Anteprima Vernaccia di San Gimignano 2012, tutti gli assaggi

di Andrea Gori

Vernaccia di San Gimignano, vendemmia 2011: molto meglio di quanto ci si aspettasse. Verrà ricordata come una delle annate dal settembre più caldo di sempre. Ma la buona gestione del verde, l’arte affinata col tempo di molti vignaioli nel saper cogliere al momento giusto, e alcune caratteristiche genetiche della Vernaccia, hanno permesso di presentare nei bicchieri degli assaggi in anteprima 2011 grandi intensità e bevute di soddisfazione che ovviamente mancano solo un po’ di acidità, ma senza troppi casi di surmaturazione.

Quasi solo Vernaccia 100%. I campioni sono presentati con i loro limiti: senza chardonnay, l’amarognolo è sempre in agguato ed in alcuni campioni, indietro con l’affinamento, si sentiva molto. Ma il vitigno in purezza ha anche i suoi grandi pregi di territorialità, e capacità di esprimere sensazioni più fruttate calde e mature, oppure quelle fini, floreali, minerali e tropicali.

Grande trasparenza dei terroir di provenienza e grande svolta stilistica avvertibile in molte belle conferme tra le Riserve 2008, 2009 e 2010 che ribadiscono quanto sia grande questa denominazione sui tempi lunghi. Il prodotto c’è, ma il consumatore è pronto per una Vernaccia di San Gimignano che esca due o tre anni dopo la vendemmia? Montenidoli, pioniere della tipologia attendista, è tornato nel Consorzio e questo è un buon auspicio per la denominazione.

1. Vernaccia di San Gimignano 2011
Ab Vinea Doni Casale Falchin. Rosmarino, gesso, duro di menta, bocca stupenda e rigorosa con finale di rosa. 88
Selvabianca – Il Colombaio di Santa Chiara. Resinoso e balsamico, interessante l’alloro e il finale sapido. Non filtrato. Ha potenziale. Da seguire con molto interesse, bravi. 82
Mattia Barzaghi. Ha florealità e lieve aromaticità, salato e lime. Note iodate e finale di cedro. Non filtrato. Da rivedere con interesse. 80+
Cà del Vispo. Sauvignoneggiante. Aromatico di agrumi e frutti tropicali, con lieve sapidità, secco. Campione da vasca. 76
La Badia (Cantina sociale di Certaldo). Altro sauvignoneggiante. Floreale, acacia, frutta esotica, lychee, finale erbaceo con un po’ di pomodoro. 76
Cappella Sant’Andrea. E’ piuttosto alcolica, con un frutto molto deciso. 76
Casa alle Vacche. Esibisce note di ananas acerbo, gesso. Ha poca profondità. 76
Cantina del Geografico. Mughetto, glicine e iris, bocca di pesca, finale sapido. 79
Cesani. Naso agrumato, e lieve sapidità. Ancora da aspettare per il tenore alcolico notevole. 79
Fattoria Abbazia di Monte Oliveto. Vernaccia non filtrata, punta astringente; frutta bianca ricca, lieve amaricante. 77
Fontaleoni. Non emoziona ma è corretta: agrume e vegetale di fieno. 78
Fornacelle. Da rivedere. SV
Cantine Guidi. Nota di malvasia, un po’ di frutta dolce, sale ed acidità equilibrati. Brillante il colore. 83
Il Lebbio. Agrumi e frutta, freschezze pulite, tecnico. 75
Hydra – Il Palagione. Sapidità e nota gessosa, un po’ di ananas e fiori bianchi. Non filtrato. Corretto. 77
Ciprea – La Castellaccia. Floreale accennato, lieve nota astringente, pungenza alcolica. 74
La Lastra. Pungenza alcolica, però floreale e fieno, ancora non filtrato. Da riassaggiare. 81
La Mormoraia. Piuttosto caldo, colore giallo dorato, note ammandorlate. 80
Le Fornaci. Piacevole, corretto, un po’ caldo ma pulito, e agrumato. 78
Macinatico. Probabilmente ancora in malolattica. Campione di botte. SV
Panizzi. Armonica ed equilibrata, brillante, ha freschezza vegetale, sapida. 84
Pietrafitta. Note di frutta, quasi da chardonnay, solo sul finale un po’ di punte vegetali. 80
Poderi del Paradiso. Alcolico e agrumato, manca un po’ di piacevolezza ma è corretta. 77
Alata – Rampa di Fugnano. Lievemente sauvignoneggiante al naso, fresco e abbastanza equilibrato. 76
Rubicini. Minerale ma non molto persistente, floreale, in divenire. 75
San Benedetto. Freschezza da riesling italico, armonico, lievemente sapido, poco corposo. Campione da botte, pulito. 78
San Quirico. Finale con molto alcol, note di pesca bianca, lychees. 76
Signano. Non particolarmente intensa ma fruttato floreale pulito, fiore bianco. 79
Tenuta le Calcinaie. Nota minerale e pietrosa, calcarea, e finale secco abbastanza persistente. 80
Tenute Guicciardini Strozzi. Timbro speziato di pepe bianco, floreale, equilibrato. 82
Teruzzi & Puthod. Pungente e vegetale, note agrumate. 77
Torre Prima. Salvia, origano, minestrone e dado, manca un po’ di tipicità. Salatissima. Da rivedere. 73
Vagnoni. Lieve nota di smalto, pungenza, elemento amarognolo al finale. 75
Rialto – Cappella Sant’Andrea. Nota di idrocarburo, gessosità e fieno, floreale di campo, particolare. 82
I Macchioni – Casa alle vacche. Un po’ corta, calda, note fruttate classiche. 73
La gentilesca – Fattoria Abbazia di Monte Oliveto. Non filtrata, forse malolattica, difficile ma non squilibrata, bella salinità. 79
Tropie – Il Lebbio. Pietra Focaia, elemento agrumato ma scarico, non lunghissima. 76
Astrea – La Castellaccia. Note alcoliche con limone,  intensità media, persistenza in divenire. 75
Le Grillaie – Melini (Gruppo Italiano Vini). Acidissima ma corretta, naso di sidro, finale lievemente da ananans, semplice. 76
Borghetto – Pietrafitta
. Pungente e salatissima, ma gradevole, finale non eccessivamente alcolico, floreale nitido. 84
Poggiarelli – Signano. Mela, pietra focaia, grafite, sembrano note erbacee da fiano, da riprovare. 82


2. Vernaccia di San Gimignano Riserva – Cru 2010 e Riserva 2009
Biscondola 2010 – Poderi del Paradiso. Idrocarburo e ossidazione, nota marsalata, non tipicissima. 79
Aurea 2010 – Cantine Guidi. Naso aromatico da malvasia, pietra focaia, agrume molto preciso, fresco, finale sapido. Ritorna il floreale. 87
Etherea 2010 – Rubicini. Ananas acerbo, gessosità, floreale sulfinale di rose, non lunghissima. 80
Angelica 2010 – San Donato. Minerale e salino, un po’ corto, sul finale curioso ricordo di sabbia. 78
Cusona 1933 2010 – Guicciardini Strozzi. Corretta, pulita ma con complessità ancora da evolversi, bella materia. 81
Sanice 2009 – Cesani. Lievemente latteo, un po’ sporchino, corpulento l’alcol, non è da botte. SV
Riserva 2010 L’albereta – Il Colombaio di Santa Chiara. Pietra focaia, minerale, silicio, floreale, piacevole, finale un po’ compresso, tanti terziari. 87
Riserva 2010 La Lastra. Elemento salino all’estremo, limone aspro e cenni di frutta gialla. 89
Riserva 2010 La Costa – Pietrafitta. Salvia ed erbe aromatiche, alloro, corpo agrumato, finale quasi balsamico. 85
Riserva 2009 Fontaleoni. Idrocarburi senza ossidazioni, pesca e fiori di campo, finale quasi di lavanda e abbastanza sapido. 82
Benedetta 2009 – San Donato. Elemento minerale e floreale, pochissima frutta, le note di acidità sono confuse, abbastanza persistente. 78
Riserva 2009 – Signano. Difficile da valutare, naso poco netto e finale amaricante, lascia note vegetali non fini e chiude un po’ corto. SV
Riserva 2009 – Guicciardini Strozzi.
Equilibrio, armonia, pulizia; ma manca emozione, precisa senza idrocarburi, sale, lama acida. 86
Riserva 2009 Mocali – Vagnoni. Elemento sapido, fine; armonia ed equilibrio, fiore, frutta, quasi pungente il finale. 87
Riserva 2008 Vigna ai Sassi – Le Calcinaie. Spiccata mineralità, quasi note di calcare, frutta bianca da chardonnay e fiori di campo, acidità buona per i 4 anni, legno. 84
Riserva 2006 Isabella – San Quirico. Da riassaggiare. SV

[Foto: Antonio Vallario, Andrea Gori]

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

7 Commenti

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Andrea Pagliantini

circa 7 anni fa - Link

Ohhhh favoni, nessun commento fino a ora per una grande vino quale è la Vernaccia di San Gimignano?

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Simone e Zeta

circa 7 anni fa - Link

L'annuale appuntamento con l'Anteprima Vernaccia è divenuto in pochi anni un ottimo inizio per la settimana del vino tutta toscana, resa sacra dalla presentazione delle nuove annate. Il Consorzio, al solito, ha svolto un ottimo lavoro, il ricambio generazionale è acquisito e la stessa Vernaccia diviene più brillante come vino in sè. Si registra solo uno "scollamento" tra i prodotti presentati dalle varie aziende; si passa da vini già imbottigliati a prodotti ancora sulle fecce. Lungi da me definire l'esatta correttezza della proposta, ritengo comunque sbagliato far passare un messaggio poco uniforme, sto cercando infine di capire le aspettative dei vari assaggiatori in relazione alla serietà della proposta ed alla tempistisca relativa alle fasi di lavorazione del vino durante il periodo in questione.

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Sandro

circa 7 anni fa - Link

".....più brillante come vino in se"!! In Italiano starebbe per......, vuol dire??

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Simone e Zeta

circa 7 anni fa - Link

Mi affido alla tua certa capacità di analisi. Non mi deludere

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Sandro

circa 7 anni fa - Link

Non mi intendo di Vernaccia!!....d'Italiano un pò di più!

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Gianpaolo Paglia

circa 7 anni fa - Link

di fronte a questa bella festa del vino toscano, che sono le anteprime, non posso fare altro che registrare la desolante assenza del Consorzio del Morellino di Scansano, terza DOCG della Toscana come produzione, uno dei vini piu' popolari nel mercato italiano. Si vivacchia, a livello istituzionale, nulla piu'.

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Andrea Pagliantini

circa 7 anni fa - Link

Il "Chianty" ha fatto la sua prima anteprima rappresentativo di un territorio omogeneo va da Palazzo al Pero fino a Terricciola denominata "Chianty Valley" alla conferenza stampa. http://lafinestradistefania.simplicissimus.it/2012/02/19/chianti-valley-chissa-cosa-peserebbe-bettino-ricasoli-dellanteprima-del-chianti-2012/ Il Morellino meriterebbe davvero una vetrina per essere un vino conosciutissimo ed espressione di un'area un pochino più ristretta...

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