A Roma e Milano la gente impazzirebbe. Maiale Volante, un grandissimo posto nelle Marche

A Roma e Milano la gente impazzirebbe. Maiale Volante, un grandissimo posto nelle Marche

di Alessandro Morichetti

Un posto come il Maiale Volante è sconsigliato per un’unica trasversale categoria di clienti: i disturbati. I maniaci della scelta infinita, nemici del menù fisso e delle carte dei vini con neanche 40 referenze, magari solo regionali e solo naturali. Senza virgolette perché ci hanno rotto i maroni pure quelle. Non è un problema di piatti, perché quelli sono sempre online, è questione di principio. Scremati costoro, dei cui pasti mi interessa zero, al Maiale si gode come porci.
Freddura del millennio e non parliamone più ;-). E poi basta con le battute a sfondo animale ché hanno stufato pure quelle.

Poco fuori Cingoli (provincia di Macerata, nelle Marche), il vecchio pollaio ristrutturato in bioedilizia spiazza. Molto alto, con tavoli a distanze siderali: ulivi secolari e torrente attorno si intuiscono solo, la sera. E gli animalini all’esterno non stanno lì come ornamento.

Anche a sala piena si corre il rischio solitudine ma quando arrivano i piatti io sto benissimo pure da solo. Unica occasione ever in cui ho chiesto 3 bis in un menù di 6 portate. È record. Si parte.

Patate, robiola di Piandelmedico e nocciole. Nome di rara inespressività per un piatto dal godimento assoluto per crescendo di consistenze, contrappunti di sapore e finezza. Marònna, non fatemici ripensare!

I nostri salumi temo siano purtroppo la dimostrazione che, se dio esiste, non è vegetariano. Una lonza (o capocollo) sovrumana, un ciauscolo ibrido (misto fegato) da prendere a schiaffi il commensale per avere la sua fetta. A patto che non sia più grosso di te, e a me andò male. La foto, è evidente, non rende minimamente la bontà di cui parlo.

Terzo piatto memorabile, i Ravioli di maiale e arancia con ceci Gino Angeloni. Che poi legare alla stragrande ceci e ravioli non è proprio una scemata. Avremmo fatto pure il tris, giuro. Potete non crederci, ma in ogni caso il problema non è mio.

In una cena a menù fisso con tre autentiche teste di serie, siamo già molto in alto. Il bel secondo (Agnellone Doriano Scibè al forno con carote Vichy), una notevole Zuppa di finocchi, mais ottofile arrostito e pancetta e un Tortino al cioccolato Illanka, mele e crema al caramello così così nulla aggiungono o tolgono.

Andrea Tantucci è il cuoco, è di Cingoli e abita a 500 metri da dove lavora. Ha girato quanto basta (Oasi degli Angeli e Busche di Montecarotto) per sapere il fatto suo, scrivere (con Paola De Angelis, ed. Arcana) un libro che si chiama Rockitchen – 30 Menù per 30 dischi e avere un numero di fornitori che tende praticamente a zero, come solo i veri agriturismi. A tanti celebrati chef di città farebbe vedere i sorci verdi con una mano legata dietro la schiena.

In sala ci sono gli altri due soci, Roberto Sancricca (che di giorno fa il contadino) e sua moglie Annalisa. La gestione racconta il piacere di una cortesia sincera, cui solo il disturbato puo’ trovare difetti. Il servizio del vino è più corretto qui (guéridon, tappo al tavolo prima del servizio, mano dietro la schiena, etichetta rivolta al cliente) che in certi stellati. C’è un che di autentico e premuroso nei movimenti, anche nei più distratti. Si sta bene.

Vigna di Gino 2012 Fattoria San Lorenzo forse non vale i 17,5/20 dell’Espresso (circa 16/20 sul mio cartellino) ma a 10 euro è pazzesco. L’Arshura 2011 di Valter “la Roccia” Mattoni a 20 euro, invece, vale tutta la vita i 3 bicchieri e mi ricorda, una volta tanto, che pure questi hanno un senso. Menù a 35 euro vini esclusi, verdicchio spumante Peruzzi e caffè di Leonardo Lelli inclusi. Roba da matti.

Maiale Volante
Località Fonte Antica, 17
Cingoli (MC)
Tel. 0733 604687, 338 4072435; info@maialevolante.it
Apertura nella stagione autunnale: venerdì e sabato a cena, domenica e festivi a pranzo. Altrimenti, chiuso martedì e mercoledì.

[Foto: Maiale Volante, Porzioni Cremona]

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

3 Commenti

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AG

circa 8 anni fa - Link

Ovvìa, ora il tono mi piace!

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Carlo Cleri

circa 8 anni fa - Link

Bravo Ale, nelle Marche si vive rilassati, si gode parecchio, si mangia benissimo e noi due lo stiamo a dimostrare!

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Adriano Aiello

circa 8 anni fa - Link

Posto spettacolare! Mamma quanto magni Morichè:)

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