Vallonia-Sicilia solo ritorno | Filippo Rizzo e i vini Lamoresca

di Mauro Mattei

Sempre cotto dal sole, scuro di quell’abbronzatura che solo la campagna sa dare, Filippo Rizzo ti guarda dritto in faccia con il suo sguardo sornione. È un uomo simpatico a pelle, che ascolta attento e sa piazzare con ironia la frase secca e dritta che non t’aspetti. Difficile fare il vignaiolo in una Sicilia centrale quasi fuori dal mondo, ma lui se la ride perché è questa la sua filosofia. Gran parte delle vigne sono a San Michele di Ganzaria, propaggine estrema della provincia di Catania. In questo territorio, prestato alla vite ma strappato a grano e olivo, la ribalta mediatica non esiste. Nessun problema, arrivare fra queste colline è stato il compimento di un percorso preciso e cercato. Bello, anche.

Filippo Rizzo, siciliano apolide, è l’anello mancante fra vigneron e ristoratore. Tredici anni da proprietario di un ristorante in Vallonia (Belgio) gli hanno permesso di maturare un’idea autonoma sul vino. Focale in questa presa di coscienza è stato l’incontro con Frank Cornelissen: un colpo di fulmine, tant’è che fra i due nasce una collaborazione intensa e atipica.  Nel 2005 Rizzo, continuando a gestire la sua attività di ristorazione, compra una vecchia vigna di nero d’Avola – 6.000 ceppi in totale – in contrada Maccari a Pachino, provincia di Siracusa. L’idea iniziale è quella di produrre vino per il ristorante, intuizione che diventerà un punto di non ritorno. Filippo sceglie il buon Cornelissen, nel frattempo migrato sull’Etna, come referente sul campo per la gestione del vigneto. La vinicazione e l’imbottigliamento della prima annata avvengono a Solicchiata nel covo di Magma. Leggibile ed inequivocabile è lo stile di questo vinopilota”: macerazioni lunghe e rifiuto della solforosa, considerata da Frank “come la carne di maiale per un musulmano”.

Nel 2006 qualcosa cambia, Cornelissen si fa da parte per troppi impegni e Rizzo è costretto a mettersi in gioco di persona, allontanandosi dalla sua attività di oste. Cominciano anche investimenti e annessione di altri appezzamenti. Si raggiungono i 10 ettari complessivi tra vigne vecchie, oliveti e seminativo. Iniziano anche i nuovi impianti e Filippo dà il meglio di sé. Avvalendosi della complicità di un noto vivaista francese, fa scelte “forti”. Se non avete mai sentito parlare di vermentino corsoroussanne e grenache in Sicilia, fatevene una ragione perché può bastare un salto in contrada Gigliotto a San Michele di Ganzaria per ricredersi. Il Belgio diventa sempre più lontano. La vigna chiama e Filippo risponde: Lamoresca nasce nel 2006, derivando il nome dalla cultivar di olive allevate nella tenuta, con un’impronta sostenibile e poco marketing-oriented.

Due i prodotti aziendali. Lamoresca Bianco è segnato dall’irruenza mediterranea di vermentino e roussanne. Macerazione pellicolare – sempre più contenuta nelle nuove annate – e solforosa modesta ma presente (“penso sia necessaria” ci dice Filippo) caratterizzano un vino  impressionante, massiccio, masticabile eppur fine. Per la fermentazione, Filippo usa senza distinzione contenitori di plastica, barrique vecchie e pieces di cemento. Al naso ed in bocca il vino è esplosivo, caldo, solare. Il colore è profondo, marcato dalle bucce, l’alcolicità pronunciata, il prodotto non facile ma diretto, crudo e vero. Lamoresca Rosso è un vino radicalmente isolano e assolato, in cui protagonista è l’assemblaggio. Agli autoctoni frappato e nero d’avola si aggiunge una parte di grenache, uva difficile e vigorosa che rafforza il liquido marcandolo nei suoi toni più scuri. Nel bicchiere stordisce, l’impatto è da capogiro.

Vini in divenire quelli di Filippo Rizzo, partoriti con umiltà. A Lamoresca la strada è tracciata e lo stile sempre più preciso, non si cercano forzature e il territorio – ricco di contrasti – è mostrato nella sua interezza. Insomma occhi aperti, questo è un progetto che va seguito da vicino.

Mauro Mattei

Sommelier multitasking (quasi ciociaro, piemontese d'adozione, siculo acquisito), si muove in rete con lo stesso tasso alcolico della vita reale.

4 Commenti

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Greg

circa 9 anni fa - Link

Bella storia, complimenti. Dove si possono trovare questi due Lamoresca prima che qualcuno convinca Rizzo a far assomigliare i suoi vini ad altri vini, seppur ottimi?

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Mauro Mattei

circa 9 anni fa - Link

chiedi pure a Filippo. sul suo sito trovi tutti i contatti: www.agrimoresca.it

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Marco

circa 9 anni fa - Link

una piccola precisazione, contrada Maccari a Pachino, provincia di Siracusa non di Ragusa.

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Mauro Mattei

circa 9 anni fa - Link

esatto rettifico! lapsus freudiano. :-)

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