”differente” estremista e rompico….. e dice cose che specie a molti della sua zona possono non piacere.Proprio a proposito delle rese,della cura in vigna ecc. ecc.Tra l’altro,di ritorno dalla Francia, a molti ando’ proprio sui maroni come dite da quelle parti.

  8. Renato Renato commenta:

    A me i vini di Bressan proprio non piacciono, in particolar modo i rossi. Quasi tutti i miei conoscenti sommeliers dicono di condividire il mio punto di vista, quindi francamemte non capisco tutti sti entusiasmi.

  9. armando trecaffé armando trecaffé commenta:

    ….sarà pure un grande…e mi piace come tipo (faro’ di tutto per conoscerlo) ma

    1) come fa ad assaggiare il vino con la lingua asfaltata dalle sigarette?

    2) vista l’età se non perde qualke KG. fa la fine di Montalban nell’aeroporto di Bangkok…

    e cio’ sarebbe molto triste….Ciao,

  10. Fulvio è solo da conoscere, come del resto il grande Nereo padre di Fulvio.
    Tutto il resto non conta in quanto sarebbe riportare una visione parziale di un piccolo mondo e di un grande uomo.
    Per quanto mi riguarda mi ha colpito lui, la sua storia, il suo modo di intendere il rispetto per la natura, per la terra e per il suo lavoro.
    Il suo modo di fare vino e la sua visione del mondo del vino.
    Un raro esemplare di integrità, schiettezza, caparbietà e passione.

  11. Francesco Francesco commenta:

    …e anche tu eri al “Maremma Wine”?

    impressioni in merito sui “vermentini gentili” e non solo che erano in degustazione?

    ciao

  12. Nelle Nuvole Nelle Nuvole commenta:

    I vini ahimé non li ho assaggiati ancora, ma non dispero.
    Sicuramente il Signor Bressan é un tipo che di persona invita all’assaggio della propria produzione senza pregiudizio alcuno.
    Si vede che ha studiato psicologia.
    “di vini non capisci un cazzo” cattura immediatamente la stima dell’interlocutore affetto dalla Sindrome di Stoccolma.
    “non faccio il vino per le masse” gratifica chi si vuol sentire diverso e facente parte di un élite superiore.
    Quindi se il suo vino non ti piace la colpa é tua, ignorantone rozzo e schiavo del sistema.

    Meno male che mastica un mezzo toscano (ma che sigarette A3C!) e che ha un fisico che manifesta il suo amore per la vita, se fosse pure magro e non-fumatore riuscirebbe antipatico.

    Quel che mi chiedo é: Moricchia, ma a uno che ha il tuo modo di porgersi e quegli occhiali, lo ha dato un cazzotto sul muso prima di concedere l’intervista?

  13. Davide Cocco Davide Cocco commenta:

    Quella che ha al collo durante il video è la tesa di Jeeg robot d’acciaio.
    Alla fine è un bambinone pure lui.
    Sani.davide

  14. matej figelj matej figelj commenta:

    Secondo me è un buon metodo di fare pubblicità, qua nel collio ne stanno parlando da tempo un pò tutti… spero solo che non censurino il video se no facciamo una figura da terzo mondo….
    Per quel che riguarda il vino naturale, ogni Contadino cerca di avere il massimo rispetto per la terra, la vite e la natura il resto sono tutte balle!!!!
    saluti da Oslavia

    • Fulvio Bressan Fulvio Bressan risponde:

      Che ogni contadino cerchi di avere il massimo rispetto per la terra, mi sembra una balla colosale: girando per il Collio si possono vedere la maggioranza dei vigneti ben DISERBATI (… ovviamente il diserbo in Collio non arriva nel vino…) e da statistica risulta il miglior consumatore di trattamenti SISTEMICI che sicuramente donano quella marcia in più al vino. Perciò rimangono pochissimi i pazzi scatenati che preferiscono rinunciare ad un pezzo di reddito per poter fare dei vini che non ti spappolano il cervello ed il fegato…
      Se volete possiamo fare le analisi ai Vs. terreni, assieme ai miei, intendo tutti i terreni, e non solo quelli che vi servono da esibire ai giornalisti o ai creduloni. Poi vedremo i risultati.
      Fiducioso

      Fulvio L. Bressan

      • Paolo Rusconi risponde:

        Ciao Fulvio,
        a pochi passi dalla tua cantina, oltre al diserbo ci sono molti impianti irrigati, sia con impianti a goccia che con i ruotoni da mais. Gli impianti a goccia sono spesso equipaggiati con tubi venturi per aspirare e mettere nell’acqua qualcosa.

        In quanto ai risultati analitici a me non servono, basta bere una boccia delle tue che magari si esce allegri, ma mai con un mal di testa o un bruciore di stomaco. ( e non solo perchè te il vino lo vendi pronto da bere)

        Un abbraccia a te e Yelena, un saluto al piccolo e a Nereo

        • Fulvio Bressan Fulvio Bressan risponde:

          Caro Paolo,
          ti ringrazio per l’intervento… ma c’è da dire di più:

          qui, già da 2 settimane stanno irrigando i vigneti con i rotoloni da mais e tutti gli impianti possibili… e siamo sul Collio.
          Se incominciano ad irrigare adesso fra un mese non si riesce ad entrare nei vigneti neanche con un fuoristrada, a luglio / agosto si entrerà con il canotto, per arrivare a settembre a vendemmiare con la piroga.

          E tutto questo solo… e ripeto, grazie a Dio, anche se il Disciplinare Collio prevede esclusivamente l’irrigazione di soccorso, previo disposizione Prefettizzia.
          Pensa come sono felici le viti di tanta acqua.

          Viva la qualità.
          Fulvio Bressan

          • matej figelj matej figelj risponde:

            Farra d’Isonzo non è Collio, per il momento qua in collina non c’è alcun bisogno di bagnare, se poi uno lo fa (in pianura) è una scelta prettamente sua…
            Se uno cosa mi ha suscitato questo post è l’interesse ad assaggiare un vino del sig. Bressan che non ho mai assaggiato anche se vivo a pochissima distanza, perciò colgo l’occasione di chiedergli se è possibile fare una piccola degustazione e una chiacchierata spensierata in compagnia dei suoi vini…:-)
            Matej Figelj

          • Fulvio Bressan Fulvio Bressan risponde:

            Mi spiace per te, ma devi rileggere le planimetrie della DOC Collio, visto che Farra rientra nella DOC Collio…
            Dal fatto che uno del Collio non conosca nemmeno i confini della propria DOC la dice lunga… e si vede che è proprio “un abitante del Collio”…
            Non è proprio pianura, visto che le colline non sono solo appanaggio di Oslavia, ma ci sono anche a Farra d’Isonzo, probabilmente con un esposizione migliore, anche se deturpate dai diserbi delle grandi aziende che producono vino Collio. Consiglio un sopraluogo, per capacitarsi che il mondo non si ferma a Oslavia e tanto meno a San Floriano. Continuare gli studi in geografia… poi parlare.

        • Francesco Amodeo Francesco Amodeo risponde:

          Ciao Paolo, concordo come al solito con te.

          Per quanto riguarda la qualità dei vini di Bressan, dico solo che per me il suo Pignol 1999 è stato uno dei 4-5 migliori assaggi di Agazzano, quest’anno.
          Inoltre un vignaiolo che sperimenta il Pinot Nero in botte grande non può che avere tutta la mia stima!:-)

          • matej figelj matej figelj risponde:

            il sopraluogo l’ho fatto anche oggi, visto che ho vigne anche a farra d’isonzo, e in geografia non andavo per niente male… Sarò anche cogli…ne, ma in un certo senso ne vado fiero di appartenere ad una terra così complicata ed affascinate come la mia zona. Se la difesa di un territorio vocato come il Collio la devo fare io che sono un giovane produttore di 26 anni siamo ben messi….
            Il vino poi ognuno lo fa come meglio crede, ma di sicuro io il massimo rispetto per la natura c’è l’ho!!!!
            Fumo anch’io, ma il tabacco è uno dei prodotti più trattati al mondo, tranne le bio-marlboro…:-)

          • Fulvio Bressan Fulvio Bressan risponde:

            Caro Matej,
            il problema non è quello che tu devi difendere il Collio,bensi’ quello che chi dovrebbe farlo non lo fà,e gli altri stanno a tenere il sacco proprio a chi ruba, negando ogni responsabilità.
            Cosi’ nel CDA del Collio và tutto bene per i soliti Furbetti del Quartierino….Evviva….C’è anche poi il PICCOLO COLLIO….
            Capisco : …sono i Piccoli Abitanti del Collio…..Per poi passare al Collio SRL….OOOOOH!!! A cosa serve questa nuova…. cosa!Booh!!!A far baipassare cosa ?…Caro Matej , sei giovane, ma non devi fare l’ingenuo….I veri nemici del Collio ce li hai proprio vicino….sono sempre quelli che parlano del Collio in modo esaltante,per poi fare ciò che vogliono,prendendo ciò che vogliono,e lasciando a terra gli altri…Io mi sono proprio rotto le Balle di questa situazione e continuerò a martellare finchè arriverà qualcuno a fare chiarezza….costi quel che costi…
            E’ ora di finirla con i clientelismi di stampo mafioso….
            Se hai capito,bene…altrimenti te lo spiegherò col tempo,quando la smetterai di dire baggianate,tipo che aFarra non ci sono le colline…

  15. essere essere commenta:

    Conosco Fulvio da un po di anni e ogni volta che ci vediamo mi insulta e questo mi fa ridere perchè come giustamente ha detto il bambino che è in noi deve “guidarci” tutta la vita ….perquanto riguarda i suoi sono “semplicemente” buoni e veri e molto di più…..e vi consiglio un altro piccolo ma grande produttore di Cormons ( loc.Zegla ) che si chiama Maurizio Pincic , azienda Ronco di Zegla , anche lui un gran bel personaggio che oggi è sul mercato con l’annata 2005 per i bianchi e con un rosso 2003 …..emozionanti è dire poco…….lunga vita a questi “bambini” del vino…..grazie e buona giornata

  16. essere essere commenta:

    Chi di voi vorrà assaggiare i vini di Ronco di Zegla, vi informo che l’azienda parteciperà al Florence Wine Event , che si terrà nei giorni 3.4.5 giugno a Firenze.
    Nell’occasione si potranno degustare il Tocai,la Ribolla, il Sauvignon tutti 2005 e il Rosso Ronco di Zegla 2003.
    L’azienda sarà in Piazza Santo Spirito all’interno del Chiostro dell’ex Distretto Militare .

    Riempi il tuo cranio di vino, prima che si riempia di terra. (Nazim Hikmet)

  17. Marco Amato Marco Amato commenta:

    Forse non tutti sanno che Fulvio non è grosso solo che avendo finito le botti ha pensato di conservare dentro di sé il Pignol ‘97…
    Quanto ai Sommeliers c’è da dire che i vini buoni e con spiccata personalità non possono piacere a tutti e quindi tantomeno ad una categoria che nel tempo ha fatto dell’omologazione del gusto un credo.

    • Leonardo Leonardo risponde:

      Io continuo a chiedermi cosa mai gli avranno fatto i sommelier al lettore medio di Intravino.

      Forse sono io che sono sempre stato molto fortunato ad aver incontrato i rarissimi sommelier sani di mente :-)

      Boh.

      • Marco De Tomasi risponde:

        Mah, un episodio su tutti. Ho condotto una degustazione qualche tempo fa (non sono Sommelier: sono uno che beve). Mi sono accorto che un vino (vini scelti da me, quindi li conoscevo bene) stava arrivando a mio avviso troppo freddo per il carattere di quella particolare etichetta.
        Mi sono quindi precipitato dal sommelier in uniforme chiedendogli di tirare fuori il vino dal secchiello del ghiaccio. E lui, squadrandomi altezzoso, ha sfoderato un termometrino elettronico e appoggiandolo alla bottiglia ha sentenziato “12 gradi, perfetto per un vino bianco”.
        Non so cosa mi abbia trattenuto dall’afferrare bottiglia e termometrino e ficcarglieli in sequenza inversa dove non batte il sole …

        Non si può andare avanti con il paraocchi perché c’è scritto sulle dispense dell’AIS …

        • Leonardo Leonardo risponde:

          Beh capisco però tu sai che il “certificato” di sommelier non garantisce certo la completa conoscenza di tutti i vini del mondo (anche se il sommelier in questione evidentemente agiva come se fosse così) e di conseguenza lo stolto ci può stare.

          Inoltre va detto anche che, in teoria, ai sommelier “dovrebbero” insegnare, in fase di servizio, a rispettare le indicazioni del cliente, in questo caso tu, che fra l’altro guidavi la degustazione.

          Lo sborone può sempre capitare ovviamente.

  18. massimo sainato massimo sainato commenta:

    Mi sono imbattuto tempo fa in questo blog casualmente, grazie ai link di un affermato sommelier dedito al mondo del web che ho avuto il piacere di conoscere di persona anche nella versione sicuramente meno tecno del suo ruspante locale.
    E quindi saltuariamente, quando mi viene in mente negli intramezzi della mia professione che non è legata al mondo del vino torno a leggere recensioni, interviste, articoli, che sono di rara competenza e che costituiscono una finestra fra le più interessanti che io conosca nel variegato mondo del vino. Peccato però che se si ha la malaugurata idea di approfondire il tema aprendo anche i commenti, in mezzo ad alcuni competenti pareri che sembrano scritti da produttori, esperti o semplici appassionati e che si firmano tutti con nome e cognome, ci dobbiamo spesso e volentieri sorbire anche i commenti sarcastici di personaggi che si pongono in modo borioso come depositari unici della verità e che naturalmente si firmano solo con un nick (in questa serie per es. i vari kenray, nelle nuvole, trecaffè, etc, ma se ne trovano in ogni news). Francamente non se ne sentirebbe proprio il bisogno visto che non portano valore aggiunto e non sono poi nemmeno dei fenomeni dell’ironia. In una dialettica è bene che ci siano pareri discordi, punti di vista diversi, etc. ma se a qualcuno interessa che anche noi umili lettori non unti dal signore della vostra scienza infusa si continui a leggere certi blog non lasciandovi da soli a parlarvi addosso fra quattro gatti, allora sarebbe opportuno che anche le voci critiche fossero frutto di pareri motivati e non semplice ironia di bassa lega. Il sig. Fulvio Bressan che fino a pochi minuti fa nemmeno sapevo chi fosse non ha certo bisogno di difensori, ma non capisco cosa c’entrino nel dibattito le esternazioni fatte da taluni su stile di vita, fisico, vizi e abitudini alimentari del vignaiolo in questione… a me interessano esclusivamente i giudizi e i pareri sui suoi vini, sulla sua azienda, sul suo stile di vivere la professione così da farmene un’idea ed arrcchirmi nella lettura.
    Forse un blog senza anonimato alzerebbe il livello degli interventi perchè la mamma degli anonimi mi ricorda molto quella degli imbecilli, sono entrambe sempre incinte…
    Non sarà perchè in questo mondo divino taluni pensano di essere unici depositari della verità e replicano con arroganza e fastidio a tutto ciò che non è in linea con il loro pensiero? E dire che in teoria solo di vino si sta parlando …..

    • armando trecaffé armando trecaffé risponde:

      Senti caro Massimo… meno male che ci sei tu a dirci come comportarci, sei un animo sensibile e ti prego di perdonarmi per averti importunato con le mie facezie… pero’ a me piacerebbe molto continuare a scvivere su questo blog… allora facciamo una cosa: mandami il tuo indirizzo di posta elettronica cosi’ ti invio i miei interventi in anteprima, se ti piacciono poi li pubblico altrimenti li cancello…va bene?
      Rispattosamente tuo…A3C

    • Caro Massimo, la questione dei commenti anonimi è aperta e dibattuta.

      Detto questo, ogni blog ha i suoi habitué e giudicare negativamente a priori un commento sotto nickname non è la scelta migliore. Buona lettura.

    • Mara Mara risponde:

      Ci hai ragione, in linea di principio. Però secondo una statistica avvallata dai RAI2 rubrica Costume e Società, chi usa nickname dimostra di avere più fantasia e creatività, di chi usa firmarsi. Non ha detto nulla sulle abitudini sessuali. Io non la metterei giù così dura. Non abbiamo tutti bisogno di giocare, ridere e muovere i 37 muscoli facciali necessari per ridere invece dei 125 che servono per essere seri? E poi, ognuno si diverte come può, no? e vista quanta gente guarda i show di Sabato sera Rai1 questa robetta qui mi pare goliardica. ( si scrive con il “GL” o no?

      • Nelle Nuvole Nelle Nuvole risponde:

        Azdora Mara, probabilmente sono leggermente OT (fuori tema) riguardo all’argomento del post, ma é da tempo che volevo significare la mia gratitudine ed ammirazione. Per il fatto che nonostante la tua appartenenza al genere femminile non disdegni di intervenire con humor ed intelligenza in questo blog testosteronico.
        @Massimo Sainato, quale nick? Mi chiamo Nelle di nome e Nuvole di cognome.Non mi ritengo depositaria di alcuna verità, ma mi piace partecipare a conversazioni sul web, portando la mia esperienza e il mio punto di vista. Nel caso specifico il fatto che del signor Fulvio Bressan venga esaltato da alcuni compagni commentatori più il modo di fare che i suoi vini o la sua battaglia legittima riguardo a certe politiche omertose consortili.

        • Mara Mara risponde:

          Certo è che sto Fulvio ha un che di “taurino” (non Cosimo) che mi smuove qualcosa, anche se non so bene cosa possa essere. Anche a te fa questo effetto a guardare la foto?

          • Nelle Nuvole Nelle Nuvole risponde:

            A me piacciono tondi, e sorridenti. Quindi Bressan nella foto con un mezzo sorriso e il toscanello mi fa l’effetto di dirgli “non capisci un cazzo di donne ma fammi assaggiare il tuo vino che mi dicono essere speciale.” Il Bressan del filmato mi fa molto meno effetto, ma bisogna capirlo, rispondeva alle domande del Moricchia:)

  19. Luca Cravanzola Luca Cravanzola commenta:

    Ho conosciuto Bressan ad una degustazione di un agente in comune, mangiando un godurioso panozzo con la mortazza e tracannando champagne rosè ghiacciato.
    Poi ci siamo scambiati qualche boccia.. beh, forse le mie le ha buttate ma io le sue me le sono godute come un riccio!!!
    Una persona che conosce palmo a palmo la sua terra e che prova a valorizzare il territorio va appoggiato a priori. Poi la passione che ci mette e la grinta sono VERE e non un complotto da psicologo doppiogiochista.
    Puo’ anche starvi sui maroni (ma chissenefrega) ma i suoi vini sono magnifici e figli di quel straordinario territorio.

  20. Dan Dan commenta:

    @Fulvio. Tu e i tuoi vini avete come minimo una caratteristica in comune: nè tu nè loro passate inosservati ;-)

  21. essere essere commenta:

    hai detto bene massimo di vino si sta parlando……ma tu a quanto pare, nel tuo intervento hai parlato di tutto tranne che di vino…..se fossi in te il prossimo intervento lo farei “in anonimo”……:))

  22. essere essere commenta:

    mara mi traduci per cortesia mi traduci il tuo interevento per cortesia …non so che muscoli usare per commentarlo..:))))

  23. Manilo Manilo commenta:

    Salve, sig. Bressan, io abito nel Lazio in prov. di Roma e nel mio paese di maremma, molti friulani son venuti per la bonifica e conoscevo ed apprezzavo fin dalla mia giovane età, solo il Tocai, sinceramnte a 14 anni non pensavi se era del Collio o dei colli Orientali, erano le prime bevute di nascoto e Jeeg Robot era il mio cartone animato preferito.
    Ora mi ritrovo a 42 anni, dopo 5/6 anni di distillati a frequentare un corso Fisar, andando per enoteche assaggio e compro un Verduzzo,Cantina I Clivi, anche lui come lei un biodinamico, diserbo meccanico e lieviti autoctoni,lei poteva anche vinificare a Smanno(mi son dovuto documentare)e come narrano in tanti fà dell’ottimo vino, vada a farsi fottere il Collio e i colli orientali, evviva la gente schietta.
    A breve assaggerò qualcosa dei suoi vini.
    Io veramente ancora non ce capisco, un emerito……

  24. Filippo Filippo commenta:

    Ho assaggiato i vini di Bressan per la prima volta ad Agazzano a marzo. Beh … cosa dire che sono rimasto folgorato ? Si, da due vini in particolare: il Pignol 1999 (miglio assaggio della giornata insieme al Tenores 2006 di Dettori) e lo Schioppettino (mi pare 2005). Molto buono anche il pinot nero (in botte grande se ricordo bene) nonostante la mia diffidenza su questo vitigno quando è fuori dalla Cote d’Or. Dovessi trovarmi in Friuli, sicuramente sarebbe una delle prime tre aziende che vorrei visitare.

        • Marco De Tomasi risponde:

          Prendi nota per la gita in Friuli:

          Ronco Severo
          Paraschos
          Moschioni
          Marco Sara

          … e tanti altri. Il territorio è veramente ricco di gente che lavora bene e con sentimento.

        • Fulvio Bressan Fulvio Bressan risponde:

          SE posso permettermi avrei delle considerazioni personali, visto che mi trovo in mezzo ad appassionati di vino…..ed in questo caso ODIO se qualcuno cerca di Incularseli senza vaselina,farei attenzione alle aziende GAMBERIZZATE..

          Moltissima ATTENZIONE la farei soprattutto a quei produttori che stanno sempre defilati e non prendono posizione….pronti a saltare sempre sul carro del vincitore o a tuffarsi come maiali dove c’è da mangiare qualcosa….magari ostentando indifferenza dopo aver accoltellato alle spalle un collega…ed abbozzando un mezzo sorriso di circostanza per farsi vedere timidi e riservati…..RAGAZZI chi non ha niente da dire, non può che fare vini omologati e senza carattere….meditategente,Meditate.

          Per quanto riguarda GRAVNER,personalmente lo stimavo al punto di avere delle feroci baruffe con chi cercava di denigrarlo…fino a quando, l’anno scorso ha rilasciato un’intervista al GAMBERO Rotto affermando categoricamente che il Vino non si poteva fare senza Solforosa…..Questa affermazione cancella quello che lui ha predicato tutta la vita…Un uomo così mi è venuto a scadere…mi è crollato un mito…e attualmente lo vedo come una delle tante banderuole che vanno dove le tira il vento…
          Capitemi….non vado a disquisire sulla veridicità dell’affermazione,bensì sul scarso rispetto dimostrato per produttori che continuano a battersi su quella strada come RADIKON, PARASCHOS,KANTE e molti altri.Secondo me, il sig GRAVNER non è il detentore del sapere ASSOLUTO e le Sue affermazioni dovrebbe farle precedere da …SECONDO ME…

          • Carlo Cleri risponde:

            Certo che tu posizione la prendi eccome!

          • Alberto G. Alberto G. risponde:

            Sempre piu’ grande SECONDO ME. Ma perche’ si vuoi fare tutti questi nemici?Per forza che poi fumi e rifumi sigari.
            Grazie a Dio uno puo’ sceglier e quando e’ meglio informato.
            Su Gravner,be’ quando ha iniziato a mettere il vino in anfore lo prendevano per mezzo scemo, adesso chissa’vorra’ stupire al contrario. A proposito visto che iverse persone parlano bene del Pignolo 99′che altre buone annate consiglieresti,mi fido.

          • Alberto G. Alberto G. risponde:

            Ho fatto qualche errorino,ma si capisce quello che intendevo dire.Mi rendo conto che non e’ la prima volta, rileggendo alcuni miei commenti. Cerchero’ di inviare dopo correzione ,promesso.

  25. essere essere commenta:

    bevi mara , bevi…..

  26. essere essere commenta:

    Per Marco e Filippo …io metterei nella lista anche Ronco di Zegla di Maurizio Princic….assolutamente lontano da Gamberi o simili e persona genuina e vera senza compromessi…..tutti vin i “secondo lui” e non secondo il mercato…..provare per credere…!!!

    • Marco De Tomasi risponde:

      Non conosco Ronco di Zegla ma me lo segno. A San Floriano, tra i “convenzionali” apprezzo molto il lavoro di Matijaz Tercic, che volontariamente ritarda l’uscita dei vini di un anno rispetto alle spinte del mercato che li vorrebbe subito pronti ad aprile-maggio subito dopo l’anno di vendemmia.

      Ribadisco che comunque in zona sono tanti che lavorano bene: vedi anche La Castellada, ad esempio.

      E vogliamo parlare di Franco Terpin ?

  27. essere essere commenta:

    eh si Franco Terpin merita una visita , la Castellada negli ultimi anni ha cambiato il proprio modo di vinificare a scapito a mio parere della qualità, bisogna tornare indietro di qualche anno per ritrovare la vera Castellada…ma cmq sempre di qualità….
    Non so di doe sei Marco ma se vuoi assaggiare i vini di Maurizio Princic , li potrai trovare al Florence Wine Event che si terrà a Firenze nei giorni 3.4.5. giugno , oppure una visita in cantina dove Maurizio ti farà assaggiare alcuni bianchi del 1998 e 2001 ancora in forma splendida…..

  28. Marco De Tomasi commenta:

    Altra azienda che fa prodotti interessanti secondo me è Borgo San Daniele a Cormons

  29. Filippo Filippo commenta:

    Anche io sono critico verso certi atteggiamenti e molto diffidente verso le mode tra le quali l’ultima è quella “vinoverista”. Molti di quelli che i vini li hanno sempre fatti nel rispetto della natura (ce ne sono tanti) non hanno sentito l’esigenza di sbandierarlo ai quattro venti perchè di moda; lo fanno così e lo hanno sempre fatto. Il discorso che fa Fulvio Bressan lo conosco bene, ne ho visti tanti che chiacchierano di “mineralità” e “acidità tagliente” quando fino a due anni prima massacravano i vini per renderli morbidi e seguire la moda del gusto “internazionale”.
    Una cosa che magari mi può spiegare Bressan è perchè ci siano così pochi produttori che fanno Pignolo che io ritengo un vitigno STRAORDINARIO.

    • Fulvio Bressan Fulvio Bressan risponde:

      Caro Filippo,
      la risposta è molto semplice: bisogna affinarlo per lunghissimi tempi ( minimo 5/7 anni per avere una cosa bevibile….e, bada, che non ho detto buona…) e le cantine vogliono REALIZZARE subito per non appesantirsi in costi, nel senso di Immobilizzazione di capitale, costi di recipienti in legno, controlli-analisi,costi di superficie in cantina(..più botti occupano più spazio..),perdite per evaporazione….

      E’ chiaro che si rivela più semplice vendere vini d’annata,e sopratutto più remunerativo….così il PIGNOLO nessuno lo vuole fare….o meglio qualcuno ha provato a venderlo dopo 3 anni,facendo una tale figura di cacca che adesso lo ha pure espiantato…

      E’ tutto chiaro…
      SALUTI

  30. essere essere commenta:

    @ Alberto G…. Piccola puntualizzazione …Gravner ha iniziato a commercializzare i suoi vini “anfora” solo dall’annata 2003 e non come molti credono da chissà quanti anni….

    • Alberto G. Alberto G. risponde:

      Lo so,lo so che e’ abbastanza recente,ma penso fu il primo famoso, in italia.Ricordo ancora un intervista che lessi in quel periodo,dove lui parlava del vino in anfore della Georgia e di come ne fosse rimasto folgorato nei suoi assaggi precedenti.Proprio per questo ,in un periodo in cui alcuni prouttori,ancora si scervellavano su quali barrique usare e su quale foresta fosse la migliore,e sul primo e secondo e terzo passaggio,lui se ne usci’ col discorso delle anfore ecc. ecc.Sinceramente non capisco, se e cosa abbia recente dichiarato a proposito della solforosa,ma comunque e’ stato un apripista per altri produttori,anche di altre regioni.
      Buona Domenica.

  31. essere essere commenta:

    non sono ne Princic ne rappresentante dell’azienda ma volevo solo portare l’attenzione su un ‘azienda poco nota e che lavora in modo particolare e VERO…..Maurizio Princic è un amico e una persona estremamente seria e come ha detto bene Fulvio Bressan “anche se vive in Collio , non fa parte degli abitanti del Collio”……

  32. essere essere commenta:

    Puntuale il rilievo di Bressan sulla geografia del Collio.

  33. essere essere commenta:

    gradirei conoscere chi ha lasciato il commento del 16.05 alle 18.14 usando il mio nick……grazie

  34. Nicola Bressan Nicola Bressan commenta:

    Non sono sicuramente un grande intenditore di vini, nonostante il cognome che mi porto “dietro”, non sono nemmeno parente del Sig.Fulvio, ma mi piace assaggiarli. Mi piace sapere che c’è ancora qualcuno che apprezza il lavoro della terra e lo traduce in profumi, odori ed esaltazioni di valori e materia come il vino che ho avuto l’Onore di assaggiare vedi Pignol 1999 e Pinot nero 2003.
    Un sincero grazie a chi lavora in questo modo contro la “politica del palazzo” e che ha coraggio con i propri prodotti di dimostrare quello che sa fare.
    Un grazie sincero alla cantina BRESSAN.

    P.S.: ogni volta che “vi apro” per me è un’emozione

  35. marco marco commenta:

    Ciao a tutti e specialmente a Fulvio! Caro Bressan, ho provato ieri il tuo Merlot, uno merlot del 2001 servito da giansanti a roma; ne ho preso un bicchiere con un mio amico spinto dalla fiducia nella nostra sommeliera di fiducia e dal fatto che mi ti ha presentato come un personaggio eccezionale che fa vini ottimi andando un po’ controcorrente. È finita che il nostro rapido aperitivo si è trasformato in una bella serata e in due ci siamo fatti la bottiglia! ora mi metto a cercare altre bottiglie tue qui a roma, bravo, ottimo vino!

  36. [...] Hannibal (per il sigaro) e un po’ P. E. Baracus (per la stazza), per dire. Guardate qui e poi mi [...]

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  • marco: Ciao a tutti e specialmente a Fulvio! Caro
  • Nicola Bressan: Non sono sicuramente un grande intenditore di vini,
  • essere: gradirei conoscere chi ha lasciato il commento del
  • essere: Puntuale il rilievo di Bressan sulla geografia del
  • essere: non sono ne Princic ne rappresentante dell'azienda ma