Intravino Manifesto – Chi Siamo (8 anni dopo circa, quasi un Decalogo)

Intravino Manifesto – Chi Siamo (8 anni dopo circa, quasi un Decalogo)

di Alessandro Morichetti

Ogni tanto capita di fare il punto davanti allo specchio e cercando di mettere su carta il Chi Siamo e cosa vogliamo rappresentare per l’informazione del vino in Italia serve un po’ di sano brainstorming. Intravino aveva un suo modo di vivere il vino oltre 8 anni fa – 22 giugno 2009, la fondazione – e ce lo ha pure oggi. Ed è attuale oggi come allora, secondo noi. Molti editor sono sempre gli stessi, qualche avvicendamento c’è stato ma l’approccio non ha subito cedimenti.
Vediamo per punti, il commento è libero.

1) Beoni – Qui si arriva solo con una sana passione per il vino, magari corredata da quella per birra e distillati di ogni sorta, se non addirittura miscelati. La ristorazione poi è un capitolo a parte, il mio vero amore. Parliamoci chiaro: non è una malattia ma in alcuni casi sfioriamo la passione che sfocia in patologia. E chi non riconosce fino in fondo il valore psicotropo dell’alcol nell’incendiare un interesse dice il falso.

2) Cazzoni – Leggerezza, relax, non prendersi troppo sul serio – che non significa non essere seri, ricordarsi ad ogni post che parliamo di vino e non di valvole aortiche, di un prodotto culturale rilevante ma non capace di salvare vite umane. E poi tra cazzeggioni ci si diverte.

3) Curiosoni – Ogni intravinico che ho conosciuto mi ha sempre fatto la stessa impressione: la propensione a parlare di sé e del proprio ego è sempre stata inferiore alla curiosità di chiedere cose, acquisire informazioni, raccogliere pareri nonché allestire “faldoni” da tirare fuori quando necessario.

4) Onesti (Anarchici e Felici) – Termine abusato, talvolta svilito ma triste è il paese in cui essere onesti diventa un accessorio. La prima cosa che diciamo sempre ad ogni nuovo editor è: “Scrivi cosa vuoi, sii rilevante, dimentica ogni forma di marchetta e sii inappuntabile e irreprensibile”. Insomma, ci proviamo! E fino a prova contraria, ci riusciamo perché ci crediamo e ci investiamo tempo e fatica. Questo ci rende felici, liberi e felici. Quasi anarchicamente felici, visto il bordello redazionale continuo. (Avete presente quei luoghi in cui il Capo e Maestro viene venerato come Capo e Maestro, riverito e ossequiato, mai contraddetto? Ecco, qui il corrispettivo è un bel “Tomacelli vaffa***o”).

5) Segugi – In virtù di serenità mentale, assenza di vincoli, curiosità esplorativa e integrità, su Intravino negli anni abbiamo affrontato e raccontato vini e persone di altissimo valore. Talvolta mainstream ma spesso, più spesso di quanto non sembri, novità piccole e grandi che nel tempo si sono affermate con forza. I nomi fateli voi lettori della prima ora, l’importante è stare in campana e qui il fiuto per le cose buone, particolarmente buone, non manca proprio.

6) Gossippari – Sì, lo siamo e ne andiamo fieri. Repetita iuvant:
Cioè indulgiamo nel pettegolezzo e nella chiacchiera banale. Bene, posto che questo è assolutamente vero, questo ci piace. Nel mio mestiere ogni volta che ho frequentato persone legate al settore IRL (in real life) non abbiamo fatto altro che scherzare e raccontarci storie e spigolature. Questo lato leggero, magari fatuo, è parte di questo ambito, come di altri. Che senso ha tenerlo fuori? Per essere seri, posati, magari un po’ stracciaballe? Ebbene, là fuori è pieno di gente seria, di pubblicazioni serissime, che trattano il vino. Sapete che c’è? Noi no. Noi occupiamo fieramente con leggerezza (ossimoro voluto) un settore libero; non ci impedisce, di quando in quando, d’essere serissimi su argomenti che ci indignano; ma non siamo serissimi ventiquattr’ore al giorno.”

7) Normodotati – Avete presente quel celolunghismo che si palesa approcciando un tavolo di “esperti”? Ebbene, vi svelo un segreto: li conosco praticamente tutti di persona e quel genere di roba lì è veramente una monumentale rottura di coglioni. Rovina le serate. Tanti ego che giocano a chi ce l’ha meno corto ritenendo la cosa necessaria all’affermazione di sé in una vite-senza-fine di confronti. Tra chi ha più assaggi, chi ha bevuto più annate, chi ha cenato nei posti migliori, il farlocco superomismo dilagante è deprimente, avvilente, di una noia soporifera, controproducente e respingente. Fuck you all.

8) Anticasta – Il libro “La Casta” fece un successone ma tutto è come prima. Il nostro approccio non è conciliante nei confronti di alcuno, chiunque esso sia, spesso al limite dell’autolesionismo. Ci piace così, anzi riteniamo sia profondamente giusto così, siamo dei cagnacci in un mondo che cerca di tenerli alla larga e confinarne il raggio d’azione. Non ce ne sono in giro poi così tanto, non è un titolo di merito ma un dato di fatto incontestabile.

9) Poveri – Consegue direttamente e logicamente dal punto precedente. Nonostante i dati di traffico in un settore così specializzato, starsene alla larga da tutto, non chiedere gabelle per pubblicità irrilevanti alle cantine e non proporre tour, eventi e quant’altro ha un risvolto: non si alza un soldo. Un giorno magari parleremo di quanti sponsor abbiamo perso semplicemente dicendo allo sponsor che avremmo scritto “sponsor” sul post sponsorizzato. Ma non vi tediamo oltre, ci piace così e ce lo teniamo così. 

10) …

Buona lettura, amici di Intravino! E il Decalogo completatelo voi.

[Immagine: Qumran]

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

3 Commenti

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Nelle Nuvole

circa 3 anni fa - Link

10) GIOCOSI. Allegri e a volte persino seri, pronti a giocare anche con le parole, utilizzando un linguaggio che a volte mi fa stridere i denti, ma almeno non mi fa rinunciare alla lettura fino in fondo.

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david

circa 3 anni fa - Link

8) Anticasta. Poi post su Signorvino...taaac.

Post che hai commentato, parlando di marchetta nonostante tutte le indicazioni di sponsorizzazione, quindi dimostrando che NON sai cosa sia una marchetta. Porta pazienza ma se uno non sa di cosa parla farebbe bene a stare zitto. [a.m.]

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david

circa 3 anni fa - Link

Ah beh, se lo dico prima cambia molto eh!..ma per piacere. "Sponsorizzazione", che bella parola.

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