VinNatur e la fine di un amore, le analogie che non sospettavi

VinNatur e la fine di un amore, le analogie che non sospettavi

di Sara Boriosi

Sono appena tornata dal VinNatur che si è tenuto a Genova e, di fronte a tanti odori improbabili, un cuore strapazzato come il mio non ha potuto fare a meno di notare un parallelismo tra alcune bottiglie sbagliate e certe locuzioni usate da chi sta per mollare qualcuno verso il quale l’amore è finito.

Siamo tutti adulti, cerchiamo di essere anche onesti. Di tacche sul muro ne abbiamo lasciate diverse, vantando un palmares di amori, amorazzi e friccicori piuttosto nutrito. Almeno una volta nella propria vita – più di una per alcuni fortunati – possiamo dire di essere stati mollati o di aver piantato l’oggetto del nostro amore, e lo abbiamo fatto secondo un codice di abbandono antichissimo. Le fonti risalgono a tempi remoti: pare che addirittura Adamo prese le distanze da Eva dopo il fattaccio della mela tentando di spiegarle, spaventato dalla portata del disastro provocato, che lui non era la persona giusta per lei, che le voleva bene e avrebbe voluto rimanere sua amica.

Dei tanti motivi addotti a sostegno di certi difetti dai volenterosi vignaioli, ho scelto una piccola antologia di frasi universali da utilizzare per spiegare perché un vino ha un determinato odore, con il vantaggio di poter sfruttare il suggerimento in caso di crisi di coppia. Vediamo come.

Non sono pronto per una storia.
Le uve sono state raccolte prima della perfetta maturazione, il vigore in vigna è troppo spinto. Aroma vegetale estremo laddove i profumi dovrebbero essere più maturi. È bene darsi alla macchia quando l’oggetto del proprio amore manifesta troppo entusiasmo verso altre forme di vita.

Ho bisogno dei miei spazi.
Vino ridotto, puzze puzzolenti da mancanza di contatto con l’aria. È il caso di abbandonare il partner ai suoi spazi e lasciarlo realizzare assecondando le sue pulsioni. Alternativa: trovarsi un altro partner più bello/giovane/ricco per lenire le ferite. E far respirare quel vino, diamine.

Sei la persona giusta al momento sbagliato (e viceversa).
Ossidazione a tutto spiano. Il vino ha preso troppa aria, quel farfallone amoroso non va più notte e giorno delle belle turbando il riposo. L’Adoncino d’amor, o cede al fascino della solforosa in grado di stabilizzare odori e relazione, oppure è destinato ad imbrunire arricchendosi di sentori in grado di coprire irrimediabilmente i primari. L’unica soluzione è mettere dei paraocchi al lestofante oppure rassegnarsi.

Con te non sono più io.
Muffa da botte scolma. Odore terroso, il trottolino amoroso aveva bisogno di più pressione, più paletti. Ma anche più cura e comprensione. Le colpe sono sempre a metà.

Mi hai idealizzato, io non sono così.
Questo pensiero mi è balenato in testa quando ho assaggiato un Dolcetto del 2005. Per dire.

Ti vedo più come un’amica che come una fidanzata.
Vino contaminato da acido acetico. Pensavo fosse vino, invece era un calesse. Tutto qui.

Ti amo troppo e ti lascio perché non voglio ferirti.
Questo vino cara la mia signora è perfetto così, se non Le piace può gentilmente accomodarsi al banco degustazioni qui accanto, troverà sicuramente uno di quei vini viziati dalla mano dell’uomo e magari un anziano come Lei in grado di soddisfare le sue perversioni guardando Flavio Insinna dopo la minestrina serale. Un vignaiolo non me lo ha detto apertamente, ma lo ha pensato a voce alta; lo so.

E infine, un evergreen.

Non sei tu, sono io. Non ti farei felice.
Questo è un vino naturale, deve avere questa puzza. Nulla più da aggiungere.

Ecco, mi sono incupita. Vado a farmi un bicchiere per endovena.

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Sara Boriosi

Vivo come un’estranea nella provincia denuclearizzata, precisamente a Perugia. Bevitrice regressiva, il mio cuore appartiene al Carso. Dotata di una vena grottesca con la quale osservo il mondo, più dei vini mi piace scrivere delle persone che ci finiscono dentro; lo faccio nel mio blog Rosso di Sara ma soprattutto per Intravino. Gestisco con godimento la migliore enoteca della città, ma lo faccio piena di sensi di colpa.

68 Commenti

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Nelle Nuvole

circa 5 anni fa - Link

Post ottimo et abbondante, ma quanto mi piace come scrive Sara Boriosi! La voce giovane ma già disincantata di codesto luogo. Tutto vero per me quanto sopra, il nostro cuore femmineo e ferito si è rimarginato col tempo, speriamo che lo stesso avvenga per il nostro palato. Ci sono nuove storie e nuovi vini che ci aspettano, non è detto che vada sempre male. MA AMICI MAI!

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Maurizio

circa 5 anni fa - Link

Cara Sara questo post ti qualifica come "hater". Benvenuta.

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Sara

circa 5 anni fa - Link

Giusto! Si chiude una porta, si apre una boccia.

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luciano

circa 5 anni fa - Link

Completamente d'accordo! Ma chi lo dice che un Vino Bio, Biodinamico o Naturale deve puzzare! Ci sono ottimi prodotti che sono apprezzabili sia dal punto di vista visivo, olfattivo e gustativo.

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vinogodi

circa 5 anni fa - Link

...nulla da aggiungere, Sara è veramente brava (e divertente) ...

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Sara

circa 5 anni fa - Link

Grazie grazz. Ho solo realizzato che per ogni spiegazione la matrice è sempre la stessa.

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anon

circa 5 anni fa - Link

Nomen omen.

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sara

circa 5 anni fa - Link

Semmai cognome cognomen. Zitto, va'. E' il mio cruccio.

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Francesco Garzon

circa 5 anni fa - Link

Si. Nulla d'aggiungere, ma non mi ha sopreso. Magari mi sono illuso che non potesse succedere così, tanto da diventare sostanza di un post. Qualche anno fa un certo viticoltore di Riparbella (a una degustazione da lui guidata) disse ad una platea di scettici e di innamorati che doveva essere proprio amore vero ... e non è facile.

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Antonello

circa 5 anni fa - Link

Approccio interessante e da approfondire

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Paolo

circa 5 anni fa - Link

Amici? No, semplici conoscenti!

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H725

circa 5 anni fa - Link

Gran bel post. alcuni vini naturali, pochissimi, sono destinati a restare. la maggior parte però è roba improponibile, che il ristoratore non propone perché molto spesso a ragione il cliente glielo rimanderebbe indietro. I difetti sono difetti. Se uno ha lo strabismo rarissimamente può trasformarlo in un pregio e rivelarsi come Christopher Lambert era Highlander (con tanto di Freddie Mercury che ti canta in sottofondo quando passa, e la Parietti 1990 che ti morde il pisello). Il più delle volte le donne non ti guardano se sei strabico. Sei uno sfigato. Ed è giusto così, non è questione di canoni di bellezza. Invece, per colpa anche di una fettina di blogger e giornalisti annoiati, in cerca di avventure, e che vogliono fare i bastian contrari a tutti i costi, sono proliferati nuovi Gravner, Valentini e Bea dappertutto. Pallide imitazioni. Il pubblico però è sovrano, e non ci sta. Sono quindi vini di cui magari si parla nei blog, ma che poi non trovano spazio nelle carte dei vini... perche' i soldi da buttare via non ce li ha nessuno oggi. E certi post non sono dritte, ma storte. Ribadisco questo è un gran post.

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roberto

circa 5 anni fa - Link

bah... non so se ridere o piangere: di vino se ne scrive troppo e male, ed infatti mi domando sempre il perché di articoli come questo.... diciamo che possiamo annoverarlo nella categoria "era meglio evitare"!

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cosciabella

circa 5 anni fa - Link

Sì sì, dici così solo perché sei stato lasciato e ti sei scoperto nella categoria dei Tavernelli.

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roberto

circa 5 anni fa - Link

Cosciabella, no, non sono stato lasciato... e pasteggio solo con vini di mia creazione o al massimo con quelli di amici fidati.. tengo un bicchiere anche per te così poi mi dici! ;=

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Peter Pin

circa 5 anni fa - Link

Sara Boriosi , scrive con ironia temi del vino che sono presi troppo sul serio. Mano male che c'e lei a intravino.

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A3C

circa 5 anni fa - Link

che freschezza, che novità di argomenti, ti copierò sicuramente le allusioni a vini che puzzano sono al contempo colte e irriverenti ...complimentissimi...

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vinogodi

circa 5 anni fa - Link

...l'agricoltura sostenibile "deve" andare avanti. IL "bio" deve andare avanti. La sperimentazione su questa strada "deve" andare avanti , anche con qualche morto (leggi difetti) . E' una strada senza ritorno. Per il nostro futuro e il futuro dei nostri figli. Senza fondamentalismi né preconcetti, se non quello della qualità nel bicchiere . Ricordandoci che un sistema "bio" non può essere isolato, altrimenti è pura fantascienza. La fiducia è d'obbligo , basta guardare agli esempi positivi, e so per certo che in Borgogna, per non fare nomi, è ormai "sistema" e i risultati sono palesi . Scusate l'eccessivo virgolettato ...

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Emanuele

circa 5 anni fa - Link

Yes. Quoto tanto gli "imperativi categorici", quanto i distinguo.

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sergio

circa 5 anni fa - Link

Anche per me è un grande post. Perché ha squarciato con ironia, ma anche con coraggio e competenza, il velo suadente che la retorica dei vini naturali ha costruito in questi ultimi anni. Ora si apre una nuova fase: i difetti non vengono accettati come garanzia della "naturalità" del vino, ma sono difetti. Se pensiamo che tra poco uscirà il libro del prof. Perullo, sembra che questa nuova fase coincida con una svolta nella degustazione del vino. . Saranno le Donne di Intravino le interpreti migliori della svolta Epistenologica ?

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Rino

circa 5 anni fa - Link

Lo dico sempre, da produttore, non dimentichiamo mai le 3 regole fondamentali ed imprescindibili per ogni bottiglia di vino: piacevolezza, piacevolezza e piacevolezza. In tutti i sensi. Tutto il resto è solo puzzetta :)

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Massi

circa 5 anni fa - Link

Puzze puzzolenti .. come altro possono essere le (supposte) puzze? Qui ormai purtroppo chiunquedigiti qualche parola alla tastiera pensa di essere il nuovo Baricco ..... sigh ...

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antonio

circa 5 anni fa - Link

Finalmente qualcuno che con intelligente ironia dice delle grandi verità!! E' ora che qualcuno cominci a dire che non basta essere bionaturdinamicqualcosa per essere buono a prescindere. Spero che presto in questo campo si faccia pulizia di tanti "folgorati sulla via di Damasco" che oltre a fare qualcosa di improponibile passano il resto del tempo a sputare sentenze su tutto e tutti.

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Sergio

circa 5 anni fa - Link

qualcuno di Intravino riesce a fare un pezzo serio che metta in collegamento questo post con quello di ieri su veleni&Prosecco?

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Rino

circa 5 anni fa - Link

altra bella questione interessante, cosa di cui da sempre noi lottiamo (lapria.it)... ho visto anch'io ieri il post sul servizio di La7

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Hulk

circa 5 anni fa - Link

Pezzo imbarazzante, non solo perché è banale ma pure scevro di contenuti, ha lo stesso appeal di un vuoto pneumatico o di un post di Selvaggia Lucarelli. D'altronde la nostra nuova eroina del vino, mescola il tutto come una soap opera colombiana. Ha ragione U. Eco quando dice che il web ha dato voce anche a chi dovrebbe rimanere in un angolo del bar; e farsi dei calici di vino di gomma. La cosa più triste di tutto ciò è che [seguono sconcezze verbali] Hulk, quando smetti il verde e torni in panni umani ne riparliamo. Per ora ti modero io, la prossima volta fai da solo, da bravo. Quanto a Eco, diceva a te. Bacioni. [F]

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Sara

circa 5 anni fa - Link

Ciao hulk, gradisci una caraffa di frizzantino per mandare giù un po' di bile?

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Massi

circa 5 anni fa - Link

Caro Hulk, sottoscrivo ogni tuo pensiero ..... senza alcuna necessità di frizzantino perchè il pezzo è talmente impalpabile che di esso non può restare proprio nulla ... aria fritta ...

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roberto

circa 5 anni fa - Link

Caro Hulk sono con te (leggi mio post): di vino se ne sta scrivendo troppo e male.. diciamo pure che da quando chiunque abbia tenuto in mano mezzo bicchiere di vino si sente autorizzato a "parlottare", è iniziato il tracollo del settore... ma lasciamoli dire e godiamoci lo spettacolino (bicchiere alla mano ovviamente!) tirando avanti il nostro lavoro, perché di lavoro si sta parlando, lavoro serio e molto, molto difficile, che merita ben più di due banali righe di spicciola ironia indegna perfino di un "teen-magazine" tipo "Cioè". Ma va bene così, dai, nel bene e nel male l'importante è parlarne. Ed aggiungo, se le grandi menti si fossero fermate alle critiche avverse (fondate o meno), a quest'ora saremmo ancora convinti di vivere su una tavola da surf! Cin-cin!

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Alessandro Morichetti

circa 5 anni fa - Link

Tracollo del settore? Ma di che parli, si sa? Certo, a leggere commenti come il tuo (che quanto ad accozzaglia di luoghi comuni la metà basta) c'è poco da stare sereni. Però rallegrati, oggi siamo democratici perché di solito chi va in casa d'altri a dire che fa tutto schifo si prende un bel calcio nel culo ;-). Ma va bene così dai, per un commento a cazzo non è mai morto nessuno e sopravviveremo anche oggi. Buon week end (bicchiere alla mano ovviamente!)

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Sergio

circa 5 anni fa - Link

forse roberto parlava di tracollo del settore della critica enoica; ma va bene così, dai, non riflettiamoci, rispondiamo con acidità...

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Fiorenzo Sartore

circa 5 anni fa - Link

ma quando parli di "tracollo del settore della critica enoica" intendi quella italiana, o mondiale?

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roberto

circa 5 anni fa - Link

Esimio Morichetti, mi scusi se ho urtato la tua sensibilità, non volevo! Giuro sono un bravo ragazzo!!! Ma, Morichetti mi consenta due righe... Quello che intendo io è che possiamo far finta di niente; ma perché secondo voi va tutto bene così? buon per voi, per voi il fatto di trovare chianti classico a 2,50 al supermercato è segno buono? oppure non riuscire a piazzare del nobile di Montepulciano perché non ha mercato è segno buono? non so di che parte tu sia, Morichetti, ma qui nel chianti, dietro a tristi sorrisi e giacche e cravatte (che nascondono braghe di tela rammendate) si nasconde una realtà tutt'altro che allegra, una vallata di aziende in fallimento, svendita, o commissariamento, per non parlare della più triste Maremma. Insomma tolti i rari mostri sacri, il resto langue e di brutto. Fossimo un po' più come i francesi, belli boriosi, pieni di sé e autocelebrativi, dove una sana buona puzzetta di brett è decantata come "massima espressione tipica del terroir" (e non come un mero puzzo di cavallone galoppante bello sudato), fossimo più come loro, ripeto, forse al posto loro ci saremmo noi in testa alle classifiche delle hit-parade. Non voglio dire che la colpa sia tutta dei giornalisti per carità c'è gente che sa scrivere, descrivere con gusto, buon senso critico e obiettività, purtroppo, per la maggior parte, siamo in mano ad una pletora di incompetenti alla guida di guide e guiducce allo sbando! (ah già ma questo non si può dire!!) Beh Ma Morichetti, forse tu sei troppo elevato e certe cose non ti tangono, sono troppo banali, ci sono milioni di ettolitri invenduti nelle cisterne delle vinicole, ma va bene così, sono tutti tuoi pronti per essere degustati dal tuo palato sopraffino, sempreché tu ti degni di smettere di scrivere minchiate e scendere un po' più al nostro mero livello terreno. In effetti Morichetti la stupidità di gente come te non ha mai ucciso nessuno, o forse sì, per cui bevi responsbilmente... cincin! ;) dici minchiate, sei uno stupido... ah Roberto, e datti una calmata. i commenti come i tuoi di solito li metto nella differenziata (umido nel caso), ma questo sproloquio merita di stare online, il mondo deve sapere quanto non ci hai capito una cippa. [F.]

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Sergio

circa 5 anni fa - Link

per Fiorenzo: la critica mondiale, ovvio: e neppure io mi sento troppo bene...

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Antonio

circa 4 anni fa - Link

Qui siamo arrivati alla frutta. Caro hulk, Sara ha scritto un pezzo con un pó di sana ironia. Puoi essere in disaccordo perchè sei entrato in quel trip vegan salutistico tutto bio, ma non puoi in nessun modo offendere. Io ad esempio concordo in pieno con lei, e ti diro di più, quando sulla bottiglia leggo bio la scarto a priori. Il vino è sempre stato fatto dagli uomini per gli uomini per esser qualcosa di piacevole. Se un vino puzza non lo bevo.

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spanna

circa 5 anni fa - Link

Domenica pioveva forte su Genova e passeggiare la città mi ha messo melanconia. E quello che ho assaggiato nel bel salone dei cambi non è riuscito a scaldarmi il cuore.Sara ha centrato il punto per me. Sarà l'annata 2014 ma molti vini erano arruffati, scomposti e davvero poco piacevoli. Nel ricordo salvo il merlot e il rosato di Collecapretta,Colleoni di Montalcino anche con i bianchi dell'Amiata presentati e un sirah di Texier. Bilancio largamente insufficiente purtroppo per me ...

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Giacomo P.

circa 5 anni fa - Link

Buongiorno, dalla sintesi delle frasi sopraelencate ho capito che lei in quella giornata non ha trovato mezzo vino naturale di suo interesse (ci può stare secondo i suoi gusti); ma quello che non capisco è lei che con questo post gira attorno al discorso da destra a sinistra ma non esprime un concetto chiaro e definito (in classico stile politico italiano), trovo questo post fine a stesso.. altre righe ad esortare la solita diatriba in atto da questi ultimi 3 anni sul discorso VINI NATURALI che ci hanno riempito le **** a tutti, possiamo tutti dire in coro che UN VINO NATURALE NON PERCHè SIA TALE DEBBA PER VIA DI COSE PUZZARE. Consiglio si faccia una bottiglia di Bruno Allion legga con cosa è fatto e non si scervelli se non sente i soliti profumi varietali che ci hanno sempre insegnato che debba avere. [img]inserisci qui il link tra i due tag[/img][img]inserisci qui il link tra i due tag[/img][img]inserisci qui il link tra i due tag[/img][img]https://images.vivino.com/thumbs/00uvuqgcv1iez_375x500.jpg[/img]

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Stefano Menti

circa 5 anni fa - Link

settiman scorsa ero da Bruno. Grande vigneron e consulente. Vini naturali fatti solo d'uva e nessuna puzza, sia Surin che Carnix.

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Giacomo P.

circa 5 anni fa - Link

Concordo Stefano, Surin un vino eccezionale per la sua pulizia olfattiva e con specifiche note di pesca e floreali (al via le seghe mentali per i diffidenti sulle espressioni del Sauvignon) ed al palato una lotta tra freschezza e sapidità su quale delle due era la chiave di spicco, prezzo commovente oltretutto :)

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Massi

circa 5 anni fa - Link

Voi non avete capito nulla, state parlando di vini mentre chi ha scritto parlava di Adamo ed Eva ... :-)

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carlo

circa 5 anni fa - Link

Questa è pura disinformazione, scritta male e senza uno straccio di contenuti, complimentoni allo staff.

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sergio

circa 5 anni fa - Link

"scritta male e senza uno straccio di contenuti" . Lo stile, la forma di un discorso, di un testo può piacere o anche non piacere. Ma poi c'è anche il contenuto, come dici. Ed il contenuto del post è chiaro.La conferma è che molti lo hanno capito Lo ha capito anche Giacomo P. che ha anche articolato la sua critica. . Rivolgo, due inviti: @ a tutti: vorrei che chi critica facesse capire meglio agli altri se condivide o non il CONTENUTO del post.(la forma, come ho detto, può piacere o non) E perché non lo condivide. @ a Giacomo P.: Il fatto che il Surin(non conosco) sia un ottimo vino senza difetti e puzza in che senso contraddice il post? Sembra "implicito" che anche per te ci siano vini naturali con difetti : e allora perché attaccare un post che fa ancora chiarezza su questo tema? Vinigodi, che ne sa certamente più di me, ha commentato due volte esprimendo, forse, nel secondo commento una posizione che potrebbe essere vicina alla tua.(scusami se ho capito male). Eppure nel primo commento ha aprrezzato il post. Non so se mi sono spiegato.

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Massi

circa 5 anni fa - Link

C'e' un contenuto? Quale? Sembra vuoto pneumatico.

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roberto

circa 5 anni fa - Link

ho riletto per la terza volta questo "articolo"(?), boh! avrò il q.i. troppo basso, ma non riesco a trovarcelo, un senso!

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il farmacista goloso

circa 5 anni fa - Link

Caro Roberto, potrà non trovarci un senso, ma c'è bisogno di un senso? L'articolo è sbarazzino, scritto in maniera frou-frou da una signora irriverente dall'alto di un tacco 12, probabilmente dopo qualche bicchiere di troppo. Se ne faccia un paio anche lei e cominci a sorridere, ché di musoni qui ne girano fin troppi. Così aiuterà anche a vuotare le cisterne di invenduto.

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rampavia

circa 5 anni fa - Link

Ancora una volta mi chiedo se sono l'unico sulla terra a non essere partigiano. La questione pro o contro il vino naturale (con tutti i limiti che tale definizione implica) divide da dieci, quindici anni più della questione sulle unioni civili. Anzi un compromesso è più probabile in quest'ultima materia. Il post è divertente ma non credo che Sara Boriosi volesse emettere una sentenza di Cassazione. Se mai esprimere in modo ironico una forte delusione. Più che legittimo. Per parte mia condivido in pieno il commento di vinogodi. Con tutti gli errori che si sono e che si potranno commettere non si può tornare indietro.

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Emanuele

circa 5 anni fa - Link

Proprio bello, Sara. Divertente, per nulla polemico o imbarazzante come trovava qualche livoroso.

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Mattia T.

circa 5 anni fa - Link

Ciao a tutti, A me questo articolo piace. Il problema è che il "vino naturale" non esiste. Il vino è artificiale, non può farsi da solo. Chiedo a tutti voi di pensare al vino in modo più profondo: il 90%, anzi il 99%, dei "VINI CONVENZIONALI" ha problemi di personalità e di struttura. Il 99% dei "VINI NATURALI" ha problemi di "contenimento". Mi piace chiamarlo contenimento perché la terra, la vite e le uve che essi generano devono essere contenuti, ma sopratutto interpretati. Spesso non è facile se si lavora per cercare di esprimere al massimo ogni caratteristica del terroir. VOLER PORTARE DENTRO TUTTO A VOLTA PORTA ANCHE QUALCOSA DI SBAGLIATO, AVER PAURA DI PORTARE DENTRO LO SBAGLIATO A VOLTE TOGLIE TROPPO. Da entrambi i lati qualcosa si perde e qualcosa si guadagna. Ricordiamoci che la perdita della territorialità è tanto grave quanto la volatile alta. Bisogna fare uno sforzo comune per valorizzare il settore a concentrarsi sul territorio, che per il 99% delle volte da entrambi i lati, in parte, si perde. Se non siamo capaci di unire le due categorie bisognerà crearne una nuova, che tuteli dal punto di vista legislativo i vini ultra-territoriali. Vini che vengono fatti solo ed esclusivamente con l'uva, senza additivi aggiunti. Ma di questa mia idea ve ne parlerò in futuro, magari quando Intravino mi dedicherà uno spazio per scrivere. Cordiali saluti P.S. Consiglio a tutti di leggere un po' di più Pirandello. Poi di ascoltare del Jazz, tanto Jazz.

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paolo b.

circa 5 anni fa - Link

per fortuna, ho pensato, su questo wine blog molto bello scrivono anche, per dire, Pietro Stara e Fiorenzo Sartore.. peccato però imbattersi anche in un pezzo che vorrebbe avere il brio sarcastico di un Karl Kraus e finisce a mezzo tra la freschezza di un Bruno Vespa e il rigore di un Emilio Fede..dunque secondo l'autrice Boriosi (nomen omen? passatemi la facile, e ultima, spiritosaggine) di fronte al manifesto tracollo dei vini naturali, incarnatosi nella recente edizione dii vinnatur genova ( peraltro stracolma di gente).. ora premetto un evidente conflitto di interesse: ero li con il mio banco; premetto altresì che rifiuto di ammettere difetti evidenti come caratteristiche del vino naturale (semplicemente perché non sono per nulla necessarie); premetto ancora che non ho assaggiato quasi niente in giro, essendo assediato al banco da gente a getto continuo..ecco, ciò premesso, e anche ammesso che l'autrice abbia incocciato in alcuni assaggi sfortunati, l'impostazione del pezzo ha la stessa levità super partes di un ultras-da-curva-sud, la medesima leggerezza di un editoriale dii Sallusti, e la leggiadra compostezza di un Giovanardi che discetta di gay droghe e Ustica..tutto in bianco e nero, insomma e ovviamente, sempre il bio-biodinamico-naturale come epicentro dello snobismo e del riprovevole (oggettivo, of course, lo dicono gli assaggi..)..nessun minimo credito, nessuna apertura al dialogo: quei vini puzzano (bene , un argomento gozzanianamente nuovo quanto Carlotta e Nonna Speranza)..esattamente speculare al dire che i vini convenzionali, a fascio, sanno di gomma..e un passaggio sul Dolcetto 2005 ( non mio, a scanso di equivoci) che lascia trasparire un monocorde conformismo da assaggiatore attempato, di quelli che "il dolcetto si beve giovane, e dev'essere fresco leggero e franco", e pazienza se quell'uva è in sé altra cosa).. per chiudere, un recente aneddoto: eravamo a cena l'altra sera in un locale slow molto carino e di territorio, con vini interessanti ma molto misti: bene, abbiamo bevuto un'ottima barbera 2006 del naturale (e radicale) Guido Zampaglione, fresca, profumata, molto godibile, per poi assaggiare anche, su perplessa richiesta del patron, un Nizza 2012 assolutamente convenzionale (si badi, più d'uno li apprezzo..), di un produttore noto, del tutto piatto, pesante, scialbo, e il bicchiere è rimasto per lo più li..forse, occorre sempre più equilibrio e misura e understatement e apertura quando si scrive di vino, no? e mi si perdoni l'irritazione critica, ma sapete com'è, a volte..

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endamb

circa 5 anni fa - Link

Io sto con Paolo (che credo di aver conosciuto a Bruxelles...)

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roberto

circa 5 anni fa - Link

Paolo P. condivido in pieno ed approvo con plauso, ma non farti sentire, qui c'è gente che taglia le critiche e ti scanzona come banale produttore di luoghi comuni, ed elegantemente, etichetta come "commento del ca@@o", un'opinione diversa dalla sua. Purtroppo dobbiamo aver a che fare con gente così.... vero Morichetti?

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capex

circa 5 anni fa - Link

Sergio, A Prescindere che sia d'accordo con te o meno, credo che certe inviti a tutti dovresti lasciarli a chi di dovere. Cioè alla redazione. Cordialmente.

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sergio

circa 5 anni fa - Link

Veramente avevo in mente il commento di Hulk quando ho pensato di scriverlo. Nella forma, rivolto a tutti, poteva sembrare un ordine , ma sinceramente era soltanto un invito :-) Al quale nessuno è obbligato, ci mancherebbe. Si può essere anche molto sintetici e non dare molte spiegazioni. Ma se i commenti diventano "fortemente" critici ed "offensivi" secondo me sarebbe più corretto motivarli. . Colgo l'occasione per salutarti con simpatia

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Pierpaolo

circa 5 anni fa - Link

Il mio punto di vista coincide con quello di Vinogodi, ma io avrei aggiunto, forse cattivamente, che è stata proprio la stampa specializzata ad aver omesso, per molto tempo e sistematicamente, che molti dei grandi vini borgognoni sono "naturali" da decenni. Questa "certezza borgognona" - parliamo della regione vitivinicola più citata al mondo - andrebbe tenuta presente per iniziare a sperimentare fiduciosamente nel campo “bio”, perché, a dispetto di tutte le meraviglie eno-agro-tecniche che si devono pur vendere, quei produttori, che sono ormai a “sistema”, ottengono grandissimi vini con modalità “naturali” e “sostenibili”. L’attacco di alcuni interventi nei confronti dell’autrice mi è sembrato davvero forte! L’articolo è sembrato, e tale, secondo me, voleva essere, scherzoso, leggero, magari anche sfottente, ma sempre gentile. Benché propenda fortemente per le potenzialità del vino naturale, è innegabile che è capitato a tanti di bere vere schifezze “naturali”. E quante volte, diversi produttori hanno avuto l’ardire di dire che i vini naturali devono “puzzare”! Ma questa è un’aberrazione, non una visione! La bellezza - perché, in senso largo, è questo che cerchiamo in un vino (la piacevolezza è solo una parte della bellezza) - non puzza! A favore dei vini naturali “belli”! “..alcuni vini naturali, pochissimi, sono destinati a restare.” (H725). Ecco cosa diceva ad Intravino Angelo Gaja sui vini naturali: http://www.intravino.com/grande-notizia/dice-angelo-gaja-che-i-vini-naturali-sono-qui-per-restare-e-adesso-so-cai-vostri/ Pochi hanno dato risalto (Intravino ne ha parlato) ad un articolo scientifico apparso da poco circa l’azione di vespe e calabroni nei processi di ibridazione dei lieviti. L’articolo è di Duccio Cavaliere e altri: Università di Firenze, Fondazione Mach e IbimetCnr. E’ una scoperta che, non solo va a favore delle grandi possibilità espressive dei vini naturali, ma pone un tassello importante a favore di una visione sistemica dei processi naturali. Chi avrebbe scommesso su tanta utilità, quanto meno per il vino, di vespe e calabroni? Meno male che esiste ancora una ricerca pubblica! Di certo, sono sicuro che le industrie biotecnologiche si attrezzeranno a studiare e a “copia-incollare” i meccanismi di ibridazione che avvengono negli intestini di vespe e calabroni!

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capex

circa 5 anni fa - Link

In tal caso la penso come te. :-)

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erique

circa 5 anni fa - Link

gran pezzo. ma la maggior parte dei bevitori che frequento, compresi quelli categoria "cintura nera", la retorica sul vino ipernaturale l'ha sempre mal sopportata. è più la critica enologica che, ciclicamente, stanca della sua stessa retorica, inizia a bastonare ció che prima esaltava. da qui quella sensazione di "stanchezza" verso una filosofia produttiva: in questo caso quella sull'ipernaturalechedifettatoèmeglio.

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Luca Paolo

circa 5 anni fa - Link

Ennesima variazione sul tema delle puzzette e dei difetti, che nulla aggiunge all'irrisolto - e per certi versi irrisolvibile - dibattito in materia. Alcune riflessioni sul tema. Premessa, scontata, sulla quale però non tutti sembrano concordare: i difetti sono sempre difetti e mai caratteristiche varietali, le puzze non sono mai piacevoli ed un bel vino non dovrebbe avere né gli uni né le altre. Prima riflessione, banale, i vini naturali risentono in misura molto maggiore dell'andamento climatico dell'annata. Come qualcuno ha fatto notare, la 2014 è stata eccezionalmente sfavorevole sotto quel punto di vista (per le olive ad esempio è stata la peggior annata che si ricordi nell'ultimo trentennio). Queste condizioni, da qualche parte, dovranno venire fuori. Vogliamo continuare a pensare che un prodotto che viene dalla terra possa mancare completamente di rispecchiare in cui si è sviluppato? Vogliamo vini sempre in gran forma, tanto in annate secche e calde quanto in quelle fresche e piovose? Bene, questo vuol dire essere scollegati dalla realtà e dalla natura. Ho notato che molti vini 2014 risultano particolarmente spenti, a volte anche poco gradevoli, ma questo, stranamente, vale anche per aziende che fanno sempre gran bei prodotti. Questo mi fa pensare che il fattore annata sia stato decisivo. Seconda riflessione, meno banale anche se piuttosto ovvia: fare bene un vino naturale è molto più difficile che farne uno convenzionale. Nel secondo caso è più facile portare uve "sane" (almeno nell'aspetto) in cantina; ma soprattutto si hanno molti strumenti per correggere in vinificazione quello che non va. Bruno Vespa fa vini corretti e puliti, no? E' un vignaiolo, che problema c'è? Se non fosse che il suo enologo segue qualche centinaio di cantine e giurerei che c'è chi saprebbe riconoscere quella mano in vini fatti a 2000 km di distanza tra loro. Terza riflessione: se non ci si può sforzare di apprezzare vini che puzzano o sanno di brett, e qui concordo, si dovrebbe però apprezzare il fatto che chi li produce, comunque, fa un servizio molto migliore alla salute dell'ambiente e dunque a noi tutti. Siccome qualcuno potrebbe a ragione dire "ma non potevi fare l'orticoltore, almeno mi risparmiavi queste schifezze?", la rigirerei così: si dovrebbe apprezzare meno chi fa vini "puliti" seguendo protocolli di fatto farmaceutici e adottando un'agronomia dannosa per l'ambiente e per la nostra salute (con buona pace di lotte integrate e approcci "chirurgici", sempre di veleni sono irrorate le vigne e sempre di schifezze riempite l'aria e la terra). Quarto, come già detto da qualcuno: dall'altra parte, bisognerebbe "pesare" la perdita di tipicità territoriale nei vini convenzionali, privi di puzze ma anche di identità e "verità". Quanti Italiani pensano che la vera voce di De Niro sia quella di Ferruccio Amendola? Credo che i motivi di questa proliferazione di produttori "naturali" si possano in parte rintracciare tra le mode e i richiami commerciali, ma siano in gran parte il frutto di un'autentica voglia di verità e sostanza, della terra e della natura. Va bene scremare tra parvenus/opportunisti del settore e veri artigiani /naturisti convinti, tra bravi vignerons e riproduttori seriali di ciofeche che "quel sentore è tipico del vino". Ben venga questa selezione nell'interesse del settore e dell'innalzamento della qualità generale dei vini. Però bisogna anche dare tempo al tempo. Se a Vespa basta un anno per lanciare un "buon" vino, a chi è partito da tutt'altre premesse ci vorrà un po' di più. Se non saranno comete, sapremo apprezzarne i risultati. Non sarò mai affascinato da una donna rifatta, che resta sempre bella e uguale a se stessa e non mostra i "segni degli anni". E' una cosa "innaturale", e l'istinto questo lo capisce.

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Insolitovino

circa 5 anni fa - Link

Definire bello questo post mi sembra eccessivo. E' stato affrontato un argomento che ( come direbbe Montalbano , ha rotto i gabbasisi ) in modo "leggero" e "romantico" . Basterebbe smettere di difendere vini palesemente difettosi con giustificazioni tipo, una volta si faceva cosi' , la territorialita' , vini che fanno bene alla salute, sono vini da interpretare....etc etc Comunque brava sara....sei buona ..giusta....e pulita....come direbbe il Petrini.....

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Pasquale

circa 5 anni fa - Link

Riprendo dall'ultimo pensiero, vanno bene i segni del tempo ma bisogna curarsi comunque, bisogna coprirsi quando fa freddo e rinfrescarsi quando è troppo caldo e quando abbiamo un problema grave andiamo dal medico (enologo)o lasciamo che la natura faccia il suo corso? E quindi, dal mio punto di vista, un vino curato ma non contraffatto o costruito e sicuramente migliore e sicuro. Nel vino ci sono batteri, muffe, funghi e altre cosette che se non vengono monitorate dall'uomo non fanno tanto bene. Mio nonno ha fatto vino in casa pigiato con i piedi ma lo beveva entro marzo, il resto lo usava per l'insalata o in alcuni anni lo buttava. Pertanto bisognerebbe regolamentare con razionalità la categoria dei vini naturali. Il controllo della temperatura non è una manomissione ma è semplicemente mettere o togliere vestiti per non prendere il raffreddore, filtrare il vino con dei semplicissimi filtri a cartone prima di metterlo in bottiglia è come lavarsi la faccia e pettinarsi per essere puliti, usare la bentonite che altro non è che argilla per far decantare meglio le impurità è come prendere una tisana di ortiche. Dopo questo posso laurearmi in medicina oppure posso provare il nuovo corso di laurea lo sciamanesimo enovitivinicolo. Ci vogliono delle regole e chi le fa rispettare!! Nessun laboratorio al mondo può stabilire se i lieviti usati sono selezionati o spontanei, nessuno potrà mai stabilire se la temperatura è stata controllata o no. Sono solo un mucchio di chiacchiere inutili. Dite la verità e fate vini piacevoli da bere e che non contengano pesticidi o additivi chimici.

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sergio

circa 5 anni fa - Link

"Ci vogliono delle regole e chi le fa rispettare!! Nessun laboratorio al mondo può stabilire se i lieviti usati sono selezionati o spontanei, nessuno potrà mai stabilire se la temperatura è stata controllata o no...Dite la verità" . Ho estrapolato questo pezzo finale e lo commento non riferendolo al post ma ai vini naturali in generale. Quasi nessuno, nei dibattiti, solleva la questione dei controlli di ciò che si fa ( e dicono di fare) in una cantina di vini naturali. Generalmente questo argomento viene contrastato in vario modo: come inutile peso burocratico, ad esempio. Ho letto qui, su Intravino, dire da alcuni esperti e da produttori famosi che basta essere un "ottimo degustatore" per capire tutto quello che avviene in una cantina di vini naturali. Insomma per ritornare al dibattito: i vini naturali con difetti non ci piacciono ma un vino naturale senza difetti lo beviamo...fidandoci...soltanto...delle nostre capacità degustative?

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vinogodi

circa 5 anni fa - Link

...un articolo non penso debba avere la pretesa di essere esaustivo. Anzi, dovrebbe far riflettere ed essere letto volentieri . Cosa che ho fatto con quello di Sara, veramente brava , affrontando temi importanti in maniera straordinaria . E ha fatto riflettere e discutere, come ha da essere 8e come si evince dal numero di interventi) . Poi ci sono le convinzioni personali (io sono per il "berealto a prescindere, ma penso si sia capito) ma anche la coscienza che dovrebbe permeare le nostre azioni come quella dell'agricoltura sostenibile che sia non un diritto ma un dovere, per rispetto di ciò che ci circonda e per la salute futura del pianeta... perché la salute planetaria del presente ce la siamo già fottuta ( o ce la stiamo fottendo )...

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Davide

circa 5 anni fa - Link

la storia dei vini naturali è sempre la stessa.... molte persone si inventano vigneron perché stufi delle loro abitudini o del loro lavoro e pensano che leggendo 2 libri e visitando 2 fiere si diventi vigneron. Questi sono i risultati... vini inproponibili, volatili alle stelle, ossidazioni, riduzioni etc. etc. tempo fa ad una degustazione di vini naturali un produttore mi disse: "Un giorno imparerai a bere e capire questi vini" per fortuna non ho imparato! A mio avviso pochi produttori fanno veramente dei vini naturali degli di essere chiamati tali, tutto il resto è noia....

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massimo

circa 5 anni fa - Link

vorrei difendere l'autrice del post (che sicuramente non ha bisogno che io lo faccia), ma non capisco come mai ci si sia scagliati così in tanti e fortemente contro. A me sembra un post che, nel merito, può essere più o meno condiviso, nella forma, anche. Ma alcune accuse personali all'autrice sembrano rivelare che si sia stato toccato un nervo scoperto a qualcuno, e che lei sia, in questa occasione, capro espiatorio di qualcosa. Non le piacciono i vini naturali? pazienza, sono opinioni. Ritiene che tutti i vini naturali puzzino? non lo ha mai detto. Questa è disinformazione? ma no! non è assolutamente un post di "informazione", ma solo un post leggero e allegro. Io non credo che Sara, l'autrice, abbia avuto ambizioni di dare giudizi assoluti, né di fare un resoconto esaustivo di quel che è stato a Genova, ma solo di scrivere simpaticamente un post in un blog in cui spesso ne compaiono di simili. Ognuno può trovarlo divertente o meno, ognuno può trovare più o meno verità al suo interno, ma quelli che ho trovato fuori tema (per carità, ognuno scrive quello che vuole nei limiti della decenza) sono i giudizi sull'autrice

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Damijan Podversic

circa 5 anni fa - Link

Complimenti ! Il Vino e l'alimento dell'anima o é grande o non ha senso nutrirsene. Non esiste la soggetivita nel vino, perchè si conoscono i difetti e questo vale sia per un vino che puzza o per un vino tecnicamente perfetto che non puzza, ma gli manca la crocantezza del frutto...... Chi si apella alla sogettivita non conosce e la scusa "mi piace" risolve l'imbarazzo......

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paolo m.

circa 5 anni fa - Link

chi fosse abituato a bere sin da piccolo coca cola, quando assaggiasse acqua, farebbe facce brutte...chi fosse abituato a bere vino convenzionale, quando bevesse vino naturale, farebbe facce brutte...il consumatore arriva da anni di prodotti aiutati da chimiche varie per sopperire alle mancanze del frutto spesse volte maltrattato nelle vigne e da anni di vini costruiti in cantina, per poter ammaliare il gusto e indirizzarlo su binari più facili ed apprezzabili a chi non ha avuto la fortuna di bere il vino del nonno, fermentato e svinato in cantine umide, buie, senza piastrelle lavabili e disinfettabili....io questa fortuna l'ho avuta.

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Marco

circa 5 anni fa - Link

Bellissima storia. Alcuni nonni avevano anche la botte per l'aceto e quando un vino si rovinava lo mettevano li piuttosto che offrirlo agli amici o venderlo.

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stefano

circa 5 anni fa - Link

non toccate i nonni...nella loro ignoranza erano i custodi di un mondo che la globalizzazione ha forse ormai definitivamente distrutto...viva la naturalità e chi cerca di difenderla...magari molti di voi non hanno mai assaggiato un ottimo aceto fatto con l'uva e una buona madre...scagli la prima pietra chi......

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Andrea's

circa 5 anni fa - Link

Io con Sara Boriosi ci berrei volentieri piu' di una boccia... Ti aspetto in Valpolicella.

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