Vini di Vignaioli 2014 a Fornovo. Appunti parecchio sparsi, e nemmeno tutti miei

di Fiorenzo Sartore

Il cielo blu e le montagne verdi hanno lo stesso colore brillante nell’immagine del navigatore, al punto che non vedo differenze tra la realtà virtuale e lo scenario che scorre davanti alla mia auto. Fare il passo della Cisa col bel tempo è decisamente un’altra cosa. «Avete raggiunto la vostra destinazione» quando cercate parcheggio fuori dalla fiera Vini di Vignaioli a Fornovo. Dove scoprirete che hanno levato il comodo park a destra dell’ingresso, destinandolo ai vigneron. In preda all’indignazione dirigo il diesel su un prato, abbatto due alberi, stermino le marmottine, e piazzo il carrarmato dove mi gira. (Poi getto la carta nella campana del vetro, il vetro nella plastica, e le pile le butto nel fiume). E finalmente entro alla fiera dei vini naturali, bio, vattelapesca, insomma quelli rispettosi della natura.

La coda all’entrata fa molto evento cult, quindi quasi mi piace, e si sbriga comunque in dieci minuti. Pagata l’esiziale cifra di euri dodici, mi consegnano il caratteristico bicchiere in vetro antiproiettile. Dentro, Fornovo è sempre lui: il tendone, i secchi del ducotone per raccogliere gli sputazzi, gli amici, insomma il mio (il nostro) ecosistema. Siccome quest’anno ci passo solo un giorno, assaggio in modo più randomizzato del solito e salto da chi ignoro a chi conosco bene tanto per avere conferma. Questi quindi sono appunti totalmente incompleti. Nel tentativo di restituirvi il mood di Fornovo vi introduco un espediente letterario (sì, letterario) tipo il coro della tragedia greca: la voce all’altoparlante. Come fosse una trovata scenografica e anche un po’ tragica, ogni tanto questo urlo lacerante, a molte centinaia di decibel, interromperà la narrazione. Il testo in capsolck è appunto dovuto ai decibel.

Ci sono cose che fatte in solitudine non danno tutta quella soddisfazione. Assaggiare alle fiere è una di queste: così mi accompagno ad un po’ di amici, e come ad una gita scolastica ci raccontiamo scazzi e smazzi commentando in modo tremendo alcuni vini. E qui sorge un primo punto che affligge il bloggarolo: ci sono cose, che si dicono tra noi in gita scolastica quando il prof è distratto, che rappresentano il meglio, il fior fiore, il distillato purissimo della creme della creme delle recensioni stroncanti, che voi non leggerete mai. Quei deliri non potranno mai essere pubblicati, perché finiremmo tutti coi ceppi. Quindi ora vi parlo di quel che m’è piaciuto

SPOSTARE ASSOLUTAMENTE IMMEDIATAMENTE IL CAMPER TARGATO […] CHE BLOCCA L’INGRESSO ALL’EVENTO. L’INGRESSO ALL’EVENTO È BLOCCATO DAL CAMPER TARGA […] SPOSTARE IL CAMPER, L’EVENTO È BLOCCATO

(ma che cazz, sono bloccato ad un evento dove si beve e si mangia? ma magari) — dunque dicevo: cosa m’è piaciuto. Pàcina [link], accento sulla prima a, per esempio: ma quant’è azzeccato il loro Secondo di Pacina 2012? Naso con la giusta profondità chiantigiana – pure se non è Chianti – e bocca succulenta, in equilibrio sapido/delicato perfetto. Prezzo qualità encomiabile, circa otto euro in enoteca. Il loro syrah Malena 2011 inoltre ci consente (a noi in gita scolastica) qualche digressione sul tema dei vitigni autoctoni e alloctoni. La sostanza è: chi se ne frega se è alloctono? L’importante è che sia ben fatto (questo è assai ben fatto). Variante: è meglio un alloctono ben fatto, o un autoctono malfatto? La risposta è dentro di te

BISOGNA URGENTEMENTE SPOSTARE LE SEGUENTI AUTO TARGATE […] È URGENTISSIMO SPOSTARE L’AUTO MODELLO CITROEN (citroen pronunciata come si scrive, da voce al microfono chiaramente francese. Avrà pensato: se la pronuncio corretta gli italiani non capiranno) SPOSTARE IMMEDIATAMENTE CITROEN È URGENTISSIMO

dunque dicevamo, autoctoni, non autoctoni, cos’è meglio? Meglio godere che soffrire. E per la verità a Fornovo, come dissi, capita di soffrire, ancora. Ma appunto su quelli sorvoliamo. Piuttosto, ma Patrick Uccelli [link]: complimenti eh? Un meraviglioso pinot bianco 2011, finezza e lunghezza, e anche complessità. Bella scoperta, per me, assieme al suo pinot nero, da riassaggiare alla prima occasione, anche perché il pinot nero

IL SIGNOR LECCHINI ALL’INGRESSO, IL SIGNOR LECCHINI È ATTESO ALL’INGRESSO, URGENTEMENTE IL SIGNOR LECCHINI

(vabbè Lecchini e vai all’ingresso per piacere) — si diceva, il pinot nero tra Trentino e Alto Adige finisce sempre per dare il meglio di sé quindi, tenere d’occhio. Riassaggio nel frattempo il Chora rosso 2013 de L’Acino [link] e lo trovo ancora migliorato dalle ultime volte: questo è il genere di cosa che mi fa pensare alle sorti magnifiche e progressive (del resto c’è il film su Leopardi e la citazione ci sta sempre): mi piace cioè verificare come un produttore anno dopo anno riesca a migliorare, ad aggiustare la sintonia (diciamo). Chora rosso è uno di questi.

Riassaggio dopo molto molto tempo le cose di Marco Sara [link] e mi pento molto molto di questa mancanza. Sara è il classico produttore da far sentire a qualche amico che ancora lo ignora, per bullarsi: eh che roba? Il Picolit, ma anche il Verduzzo passito di Marco Sara sono in grado di bloccare l’espressione dell’assaggiatore in un sorriso estatico tipo la visione della

ALL’INGRESSO È IN PRESENTAZIONE LA NUOVA GUIDA AL VINO CRITICO 2015, LA GUIDA AL VINO CRITICO 2015 ALL’INGRESSO, INCONTRO CON I CURATORI, VIENI ANCHE TU A TOCCARE CON MANO UNO CHE FA UNA GUIDA, QUELLI CHE SCRIVONO LE GUIDE SONO PIÙ FIGHI

(ora io non sono sicurissimo che dicesse così, ma mi pare) — dunque che stavo dicendo, la visione della non mi ricordo cosa, ah sì i passiti di Sara sono da amore a prima vista, ma attenti anche al suo bianco secco ottenuto da un 30% di uve botritizzate, secondo me formidabilissimo. Anche su questo produttore è necessario indicare prezzi fantasmagorici (nel senso che sono bassi) in relazione a tanta ottima qualità. Passo quindi ad assaggiare

ECCO UN CURATORE DELLA GUIDA AL VINO CRITICO, CHE CI RACCONTA LA GUIDA AL VINO CRITICO, CHE NON VUOL DIRE CHE CRITICANO IL VINO MA CHE SI CHIAMA COSÌ PERCHÉ

(oh no ma trasmettono tutto lo streaming all’altoparlante? Sul volto degli espositori si dipinge il terrore, ai tavoli si dialoga col linguaggio del corpo, impossibile parlarsi) — insomma passo ad assaggiare Viola [link] segnalatomi alla volé da una collega per il suo Marsala (o pseudotale). Ora io non so bene come metterla, ma facciamo così: ho una notizia cattiva e una buona. Quella buona: assaggiato uno dei più sensazionali Marsala degli ultimi tempi. Pure se costa 50 (cinquanta) euro. La cattiva notizia: l’etichetta è scritta col pennarello sul vetro, in un modo che definire naif è poco, con tanti saluti a voi produttori scemi che vi fate mille sbatti per imbroccare un’etichetta a norma di legge. Ho il sospetto che non sia esattamente commerciabile. Quindi colleghi bottegai, pensateci bene.

Comunque, arrivato a ‘sto punto del romanzo, cedo la narrazione ad altri compagni di gita, affinché riversino qui un po’ dei loro appunti. Perché the day after da queste parti lo sport preferito è domandarsi “e a te cos’è piaciuto?” – Ecco il responso di Giovanni Corazzol:

Rebaioli Cav. Enrico 2010, Togni-Rebaioli: Enrico Togni è bravo, metterlo agli atti. Buoni tutti i suoi vini (barbera, erbanno, nebbiolo). Poi fa un merlot: rubino intenso, profumi caldi, more, selvatico, terra. Non è un morbidone, anzi è un merlot raro, di carattere, anche spigoloso; da preservare dalle malsane pulsioni autocto-terroiriste, come e più di un’incisione rupestre della valle da cui proviene.

Ri-Fol 2013, Ezio Cerruti: non so se si scrive così, è un vino anteprima assaggiato la prima volta poche settimane fa e che a Fornovo ritrovo ancora più convincente. E’ un rifermentato in bottiglia da moscato d’asti, l’ultima “Fol-lia” (perdonatemi) di Ezio Cerruti; un vino “birra” che, come per il caso del Fol (moscato secco che del Ri-Fol è la base), piace (tanto) perché l’equilibrio tra aromaticità, acidità e soprattutto la chiusura niente affatto amara, lo collocano fuori dalla moda del momento e ben in vista sullo scaffale dei rifementati con una ragion d’essere. #macomefaiezio?

Terre Silvate 2013, La Distesa: a prescindere dalle ragioni, siano stilistiche oppure imposte dall’annata, questo Verdicchio che in etichetta deve dirsi “Marche Bianco”, è un classico vino di Occam: un rasoio sul cui filo si separano i bolscevichi del naturale duro e puro dai menscevichi del naturale borghese. Per me, che con le minoranze ci andrei d’accordo, è semplicemente buonissimo.

Questi invece sono i compiti che ho copiato dal quaderno di Jacopo Cossater:

Sòl e Stèli 2013, Crocizia. Un Sauvignon in fasce, certo, che ha il merito di far letteralmente rizzare i peli delle braccia tale è la sua forza esplosiva. Un rifermentato in bottiglia con due palle così (che tra un paio d’anni sarà meraviglioso).

Tocai 2009, Franco Terpin. Sarà che negli ultimi anni mi ero distratto (la Ribolla Gialla aveva evidentemente catturato tutte le mie attenzioni) ma era tantissimo tempo che non trovavo un Tocai così maledettamente vero. Mani, terra, polvere, uno spiffero di luce del sole passa da sotto la porta ed illumina la stanza. Magnetico e sfaccettato, che bello.

Vermouth, Mauro Vergano. Un po’ di ghiaccio, una scorzetta di limone ed è subito meraviglia. Con i prodotti, tutti, di Mauro Vergano la scintilla è stata immediata. Sono cose rinfrescanti ed appaganti. Pomeridiane (mai più senza).

[Foto: Cristian Di Camillo]

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Fiorenzo Sartore

Vinaio. Pressoché da sempre nell'enomondo, offline e online.

29 Commenti

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Nicole Schubert

circa 7 anni fa - Link

E' riuscito a raccontare la parte dell'autoparlante in modo perfetto. Ed eravamo davvero tutti sgomenti di fronte alla scelta di rendere partecipe tutto il tendone dell'incontro sulla guida. Grazie della sana risata!

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Patrick Uccelli

circa 7 anni fa - Link

Hahahaha...mi vien troppo da ridere....il Camper in questione, quello che ha monopolizzato per diverso tempo l'azione dello speaker al micorofono era quello con il quale siamo arrivati Enrico ogni ed io!! Scusateci!!!! :D

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Patrick Uccelli

circa 7 anni fa - Link

Ps. Grazie per i complimenti, sono contento siano piaciuti i vin!

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damiano

circa 7 anni fa - Link

Ma volete mettere il traminer di Patrick ? Senza parole.

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Patrick Uccelli

circa 7 anni fa - Link

Grazie Damiano,ne ho versato poco, ma qualcuno l'ha notato ;)

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Armando Castagno

circa 7 anni fa - Link

Sono costernato per avere Corazzol bruciato sul tempo il sottoscritto nell'utilizzo del termine "menscevico" in una nota sul vino. ;)

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Giovanni Maramaldo Corazzol

circa 7 anni fa - Link

E oltretutto ignorandone il significato.

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Luigi Fracchia

circa 7 anni fa - Link

Mauro Vergano, alias l'alchimista di Asti. Base moscato (di Bera Gianluigi mica pizza e fichi). Bianco secco (di Stefano Bellotti idem come sopra). e un mare di spezie e buccette e altre diavolerie profumate. Okkio dà dipendenza dura!

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Jacopo Cossater

circa 7 anni fa - Link

Dà dipendenza, tutto vero. Che bontà.

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maruska

circa 7 anni fa - Link

Ma dei Francesi che c'erano non parla nessuno? ma, dico, i bianchi di Giboulot non li avete assaggiati? e c'era pure un piccolissssssimo Bordeaux niente male, rotondo, ma non stucchevole, Chateau Planquette. E poi Bannwarth, il Riesling in argilla, che profumi! la prossima volta che ho un appuntamento galante me ne metto qualche goccia dietro l'orecchio

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Stefano Malchiodi

circa 7 anni fa - Link

Concordo troppo sui francesi, i bianchi di Giboulot sono sbalorditivi; meglio ancora, sono così puliti, armoniosi e territoriali da essere la prima cosa che farei assaggiare a chi si avvicina con qualche riserva (come me) al variegato mondo dei vini naturali. Per quanto riguarda le polemiche sull'organizzazione credo che siano possibili molte migliorie ma spero che vengano apportate senza intaccare l'atmosfera più unica che rara dell'evento; a costo di portarmi i taralli da casa (che poi a cinque metri di distanza si trovavano produttori di salumi confezionanti panini stratosferici!)

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Cristian Di Camillo

circa 7 anni fa - Link

Ecco mi addentro nel pericoloso mondo della classifica. Tra i tanti assaggi meritevoli, sono rimasto colpito da: - Il Pigro 2011 de la Marca di S.Michele - L'orcia Rosso di Podere Sante Marie - L'Ansonaco dell'Isola del Giglio di Altura - Il lambrusco Fontana dei Boschi di Vittorio Graziano - Tenuta Calafata con il Levato di Majulina ed Il Levato di Gronda. L'assaggio più bello è stato incontrarsi con tanti amici e respirare il fascino di un atmosfera unica che solo a Fornovo sa creare.

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Adriano Aiello

circa 7 anni fa - Link

Se ti è piaciuto il pigro cosa dici del loro "base" capovolto che per me gli sta sopra 20 volte ed è il miglior verdicchio 2013

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francesco guerisoli

circa 7 anni fa - Link

dico che sul 2010 sarei d'accordo con te.quello assaggiato a Parma mi ha fatto rivolgere il naso sul Pigro,come al gigante buono sig.Cristian.

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luciano

circa 7 anni fa - Link

Ridiamoci pure sopra ma l'organizzazione di questa fiera fa veramente schifo. Mi spiace perchè è una delle prime organizzate per far conoscere i vini naturali. Adesso hanno tolto anche il parcheggio. Possibile che non riescano a trovare una sede più accettabile. I produttori che anticamente fraquentavano solo Fornovo li incontri adesso in luoghi più accoglienti.

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Damiano

circa 7 anni fa - Link

non è così semplice organizzare un evento così vasto, certo alcune lacune ci sono. personalmente, avrei portato il prezzo da 12 anche a 15 ma introducendo : _grissini/pane/cracker ad ogni tavolo (aiuta un po'...) _servizio 'navetta' per i vini acquistati _dislocazione più razionale dei banchi (per regione o zone geografiche ,magari). Però al di là della polemica il vedere piacevoli conferme ed emergenti che proseguono un percorso qualitativo-virtuoso (Casè,Marco Merli,Rosi,Denavolo,Cerutti,Giardino,Il Poggio,Croci,Il Pendio,Bera,Grillo,Guttarolo,Busattina,Rodondel,Calcabrina,Vergè,Dornach,...) mi fa perdonare tutto. dovrebbero esserci cose simili quasi settimanalmente in tante parti d'Italia.

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luciano

circa 7 anni fa - Link

Non è una polemica. Faccio presente che sono stato presente a Fornovo dalla prima volta. Ho sopportato la mancanza di servizi igienici accettabili, la mancanza di parcheggio (introdotto solo qualche anno fa ed ora nuovamente cancellato), l'acqua che filtra nel tendone da circo che ospita la fiera, l'aumento dei prezzi praticati dai produttori che, immagino, pagano per partecipare. Quattro anni fa ho deciso di non andarci più.

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Enrico togni viticoltore di montagna

circa 7 anni fa - Link

Ciao Luciagno, x me quest'anno era la prima volta e devo dire che le cose che tu dici nn le ho trovate: I bagni erano puliti, sempre! Acqua dal tendone non ne ho vista, nn ha nemmeno piovuto x la veritá Sull'aumento dei prezzi nn mi pronuncio, quelli che ho visto e che conosco, praticano lo stesso prezzo in cantina poi il mondo è bello xè è vario! X il parcheggio fai come noi col camper..... Spero di vederti e conoscerti il prossimo anno, o magari a Milano a febbraio

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luciano

circa 7 anni fa - Link

Una risposta garbata merita una replica altrettanto gentile. Il motivo della mia insistenza sulle lacune organizzative di Fornovo deriva dalla convinzione che con un piccolo sforzo si potrebbero migliorare nettamente le condizioni di accoglienza. Vedi il ripetuto parcheggio: per anni niente, devi posteggiare lontano ed allora non puoi comprare tutte le bottiglie che vorresti, poi finalmente un comodo spiazzo a pochi metri dal tendone dove non entra acqua solo se non piove, infine quest'anno spiazzo cancellato. I bagni saranno stati puliti ma le caserme militari sono meglio attrezzate. Anni fa essendo in compagnia di una signora abbiamo dovuto abbandonare la fiera per cercare un bagno in un bar della città. Sono convinto che si giochi molto sul ruspante, su coloro che per dodici euro possono bere quello che vogliono ed ai quali poco importa del bicchiere "in vetro antiproiettile" e dei secchi da pittura usati al posto delle sputacchiere (a proposito complimenti a Fiorenzo per la stupenda ironia). Va bene allora, lasciamola fiera paesana con il suo fascino ed i suoi disservizi, ma, personalmente, ripeto, preferisco incontrare i produttori in altri luoghi. Enrico Togni, per esempio, a Milano in febbraio (dove?).

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Nicole Schubert

circa 7 anni fa - Link

Da neofita concordo sulle critiche, anche perché qualche tarallo e una dislocazione razionale dei banchi sono migliorie praticabili a costo zero (o quasi). Trovare una sede più "adatta" è già più difficile, e forse nemmeno nelle intenzioni degli organizzatori. Per il resto, una gran bella atmosfera, compreso il folkloristico autoparlante e l'umore nero di Christine :)

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Padremax

circa 7 anni fa - Link

Perchè Fornovo è Fornovo... Amici, aria di festa, assaggi random! Quoto tutto, impossibile farne senza. Bella Fiorenzo m'hai fatto ridere!

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damiano

circa 7 anni fa - Link

No. Ringrazio te e il rischio che corri macerando tramin in AA.:))). Mi ha fermato il prezzo che avrebbe innescato un possibile principio di divorzio. Ma la prima volta che passo in AA spacco il porcellino - salvadanaio.

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Patrick Uccelli

circa 7 anni fa - Link

:D Infatti in AA lo faccio assaggiare poco...giusto per non rischiare ;) Hai fatto bene, pensa alla moglie invece che al vino...che è meglio! Per il vino c'è sempre tempo! ;) A presto!!

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az

circa 7 anni fa - Link

A me è piaciuto tantissimo la riserva 2008 di 'A Vita. Casa Caterina su tutta la linea. E Amerighi non lo cita nessuno? Lo cito io, Amerighi, all'Apice per me! ;) Gli autoctoni, buonissimi, di Vignai da Duline! Podere Còncori! Cascina degli Ulivi, Sara, lo avete già detto. ps Grazie che mi si vede in fotografia! (sto opprimendo la biondina di Le Coste di Gradoli) ;)

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biotipo

circa 7 anni fa - Link

non c'ero ma non posso non apprezzare l'espediente narrativo del sartore basato sull'altoparlante impazzito. una raffinata citazione di M.A.S.H. di altman

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gp

circa 7 anni fa - Link

Fiorenzo "te trop togo" -trad. dal modenese ,sei troppo forte-!!!ti aspetto a Piacenza? ciao GP

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Il chiaro

circa 7 anni fa - Link

Per me l'unica pecca è la disposizione random dei produttori. Il secchio a mo' di sputacchiera è decisamente meglio delle piccole sputacchiere che sarebbero sempre piene e quindi inutilizzabili. Il parcheggio bisogna meritarselo: ci si alza presto al mattino e lo si trova, se invece si poltrisce si parcheggia lontano e si fanno due passi. I bagni non li ho usati. Grissini, taralli e altre amenità: ma non è meglio farsi un bel panino con quei salumi meravigliosi che c'erano in fondo al tendone? Sui prezzi dei vini aumentati, beh io sono sempre stato dell'idea che un produttore non debba fare concorrenza ai propri clienti per cui ok così. Ecco, magari una selezione leggermente più severa nella scelta dei produttori, perchè comunque di puzze possenti ce ne erano pure quest'anno. Adesso che mi sono sfogato i miei best taste: Amerighi Cà del vent Podere le boncie Marco Sara Monte dall'ora Cerruti Il borgognone con i baffoni di cui non ricordo il nome L'azienda zona Gaillac di cui non ricordo il nome.....

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luciano

circa 7 anni fa - Link

De gustibus non disputandum est !!!

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officina enoica

circa 7 anni fa - Link

caro Fiorenzo, certo che qul giorni devi aver bevuto un bel pop, non si capisce una ceppa di quanto hai scritto, ma ti vogliamo ugualmente bene. quando passi da Milano fatti sentire così ti spieghiamo meglio il "vino critico" e sopratutto quello che ci sta dietro (officina enoica e Altreconomia) besos da tutti noi

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