di | lun 19 set 2011 ore 9:38
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dal mondo

Dai consigli per sedurre al concime fatto in casa, passando per Hemingway e Maradona

La vendemmia è partita alla grande, quantità ridotte, qualità buona. Staremo a vedere. Nel frattempo, però…
FOX BUSINESS. L’articolo ha questo titolo: il sesso vende. Dov’è la novità, direte voi? A farsene portavoce è una sommelier italiana, Alessandra Rotondi; trasferitasi a New York nel 2006, ha iniziato a parlare agli americani di arte della seduzione attraverso il vino. Se non fossimo così compromessi dall’abuso della “seduzione” in patria, dovremmo brindare a questa connazionale e alla sua intraprendenza oltre oceano.

ABC. Anche gli astemi sanno che un buon concime è fondamentale per la vite. La ricetta che suggerisce una cantina di Canberra è per un concime fatto in casa che si compone di rifiuto organico proveniente da Sydney: escrementi di tacchino e tantissimo amore (Tender Loving Care). Tra i tanti benefici attribuibili a questo concime, c’è quello di riattivare la vita microbiologica della terra. Alla cantina  Yahhr sono tutti sicuri che fra qualche anno le uve che raccoglieranno saranno più sane di quelle di oggi e quindi necessiteranno minori interventi al momento della vinificazione.

THE STIR. Due anni fa era chic parlare di cupcake (dolcetto stile muffin per intenderci). Oggi c’è una versione pensata per gli appassionati di vino. Ecco una ricettina capace di convincere anche i più scettici perchè utilizza qualsiasi tipo di vino e poiché ne serve solo una tazza; il resto della bottiglia lo si può sorseggiare mentre si è nel bel mezzo della lavorazione.

DIARIO DEL HUILA. La regione Rioja celebra con una mostra fotografica uno dei suoi più grandi estimatori, Ernest Hemingway, il quale si sentiva a casa quando era tra tori e vini. Tra le tante foto di “Tinta, sangre y vino”, ce n’è una che ritrae lo scrittore nell’arena di Manzanera de Logroño nel 1956, mentre beve Rioja. Con lui c’era anche il torero Antonio Ordóñez che stava accompagnando in un tour in Spagna. Altri tempi!

WALFOOT. Dalla notizia non si capisce bene se Maradona è un appassionato di vino o no. Comunque pare che abbia accusato il suo successore a capo della nazionale di calcio argentina, di essersi lasciato corrompere (in francese si dice recevoir des pots-de-vin) per selezione certi calciatori. Ma secondo il nuovo CT Sergio Batista e un suo ex collaboratore, sarebbe stato Maradona a ricevere des pots-de-vin quando era in carica. Insomma, decisamente storie di questi tempi!

Comunicazioni di servizio per l’industria vinicola che ci legge.
THE DRINK BUSINESS. La Wine and Spirit Trade Association che rappresenta l’industria vinicola britannica chiede al governo di pensare una tassa ridotta per i vini a basso contenuto alcolico (fino a 8% vol.). Un’idea presentata come parte di una strategia commerciale a lungo termine piuttosto che di una mossa di semplici pubbliche relazioni.

DECANTER. Abbiamo già letto che la Nuova Zelanda che produce vino sta attraversando una fase difficile dovuta alla superproduzione e a una moneta forte. Per aiutare i produttori a superare la tempesta, la banca nazionale ANZ ha deciso di congelare la tassa a coloro che non riescono ad onorare le rate del prestito entro i termini del contratto. La banca si propone anche di vagliare le cantine in difficoltà e decidere, caso per caso, come aiutarle.

VANCOUVER SUN. La crisi economica si presenta con tante sfaccettature, ma c’è chi già pensa al futuro. Prima però facciamo un passo indietro. Fino a cinque anni fa l’obiettivo di un produttore di vino era quello di educare il consumatore a bere bene facendogli pagare la qualità. Con la crisi si è visto che la classe di bevitori colti hanno spesso preferito rinunciare al vino piuttosto che comprare le ciofeche svendute ai supermercati. Risultato? Calo della domanda. C’è però chi ha tratto le dovute conclusioni e oggi si sta impegnando a migliorare la qualità dei vini a prezzo medio/basso. L’obiettivo infatti è quello di rompere l’assioma prezzo alto uguale qualità, anche rinunciando al margine di guadagno se necessario. Così facendo, questi produttori investono sulla fedeltà del consumatore che dovrebbe rimanere tale anche quando il mercato tornerà alla normalità. Che ne pensate?

[Foto: Giles Ashford]

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5 commenti a Dai consigli per sedurre al concime fatto in casa, passando per Hemingway e Maradona

  1. avatar esperio

    L’America e’ definita la patria delle “Minchiate”, basta arrivarci e ci si ambienta subito: vedi come la nostra sommelier non a perso tempo e l’occasione.
    Per quando riguarda il concime in vigna, chiedere a Marossi.
    Ieri, per l’appunto e senza entusiasmo, ho stappato una bottiglia di Rioja REGALATAMI da un mezzo amico, Campo Vejio riserva 2006 :roba da cerchio non alla botte ma alla testa. Un puro “Liquam”. Il tappo di sughero era magnifico.
    No, a maradona no piace il vino…
    Gran Bretagna, Decanter, Vancouver : per chi non ha assolutamente altro a cui pensare.

    • rispondo ad esperio:
      nemo profeta in patria
      ma di sicuro, non sapendo nemmeno scrivere in italiano visto che coniughi il verbo avere senza acca, nemmeno saprai tradurre il latino.
      comunque per gli altri che non hanno pregiudizi e che capiscono che si puo’ fare cultura sul vino anche essendo donna e quindi (purtroppo per molti uomini) non necessariamente stupida, invito tutti a visitare il mio website http://www.wineseduction.com
      li’ si dice -in inglese- che faccio molte cose, che qualche riconoscimento l’ho ricevuto anche io e che qualora faccia delle cose “discutibili” -per non usare la stessa terminologia di esperio- queste stesse cose sono state avallate da gruppi editoriali quali “ilSole24Ore”, oppure SKY o dalle migliaia di persone che mi hanno fatta arrivare in nomination agli oscar del vino come miglior comunicatore… o forse i personaggi che frequentano i miei wine tasting devono avere dei problemi… e di sicuro anche le radio su cui faccio corrispondenza… senza parlare poi di tutti i produttori italiani dai nomi a “5 grappoli” o “3 bicchieri” che non mancano di contattarmi non appena arrivano a new york per salutarmi e incontrami… in fondo gestisco solo 15 carte dei vini in questa citta’… ma sono sicura che anche questa sia una cosa “discutibile” per gli occhi bendati e pieni di pregiudizi di persone come esperio, degni cittadini di un’italia che si e’ fatta declassare.
      salute!

      • avatar mario maggi

        Occhio a fare la maestrina. Propheta non si scrive con la F.
        Chi di H colpisce, di H perisce

      • avatar esperio

        Gentile Alessandra, sono veramente costernato, in fondo ho solo omesso, una piccola distrazione, mi conceda, una semplice acca.
        Se avessi immaginato il dolore che le avrebbe arrecato gli altrui errori grammaticali, avrei posto molta piu’ attenzione nell’esprimermi. Dunque, sara’ stato pur vero che il quel Martin perse la cappa o la coppa per una svista.
        Porgo cordiali saluti.

  2. avatar Vincenzo Geminiani

    A parte il fatto che lei trasuda una spocchia attualmente non giustificabile nemmeno dall’Oscar del Vino conferitole dall’Associazione per cui lei ha lavorato (e che dunque al suo posto avrei omesso di ricordare), mi lasci dire che prima della sua homepage il posto di più recente costruzione (1960) dove ho visto il titolare sfoderare il sorriso a massima larghezza in posa fotografica accanto a delle “celebrità” è il ristorante ora chiamato “Da Efisio”, al Nuovo Salario. In quel caso le celebrità, essendo il titolare sardo, comprendono anche Gigi Riva e Gianfranco Zola, oltre a vecchi calciatori come Cordova e Maldera, Heather Parisi, Little Tony, Rita Pavone, Leone di Lernia e Valerio Merola. La seduzione di tutto questo, lei me lo insegna, è irresistibile.

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