Molestie e favori sessuali per diventare sommelier: lo scandalo che scuote il mondo del vino negli USA

Molestie e favori sessuali per diventare sommelier: lo scandalo che scuote il mondo del vino negli USA

di Angela Mion

Cade l’Olimpo dei Master Sommelier d’America? Una pioggia di accuse a sfondo sessuale apre il dietro le quinte di quello che ad oggi è il titolo più prestigioso e sudato della sommellerie degli Stati Uniti. Lo scandalo che il New York Times racconta in un lungo articolo parla di molte donne presunte vittime di molestie sessuali nella loro scalata al titolo di Master Sommelier.

Contro i vertici della Court of Master Sommelier, che negli USA dal 1997 ha visto solo 172 persone ottenere l’ambita spilletta rosso e oro, delle quali solo 24 sono donne, si sono raccolte le testimonianze di più di venti donne che hanno messo in luce il come per progredire nel difficile e duro percorso studi dovessero accettare compromessi, molestie, avances e prestare favori sessuali. Posizioni raccolte da Membri della Court ed ex Master sommelier hanno messo in evidenza come tra di loro queste fossero condotte conosciute e delle quali nessuno si meravigliava più, nemmeno all’interno della loro leadership. In realtà la Court non era nuova a questi episodi tanto che già più di dieci anni fa alcuni membri erano stati sospesi per cattive condotte sessuali, a quanto pare reiterate sino ad oggi.

L’eco di queste accuse all’interno del mondo della sommellerie assume ancora più spessore e necessità di tutela dopo l’impennata senza eguali delle domande di partecipazione al percorso formativo scatenata a seguito della messa in onda di Somm, il documentario americano nato nel 2012 che racconta la dura vita e il percorso studi di quattro aspiranti Master Sommelier. 12.000 le domande dopo la serie tv: sospetto non siano 12.000 uomini seppure a conti fatti mi vien da dire che per la Court potrebbe diventare possibile.

Dalle testimonianze evidenziate nell’inchiesta del NYT emerge che il gap sociale tra maschio e femmina è molto forte all’interno degli ambienti dell’alta sommellerie tanto da portare molte donne ad abbandonare i percorsi intrapresi o peggio, tanto da imparare a conviverci.

“La cosa triste è che ti abitui ad essere in debito con gli uomini in questo settore.”

“Mi sentivo come se non avessi scelta.”

Queste le frasi di una testimonianza. Poche parole, forti, emblema di una misoginia da punire e non accettare più in nessuna forma e nessun mestiere.

Certo, perché per amare il vino e farlo amare non importa se sei uomo o donna. (In molti pensavano fosse scontato.) Se sei un Master sommelier e fai questo, non sei nessuno.

Che la legge e la giustizia facciano il loro corso verso un obiettivo comune: l’uguaglianza di genere.

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Angela Mion

Veneta, classe 1981, studi giuridici e azienda di famiglia. La svolta cubista arriva quando ormai maggiorenne incontra il vino: Sommelier, Master Alma-Ais ed altre cose in pentola. “Vin, avec toi on fait le tour du monde sans bouger de la table”. Bucolica e un po' fuori schema con la passione per la penna, il vino, il mondo e la corsa. L’attimo migliore? Quello sospeso fra la sobrietà e l’ebbrezza.

1 Commento

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erique

circa 8 mesi fa - Link

da due settimane le sera, nel breve tempo di lettura di intravino, mi soffermo a notare l’assenza di commenti dedicati a questo post. e allora lo rileggo, come esercizio di ecologia della mente; è un’assenza di commenti che dice tutto, e dimostra quanto angela mion abbia ragione. qui i leoni da tastiera, di quelli che si infervorano sulle bottiglie tarocche di tannico, non hanno nulla da dire. pensieri deboli.

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