H-ack Wine. Cosa ha prodotto esattamente

di Andrea Gori

Premessa: alcuni di noi, di Intravino, sono stati contattati a più riprese e hanno ricevuto i comunicati stampa relativi al progetto. Tuttavia non siamo stati in grado di partecipare attivamente ad H-ack Wine, la maratona di programmazione che avrebbe dovuto cambiare – o almeno movimentare – la scena della comunicazione digitale del vino italiano. Per cui ci siamo limitati, come tanti, a seguire la faccenda da fuori, attraverso i tweet e i resoconti su Facebook e i siti d’informazione specializzati. Non è chiarissimo chi abbia vinto, ma per ora si può dire che le idee considerate migliori siano state:

1. Premio Allegrini: comunicazione del brand attraverso diversi canali digitali (sito, social network e blog) con sezioni dedicate a diverse aree vino/cibo/living.

2. Premio Ferrari: un sistema che attraverso un QR Code è in grado di comunicare il brand e l’esperienza vissuta con Ferrari componendo video e immagini.

3. Premio Vinitaly International: un sistema di foto sharing di esperienza con il vino.

Appare chiaro che l’evento sia stato ben organizzato e partecipato dal punto di vista dei programmatori e aziende coinvolte, e ben supportato da fondi pubblici e da politici in vista: la visita del neo Presidente del Consiglio Matteo Renzi all’H-Farm il giorno precedente è stato un bel segnale. Il fatto che adesso i vincitori entrino in un giro europeo di startup innovative, e che continuino a sviluppare i propri progetti a Bordeaux, è un boccone amaro. Ma anche inevitabile, se lo scenario digitale italiano non è, dal punto di vista del pubblico, così appetibile. Le premesse del lavoro da eseguire stanno anche in questo filmato: rendere il vino italiano “moderno, giovane, sexy. E figo”.

Per questo è stato appunto necessario un concorso che individuasse elementi di appealing techno, per una clientela giovane sempre più attratta dalla concorrenza di birra artigianale e cocktail. Non è detto che queste app siano la soluzione: oltretutto non sono neanche, nessuna, così innovative come sembrano (quasi tutte hanno già analoghi in lingua inglese e qualcuna, almeno a leggere gli abstract, è molto simile ad altre app già viste). Rappresentano però un segnale positivo, dimostrando che un certo establishment si è reso conto di non potere continuare a lungo a ignorare il fatto che il settore giovani (under 30 per non parlare di 18-20), dal punto di vista del vino, sia sostanzialmente ignorato e snobbato. Lasciando in pratica il solo Tavernello (con la sua attività televisiva) a investire in maniera continuativa.

Così almeno nella prossima edizione di H-ack Wine vedremo giovani bevitori di vino e non di RedBull a programmare, visto che per loro stessa ammissione quasi nessuno dei programmatori era un appassionato del settore eno. O forse proprio per questo ci servono questi progetti messi in piedi dagli absolute beginners del vino?

[Immagine: Hack Farm]

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

2 Commenti

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Lorenzo

circa 8 anni fa - Link

Che sia un'occasione per far girare un pò il nome delle suddette cantine sia era capito. La cosa che mi fa un pò tristezza è vedere che siano stati premiati dei progetti che non sono assolutamente innovativi, ma ricalcano prassi che le cantine un pò avanti già fanno da almeno 5-6 anni! (Qr Code, Social & Co.)

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gian piero staffa

circa 8 anni fa - Link

Comunicazione attraverso sito, social e blog? QR code? Photosharing? Certo che ci vogliono ma questo lo sanno tutti. Dove sono le novita'? Si e' parlato di linguistica? dei messaggi che possano 'bucare' in un mare di informazioni che innonda i consumatori tutti giorni? del rifiuto del messaggio 'push'? E poi della gestione dei testi, sempre troppo lunghi? dell'integrazione testo-immagine? E poi i costi? Non sono tutti Allegrini e Antinori. Ci sono decine di migliaia di produttori piccolissimi che non possono accedere alle piattaforme di comunicazione web da soli a causa dei costi. Piattaforme comuni, condivise? Accesso tramite Consorzi volontari? Uno sviluppatore che non e' un appasionato di vino? Come avere uno skipper che soffre il mar di mare o un Maestro di sci che e' li perché ha vinto Masterchef. (come mi sento? perplesso)

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