Ho chiesto a Max, il mio amico benzinaio: ma tu li senti gli idrocarburi nel riesling?

Ho chiesto a Max, il mio amico benzinaio: ma tu li senti gli idrocarburi nel riesling?

di Graziano Nani

Max è un vecchio amico, sapevo di potermi fidare. Ha un distributore di benzina e pure un’officina meccanica: chi conosce gli idrocarburi meglio di lui? Così mi procuro una bottiglia di Riesling Kabinett del 2013, Wehlener Sonnenuhr di Dr. Loosen (un vino che, a detta di alcuni, marca parecchio questo sentore), e vado a trovarlo al lavoro. Ci ritagliamo un bello spazio sul tavolone, accanto alla morsa, e imbastiamo un aperitivo. Appena allentato il tappo a vite la bottiglia sfiata un po’ e, una volta versato, in superficie compaiono delle bollicine che spariscono in pochi secondi.

Dal benzinaio

Max, al naso, trova subito il Riesling molto pungente, con un aroma che alla lunga “quasi stordisce’”, dice lui. Intanto chiacchieriamo dei nostri vini preferiti. Il mio amico, valtellinese come me, dice che sono molto buoni il Rosso di Valtellina di Barbacàn e Vigna Riserva di Dirupi. Concordo su tutta la linea mentre trangugio il nostro Riesling, così diverso. Max non ama particolarmente la sua dolcezza, data dal residuo zuccherino. Anche se la freschezza che arriva subito dopo lo rende tutt’altro che stucchevole.

Tra una chiacchiera e l’altra gli chiedo, senza preavviso: “ma tu li senti gli idrocarburi nel Riesling?”. Lui lo annusa una volta e ci pensa su. Poi lo annusa di nuovo, e di nuovo ancora. Alla fine prende dal tavolo una specie di teglia piena di liquido nero, me la mette sotto il naso e mi dice: “Non li sento, per fortuna. Tu lo berresti un vino che sa di questo?”.

[Foto cover]

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Graziano Nani

Frank Zappa con il Brunello, Hulk Hogan con il Sassella: per lui tutto c’entra con tutto, infatti qualcuno lo chiama il Brezsny del vino. Divaga anche su Gutin.it, il suo blog. Sommelier AIS, lavora a Milano ma la sua terra è la Valtellina: i vini del cuore per lui sono lì.

19 Commenti

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Alessandro

circa 5 anni fa - Link

Credo gli idrocarburi si sentano (e credo di averli sentiti...ma magari è solo suggestione) solo in un riesling con qualche anno alle spalle. PS. concordo sulla Valtellina

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Nicola

circa 5 anni fa - Link

Non è un po' presto per sentire gli idrocarburi in un riesling del 2013? Chiedo eh?

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Orion

circa 5 anni fa - Link

Questa vorrebbe essere una cosa giocosa o rivelatrice? In entrambi i casi o più generalemtne in ogni caso, questa cosa non è ne divertente ne sagace ne istruttiva....

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max

circa 5 anni fa - Link

L'articolo è veramente penoso... (senza offesa eh') da proprio l'idea di una cosa scritta tanto per rinnovare la home page il lunedi mattina. Gli idrocarburi a volte nel Riesling si sentono, sicuramente in bottiglie con più anni sulle spalle. Ciao

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Sergio

circa 5 anni fa - Link

e per i sentori di pipì di gatto nei Sauvignon da chi pensi di andare?

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Graziano

circa 5 anni fa - Link

Al negozio per animali! ;)

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luis

circa 5 anni fa - Link

I riconoscimenti olfattivi dei vini devono per forza viaggiare per similitudine, altrimenti chiamiamo un chimico che sarà ben lieto di spiegarci quali molecole generano un determinato sentore. Nel caso del riesling il descrittore "idrocarburo" è certamente molto generico giacché esistono svariati idrocarburi con odori ben distinti (il bitume non ha l'odore della benzina che a sua volta non ha l'odore del metano -che in realtà è inodore), ma serve ha identificare un certo aroma che i riesling sviluppano dopo alcuni anni (almeno 6-7 direi per esperienza) e che è di solito ben riconoscibile. Personalmente, avendo lavorato in una fabbrica che la produceva, mi ricorda l'odore della gomma vulcanizzata - tipo copertone, per intenderci - quando si raffredda alla fine della lavorazione. Però usare "idrocarburo" forse è più semplice! Graziano, sei simpatico ma puoi fare di più. Anche se è lunedì mattina.

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Vinocondiviso

circa 5 anni fa - Link

Anche a me questo post è piaciuto. Non ho però capito se Graziano l'idrocarburo lo sentiva (a me capita di sentirlo spessissimo, altroché). Concordo con Luis che i riconoscimenti del vino devono funzionare come semplificazioni lessicali che servono a trasmettere agli altri le sensazioni olfattive che percepiamo (casa difficilissima visto che il naso di ciascuno di noi è diverso). Insomma, avete presente il quadro di Magritte con una pipa? "ceci n'est pas une pipe" Ecco: quando dico idrocarburo, non intendo proprio idrocarburo :-)

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Chiara di Perlage Suite

circa 5 anni fa - Link

Sono perfettamente d'accordo. E giusto venerdì scorso ho degustato un Riesling Bergamasco IGT di Tellurit che, pur essendo un 2013, ne aveva quanti ne volevi di idrocarburi... e di anni in potenziale!

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mariazzo

circa 5 anni fa - Link

“Non li sento, per fortuna. Tu lo berresti un vino che sa di questo?” Da webete enologico, ma "odore di idrocarburo" e "pipì di gatto" e altri aromi simili, appurato che non sono difetti del vino... non potrebbero magicamente essere descritti in maniera diversa? Cioè giustamente voi lo berreste o proporreste un vino da un aroma forte e "sgradevole"? Come si fa a dare un giudizio positivo ad una cosa che nell'immaginario collettivo lo si vede come negativo? Non c'è un modo markettaro più intelligente per descriverlo. Vi faccio 2 esempi analoghi: ho bevuto quest'estate un vino georgiano anforato... sapeva di impepata di cozze (o se volete di mare stagnante di porto). ho bevuto delle splendide bollicine che avevano un profumo eccezionale di crosta di pane... ma ho scoperto che è lo stesso sentore del pannolino pieno di mia figlia :D

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daniele

circa 5 anni fa - Link

La rovina di chi ama il vino e leggere storie di vino, sono gli pseudo-intenditori. I maestrini che si prendo sul serio. Troppo, sempre. Non se la godono mai e non se lo godono mai, il vino. Perché troppo presi a cercare di capire se hanno imparato bene a memoria la lezioncina. Ottimo Graziano, fresco il suo tono di voce, che rompe questa polverosa e mediocre platea, istruita a regolette e mai libera di pensare con la propria testa.

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sergio

circa 5 anni fa - Link

La reazione di chi legge dipende da svariati elementi tra cui il diverso approccio alla degustazione. Anche lo stile narrativo è così fuori dagli schemi descrittivi più diffusi ed egemoni che può stimolare reazioni diversissime. La brevità poi ha dei limiti e pregi, lasciando al lettore diverse linee interpretative. Io penso che l'autore conosca e sappia riconoscere, se c'è, l'aroma di petrolio nelle bottiglie affinate. Perché fa dell'ironia ? Da bambino mi piaceva il profumo dei gas di scarico delle auto(non ho provato quello della gomma vulcanizzata descritta dal buon Luis :-). Ora mi piacciono questi post sul vino...così diversi, così originali.

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Vinocondiviso

circa 5 anni fa - Link

Graziano di certo sa scrivere, ma sa anche degustare? E' questo quello che interessa ai lettori di Intravino immagino... Lui si definisce (nel suo blog), aspirante sommelier al III livello AIS, quindi a breve avrà anche un pezzo di carta. E' alle prime armi forse ma io gli consiglierei di osare, di esporsi di più, di non essere avaro nel descrivere un vino e nell'esprimere una propria opinione. Tanto la sua vale quanto quella di altri "atteggioni". ;-)

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Capex

circa 5 anni fa - Link

Un vino che sa di pannolino pieno è un vino di mer...(occhiolino)

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wine princess

circa 5 anni fa - Link

Proprio ieri sera non sapevo che cosa stappare, una rapida occhiata alla dispensa ed ecco... Kerosello 2001, un ottimo kerosene avionico prodotto da una piccolissima raffineria caucasica, lieviti guatemaltechi, 5 anni di affinamento in cemento armato, 5 in legno tarlato ed altri 5 in vetro antiproiettile, una vera chicca.. Ora, dopo 15 anni, finalmente è pronto, lo apro, lo verso ed al palato avvampa subito da par suo, il retrogusto è un continuo susseguirsi di decolli ed atterraggi, la lunghezza pari, se non superiore, a quella di una portaerei.. Ma quel naso, quel maledetto naso di riesling, quello non glielo leva neanche il Padreterno, porca miseria...

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Scon

circa 5 anni fa - Link

Grasse risate!

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Franceisco

circa 5 anni fa - Link

Ma è proprio necessario descrivere dettagliatamente i profumi di un vino? Questi profumi appartenengono alla memoria involontaria del singolo e credo sia una perdita di tempo perderci molto tempo. Io, quando parlo di vino, preferisco parlare di vino gradevole al naso ed alla bocca, che è un vino digeribile, che ha una buona acidità, non stucchevole, con buona struttura.....

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pilv

circa 5 anni fa - Link

fantastico!

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vocativo

circa 5 anni fa - Link

Talvolta, quelli che apro io, all'inizio sanno di fogna. Mi è capitato con diversi di Joh Jos Prum. Ma poi diventano bellissimi. Che apro forse lo sciacquone del water? ;)

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