PokemonGo spiegato bene: cos’è, come funziona (e cosa può fare per voi e il vostro vino)

PokemonGo spiegato bene: cos’è, come funziona (e cosa può fare per voi e il vostro vino)

di Andrea Gori

Thomas Vinterberg – regista di Festen e co-creatore del Manifesto Dogma95 con Lars Von Trier – in un piccolo saggio su Wired afferma che “il più potente strumento di aggregazione dei tempi di oggi rimane il vino”. Probabilmente ha scritto il suo pezzo prima che sui telefonini di tutto il mondo apparisse PokemonGo, l’app che di fatto ha cambiato per sempre la percezione della realtà aumentata, una tecnologia piuttosto risalente ma che fino ad oggi non era stata capita, né nella sua essenza né soprattutto nelle sue potenzialità espressive e di marketing.

PokemonGo è solo l’ultimo di una sterminata serie di prodotti cartacei ed elettronici che sfrutta un universo nato una ventina di anni fa, e continuamente aggiornato, fatto di piccolo mostri (“pocket monster” da cui “Pokemon”) da collezionare sotto forma di carte da gioco – trading cards – e con cui organizzare battaglie e tornei con amici. Due i fattori chiave principali: il numero di mostri, elevato e in continuo aggiornamento, e la necessità di collezionarne il più possibile e di tipo più diverso possibile, per avere maggiori chance di vincere le battaglie. Il tutto legato ad uno sviluppo in stile gioco di ruolo nelle versioni elettroniche. Sì, perché fin dall’inizio Pokemon si è rivelato un filone commercialmente interessante anche a livello di gadget, peluche, cartoni animati e ovviamente videogiochi, con diverse e fortunate incarnazioni grazie alle console portatili della Nintendo, dal GameBoy in avanti, fino all’ultimo 3DS.

PokemonGo non è altro che l’unione di questi due mondi: la possibilità di giocare un videogioco calato nella realtà fisica del nostro mondo, grazie ad una capillare mappatura della nostra terra attraverso le mappe di Google, che è nel capitale sociale di Niantic, software house che ha scritto PokemonGo per conto di Nintendo. La raccolta dei Pokemon non avviene comprando bustine in cartoleria o esplorando le mappe di un videogioco ma vagando a piedi nella realtà fisica con il telefono, attraverso il cui schermo le nostre città e campagne sono un susseguirsi di Pokestop (luoghi dove raccogliere gratuitamente oggetti utili per il gioco) e Palestre (Gym), in cui far combattere i proprio pokemon contro altri pokemon, cercando di conquistare la supremazia di quel luogo. E nel contempo far progredire il proprio “avatar” virtuale di livello in livello, fino a diventare il più grande allenatore di pokemon della terra.

L’aspetto scatenante per adesso (persone che abbandonano il lavoro per darsi alla ricerca) è il continuo e incredibilmente gratificante girovagare, per scovare i Pokemon che possono trovarsi letteralmente ovunque ma in genere non all’interno degli edifici, a meno che non li agganciate all’esterno e poi li portate dentro con voi.

I Pokemon sono disseminati in maniera virtuale sulle mappe, che raffigurano in maniera dettagliata la nostra realtà. La loro posizione e la loro famiglia di appartenenza (mare, terra, aria, elettricità, eccetera) dipende in parte da una mappatura fissa e in parte dai movimenti dei giocatori, ma non è dato conoscere in dettaglio l’algoritmo che ne scatena l’apparizione (segnalata sul telefono da una vibrazione e un suono particolare). Quanto ai luoghi, in Italia quasi ogni tabernacolo, crocifisso o madonnina solitaria e statuetta (anche non religiosa) lungo le strade è diventato automaticamente un Pokestop (per cui assistiamo a moderni pellegrinaggi di fronte a questi luoghi sacri quasi del tutto abbandonati) mentre per le Palestre si sono usati luoghi pubblici o simili (qualche edificio religioso tipo il Battistero di Firenze, palestre vere, piscine, campi da calcio ma anche centri commerciali o locali, per esempio una è il magazzino della nostra Trattoria).

Proprio la mappatura fisica di Pokestop e Gym (i luoghi dai quali è obbligatorio passare per proseguire nel gioco) ha portato a definire alcune idee di marketing (nonché corsi ad hoc e tanta letteratura) che possono aiutare i locali (enoteche, wine bar, ristoranti ma anche cantine stesse) fortunati ad essere nelle vicinanze di queste strutture, per sfruttarne l’opportunità. Presso i Pokestop, ad esempio, è possibile posizionare delle esche per attirare i pokemon selvatici e in pratica con 1,99€ all’ora è possibile mantenere l’esca attiva tutto il giorno, e vedere frotte (magari solo negli USA) di ragazzi e adulti passare davanti a raccogliere mostriciattoli.

Oppure presso le palestre si possono mettere insegne per attrarre i giocatori, invitandoli ad entrare nel bar/locale/ristorante per giocare più comodamente seduti. Non c’è infatti obbligo nel gioco di entrare nei luoghi per interagire con la controparte virtuale, ma è ovvio che sedersi ad un tavolino bevendo qualcosa è più rilassante e piacevole che smanettare sul telefono combattendo i mostriciattoli. Se si trova il modo di coinvolgere nella propria attività i giocatori, magari offrendo una bevuta gratis o altri benefit, la capacità di fare nuovi clienti può aumentare e non di poco. Applicazioni come Yelp già hanno provveduto a inserire nella descrizione di un locale se questo sia più o meno vicino ad un Pokestop o Gym. Di persona ho potuto verificare che, per lo meno per questa estate, gli stabilimenti balneari cui la sorte ha affidato l’incarico di essere una palestra avranno un considerevole traffico in più rispetto ai bagni vicini (più o meno, una palestra sorge nella realtà di PokemonGo ogni 2km).

Altre tecniche raffinate possono prevedere il reclutamento di giocatori più o meno esperti per promuovere scambi, riunioni e incontri, e per discutere delle strategie migliori. Oppure si promette di pagare ai giocatori il costo di un incenso, che nel gioco permette di attirare più pokemon vicino a sé, ma rispetto all’esca di cui abbiamo già detto vale solo per il giocatore che lo attiva, qualora mettano online una foto di un pokemon raro trovato nei paraggi della vostra struttura (ebbene sì, non tutti i Pokemon sono ugualmente facili da trovare… e quelli rari tendono ad apparire nei soliti posti).

Dato che una palestra prende colore e immagine a seconda della squadra che la conquista, potete mettere un cartellone fuori dal locale con scritto il nome della squadra attualmente in possesso della palestra stessa, o ancora offrire ricarica elettrica gratis per il cellulare per chi viene a combattere vicino a voi. Altro ancora si può pensare grazie al fatto che, per far schiudere le uova (altro modo di allevare i pokemon) i giocatori siano costretti a camminare a piedi per tot km (2,5 o 10 a seconda dell’importanza dell’uovo): immaginatevi un percorso tra le vigne o su una Strada del Vino scandito in base al numero di uova che potete schiudere con una passeggiata attorno a Cannubi o Monprivato.

Ma se ne possono pensare veramente tante. Tutto dipende dal fatto che siate nei paraggi di un luogo virtuale con una controparte reale, mentre le cose cambiano se siete lontani da questi luoghi magici. Nel caso potete comunque chiedere a Niantic di mettere un Pokestop o una Gym vicino a voi con questo form. Il tutto ovviamente in attesa che Nintendo non decida di attivare feature specifiche per locali che vogliano sponsorizzare un luogo virtuale (c’è chi dice che ci sia già ad esempio un accordo con McDonald’s), e farlo coincidere con un’attività fisica. Potrebbe anche rivelarsi una sorta di gallina dalle uova d’oro per gli  sviluppatori, che già comunque guadagnano benissimo da una app gratuita che ha al suo interno diverse opportunità di acquisto di oggetti fondamentali per progredire: ma occorre acquistarli con soldi molto reali.

Esistono anche molte controindicazioni, è ovvio. Ad esempio alcuni giocatori riportano di essere stati aggrediti nei pressi di Pokestop situati in zone poco raccomandabili (ma che lo erano già prima di PokemonGo). Oppure palestre posizionate in edifici malsicuri e in teoria interdetti al pubblico. Ancora, si registrano incidenti stradali che coinvolgono pedoni distratti dal mondo virtuale o automobilisti che, contravvenendo alle regole del gioco che prevedono di giocarlo solo a piedi, raccolgono bonus e pokemon senza scendere dal veicolo ma procedendo a bassa velocità. Poi c’è la controindicazione più ingombrante: per giocare dovete consentire all’app l’accesso ai dati (anche se non tutti) che Google ha su di voi, oltre al fatto che si sa sempre esattamente dove siete.

E infine: per qualsiasi disputa e problema in una realtà aumentata, quale sarebbe esattamente il tribunale capace di dirimere una controversia?

[Immagine – Crediti]

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

31 Commenti

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luis

circa 5 anni fa - Link

Ed in nome del più solipsistico cazzeggio ingrassiamo le multinazionali (ma veramente nella nostra società c'è così tanta gente che ha tempo da perdere con attività ludiche infantili?).

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Andrea Gori

circa 5 anni fa - Link

in realtà il successo dell'applicazione sta proprio nel suo aspetto ludico e riesce in maniera eclatante a spiegare cosa si intende per "gamification" dell'esperienza. Trasforma qualsiasi cosa in un gioco (fatto bene con regole chiare e dinamiche intriganti) e le persone ti seguono anche in obbiettivi strani (o infantili).

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vinogodi

circa 5 anni fa - Link

...siamo sicuri che sia l'ISIS il peggior pericolo per la sicurezza (mentale) dell'occidente? PS: stavo scrivendo cosa ne penso dei cerobrole... ahem , degli appassionati che perdono tempo in maniera ossessiva dietro queste scempiagg ... ahem ... giochi di società virtuali . Poi ho avuto la sensazione di accondiscendenza dello scrivente verso tale strumento di alienaz ... ahem ... condivisione ed allora mi sono astenuto ...

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Andrea Gori

circa 5 anni fa - Link

ci interessa comunque il tuo commento!!! ma ci interesserebbe molto di più che tu provassi a giocarci per renderti conto di persona di cosa si tratta...

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vinogodi

circa 5 anni fa - Link

...avevo una collaboratrice che fino a qualche giorno fa la vedevo vagare con aria rincoglionita schiacciando il pulsantino del cellulare ossessivamente rovistando dietro gascromatografi e spettrofotometri . Mi ha fatto vedere il perché di tanta scempiaggine ... PS: perché "avevo" ? Perchè l'ho soppressa e sciolta in una miscela di acidi fortemente corrosivi. C'è un'inchiesta sulla sua scomparsa e spero di farla franca ... anzi , sono certo di scamparla perché spiegherò con dovizia di particolari al giudice le motivazioni che mi hanno portato a perpetrare quest'azione meritoria. Spero facciano così anche tanti genitori , amici, colleghi e quant'altro . Non è incitamento allo stragismo ma bonifica di sventurati ormai giunti alla stretta finale di un triste destino di scomparsa di ogni contatto sinaptico neuronale. RIP per i poveretti...

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Chiara di Perlage Suite

circa 5 anni fa - Link

Ahahahahah mi fai morire!!! Beh pensa che anche io stavo scrivendo un pezzo su questo gioco... anche se da un altro punto di vista! Io ne ho esperienza diretta: anche al mio fidanzato piace molto questo gioco... e me lo ha fatto vedere! Al di là che non capisco cosa ci trova a cercare i pokemon, quello che a me preoccupa sono gli automobilisti distratti: tutti che vanno piano e raccolgono le sfere guardando più il telefonino della strada! Secondo me dovrebbero mettere almeno un blocco più restrittivo per la velocità: sopra i 5 km orari il gioco non si apre! Ma non so se basta...

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sergio

circa 5 anni fa - Link

Luis, Vinogodi siete grandi.

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Vinocondiviso

circa 5 anni fa - Link

So che farò la figura del retrogrado ma pur non avendo nulla contro le novità digitali trovo che con il vino questo non c'entri nulla. Proprio per questioni di marketing. Se avessi un'azienda vinicola, un'enoteca o un ristoranti non vorrei mai attirare "visitatori" distratti dai pokemon e poco attenti alla natura, all'ascolto del vino e del territorio... Quelli li lascerei al MC Donalds.

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Andrea Gori

circa 5 anni fa - Link

in effetti ci potrebbero essere problemi di profilazione su certi tipi di utenti ma direi due cose ovvero la prima che gli utenti di pokemon sono piuttosto trasversali e di età molto diverse e seconda che a forza di "lasciare al Mc Donalds" il consumo di vino è in picchiata libera e perdiamo sempre più terreno rispetto alle altre bevande alcoliche. Da qualche parte bisognerà iniziare...

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Chiara di Perlage Suite

circa 5 anni fa - Link

Guarda, da un punto di vista teorico e poetico sono assolutamente d'accordo con te. Però mi tocca dare ragione ad Intravino sulle potenzialità economiche di questo gioco, soprattutto per i bar che si trovano vicino alle cosiddette palestre! Per ristoranti e vignaioli invece lascerei perdere: trovo raccapricciante che le persone se ne stiano a mangiare con il telefonino in mano e ancora peggio che una passeggiata tra le vigne si tramuti in una caccia al pokemon!

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amedeo

circa 5 anni fa - Link

Confesso, ho chiuso gli occhi e mi sono sforzato di immaginare "un percorso tra le vigne o su una Strada del Vino scandito in base al numero di uova che potete schiudere con una passeggiata attorno a Cannubi o Monprivato". Ebbene, ho riaperto gli occhi e per fortuna ho capito che era solo un brutto sogno. Uno scenario da incubo, una catastrofe, il punto zero del vino, delle vigne, dei vignaioli, di tutto.

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Alessandro Morichetti

circa 5 anni fa - Link

Sovrapporre lo smartphone alle vigne e vedere indicati i cru, per dire?

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amedeo

circa 5 anni fa - Link

Be' Alessandro, quello che proponi tu è tutta un'altra cosa...e ci può stare. Le uova lasciamole nel pollaio.

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Andrea Gori

circa 5 anni fa - Link

Ci può stare ma prima di PokemonGo nessuno capiva che fosse anche relativamente facile farlo. La tecnologia , il software e i telefonini sono pronti da anni ma quando vai a spiegarlo ad una cantina o ad una strada del vino ti guardano come se tu fossi un alieno. Se non altro PokemonGo ha dimostrato al mondo che una certa tecnologia è già disponibile e che le persone sanno usarla

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Chiara di Perlage Suite

circa 5 anni fa - Link

Concordo con Amedeo!!!

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Federico

circa 5 anni fa - Link

Mio bisnonno diceva le stesse cose quando mio nonno iniziò a correre inutilmente come forsennati dietro un pallone con altri amici cerebrolesi. Mio nonnno da parte sua però disse le stesse cose a mio padre pretendeva di spendere i soldi del raccolto per comprare una moto per scorrazzare inutilmente a destra e manca. Mio padre da parte sua però disse le stesse cose quando io volevo comprare quel coso (comodore 64) per fare quei stupidi giochi in casa. Quasi quasi ho un paio di cose da dire in merito a sto Pokemon a mia figlia.... ;-)

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luis

circa 5 anni fa - Link

Federico, quello che scrivi è assolutamente vero: le vecchie generazioni hanno sempre avuto difficoltà ad accettare le novità tecnologiche e non utilizzate dai loro figli e nipoti. Ed è anche vero che l'uomo, fin dall'antichità, si è sempre dedicato ad attività ludiche, intellettuali o artistiche o sportive che fossero. Però questo PokemonGo, per quanto ben organizzato ed intrigante come sostiene Gori, alla fine è poco più di una caccia al tesoro! Forma di divertimento che associo nei miei ricordi a momenti ricreativi delle scuole elementari e medie. Cioè, voglio dire, poi ad un certo punto si diventa Grandi... Qui siamo all'adulto che scimmiotta il bambino, e di solito, nel percorso formativo, è giusto il contrario.

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Federico

circa 5 anni fa - Link

Tutto evolve, anche lo stesso rapporto tra etá e divertimento. La vita ai nostri giorni ne è la conferma. Non sono pro o contro, solo ritengo che l'atteggiamento classico, rispetto a queste novitá, della persona 'Grande' (come anche in certi commenti qui), è solo la solita vecchia miopia che ogni generazione matura nel crescere. Sarebbe più opportuno prima almeno capire, quantomeno per comprendere meglio la realtá. Questo post mi è piaciuto proprio perchè mi sembrava avesse questa intenzione. Poi casomai per il Gori il PokemonGo è una ca**ta pazzesca. O no. Ma questo conta meno.

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gae saccoccio

circa 5 anni fa - Link

Il giorno che #CiccioCentroStorico a Serralunga o l'enoturismo di Cannubi e Monprivato avranno bisogno di sviluppare dei #pokestop per incrementare il loro fatturato con bande di fottuti cazzoni distratti e indifferenti a tutto fuorché al Pokémon.. ecco, quel giorno mi pare opportuno che l'Isis invada la Polonia.

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Mauro

circa 5 anni fa - Link

Si, ma il vino italiano non è solo Langhe e per alcuni territori anche i Pokemon possono essere una risorsa da provare. Non vedo tanta gente passeggiare tra le vigne di negroamaro o di cannonau.

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elle

circa 5 anni fa - Link

le possibilità sono davvero molte. mi vedo già a percorrere, chessò, la statale 26 della valle d'aosta a caccia di vini, con magari la possibilità di sfide a colpi di abbinamenti lardo+castagne+torrette in alcune selezionate palestre. magari coinvolgendo i miei figli nella caccia. così, just for fun

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Wine Roland

circa 5 anni fa - Link

E' marketing, puro marketing. Forse è poco romantico, d'accordo, però è una applicazione che costringe le persone a muoversi da casa anziché mettere Like a pioggia comodamente statici sul proprio divano. E poi non mi pare che il mondo enoico abbia fatto fino ad ora molto per sfruttare le innovazioni social e tecnologiche. Vivino, non possiede nemmeno una bottiglia, AirBnB non possiede nemmeno una stanza e Uber non possiede nemmeno un'automobile. Se Pokemon Go porta qualche visitatore in più in cantina o in enoteca, non mi sembra un male

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Andrea Gori

circa 5 anni fa - Link

se pensiamo a Vivino e quello che è riuscito a fare vengono i brividi a pensare cosa succederà... il mondo enoico sarà molto più resistente di altri settori alla tecnologia ma qualcosa che lo aiuterà a star al passo dei tempi e nelle preferenze dei millenials succederà. Per adesso hai ragione te, Vivino è l'unica app che ha allargato un poco la base degli appassionati, per il resto nulla o quasi!

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vinogodi

circa 5 anni fa - Link

...si parlava proprio ieri sera con Luca (Roagna) e Roberto (Conterno) se associare il vigneto FRancia che origina Monfortino a Pokemon in persona o Crichet Pajé a quale altro mostriciattolo per provare l'APP , su suggerimento di Intravino , chiaramente (perché la paternità dell'ideona rivoluzionaria sia ben palesata e per non millantare meriti impropri) ... per non rientrare in "in attesa di moderazione" perenne , mi astengo dai loro commenti...

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Federico

circa 5 anni fa - Link

Interessante

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Andrea Gori

circa 5 anni fa - Link

Ridono (e li capisco) perchè non hanno e probabilmente non avranno mai problemi a vendere i loro vini, anzi hanno il problema opposto ovvero gestire le troppe richieste di bottiglie e visite in cantina... ma pensa ad altri colleghi langaroli o ancora meglio/peggio in altre zone meno battute del Piemonte... Poi magari non saranno i Pokemon ma saranno altri espedienti... ma sempre dal telefono e dalla realtà aumentata potrebbero passare!

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Raniero Albanesi

circa 5 anni fa - Link

Ho letto con interesse l'articolo e tutti i relativi commenti, ma ancora non sono riuscito a capire se andarmi a stappare una bella bollicina fresca o andare a cercare Pokémon!

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Andrea Gori

circa 5 anni fa - Link

Perchè? tutte e due insieme no?

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erique

circa 5 anni fa - Link

se siedo in un'enoteca, e noto intorno a me solo minus habens che "rincorrono" i loro smartphone, mi alzo e cambio posto. #dettosinceramente

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Giancarlo Ciccarone

circa 5 anni fa - Link

Ho letto con attenzione e curiosità, potrebbe rivelarsi anche una leva interessante per attività di somministrazione al pubblico come fast-food, gelaterie e caffetterie, ma circa l'utilizzo efficace in luoghi e aziende dove si promuovono prodotti o servizi dove viene richiesta l'attenzione e il coinvolgimento dei sensi.. non credo sia efficace. Dipende dalla tipologia e dal target tutto qui. ma vino e Pokemongo a parer mio sono lontani..

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Chiara di Perlage Suite

circa 5 anni fa - Link

Ecco esattamente quello che pensavo! Trovo che questo articolo sia molto brillante se non parliamo di vino, e mi sento di consigliare un fast food, un bar o un hotel per l'implementazione di un PokeStop, ma lo ritengo assolutamente inadatto per enoteche, ristoranti e aziende vinicole!

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