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L’Austria investe molto in comunicazione, e sopratutto sostiene direttamente l’Institute of Masters of Wine, che ogni anno viene ospitato in Austria per una settimana di studio con i nuovi allievi. E’ un lavoro che per ora l’Italia ha scelto di non fare. Dico per ora perche’ proprio quest’anno i Grandi Marchi hanno ospitato i Masters of Wine in Italia e hanno facilitato l’ingresso al programma di alcuni candidati italiani. Mi sembra un ottima idea e un passo verso la direzione giusta.
Essendo in modalita’ pignolo, vorrei far notare che “HofBurg” si scrive “Hofburg”. La “B” all’interno di una parola tedesca e’ pericolosa in quanto si rischia di confondersi con la eszett. Presumo si tratti di un typo e che vi sia scappata la maiuscola. Se invece intendevate usare la eszett e’ un errore, e inoltre esiste l’apposito carattere.
scappato il refuso, thks, anzi danke, “splash”!
Con questa pubblicazione viene chiesto in modo esplicito alle nostre istituzioni vinicole di porre la massima attenzione alla crescita dei nuovi competitors internazionali e agli attacchi commerciali che effettuarenno al prodotto principe dell’agroalimentare italiano.
Ma sono convinto che non ci sarà seguito; troppa la frammentazione fra i numerosissimi enti.
certo in austria sono più piccoli e forse è più facile ma in Italia in effetti sembra che non ci proviamo neanche! soprattutto manda una regia nazionale e un modo di agire standard dei consorzi che invece lavorano in maniera molto diversa anche quando sarebbero simili come dimensioni e opportunità