Indovina chi viene a cena: il mio produttore preferito

di Alessandro Morichetti

Il mio diario delle 100 domande inconfessabili da fare ad un produttore di vino prima di morire inizia a tracimare. Alzi la mano chi preferisce parlare con pr e responsabili vendite che ti trafiggono a suon di slogan soporiferi. Io cerco la verità di un vino e solo chi lo produce può aiutarmi. La verità fa male ma sono disposto a correre il rischio e iniziative come “Un Vigneron à la maison” di Philippe Kazek mi incuriosiscono. Come avvicinare produttore e consumatori in tempo di crisi? Il produttore che gira per fiere e serate ha l’occasione di ottimizzare gli spostamenti pianificando incontri lungo il tragitto con appassionati dei suoi vini. Il servizio offerto da Kazek è proprio l’incontro tra domanda e offerta con diverse formule per un minimo di 4 appassionati. Il consumatore non spende nulla e non è obbligato a comprare, il produttore paga solo un minimo per iscriversi ed avere accesso ai contatti coi consumatori.

A settembre il “via” ufficiale e l’auspicio è che i 20 viticoltori di partenza diventino 400 entro fine anno. Progetto ambizioso e innovativo, efficacia tutta da valutare. Vista dal lato del piccolo produttore, raggiungere direttamente l’utente finale è una bella iniezione di visibilità ma il dispendio di energie per la logistica non è indifferente. E se poi il gioco non valesse la candela? Tentar non nuoce e chissà che un’esperienza così non venga presto esportata in altre nazioni produttrici. Certo l’idea di incontrare a domicilio un produttore è stimolante. Nell’attesa, mettere mano all’agendina con le domande inconfessabili per essere pronti al momento giusto. Della serie: la Francia è più avanti di noi, sempre.

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

2 Commenti

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Davide Bonucci

circa 11 anni fa - Link

Ho una amico produttore chiantigiano che fa la stessa cosa in Germania (e forse anche altrove in Europa, dovrei chiedere). Organizza e si sposta lui. Però ha la certezza di vendere bene, sono appassionati e già bendisposti verso il prodotto. Diciamo che sono dei GDA che hanno bisogno del contatto con il produttorre per comprare con più convinzione. Anche con il nostro gruppo di appassionati facciamo lo stesso, senza ricorrere a complicate società. Andiamo a cena (magari in campo neutro, al ristorante) con uno o più produttori, beviamo in libertà e diventiamo veri amici... alla fine possiamo dire di avergli fatto la radiografia, da quante domande gli facciamo... :)

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Sebastiano

circa 11 anni fa - Link

Io sono sempre disponibile, basta che si mangi vegetariano. Sebastiano Cossia Castiglioni Querciabella

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