Sangiorgi Vs Gambero Rosso | La sentenza d’appello e le “battute” di Daniele Cernilli

di Antonio Tomacelli

La rivista Porthos ha pubblicato ieri la sentenza d’appello del processo che oppone il suo direttore, Sandro Sangiorgi, al Gambero Rosso. La vicenda è nota e si trascina da un tot di anni: durante il programma Report dedicato al mondo del vino, Sangiorgi confessò di aver lasciato la guida dei vini, edita dalla rivista e diretta da Daniele Cernilli,  perchè contrario all’inserimento di un’azienda che, a suo dire, non ne aveva diritto, perchè produttrice di vini mediocri. il Gambero ha sempre contestato la ricostruzione dei fatti e le testimonianze tra le quali c’è la famosa “battuta”. Riassumiamo in breve: per convincere i suoi collaboratori che quell’azienda aveva diritto all’ingresso in guida, Daniele Cernilli mostra, durante un pranzo di lavoro, la rivista di Slow Food (all’epoca co-editrice della guida) con l’inserzione pubblicitaria della casa vinicola oggetto del contendere. “Voi mangiate grazie a questi” disse, lasciando intendere che mai il Gambero Rosso avrebbe danneggiato un suo cliente. Per gli avvocati della rivista fu solo una battuta, per i giudici della Corte d’Appello no, vista anche la “qualificata provenienza”. Insomma, nel bel mezzo dello scontro tra Sangiorgi e la guida, Cernilli sbatte i pugni sul tavolo e chiarisce una volta per tutte la “linea editoriale” ai suoi collaboratori. Non era una battuta. Lo dicono i giudici. Nero su bianco.

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

195 Commenti

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Giovanni Arcari

circa 8 anni fa - Link

http://www.youtube.com/watch?v=Sd64PtkDDkk

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Pippo Onorati

circa 8 anni fa - Link

W Sandro. Forever. Clonateli quelli come lui, anche con tutti i suoi difetti. P

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

La ricostruzione di Tomacelli è del tutto campata in aria e ne chiedo immediata rettifica, nel testo e nel titolo. I motivi sono i seguenti. Primo, all'epoca dei fatti io non ero il direttore del Gambero Rosso, lo era Stefano Bonilli. Secondo, la mia "battuta" non si riferiva alla rivista Gambero Rosso ma a Slow Food e fu fatta, in modo del tutto ironico, davanti a collaboratori di Slow Food e non del Gambero. Si trattava del commento ad una pubblicità apparsa su quella pubblicazione di una cantina che non mi sembrava ispirata ai principi del "buono, pulito e giusto". Terzo, Sangiorgi non lasciò la rivista Gambero Rosso ma la guida Vini d'Italia, allora coedizione fra Gambero e Slow Food. Lui aveva curato il Veneto regione in carico a Slow Food, e subito dopo lasciò anche l'associazione nella quale ricopriva il ruolo di responsabile per la didattica. Non so come mai i miei ex colleghi del Gambero siano riusciti a perdere la causa, so soltanto che io non sono mai stato sentito dal Giudice che quindi non conosce le mie ragioni. Perché l'avvocato della Gambero Rosso Holding non abbia ritenuto di iscrivermi fra i testimoni è cosa che mi è ignota. Tutti questi fatti sono tranquillamente controllabili da coloro che abbiano voglia di documentarsi.

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Antonio Tomacelli

circa 8 anni fa - Link

Non se la prenda con noi se i giudici, evidentemente, non hanno colto l'ironia.

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Altra rettifica. Io non ho sbattuto i pugni sul tavolo, non c'era al momento alcuna riunione di redazione e non stavo dando la linea del giornale. Ki avrei spiagato ai giudici se me ne fosse stata data l'opportunità. Quindio rettifiche anche questo.

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Antonio Tomacelli

circa 8 anni fa - Link

Trattasi di metafora. Perchè il post non lo scrive lei? Sarò felice di pubblicare la sua ricostruzione dei fatti.

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

L'ho già fatto, basta leggere gli interventi.

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Francesco

circa 8 anni fa - Link

Effettivamente.... mi sembra lo abbia già fatto. Cernilli, non si preoccupi, sappiamo tutti come funziona la magistratura italiana. In tutto questo però... non ho visto ancora le rettifiche dell'articolo! STRANO!

SirPanzy

circa 8 anni fa - Link

Ho letto le carte e seguito la vicenda. Vorrei fare una domanda prima che si scateni l'inferno: Perchè è legittimo? Per ragioni commerciali è legittimo favorire un' azienda? Sarà per via di qualche cavillo legale che non conosco/capisco? Se qualcuno avesse voglia.. grazie!

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Nessuna azienda fu favorita. Andatevi a leggere la schede di Santa Margherita sulla guida Vioni d'Italia del 2000 e poi parlate. Per quanto mi risultava quella scheda, per stile e contenuti, avrebbe potuto benissimo averla scritta lo stesso Sangiorgi che a me, personalmente, non contestò nulla ed anzi in una sua telefonata della fine del 1999 mi invitò ad unirmi a lui nell'impresa Pothos perché io avevo in mente di lasciare il Gamberoe lui l'aveva saputo. Quello che disse anni dopo a Report fu per me incomprensibile.

SirPanzy

circa 8 anni fa - Link

"per ragioni COMMERCIALI del tutto LEGITTIME" è questo che non capisco. Della scheda e delle vostre beghe non me ne frega nulla.

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Nessuna ragione commerciale legittima. Quella scheda creò problemi commerciali, non vantaggi.

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Aggiungo. Io non ho lasciato intendere nulla, non sapevo neanche che Sangiorgi non aveva scritto la scheda incriminata. So solo che quella scheda, assai critica, ebbe come effetto quello di far perdere la pubblicità dell'azienda al Gambero Rosso. Il Veneto era di competenza di Slow Food e alla redazione del Gambero arrivavano le regioni complete e già corrette. Pronte per la pubblicazione.

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Antonio Tomacelli

circa 8 anni fa - Link

Rettificato come richiesto ma mi sembra che il senso non cambi poi molto. La rivista poteva essere anche Tutto Uncinetto, il senso non cambia.

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Il senso cambia molto e la inviterei per il futuro a controllare le sue fonti prima di fare ricostruzioni a capocchia. Dopodiché, se la vuole sapere tutta, io non sono neanche dispiaciuto che Sangiorgi non debba pagare al Gambero mezzo milione di euro di danni. Perché qui non si tratta di condanna del Gambero, che era l'eventuale parte lesa, ma del non accoglimento delle sue richieste. Molto, a mio parere, è dipeso dal fatto che è stato scelto di non portarmi come testimone. Ma questo è un mio parere personale.

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Per la precisione il titolo dovrebbe essere Gambero Rosso vs Sangiorgi. Altrimenti fa cadere in errore i lettori.

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Francesco Amodeo

circa 8 anni fa - Link

Come si fa a dire che "nessuna azienda fu favorita" se nella sentenza si legge l'esatto contrario? Riporto un passaggio testuale della sentenza: "Pertanto, l'insieme delle circostanze surricordate, considerate nella loro unificante e coerente concatenazione logica, consente induttivamente di ritenere: a} che effettivamente i coeditori della guida avessero ritenuto opportuno derogare e ospitare la scheda dei vini di quell'azienda (pubblicizzati sulle rivista dei due gruppi editoriali}, pur se valutati dall'esperto di livello inferiore a quello minimo stabilito per trovare spazio in una pubblicazione di quel prestigio; b) che, alla luce dell'affermazione del Cernilli, riferita dalla teste XXXXXX, da tale scelta non fossero estranee ragioni economiche per le quali gli editori intendevano mantenere buoni rapporti con quel produttore."

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Mica tutte le sentenze sono giuste. Io ripeto, nessuna azienda fu nei fatti favorita e se solo si andasse a leggere la scheda in questione la cosa apparirebbe chiaramente. Tanto è vero che dopo quella scheda io ricevetti una telefonata di Alessandro Alì, allora direttore commerciale della Santa Margherita, che mi disse che avrebbe preferito che l'azienda non ci fosse stata, vista la severità delle critiche. Ecco come faccio a sostenere certe cose. Se solo avessi potuto dirlo ai giudici magari le cose sarebbero cambiate, chissà.

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Filippo (pippuz)

circa 8 anni fa - Link

Giusta o non giusta non andava proprio fatta una causa del genere. Un avvocato un pochino più "sgamato" la avrebbe sconsigliata.

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Alessandro Ali

circa 8 anni fa - Link

Sono estremamente rammaricato per tutto questo scrivere su una vicenda che non ha niente di reale. La scheda in questione fu assai severa e confermo la mia telefonata per protestare e affermare che era meglio non fosse stata mai pubblicata. I rapporti con il Gambero Rosso erano solamente quelli di una grande aziende (che produceva un vino apprezzato da milioni di consumatori) e una rivista specializzata su cui venbiva fatta la pubblicità. MI dispiace che in un momento così difficle del vino in generale ci sia tanto tempo perso in chiacchiere e non in bevute ... spero che questo mio piccolo contributo serva ad abbassare i toni e ad alzare i calici per un brindisi in amicizia.

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winemining

circa 8 anni fa - Link

Non le sembra che due gradi di giudizio siano abbastanza "reali"? Specie per chi ha rischiato di pagare una somma considerevole solo per aver fatto una affermazione che, al momento, non sembra smentibile. Capisco che nella sua ottica di produttore possa preferire i brindisi alle "chiacchiere" (come poco elegantemente le definisce); ma le tavole servono a brindare, mentre sui blog si discute - più o meno civilmente. E la questione non mi pare che sia quanto severa fosse la scheda, ma perché sia stata (ri)inserita e da chi, chi ne sia l'autore e -più in generale- se la pratica fosse abituale o meno. Possibile che l'unico momento di verità debba essere distillato dalle parole di un giudice? Su questo, e su alcuni comportamenti, la sentenza ha, purtroppo, dato molte più informazioni che i tanti commenti di questo post.

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Fabrizio pagliardi

circa 8 anni fa - Link

In nessun sistema giudiziario il giudice stabilisce quale sia la verità, ma solo quale é la giustizia in base alla sua interpretazione e applicazione della legge ai fatti. Se ci fosse chi stabilisce la verità non servirebbe neanche il secondo grado di giudizio. Una verità c'è ed é stata detta dal diretto onteressato il signor Ali. L'azienda non fu affatto contenta della scheda, anzi per loro era meglio non fosse stata pubblicata. Quindi evidentemente nella pubblicazione non c'e alcun favore a favore dell'azienda. Allora riesaminando i fatti forse era Sangiorgi che foraggiato da santamargherita doveva far sparire la scheda dalla guida e non ci é riuscito per l'opposizione di slow food- gambero rosso baluardi dell'etica.... :-)) la dietrologia e il pettegolezzo hanno nla ridicola caratteristica di portare a risultati diametralmente opposti..... Condivido l'invito al Brindisi del sig. Ali.

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Alessandro Alì. che ringrazio per avere confermato quanto ho sempre detto, non è più, e da molti anni, il direttore commerciale di Santa >Margherita, e quindi non ha la veste di difensore d'ufficio di quell'azienda. Ha solo raccontato la verità, da persona onesta qual è, una verità che avtrbbe anche lui detto al giudice se solo avesseavuto la possibilità di farlo.

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answer

circa 8 anni fa - Link

certo che era molto potente il Gambero Rosso in quegli anni, condizionava le persone, ha fatto la fortuna di molte aziende(aziende più che cantine) e ha indirizzato verso il consumo di molti vini recensiti e premiati sia al ristorante e sia in enoteca. Ora le cose, da qualche anno sono cambiate, meno male.

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

E chi era, il Grande Fratello di Orwell? Ma non diciamo fesserie.

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Antonio Tomacelli

circa 8 anni fa - Link

Cernilli, non offenda la nostra intelligenza e, soprattutto la sua. La Guida da lei diretta ha avuto in passato una grande influenza. Lo chieda ai fatturati delle aziende premiate.

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

E questo sarebbe eventualmente un demerito? Forse perché ha dato poche fregature ed è stata attendibile, visto che la gente non è scema. oppure era scema prima ed ora non lo è più. Io non sono più al Gambero da un anno e mezzo, ma la guida Vini d'Italia è ancora oggi, e di gran lunga, la più conosciuta e seguita, in Italia e all'estero. Mi risulta che le copie perdute per l'edizione cartecea siano state comopensate dagli e-books. E' ancora l'unica pubblicata anche in tedesco, inglese e cinese. Mi dispiace, ma le cose stanno così, che vi piaccia o no. Ma da questo a farne uno strumento di controllo delle menti mi pare questo un insulto all'intelligenza.

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answer

circa 8 anni fa - Link

fesserie? certo certo, ricordo come giravano le persone, come se portassero una bibbia, e sceglievano solo i vini che dicevate voi, alcuni per carità meritevoli, altri invece.........meno male che le cose sono cambiate, ora il gambero rosso non lo legge più nessuno e sicuro lei avrà molti meno amici, ma meglio così, pochi ma buoni! ;)

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Marco De Tomasi

circa 8 anni fa - Link

Quanto è vero. Anch'io giravo con la guida. Da quando l'ho definitivamente chiusa (l'ultima acquistata è stata l'edizione 2001 mi pare), mi si è aperto il mondo !

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Francesco

circa 8 anni fa - Link

Secondo me le guide devono solo dare un'idea di quello che è più buono e di quello che è meno buono, poi è ovvio che ognuno di noi ha i propri gusti personali. Mi pare sciocco dare SOLO retta a quello che le guide dicono, anche perchè non tutte le guide dicono le stesse cose sugli stessi vini. Faccio un esempio: il Kurni dell'oasi degli angeli (a mio avviso un vino eccezionale) viene descritto come un ottimo vino sia dal GR che nella guida dell'espresso, ma nella guida di Luca Maroni viene considerato poco, anche se fa capire che è cmq un buon vino. Che dovremmo fare... andare in giro nei ristoranti/enoteche/cantine con tutte le guide enogastronomiche esistenti??? Non credo che la guida del GR abbia la capacità di influenzare le menti (almeno quelle intelligenti!) Se poi siamo abituati a prendere tutto quello che leggiamo per oro colato e muoverci come le pecore seguendo il pastore... beh allora si!

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Nelle Nuvole

circa 8 anni fa - Link

Era un bel po' che Daniele Cernilli non veniva trascinato in una singolar tenzone da queste parti. Stavolta è toccato a Tomax il graditissimo compito. A leggere il post e i relativi commenti non si può fare a meno di considerare che - a noi ce piace la rissa - non si capirà mai come sono andate esattamente le cose. Anche perché Sandro Sangiorgi si guarda bene da partecipare al "dibattito" - Daniele Cernilli è il "male" Certamente la notizia della sentenza è giusto che sia riportata in un blog che fa anche informazione e non solo opinione. Però mi chiedo Se è vero, sottolineo il "se", che Daniele Cernilli era il deus ex machina corrotto del Gambero Rosso e se tutto il resto del mondo della comunicazione gravitante intorno al mondo enoico era duro e puro, incontaminato da qualsiasi compromesso seppur minimo, perché il lancio dei pomodori virtuali al suddetto Cernilli è cominciato solo dopo la sua uscita dal Gambero Rosso? A parte qualche voce isolata e considerata antipatica e fastidiosa dai più, non mi sembra che in passato ci sia stata qualche presa di posizione netta e importante nei confronti dell'imputato Cernilli.

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Antonio Tomacelli

circa 8 anni fa - Link

Devo smentirti, NN: di Cernilli ne abbiamo sempre parlato, anche quando era direttore http://www.intravino.com/primo-piano/i-peggiori-commenti-di-sempre/

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Nelle Nuvole

circa 8 anni fa - Link

Smentiscimi pure Tomax, mi fa piacere. Così la discussione si approfondisce e allarga. L'argomento relativo al peso delle Guide nell'affermazione di certi vini e di certe cantine in Italia durante gli anni ruggenti non credo riguardi il singolo Daniele Cernilli, o no?

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Antonio Tomacelli

circa 8 anni fa - Link

Te ne dico una: i tender dei monopoli stranieri pretendono dalle aziende la presenza su di una sola guida. Indovina quale.

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Nelle Nuvole

circa 8 anni fa - Link

Che c'entra Tomax, lo so benissimo quello che richiedono i Monopoli stranieri. Richiedono come informazione supplementare per aumentare le possibilità di vincere un buon punteggio su diverse guide più diffuse, fra cui anche il Gambero Rosso, oltre ai soliti Wine Spectator, The Wine Advocate, Wine Enthusiast e Decanter. Richiedono, non "pretendono". Quello che non mi riesce di comunicare qui è che, prendendo spunto dalla sentenza, si vuole dimostrare che Daniele Cernilli si è inventato cose inesistenti, ha fatto quel che gli pareva per anni al Gambero Rosso senza che nessuno potesse impedirglielo. Ha pubblicato punteggi edificanti dietro prebende. Unico malefico personaggio in un mondo puro e incorrotto. E' stato veramente così?

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Simone e Zeta

circa 8 anni fa - Link

Erano gli anni in cui non si era ancora pensato di scrivere "sponsor post" ;-)

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Antonio Tomacelli

circa 8 anni fa - Link

Non fare lo spiritoso Morosi, lo sponsor post è un atto di chiarezza verso chi legge. Vuoi che banni a vita? :-)

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Tommaso Farina

circa 8 anni fa - Link

http://www.youtube.com/watch?v=7DEW70xOYYM

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Simone e Zeta

circa 8 anni fa - Link

“Voi mangiate grazie a questi”. Niente di che stupirsi, trattasi di filosofia aziendale italiana, dove non esiste etica, nè risultato di guadagno attraverso la bonta del progetto e la qualità del lavoro. Si preferisce la via breve, quella in cui "se magna sicuro" anche a costo di sporcare il proprio lavoro e la propria coscienza qualora di vi fosse. Gli interpreti di oggi sembrano migliori, speriano bene.

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Simone e Zeta

circa 8 anni fa - Link

(accento sulla a)

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Bernardo Losappio

circa 8 anni fa - Link

La sentenza non vede come parte Daniele Cernilli e la frase in contestazione e' solo un dei molteplici aspetti che conducono alla decisione finale. Ciò che più conta e' che ai giudici e' stato richiesto di valutare se il comportamento di Sangiorgi potesse essere ritenuto diffamatorio e quindi suscettibile di risarcimento del danno a favore della casa editrice. Per tale motivo il Tribunale non contestualizza la frase, prendendola solo come una circostanza per affermare che Sangiorgi non ha tenuto nel corso della trasmissione un comportamento illegittimo. Prendere spunto da questa sentenza per dimostrare che Daniele Cernilli sarebbe un corrotto, risulta essere un equilibrismo molto ardito e non privo di pericoli. Bernardo Losappio

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Marina L.

circa 8 anni fa - Link

Finalmente un commento sensato. Se ne sono lette di stupidaggini oggi, a partire dall'articolo, scritto con un tono volutamente polemico, e i vari commenti. Ricordo la scheda incriminata, era tutt'altro che favorevole nei confronti dell'azienda, e tanto perché per parlare è bene documentarsi, ne cito alcuni passi: "dai vini che ci propone anno dopo anno ci aspetteremmo qualcosa di più". Oppure " vorremmo più carattere, più anima, più concentrazione. Vorremmo insomma che a tanta immagine così ben creata e articolata corrispondessero vini davvero interessanti e non solo ben fatti". Se queste sembrano le parole di una scheda fatta per compiacere un cliente....

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Nelle Nuvole

circa 8 anni fa - Link

Mi sono dimenticata un PS importante: i Monopoli canadesi fra le guide elencate italiane ci mettono anche quella dell'Espresso.

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Francesco

circa 8 anni fa - Link

Permettimi la battuta: quelli del Botswana???? :-D

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mangusta

circa 8 anni fa - Link

intellettualmente Cernilli è il più onesto di tutti, c'è una malizia dietro questa "rissa"...

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Tommaso Farina

circa 8 anni fa - Link

Non riesco a loggarmi tramite facebook. Ciò non m'impedisce di solidarizzare con Cernilli per quest'ennesimo attacco livoroso e gratuito.

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Tommaso, è lo stile della casa. Ci sono abituato.

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Francesco

circa 8 anni fa - Link

ahahahahahaha effettivamente mi sembra di non aver mai letto un post "gradevole" nei confronti di Cernilli! Che sia veramente "il Male"?!?!?!? :-D

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Lupin

circa 8 anni fa - Link

Quanto è vero che la verità sta nel mezzo..come tutti sanno,il mondo delle guide ha influenzato il mercato italiano e straniero, i giornalisti e assaggiatori ponderano sempre le recensioni/ punteggi e considerazioni in base all'azienda che hanno davanti. Come biasimarli: 1) sono loro che gli danno il pane 2)chi si prende i rischi di dire che tal vino in quell'annata non è riuscito? così si può rovinare un azienda 3)e se è il giornalista che prende una cantonata? Anche per questo le guide con i punteggi non son di moda... la gente non è scema......

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armin kobler

circa 8 anni fa - Link

ma le degustazioni non sono rigorosamente alla cieca e accompagnate anche da un notaio forse?

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antonio tomacelli

circa 8 anni fa - Link

"Peraltro che la degustazione avvenisse "alla cieca" non esclude che dopo la prova l'identità divenisse palese l'identità del prodotto e del produttore, talchè sarebbe stato ben possibile, per qualsivoglia ragione, rivedere il giudizio in modo mirato" (cit. dalla sentenza)

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winemining

circa 8 anni fa - Link

Grande! Finalmente un contributo chiaro. Vediamo se ho capito. "1) sono loro che gli danno il pane" Quindi le guide campano grazie ai produttori (di vino) e non ai consumatori (della guida). Conseguentemente ne tutelano accuratamente gli interessi, tanto non è manco illegale (ex. art. 21) "2)chi si prende i rischi di dire che tal vino in quell’annata non è riuscito? così si può rovinare un azienda" Nessuno, ma è ovvio. E quindi, conseguentemente, i vini buoni si dice che sono buoni, e quelli cattivi pure! Vorrai mica rovinare un'azienda? Todos Caballeros, insomma. Di chi compra la guida chi se ne frega, cfr. punto 1. "3)e se è il giornalista che prende una cantonata?" Qui invece la libertà di stampa (ex art. 21) stranamente non vale. Se il giornalista/redattore/giurato prendesse una "cantonata" gli deve essere assolutamente impedito di scriverne. E se poi insistesse a citare la cirtostanza gli si farà causa. Tanto noi sappiamo già da prima quali vini sono buoni: quelli che ci danno da mangiare! e quindi individuiamo subito le "cantonate", ponendovi preventivo ed opportuno riparo. In fondo era facile. [per Daniele Cernilli: pur citando circostanze reali, questo post è volutamente sarcastico]

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Polimar

circa 8 anni fa - Link

Confesso che sono un po' gnurante, e il post di Tomacelli è scritto in maniera tale che io lo rimanga. Diciamo che il riassunto non è il suo forte. Ad occhio e croce, quello che mi lascia piuttosto basito di tutta la faccenda è che i giudici non abbiano sentito l'esigenza di sentire Cernilli, nonostante indichino la sua frase come una prova delle ragioni economiche che hanno guidato la scelta. Se poi qualcuno confermasse quello che dice Cernilli, cioè che il succo della recensione era tutt'altro che elogiativo, e che l'anno seguente la cantina in questione ritirò per questo la pubblicità, mi parrebbe ancora più paradossale la decisione dei giudici, questo articolo di IV e tutti i commenti livorosi contro il dio denaro e questo sporco sporco mondo del bisness.

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Marina L.

circa 8 anni fa - Link

Se ti leggi il mio post di poco sopra, ho riportato alcune frasi della scheda "incriminata". Se ti sembrano lusignhiere...

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Io non so se Alessandro Alì, che all'epoca era direttore commerciale di Santa Margherita, ci stia leggendo. Se fosse così gli chiederei di confermare la telefonata che mi fece all'uscita della guida del 2000 per lamentarsi della scheda e per dirmi che avrebbe preferito non essere stato messo in guida con dei commenti così negativi.

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Eleutherius Grootjans

circa 8 anni fa - Link

Le uniche guide indubbiamente utili sono due: una è di Douglas Adams, l'altra di Benjamin Britten. Bene per la sentenza e per Sangiorgi. Su questo, mi pare, nessuno obietta. A maggior ragione sembra paradossale che una pletora di guide, tutte abbastanza simili, resti, e che la non-guida, una rivista senza eguali, chiuda.

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Arduino il ricottaro

circa 8 anni fa - Link

Un cumulo di fesserie prodigiosamente condensate in poche righe: congratulazioni.

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Pastore

circa 8 anni fa - Link

Parente der pecora?

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Un autostoppista

circa 8 anni fa - Link

Eleutherius sempre un passo avanti.

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Polimar

circa 8 anni fa - Link

Al baratro

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Eleutherius hitchhiking

circa 8 anni fa - Link

Hitchhikers (and their guide) rule.

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winemining

circa 8 anni fa - Link

So long and thanks for all the wine.

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Elena

circa 8 anni fa - Link

Non sempre succede ciò che e' giusto ma bensì ciò che e' facile...e spremere le meningi e' difficile assai!!!

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

Gentile Daniele Cernilli Intanto mi perdoni l'intromissione, ma in questo bailamme di commenti mi ci ficco anch'io. Ho letto la sentenza e dice cose sinceramente diverse dalle sue affermazioni (e di quelle di qualche altro commentatore). La sentenza dice che quella scheda sull'Azienda Santa Margherita NON doveva essere inserita nell'edizione della Guida dei Vini 2001. Il criterio minimo stabilito dall'editore per l'inclusione nella guida era un punteggio di 78/100, punteggio che il vino di quell'Azienda non aveva raggiunto. Lei invece afferma candidamente che quella scheda "avrebbe potuto benissimo averla scritta lo stesso Sangiorgi". Confermando implicitamente che la scheda c'era, ma cercando di eludere, ironizzando, il vero punto nodale: quella scheda non avrebbe dovuto essere lì. Chi ha inserito in guida un vino precedentemente escluso? Se le degustazioni erano alla cieca, e il vino di Santa Margherita aveva preso un punteggio inferiore a 78/100 chi ha deciso di aumentare questo punteggio? Infine chi ci dice che anche altre Aziende non siano state inserite o non siano state premiate immeritatamente? Il mio non vuole essere un attacco alla sua persona, ma una semplice richiesta di chiarimenti. Gentile Nelle Nuvole tu rientri tra i commentatori che hanno fatto affermazioni che con la sentenza non c'entrano nulla. Varrebbe la pena leggere per intero la sentenza prima di pontificare ;-) Te lo dico con affetto. La sentenza dice semplicemente che Sandro Sangiorgi non ha diffamato il Gambero Rosso. Testimoni hanno confermato che in guida sono stati inseriti vini che non lo meritavano, per ragioni esclusivamente commerciali. Ciò induce a pensare, senza tema di diffamare alcuno, che per essere in quella guida dei vini bastava pagare.

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Francesco Amodeo

circa 8 anni fa - Link

Io direi che si può dire con certezza, senza aver paura di essere definiti dei diffamatori, che almeno un vino è stato inserito in guida a causa di motivazioni che non prescindevano dal rapporto economico/commerciale che sussisteva tra la guida e l'azienda. Così dice la sentenza. Che poi le sentenze possano essere sbagliate a volte, oppure che nella realtà dei fatti tale inserimento non abbia portato effettivi vantaggi all'azienda in questione, è un altro paio di maniche. Beninteso che, come riportato nel testo della sentenza, ciò non costituisce assolutamente reato. Tutt'al più si tratta di una problematica di carattere deontologico, e non per questo meno grave.

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Il fatto è che NON è vero che il punteggio nminimo per l'inserimento in guida è MAI stato 78/100. Questa è una novità assoluta anche per me che la guida l'ho condiretta prima con Petrini, che era curatore con me all'epoca dei fatti, e poi con Sangiorgi. La verità è che non c'è mai stato un punteggio minimo dichiarato, se non i 60/100 che rappresentano la sufficienza. Questa è una delle motivazioni della sentenza del tutto campate in aria che non è stata contestata dai legali del Gambero e che io non ho potuto contestare durante il dibattimento. Secondo. Io personalmente ho solo tentato di difendere Slow Food, non il Gambero, perché, ripeto, Sangiorgi lavorava con loro, il Veneto era una regione in carico a Slow Food e a noi in redazione al Gambero arrivavano le schede delle regioni attribuite in cordizione a Slow Food già complete e corrette. Dovevamo solo impaginare e mandare in stampa. Questo avrei detto ai giudici. La mia battuta? Fatta fuori contesto, successiva ai fatti e soprattutto ironica, tesa a sottolineare ad alcuni "duri e ouri" di Slow Food, fra i quali peraltro non c'era Sangiorgi ma la sua ex moglia che all'epoca era ancora sua moglie, che la pubblicità era necessaria per tenere in vita una pubblicazione come Slow. I miei rapporti con Sangiorgi, poi, inizialmente, e cioè dopo la sua uscita da Slow Food, rimasero buoni, tanto che nell'ottobre del 1999, quando io, per averer discusso in modo molto serio con Bonilli, mi stavo dimettendo dal Gambero ed avevo una proposta per dirigere la nascente guida vini dell'Espresso prima di Masnaghetti, ricevetti una telefonata da Sandro che mi invitava a unirmi a lui nell'operazione Porthos. Rifiutai, credo cortesemente (conosco Sandro da quando aveva sedici anni e mezzo e sono stato fra quelli che gli hanno insegnato a tenere un bicchiere in mano), ma da allora non l'ho più sentito. Quindi, sulla mia personale deontologia credo proprio che nessuno possa dire "a". Se volesse farlo magari mi farò aiutare dall'avvocato Losappio. Potrò essere antipatico a qualcuno ma se provate a darmi del corrotto credo di avere il diritto di reagire.

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Non l'ho condiretta con Sangiorgi la guida, ma con Piumatti, rettifico.

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Bernardo Losappio

circa 8 anni fa - Link

Concordo Cernilli. Lei può avere tutto il mio aiuto e la mia stima, come ho detto fare equilibrismi sulla sentenza in discussione è veramente molto pericoloso

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Per essere su quella guida bastava pagare? Questa è diffamazione. Spero che se ne accorgano al Gambero. Ed è diffamazione perché, semplicemente, non è generalizzabile un episodio. E se invece quello che si tentava di fare, non da parte mia, ma di chi ha redatto la scheda, era di informare che i vini di una famosa azienda, che esporte in tutto il mondo, non erano poi così buoni? Non si tratterebbe di un servizio fatto ai lettori? E' più importante informare su una cosa del genere oppure scrivere di una piccola cantina che magari ha un solo vino con un punteggio leggermente superiore, ma introvabile sul mercato? Io sono convinto che se sostituzione c'è stata, il motivo era quasi certamente quello, e non una captatio benevolentiae nei confronti di quella cantina, che poi non ha portato nei fatti che a dei risultati opposti.

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

Gentile Cernilli I testimoni intervenuti al processo affermano concordemente che il punteggio limite per essere ammessi nella guida del 2000 era di 78/100, e che nel caso dell'azienda Santa Margherita tale indicazione fu disattesa. Non è un'invenzione del sottoscritto. Quattro giudici in due gradi di giudizio dicono cose strutturalmente differenti dalle sue. E concludono affermando che l'azienda Santa Margherita fu inserita in guida per motivi commerciali e non per merito. Non mi pare quindi di commettere diffamazione se ribadisco le stesse cose affermate dai giudici.  Lei ama fare "battute" poco spiritose, ma non accetta che altri le facciano. 

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Quei testimoni parlano evidentemente di una regola che si è data autonomamente e senza avvertire nessuno quwella commissione d'assaggio. Non è vero, non è mai stato vero e chiamo a testimoniare su questo tutti i collaboratori passati e presenti della guida che il punteggio minimo di entrata sia mai stato 78/100. Io la guida l'ho condiretta per più di vent'anni e non ho mai posto nè approvato che ci fosse un tale punteggio di entrata. Lo avrei detto ai giudici, di primo e secondo grado, se la società per la quale ho lavorato mi avesse consentito di farlo.

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Aggiungo che la sua non mi sembra una battuta. Ma per sua fortuna ormai le questioini del Gambero non mi riguardano più.

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Aggiungo ancora. Il punteggio minimo per avere la valutazione di un bicchiere all'epoca era di 70/100, per entrare in guida con la semplice segnalazione era di 60/100, la cosa era addirittura spiegata nelle pagine introduttive. Questo significa, per logica pura, che se ci sono stati su quella guida vini valutati con un bicchiere o con la semplice segnalazione, nella maggior parte dei casi non avevano raggiunto il punteggio di 78/100. Questo fatto da solo, se fosse stato fatto notare durante i dibattimenti, avrebbe in gran parte inficiato le testimonianze.

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

Gentile Cernilli credo sinceramente che le minacce non le servano a nulla. Le serve molto di più parlare e spiegarsi, approfitti quindi con intelligenza delle mie domande. D'altro canto sa meglio di me che tutti i commenti, più o meno sincroni, di questo post, approfondiscono i diversi punti di vista e chiariscono i particolari della vicenda, facendo cadere l'elemento oggettivo della diffamazione. Si preoccupi di interagire senza minacciare, anche quando le "battute" dei commentatori sono a lei poco gradite. E' interesse suo.

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Caro Montes o come si chiama realmente, tenga per sé i suoi consigli, credo di non avwerne bisogno. Io sto chiarendo, ho detto chiaramente cose che nessuno ha smentito qui, come, per esempio, che i 78/100 non sono mai stati nè previsti nè consigliati dall'editore come livello di entrata per un vino in guida. Questa è una precisa testimonianza e non ho idea del perché non sia stato possibile portarla nel dibattimento.

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Francesco Beghi

circa 8 anni fa - Link

Come collaboratore ormai storico (dal 2001) del Gambero Rosso non posso che confermare. Questa scala di punteggi vige tuttora anche se sono praticamente sparite le segnalazioni sotto i 70/100. Mai sentito parlare di punteggio minimo di 78/100.

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winemining

circa 8 anni fa - Link

Non capisco: perché sono sparite le segnalazioni sotto i 70/100 ? Tutti i vini assaggiati sono sempre oltre quella soglia ? Approfitto della sua ultradecennale esperienza per chiederle un'altra cosa: se e come venivano (e vengono) selezionati i vini da assaggiare valutati? E' una questione molto importante su cui, stranamente, si sorvola. Se c'è o meno una scelta iniziale di cosa assaggiare.

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Filippo (pippuz)

circa 8 anni fa - Link

Confermo quanto scritto da Cernilli, non è vero che la soglia minima per essere in guida è 78/100.

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winemining

circa 8 anni fa - Link

E tra quelli sotto i 78/100 come si sceglie quali pubblicare e quali no ?

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Rispondo solo ora a winemining. I vini sotto i 70/100 fino all'edizione del 2011 non venivano più inseriti per motivi di spazio. Gli altri, quelli inseriti, prendevano almeno 70/100 ed alla fine quella poteva dirsi una soglia d'ingresso, ma solo nelle ultime edizioni, quando il numero dei vini inseriti era diventato molto ampio. Per quanto riguarda le scelte su chi inserire, in tutti i casi erano determinate dall'andamento delle degustazioni, effettuate in gran parte in sedi consortili o cimunque terze, con gli assaggi organizzati spesso, e sempre quando era possibile, da personale non del Gambero. I responsabili dei consorzi toscani, friulani e altoatesini lo sanno bene, visto che con quelli c'è stata una collaborazione pluriennale e chiunque di loro può testimoniarlo. Ma anche in Campania, in Puglia, in Umbria e in Veneto, se ricordo bene, le cose andavano in quel modo. No, guardate, c'è sempre stata trasparenza in quel lavoro. Si può non concordare con i risultati, ma finché ci sono stato io non c'è stata nessuna forzatura e credo anche di aver lavorato per garantire proprio questo.

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Gabriele Succi

circa 8 anni fa - Link

Gentile Cernilli, cito quello che ha scritto: "E se invece quello che si tentava di fare, non da parte mia, ma di chi ha redatto la scheda, era di informare che i vini di una famosa azienda, che esporte in tutto il mondo, non erano poi così buoni? Non si tratterebbe di un servizio fatto ai lettori? E’ più importante informare su una cosa del genere oppure scrivere di una piccola cantina che magari ha un solo vino con un punteggio leggermente superiore, ma introvabile sul mercato?" In proposito le pongo una questione: le sembra giusto che per svolgere, così come scrive, "un servizio fatto ai lettori"; abbiate dovuto riempire uno spazio in pagina con un'azienda che fa prodotti mediocri lasciando fuori non una cantina che fa un vino introvabile ma molte altre che fanno vini decisamente migliori? Perchè non ci credo nemmeno se lo vedo che ci sia una sola cantina che fa un vino introvabile meglio di quella in oggetto che ha occupato un posto in guida...non in quella regione... ...sa, le pagine erano e sono sempre contate...

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Io non so se le cose siano andate così, la mia era una domanda retorica, Però in quella guida c'erano le schede di Bolla e di Zinin, che all'epoca erano delle dirette concorrenti di Santa Margherita, per qualità dei vini e per settore di mercato.

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Nelle Nuvole

circa 8 anni fa - Link

Gentile Massimiliano Montes, ho letto la sentenza,prima che uscisse questo post. E' stata resa pubblica su Facebook. Quello su cui ho pontificato è come stata proposta qui la notizia, concentrando gli strali su Daniele Cernilli. La sostanza della sentenza mi interessa fino ad un certo punto. Mi interessa di più come possono essere presentate certe notizie per rinforzare il proprio punto di vista. Non ho particolare simpatia per Cernilli, né antipatia. Lo stesso posso dire per Sangiorgi. Sono le parole e i comportamenti che contano per me in questa sede. e tante parole che ho letto non sento di condividerle ciecamente, solo perché uno è il "buono"e l'altro il "cattivo". Per te Don y Montes ho simpatia ed affetto :), ma abbiamo occhiali diversi.

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

La simpatia e l'affetto sono già un buon comun denominatore ;-) L'idea che il mondo delle guide possa essere finto e che i vini premiati in realtà paghino per esserlo mi tormenta, spero vivamente che non sia così.........

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Zakk

circa 8 anni fa - Link

Cernilli, ogni volta che posta qualcosa a riguardo di questa triste storia, lei riesce a far sembrare simpatico pure Ziliani. Se poi penso a quanti vinacci son stati premiati negli anni 90 con i 3 bicchieri inducendo una pletora di incapaci ristoratori a fare carte dei vini indifendibili allora mi sta ancor più antipatico. Buone ferie.

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Sarà simpatico lei, invece, che insulta anonimamente. Ma si vergogni e mostri la sua faccia se ne ha il coraggio.

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Antonio Tomacelli

circa 8 anni fa - Link

Gentilissimo Cernilli, sono anonimi anche i commenti a suo favore e nessuno si sognerà mai di bannarli o censurarli. Stia al gioco, oppure torni su di un confortevole foglio di carta.

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Io rispondo a commenti e pareri molto volentieri. Se le dicessi che lei è un povero ciccione represso che scrive solo per prendersi delle rivincite su una natura poco generosa nei suoi confronti cosa sarebbe, un insulto (come penso) o un parere? Se poi lo scrivessi da anonimo non dimostrerei vigliaccheria olte che maleducazione? Mi dica lei.

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Trattasi di metafora, ovviamente. Non penso affatto che lei sia represso e poco fortunato nel suo aspetto, visto che io sono molto peggio di lei.

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Antonio Tomacelli

circa 8 anni fa - Link

Ovviamente :-)

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Stefano Cinelli Colombini

circa 8 anni fa - Link

Dunque, i termini della cosa sono questi; nel 2004 Sandro Sangiorgi ha fatto delle affermazioni riguardanti l'edizione 2000 della guida del Gambero Rosso che non sono piaciute al suo editore. Grazie all'ineffabile velocità della giustizia (?) italica nel 2012 é arrivata la sentenza per cui la notizia, pur datatissima, é una notizia e va pubblicata. É tutto corretto? Una sola osservazione; da quella guida ad ora sono passate alcune ere geologiche. Chiunque avesse ragione nel 2000 tra Bonilli, Cernilli o Sangiorgi, polemizzare oggi non é come litigare sulla verginità di Cleopatra?

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Antonio Tomacelli

circa 8 anni fa - Link

Bastava ritira la querela e noi non avremmo dato la notizia né "polemizzato" P.s.: dall'esperienza che mi sono fatto in questi anni "polemizzare è quando si pubblicano notizie scomode che disturbano il sonno delle vergini".

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Stefano Cinelli Colombini

circa 8 anni fa - Link

Parole sante, amico mio. Benvenuto nel club, l'ingresso è libero ma la tessera si paga cara.

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Dylan Doc

circa 8 anni fa - Link

Ma...come....Cleopatra non era vergine???

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Stefano Cinelli Colombini

circa 8 anni fa - Link

Certo, vergine come tutti noi vinattieri, giornalisti, guidaioli, bio-vari e chi piú ne ha piú ne metta, mon Cher.

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Luciano

circa 8 anni fa - Link

...e poi c'è chi critica aspramente Maroni perché pubblica il listino!!!

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roberto gatti

circa 8 anni fa - Link

Tanto clamore perchè sarebbe stata inserita una azienda che non lo doveva essere. Che me ne dite allora della Guida xxxxxxxxx dove le degustazioni vengono fatte " rigorosamente a bottiglia SCOPERTA " e da una sola persona che deve selezionare i vini di una intera regione ( Leggasi Sicilia o Emilia Romagna ecc. ) ?? Una sola persona li potrà mai assaggiare tutti ? certo che no, perchè a bottiglia scoperta assaggia solo quelli che Le piacciono e/o quelli dei suoi amici ecc. QUESTI SONO I VERI SCANDALI

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Stefano Cinelli Colombini

circa 8 anni fa - Link

Dai, ma non è un filino ipocrita questa lamentazione ricorrente sulle guide? Nessuno é mai stato obbligato a comprarle, e se uno sceglie di farsi guidare dall'oracolo di Delfi o dal dottore del vino sono cavoli suoi; questa é la libertà, bellezza!

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winemining

circa 8 anni fa - Link

Certo le guide nessuno è obbligato ad usarle, come nessuno è obbligato a bere un vino. Se però il produttore dichiara che quel vino è una cosa (poniamo sangiovese) mentre poi si scopre che è un'altra (poniamo sangiovese e merlot) magari non va bene, non è bello. E cavarsela dicendo: non sei costretto a berlo, non mi pare corretto (indipendentemente dal fatto che ciò sia illegale o meno). Analogamente le guide sono strumenti, e sono tanto più precise ed utilizzabili quanto più espliciti sono i criteri con cui vengono realizzate. Non sarebbe meglio allora dichiarali subito tutti e onestamente? Se veramente venissero usati, sarebbe interesse della guida pubblicizzarli.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 8 anni fa - Link

Se io scrivessi in etichetta che un vino è 100% sangiovese e poi ci mettessi il merlot farei una frode in commercio, se mi beccassero la pagherei cara. Nel caso delle guide é diverso, non mi ricordo quale articolo della Costituzione garantisce a tutti il diritto di scrivere quel che cavolo gli pare, e a noi riconosce il diritto di non leggerlo. Pareva sufficiente ai Sacri Padri Costituenti, e pare sufficiente anche a me tapino.

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winemining

circa 8 anni fa - Link

Certo è *anche* illegale, ma non è questo che volevo sottolineare (la parentesi non è bastata). Nelle guide non lo è, illegale, ma scorretto sì. E posso io - ugualmente tapino - pensare che sia peggio una guida che non esplicita i propri criteri di una che lo fa, e che molto peggio di entrambe sia una che esplicita criteri che poi si rivelano falsi? Incidenti come questo aiutano a capire come devono interprestarsi le affermazioni come "i vini sono assaggiati rigorsamente alla cieca" fatte nelle prefazioni. Di qui l'utilità di questo post e della pubblicazione della sentenza. L'articolo 21 non centra, le sofisticazioni nemmeno. P.S. sul "pagarla cara" mi sia permesso dubitare; la cronaca recente non è incoraggiante. Non parliamo poi della intima accettazione dei portati dell'articolo 21 da parte dei produttori (come la vicenda della recensione di Scavino, purtroppo evidenzia desolantemente). Bel controesempio!

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Stefano Cinelli Colombini

circa 8 anni fa - Link

Tra illegale e immorale c'é un abisso. E sulla inefficacia dei controlli contro le frodi vinicole ci andrei piano, una volta forse era vero ma ora le corde sono molto, ma molto più strette.

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winemining

circa 8 anni fa - Link

Hai ragione, forse non "un abisso", non per me almeno, ma certo c'è differenza. Ma non intendevo valicarlo: possibile che non esista altra guida di comportamento che la illegalità? Possibile che non si possa stigmatizzare comportamenti che pur leciti non sono affatto corretti? Non è "ipocrita", e non è una "lamentazione", è solo informazione, direi. Sui controlli, magari fosse vero! Ne sarei molto lieto. Stiamo a vedere.

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roberto gatti

circa 8 anni fa - Link

Egr. Dott. Colombini , io lamentavo solamente il metodo di degustazione adottato da questa guida a cui mi riferisco, poi per il resto siamo perfettamente d'accordo

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Giovanni Solaroli

circa 8 anni fa - Link

Robertone, senza fare nomi qualunque cosa può essere detta e anche il suo contrario. Al tuo posto, volendo fare affermazioni simili, avrei fatto nomi,cognomi,indirizzi, numeri di telefono e anche di scarpe

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roberto gatti

circa 8 anni fa - Link

Caro il mio Romagnolone, allora mi tiri per la giacchetta....ma non è un segreto, si vantano pure. Lo scorso anno su un sito web ho chiesto come funzionava e mi è stato risposto che " solo a bottiglia scoperta " si può capire la tipicità o meno . Comunque a scanso di equivoci NON è : L' Espresso Il Gamberorosso 2000 Vini/Bibenda Veronelli Sloowfood Adesso prova ad indovinarlo da Te...non è piu' cosi' difficile, ma ti voglio dare un'altro aiutino : http://www.cucinartusi.it/Articoli-vari/vini-buoni-ditalia-impressioni-di-guida.html Non invento mai nulla, ma riporto solo cose pubblicate in internet. Ciao caro Giovannino, spero di incontrarti presto

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roberto gatti

circa 8 anni fa - Link

Dimenticavo : leggi gli ultimi commenti all'articolo

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gianmarco

circa 8 anni fa - Link

posso assicurare che nelle regioni per cui collaboro io (sardegna e basilicata) le degustazioni sono tutte alla cieca e aperte al pubblico e agli stessi produttori

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roberto gatti

circa 8 anni fa - Link

Personalmente preferisco sempre le degustazioni alla cieca, specialmente quando si parla di Guide o Concorsi. Ma Lei parla delle finali o anche delle fasi preliminari ?

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winemining

circa 8 anni fa - Link

Degustazioni alla cieca ed aperte al pubblico. Bene. Ma se una produttore valutato così alla cieca risulta pesantemente insufficiente nel giudizio della commissione, dopo che succede? La scheda si pubblica lo stesso o no?

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gianmarco

circa 8 anni fa - Link

anche le fasi preliminari. e le commissioni che giudicano i vini andati alle finali nazionali sono diverse dalle commissioni regionali. sulle schede: è una questione di spazio, le migliori aziende prendono la scheda grande ma è chiaro che ogni curatore regionale ha il suo bel da fare con i responsabili nazionali per ottenere il maggior spazio possibile...

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roberto gatti

circa 8 anni fa - Link

Quindi da quello che ho capito ogni responsabile regionale viaggia per conto suo : chi degusta alla cieca ed invece c'è chi degusta a bottiglia scoperta. In talune regioni una sola persona, a volte deve fare anche piu' regioni , ed in altre piu' persone. Insomma ognuno balla con " sua nonna " come si suol dire. Sinceramente non condiviso questo modo di procedere, ma ognuno in casa sua fa come meglio crede. Mi lasciò basito un video di una finale di 2/3 anni fa, quando per un vino si alzarono solo 3 mani, ed una volta che lo speaker disse il nome del produttore, come d'incanto se ne alzarono altre 5/6 e quel vino venne premiato con la corona. Da quel momento ai miei occhi quella guida ha perso ogni credibilità. De gustibus, l'importante è che venga venduta, personalmente mi ispiro ad altre fonti di informazione

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winemining

circa 8 anni fa - Link

Forse mi sono spiegato male, provo a far meglio, la mia domanda era: si pubblicano tutte le schede dei vini valutati indipendentemente dal contenuto positivo o negativo della valutazione, o si pubblicano solo le schede con valutazioni positive? Saperlo aiuterebbe a capire se i vini non compresi in una guida sono esclusi perché non considerati, o non valutati positivamente, o entrambi.

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Alessandro

circa 8 anni fa - Link

Ma a chi ti riferisci?

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VinoVeritas

circa 8 anni fa - Link

Secondo me su questo blog, fra tanti che sputano sentenze commenti e alte interpetrazioni di fatti e vicende, ci dovrebbe essere un minimo di coscienza. Perche' non c'e' qualcuno tra i blogger che scrivono belle recensioni dietro sovvenzione (dirette o indirette) ? Sicuramente tutti negheranno e si offenderanno...ma chi non e' proprio del tutto disincantato sa benissimo di cosa si parla. E chi parla di modo all'italiana di lavorare e ottenere successi dovrebbe proprio vergognarsi, in primis perche italiano e poi xche e' proprio sicuro di essere totalmente ignaro della pratica ? Buona domenica polemici

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Antonio Tomacelli

circa 8 anni fa - Link

Cominciavo a preoccuparmi: 61 commenti e ancora non era apparso il solito "È tutto un magnamagna" Ora mi sento più tranquillo: passiamo oltre

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VinoVeritas

circa 8 anni fa - Link

Non e' questione di magnamagna. E' questione di verita' e sincerita' delle cose...sparlare degli altri quando lo stile. Di fare e'analogo non e' coerente. Il vostro senso di superiorita' e polemica nel dare notizie e giudicare e' stucchevole..non siete mai imparziali e superpartes, e' bene che chi legge sappia altrimenti prende per oro colato quello che scrivete. Siate piu' coerenti oppure non scrivete proprio.

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Antonio Tomacelli

circa 8 anni fa - Link

Non c'è nessuna analogia di stile, temo, e neanche di metodo. Quando parliamo di vino siamo chiari fino alla noia e i nostri articoli sono sottoposti immediatamente al giudizio del lettore, che può, col sistema dei commenti, intervenire e dichiarare apertamente il suo dissenso. Dopodichè, o mi fai qualche esempio della nostra parzialità —qui e ora — oppure le tue sono solo chiacchiere biliose e, queste sì, di parte. Aiutati, se vuoi, col motore di ricerca in alto: questo è il net, bellezza.

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VinoVeritas

circa 8 anni fa - Link

Bellezza...aahah..questo e' il livello di calma che sapete mantenere ??? Di chi si professa giornalista ma lungi dall'essere professionale il minimo rischiesto ? Esempi del vostro "stile". Sbagliate il titolo di questo post, in quanto la causa e' tra San Giorgi e GR e dovete rettificare, riportate notizie non precise relative al caso, fortunatamente il net aiuta a chiarirsi. Non ultime scrivete articoli a pagamento, andate alle degustazioni gratis e quando ne pagate una vi offendete !! Questo signori e' Intravino. Fortunatamente l'anima del commercio del vino non si basa sui vs commenti e giuduzi.

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Antonio Tomacelli

circa 8 anni fa - Link

Quando, di grazia, avremmo commesso tali nefandezze? Continui a far chiacchiere a vuoto. P.s.: fu Sangiorgi ad attaccare il Gambero, se non ricordo male.

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Francesco Amodeo

circa 8 anni fa - Link

Che schifo questo modo di fare tutto all'italiana, dove si cerca di mettere tutti sullo stesso livello, perché in fondo tutti hanno i loro scheletri nell'armadio, e quindi alla fine "tutti colpevoli e tutti innocenti". Il metodo Boffo, niente più niente meno. Qui siamo di fronte ad una sentenza la quale ACCERTA che è stata operata una scelta profondamente discutibile dal punto di vista deontologico, di inserire in guida un'azienda per motivazioni che non prescindevano dai rapporti di carattere economico che sussistevano tra la guida e l'azienda stessa. Che io sappia una cosa del genere non era mai stata scritta nero su bianco prima d'ora, e sì, possiamo anche dire che lo fanno tutti, ma questo non diminuisce la gravità della questione. Ecco come ragionano gli italiani: "lo fanno tutti, quindi che male c'è?", "le tasse non le paga nessuno, quindi che male c'è?". E invece NO, cazzo.

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VinoVeritas

circa 8 anni fa - Link

Appunto...non era il vostro titolo..cmq e' una pratica frequente la vostra. Quando ? Spesso..per non dire sempre..basta seguirvi un po nei vostri giri..non che vi si insegua sia chiaro..poco ci importa di voi..pero' il mondo del vino e piccolo per cui ci si ritrova spesso negli stessi posti. Capita una volta capita due..capita spesso..facile notare il vs stile Fortuna che molti non vi prendono sul serio! Deo gratias..

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Antonio Tomacelli

circa 8 anni fa - Link

Hai avuto tre possibilità e le hai sprecate. Inutile darti la quarta: sei ufficialmente un troll, carica conseguita per meriti speciali.

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Vino Veritas

circa 8 anni fa - Link

Per fortuna c'e' liberta' di espressione in questo blog. Se non ti allinei dopo 3 chanches ti definiscono Troll. Fortunatamente il mondo del vino e il successo del vino italiano non e' merito vostro! Quanto a Cernilli, se lui avesse modificato o fatto modificare le schede, tutti lo saprebbero pure i giudici che pero' hanno ben pensato di non chiamarlo ne indagarlo. Come mai ? Colpa delle Toghe tosse ?

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winemining

circa 8 anni fa - Link

Ho letto due volte il post e tutti i commenti. Ancora non ho capito se la causa contro Sangiorgi, sia stata intentata per aver fatto una affermazione falsa od una affermazione vera!

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Secondo me Sangiorgi su Report se l'è presa con il soggetto sbagliato. Se qualcuno ha sostituito una sua scheda, questo qualcuno non andava cercato nel Gambero Rosso e di certo io non c'entravo niente. Non sono mai stato il padrone del Gambero e non sono mai stato l'unico curatore della guida. Sul Veneto non potevo metterci bocca, e questo lo sapevano bene tutti i produttori.

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winemining

circa 8 anni fa - Link

Mi duole precisarlo, Cernilli, ma la mia era una battuta...

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Peggio per lei.

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winemining

circa 8 anni fa - Link

E' lei che, in trance agonistica, risponde compulsivamente a qualsiasi commento esponendosi al ridicolo. Peggio per lei, direi. :-)

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Io rispondo e basta e sono ridicolo quanto lei, stia sicuro.

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winemining

circa 8 anni fa - Link

E questa è *sicuramente* una battuta. Un'altra.

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Giovanni Solaroli

circa 8 anni fa - Link

Tutto sommato trattasi di lettura divertente. Specie se si segue la progressione: si parte con cautela e raziocinio e poi si pasa agli insulti veri e propri. Dopo gli aspetti più ilari mi sovviene un certo stupore. Per come sia possibile ancora oggi credere che siano le guide e/o le opinioni dei giornalisti a influenzare il mercato e non viceversa. Vale a dire che è chi scrive a "registrare" i mutamenti in atto nella società come nel mercato e a riportarne in forma fruibile a tutti gli aspetti essenziali.

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Per quanto mi riguarda è stato sempre così. Intercettare le tendenze è la migliore qualità per chi si occupa di giornalismo specializzato, e nella fattispecie enogastronomico. Tendenze, che non vogliono dire mode imposte da un Grande Fratello, e che ci sono sempre state nel mondo del vino, Gambero o non Gambero.

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Zakk

circa 8 anni fa - Link

Le guide non credo vogliano lanciare mode, ma gli operatori del settore (leggasi enoteche, wine bar, ristoranti...) le leggono e danno credito alle valutazioni. Ovvero acquistano i vini premiati. La guida del GR/Slowfood è sicuramente quella che agli albori ha avuto più seguito, per cui un YYY in passato poteva cambiare la vita commerciale di un'azienda, questo volente o nolente la guida stessa. Se sommiamo che l'uomo medio è più simile ad una pecora che ad un homo sapiens il gioco è fatto. Ecco perchè per molte aziende essere in guida con un punteggio alto è quasi più importante della qualità del vino stesso. Ecco perchè negli anni 90 se veniva premiato, per esempio Clerico, subito qualche collega era pronto a cambiare impostazione di lavoro in vigna e in cantina. Insomma quei 3 bicchieri hanno involontariamente condizionato il lavoro di molti produttori e certi vini sono li a dimostrarlo. E ancor di più lo dimostrano molte carte dei vini dei ristoranti.

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Involontariamente, ecco la parola giusta. O comunqua assai al di là del prevedibile. Ma questa è una responsabilità dei produttori più che delle guide, credo.

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Giovanni Solaroli

circa 8 anni fa - Link

Esattamente

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VWW

circa 8 anni fa - Link

Domanda: ma perche Cernilli non e' stato coinvolto come attore nel processo ??? Qualcuno mi spieghi...se era il padre padrone del Gambero rosso come da voi definito...

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Perché, evidentemente, non sono mai stato il padre padrone del Gambero, ma solo un socio di estrema minoranza e più che altro il coordinatore di un formidabile gruppo di lavoro che ha avuto al suo interno quasi tutti i critici di vino che oggi lavorano in Italia, Ziliani e Sangiorgi compresi, oltre a Masnagherri, Arrigoni, Ghisalberti, Gabbrielli, Gentili, Rizzari, Mojoli ed altri ancora.

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Paolo

circa 8 anni fa - Link

@VWW: per un motivo molto semplice, che continua ad essere (quasi) ignorato, per ragioni che non indaghiamo. Si tratta(va) di un processo civile, cioe' di una parte e di una controparte, che chiedono ad un giudice di esprimersi sulle rispettive ragioni. NON e' (era) un processo penale, dove il coinvolgimento di terzi comporta obbligatoriamente l'accertamento delle (eventuali) responsabilita'. TIZIO ha richiesto un risarcimento a CAIO sostenendo che quest'ultimo ha reso dichiarazioni non veritiere e lesive. Le deduzioni e controdeduzioni, con eventuali testimonianze, precisazioni e postille da parte di SEMPRONIO dipendono esclusivamente dai documenti presentati dai due attori, TIZIO e CAIO. Se costoro non ritengono di chiamare dentro la controversia le testimonianze, precisazioni e postille di SEMPRONIO, il giudice civile (salvo rari casi) non provedera' di suo, proprio per la natura della controversia civile. Aggiungo, se mi e' permesso, che mi sorprende un poco leggere che "la sentenza e' sbagliata", o espressioni similari. Nel civile, la sentenza e' sbagliata per definizione, in quanto c'e' una parte soccommbente (non un condannato, si badi bene, soccombente, altra cosa), che legittimamente non sara' contenta dell'esito del processo. Quindi, nella mia ignorantezza, mi sento di dire che l'unico modo per non rischiare una sentenza "sbagliata" e' quella di non rivolgersi al giudice. Nel momento in cui lo fai "prendi e porti a casa"

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Polimar

circa 8 anni fa - Link

Non ciurliamo nel manico. Nessuno dice che i giudici erano in dovere di chiamare tizio. Ma che è curioso che non ne abbiano sentito la necessità, visto che loro stessi hanno addotto una dichiarazione di tizio come prova, in senso lato. Potevano non farlo. La sentenza poteva rimanere criticabile o condivisibile, ma non sarebbe stata surreale (categoria non appartenente al mondo giuridico, lo specifico per i legulei in agguato).

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

In un processo civile non sono i giudici a chiedere le testimonianze, ma gli avvocati delle parti, e se nel primo dibattimento l'avvocato della GRH non ha ritenuto di richiedere la mia testimonianza, in appello non era più possibile farlo. La legge dice così.

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Polimar

circa 8 anni fa - Link

Grazie per la precisazione. Lei si è fatto un'idea del perché il GR non ha ritenuto chiamarla? Non credo che le abbiano fatto terra bruciata. O sì?

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Non ne ho idea, poi la cosa risale al 2004. Credo che l'allora a.d. della GRH, Marinella Viglione, d'accordo con l'avvocato, abbia optato per una strategia che non prevedeva testimonianze dirette ma solo analisi di documentazioni.

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Zakk

circa 8 anni fa - Link

In tutta questa vicenda la cosa più bella è che Sangiorgi si starà divertendo un sacco. Purtroppo, però, uno dei pochissimi punti di riferimento cartacei nell'enomondo non è riuscito ad affermarsi ed ha dovuto chiudere. Forse perchè non accettava pubblicità da aziende produttrici di vino?

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VWW

circa 8 anni fa - Link

Probabilmente, ma se dobbiamo pensare male di ogni cosa perchè possibilmente corrotta allora possiamo stare chiusi in casa a mangiare pane e acqua.

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Zakk

circa 8 anni fa - Link

VWW non mettermi nella tastiera cose ce non ho digitato. Se certi premi fossero frutto di compravendita sarei molto più tranquillo, ma siccome le guide sono tutte pure, allora mi sa che abbiamo dato fiducia ad una manica di incapaci (imho ovviamente) e certi vini premiati negli anni 90 (per essere indulgenti mi fermo a quel decennio) sono li a dimostrarlo. Se esiste Langa in è perchè qualcuno ha dato premi a pioggia a certe versioni terribili di barolo e una masnada di ristoratori (vera categoria dove la professionalità va cercata con il telescopio di monte Palomar) per lazzaronaggine ha preferito acquistare quei vini con i "gradi" rispetto ad altri, che le guide non li avevano apprezzati. Le guide hanno fatto tanto per il mondo del vino italiano, ma la loro spinta propulsiva e positiva si è esaurita tanti anni fa. Ora sono strumenti fuori dal tempo.

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Allora il problema è Langa In? Bene, se è questo perché in questa discussione il nome di Slow Food l'ho tirato fuori solo io? Riverri e Clerico, cioè i principali artefici di Langa In, sono stati per due decenni sostenitori a spada tratta di Slow Food, hanno supportato in modo concreto ed abbondante la nascita di Pollenzo, tanto che tra i "benemeriti" dell'Università del Gusto, quelli che hanno versato una cospicua quota per la sua nascita, nell'elenco esposto all'ingresso, ci sono tutti i produttori che allora facevano parte di Langa In. Questo non significa che abbiano avuto dei vantaggi. Langa In è stato il sogno di tanti giovani produttori di allora che si sono resi indipendenti dai tanti commercianti che acquistavano le uve a quattro soldi, iniziando a fare da soli, rendendosi padroni del loro destino. Un fenomeno sociologico e non solo stilistico legato all'uso delle barriques o similia. Ma il Gambero con Langa In c'è entrato davvero poco. Il Piemonte, le Langhe, sono state un preciso feudo di Slow Food da sempre, e quelle decisioni, che personalmente non rinnego, avendole a suo tempo accettate, erano farina del sacco di Petrini, prima di tutti, non del Gambero. E anche di Sangiorgi prima della sua uscita, visti i rapporti strettissimi e amichevoli che teneva con molti dei protagonisti di Langa In, Giorgio Rivetti in primis.

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Zakk

circa 8 anni fa - Link

Non offenda la sua intelligenza Cernilli: Langa In è un esempio, potevo dire supertuscan e la cosa era uguale. Per anni GR e SF hanno premiato cose impresentabili, questo è il punto. E siccome non avete mai preso prebende la colpa è solo di GR e SF. Il voler distinguere SF da GR va bene in sede processuale, per l'appassionato che compra la guida sono la stessa cosa.

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

GR e SF non sono la stessa cosa, ma questo conta poco. Io non so quali siano i vini impresentabili, so solo che quasi tutti i vini premiati hanno avuto un certo successo commerciale, segno che sono piaciuti alla gente. So solo che la guida firmata da GR e SF ha avuto un grande successo per almeno quindici anni e in gran parte del mondo. So che ancora oggi se si nominano GR e SF in giro per l'Italia ed il mondo, moltissimi sanno di cosa si tratta ed altrettanti ne parlano con rispetto, segno che il lavoro fatto negli anni è stato comunque positivo. A lei non va bene? A qualche altro nemmeno? Il mondo è bello perché è vario. Moltissime persone però non la pensano come voi, i vini "impresentabili" di Langa In e i Supertuscans, come magari Sassicaia, Solaia e SIepi, sono ancora apprezzati. Se vivono momenti difficili sono gli stessi che vivono attualmente anche i grandi Bordeaux, e sono legati più ai prezzi che agli stili. Vorrei anchwe avvertire chi sta scrivendo su Facebook tentando di creare zizzania, che è inutile tentare di coinvolgere Gariglio o Giavedoni, che a quei tempi non c'erano e che poco sanno della questione Sangiorgi. E caro Zakk, veda anche di non offendere la sua di intelligenza. Invitare alcuni di Slow Food a "tenere d'occhio gli sviluppi della discussione sui rapporti dei tempi che furono tra Slow Food, Gambero, Sangiorgi e mondo della produzione" non significa creare zizzania in nessuna lingua del mondo. Se devo fare casino so esattamente come si fa. Saluti. [ale]

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

E allora, caro Morichetti, lo dica da qui, e non solo da Facebook. E comunque le ripeto, gli attuali responsabili della guida Slow Food non c'entrano nulla con questa storia. Mentre è un fatto che Sangiorgi era nel 1999 (la guida del 2000 fu fatta tra il giugno ed l'ottobre del 1999) in carico a Slow Food, per la quale organizzazione si occupava di coordinare (e non di dirigere) la regione Veneto, le schede relariva alla quale arrivavano in redazione al Gambero già pronte per la pubblicazione. Se qualcosa è avvenuto in questo frattempo io personalmente non ne sapevo nulla e a quattro anni di distanza, nel 2004, quando Sangiorgi fece quelle dichiarazioni a Report io ho escluso che la sua ricostruzione dei fatti fosse reale perché il tono della scheda era inadeguato ad ottenere vantaggi commerciali, che nei fatti, peraltro, non furono ottenuti. Cernilli, si rilassi. Cosa dovrei dire? Se le riportano male un invito alla lettura non è mica colpa mia, eh. Mentre se lo ha letto da solo le faccio un corso di social media, gratis (è una battuta ;-)). E che gli attuali responsabili di Slow Wine non ci fossero all'epoca sarebbe una risposta a quale domanda, esattamente? A maggior ragione, anzi, credo sia interesse loro e di tutti capire meglio come andò quell'episodio, anche da quello che scrive lei. [ale]

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Rilassatissimo, Morichetti, non si faccia problemi per me e pensi alle sue di rilassatezze, magari usando toni un po' più seri e meno ironici, che fanno tanto blogger....

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Giulia Angela Fontana

circa 8 anni fa - Link

Buongiorno, Ho un mio pensiero, magari a qualcuno interesserà: - Seguo Porthos, ho letto la miniatura di Luglio e la pubblicazione della sentenza. Giusto. La stessa viene pubblicata sul social network Face Book. Stupisco. Sarebbe opportuno che, chi sostiene a spada tratta la "bellezza della scrittura e del liquido odoroso" e critica la faciloneria del sistema "web" abbia una maggiore coerenza. Ma è ovvio: anche questa è una azione "commerciale"; riesco a raggiungere più utenti con il mio sito web o con il macro sistema di Face Book? Eppure ricordo commenti amichevoli, tra me e Sandro, nei quali denigravamo appunto lo schifosissimo sistema sociale attuale e dentro c'era pure Facebook. Francamente, apprezzo molto di più chi con un certo coraggio si espone a critiche, come Daniele Cernilli (indipendentemente dalla questione), a chi invece si chiude in un fittizio silenzio e dietro le quinte osserva e trae, comunque, giovamento. - Seguo Intravino. Sono stata censurata dalla redazione, non ricordo bene, 3 o 4 volte; non usavo turpiloquio, semplicemente avevo espresso critiche nei confronti del loro Blog. Su questo non posso che condividere con Sangiorgi la "pochezza" espressiva e di contenuti che ci proviene dal web. Morale per Sangiorgi : non si può essere spadaccini senza una spada. Certa gagliardia di temperamento e di espressioni Sangiorgi l'ha sperimentata sulla propria pelle. Sono contenta per Sandro dell'esito della sentenza, era giustamente preoccupato visto come vanno le cose in questa povera Italia. Io, al contrario, certe gagliardie continuo a farle, sebbene abbia superato i vent'anni da un bel pezzo e sebbene le paghi ancora a caro prezzo. Morale per Intravino: Dovreste essere riconosciuti con l'Oscar per la costanza con la quale comunicate (con approssimazione) i sensazionalismi e la coerenza con la quale cavalcate l'onda che più è favorevole. Meno male che esiste la Poesia, la Musica, il Cibo, il Vino. Cari saluti, Giulia A. Fontana

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Fiorenzo Sartore

circa 8 anni fa - Link

Giulia, ho fatto una breve ricerca tra i commenti finiti in moderazione, e non ne ho trovato nessuno, suo. Ci sono, invece, molti commenti regolarmente pubblicati, anche quelli critici, come questo.

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Fiorenzo Sartore

circa 8 anni fa - Link

anzi correggo: ri-verificato, ne ho uno, che ha un termine inserito nei filtri. L'ho sbloccato ora.

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Eustachio Cazzorla

circa 8 anni fa - Link

Se vero quanto riportato, almeno Cernilli, allora, ha avuto il coraggio di dire quello che altri non dicono. Ma smettiamola, nello Stivale, di fare i falsi puritani. I grandi possono spendere è risaputo, tuteliamo almeno i piccoli che quel potere di acquisto non lo hanno, per il resto tutto ok.

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Eleutherius Grootjans

circa 8 anni fa - Link

Da questo dibattito emergono due dati salienti: a) per incredibile che sembri, la degustazione di migliaia e migliaia di vini fa piu' iattanza che esperienza; b) nulla di piu' risibile che grufolare insulti, declassandoli ex-post alla categoria delle battute.

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Silvio Rossi

circa 8 anni fa - Link

"Le uniche guide indubbiamente utili sono due: una è di Douglas Adams, l’altra di Benjamin Britten. Bene per la sentenza e per Sangiorgi. Su questo, mi pare, nessuno obietta. A maggior ragione sembra paradossale che una pletora di guide, tutte abbastanza simili, resti, e che la non-guida, una rivista senza eguali, chiuda." É lei che grufola battute idiote

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Antonio Tomacelli

circa 8 anni fa - Link

Si dia una calmata: quella di Grotjans non è una battuta

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Eleutherius Grunf

circa 8 anni fa - Link

...e io gioisco. Se veramente hai colto una battuta, allora sei della mia stessa specie. Fratello! Finalmente non sono più solo! Solo dimmi, ti prego: io sono cinta senese, tu che razza sei?

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Silvio Rossi

circa 8 anni fa - Link

Cinta de Roma.

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Dylan Doc

circa 8 anni fa - Link

....mitico!!!! Sto ancora ridendo!!!!

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Dylan Doc

circa 8 anni fa - Link

...nell'accavallarsi dei post non vorrei dare adito a fraintendimenti, ma il mitico era riferito a Eleutherius Grunf!

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Polimar

circa 8 anni fa - Link

Leggersi tutti i commenti ha dell'eroico ma non mi sono tirato indietro. Mi pare che ne risultino diverse cose. 1)Cernilli non ha nulla da fare, e fa caldo. Probabilmente non può ancora andare in vacanza. In ogni modo preferisce passare il suo tempo a confutare ogni singola riga che appare qui. Non so se la cosa gli gioverà. Un blog di successo di solito negli anni riesce e creare intorno a sé una tribù agguerrita rozza e solidale come i germani di Tacito. Ogni rintuzzata che Cernilli fa, gli si parano daventi altri dieci agguerriti detrattori del Gambero Rosso, dei tre bicchieri, di Slow Food, delle guide miliardarie, del capitalismo etc etc; sbucano da ogni dove un po' come gli alieni nell'esempio famoso di Tremonti. E il paragone non porta bene. Consiglio: non ragioniam di lor ma guarda e passa. 2)Tomacelli è Tomacelli, punto. Basta la parola, come quel confetto e con analoghi effetti. Però, in fondo, ti lascia sempre quella sensazione che dietro a tanto canagliesco ardore ci sia una persona simpatica con cui sbronzarsi volentieri dopo una memorabile litigata - più simpatica di Cernilli - non credo che però ci voglia molto. I suoi post sono spesso oggetto degli studi dell'accademia del Guinness dei primati, nella categoria 'Record di imprecisioni maliziose in un singolo articolo'. 3) La giustizia italiana è il nostro dramma nazionale. Se Berlusconi si ricandida, ce la teniamo così ancora così per un po', diversamente prima o poi dovremmo decidere di fare qualche riforma. Tragicomico che la sentenza citi a prova o quantomeno indizio la frase di un tizio (il nostro Cernilli) che nessun giudice si è preso la briga di interrogare. Per inciso, un tizio che sull'andazzo della guida, in generale, avrebbe avuto qualcosa da dire, visto che non si trattava di un pischello qualsiasi.

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Eleutherius Grootjans

circa 8 anni fa - Link

Mi arrischio a trarre un paio di conclusioni. 1) Che le guide cartacee vivano per buona parte un momento critico è un dato di evidenza planare. Si sono levate diverse voci, e comprensibilmente, a suffragio ontologico e deontologico di bicchieri e grappoli, messe insieme integrano una sorta di manifesto per la difesa della razza, nessuna dà lumi su elementi di novità. Questo, con o senza polemiche, sarebbe appassionante sapere: come si stanno adeguando o rinnovando. 2) Giulia A. Fontana è l'unica a centrare la questione dell'ipocrisia di molti miso-webbisti: il social network fa schifo ma ci sguazzo; versione ICT del proverbiale "io so' io, e voi nun séte un c****!". Nulla di disgustoso o incomprensibile, Giulia, è semplicemente buon vecchio moralismo, buon vecchio voyeurismo: occhieggio, scruto quel che non possiedo, mi tocco e poi aborro sdegnato. 3) Non conosco personalmente Cernilli - per correttezza: mi chiamo Giannone - e in genere preferisco l'ironia all'acrimonia, ma dopo aver trovato poco digeribili le sue prime battute e reazioni, seguendo le salve successive - finanche notturne - ho apprezzato la passione. È rozzo ma scontato che un personaggio pubblico catalizzi opinioni acriticamente pro o contro. Lei è stato chiamato in causa, criticato, ed è molto onorevole che lei abbia risposto punto su punto. Non condivido molte delle sue repliche, ma lei avrebbe potuto semplicemente sottrarsi beatamente alla discussione - fare, per così dire, il voyeur - e con ciò privarla di notizie, precisazioni, spunti molto interessanti. Meglio ancora sarebbe leggere i suoi pareri e resoconti in merito alle questioni qui discusse, espressi in forma meno accidentata (commento-replica-controreplica etc.) e più sinottica. Che so, in un intervista. La ringrazio per l'attenzione.

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Redo Misth

circa 8 anni fa - Link

Era meglio non arrischiarsi.

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Dylan Doc

circa 8 anni fa - Link

Caro Giannone condivido il tuo pensiero. E "voyeuristicamente" ritorno a questo post per leggere i tuoi commenti...un sorriso me lo strappi sempre, occasione rara di sti tempi. Su tutto "l'affaire" me ne guardo bene da opinare ulteriormente: ma è un dato inconfutabile che se la carta stampata è in crisi, i tuttologi del web non hanno, par contre, crisi di inventiva e creatività!!!

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Morichetti mi ha chiesto l'intervista ma io preferisco chiudere qui. Preferisco anch'io, normalmente, l'ironia alla rissa, ma sperò proverà a mettersi nei miei panni. Io fui tirato dentro a questa storia durante un'intervista che durò quasi un'ora e della quale furono mandati in inda solo pochi secondi. Alludo a quella di Report. Credo sua capitata la stessa cosa a Sangiorgi. Lui affermò delle cose che mi fecero infuriare, perché sapevo bene, ed AQlì lo ha confermato, che il Gambero non trasse alcun vantaggio dalla situazione con Santa Margherita, anzi. Mi sono sentito cornuto e mazziato, insomma, e non ho proprio capito, non capisco nemmeno ora, cosa sia venuto in mente a Sandro per dire quelle cose. Ci conosciamo dal 1979, ci siamo frequentati per anni, lo avevo sempre considerato come un fratello minore, condividendo con lui passione e lavoro, lo avevo tirato dentro io nel nascente Gambero e poi in Slow Food. Mi sono sentito tradito. Lui, che mi conosceva e credo ricordi, sa bene chi sono e come uso comportarmi nella vita. Sembra paradossale scriverlo qui, dove i miei detrattori personali sono così numerosi, a cominciare da Tomacelli. Però faccio sommessamente presente che guido una Panda del 2005 e vivo in affitto. Pago, tutti, i conti al ristorante, non riempio il bagagliaio di vino e non accetto di norma più di due bottiglie per tipo se proprio qualche produttore vuol farmi assaggiare qualcosa. Non mi sono arricchito quando, in virtù del potere della guida, avrei potuto fare carne di porco di etica e di deontologia, ma mi piace la mattina guardarmi in faccia allo specchio, senza sputarmi in un occhio. E' più forte di me. Sandro queste cose le sapeva bene, come sapeva bene che tutte le volte che ha avuto bisogno di me, io ero con lui, sempre. Sarà uno sfogo un po'patetico, ma forse il vero paradosso è che molti mi considerano una persona avida, potente e tendenzialmente corrotta, quando avidità, potere e corruttela sono le cose che detesto di più nella vita. Ma così va il mondo. Ho avuto successo, sono un "personaggio pubblico" e quindi ci sono persone che, per principio, mi devono tirare addosso del letame. Hegel, mi pare dicesse che nella vita non si ottiene ciò che si merita ma si merita ciò che si ottiene. E allora si vede che alla fine tutto questo me lo sono meritato in qualche modo, anche se non so proprio perché. Ma va bene lo stesso.

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roberto gatti

circa 8 anni fa - Link

Tanti detrattori solo oggi che non sei piu' direttore del Gambero o anche ieri ? Credo che chi critica e/o osteggia , senza conoscere personalmente l'osteggiato, troppo spesso lo faccia per " invidia ", il piu' velenoso dei peccati, od ancora peggio " per sentito dire ". Non ho mai valutato le persone " per sentito dire " ma solo per esperienza personale e diretta.

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Soprattutto ieri, Roberto. Ma anche oggi non posso proprio lamentarmi, come vedi.

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Alessandro Morichetti

circa 8 anni fa - Link

Cernilli, personalmente ho apprezzato molto il suo commento precedente. Davvero molto. A occhio, il più rilassato, introspettivo e pacifico reperibile in rete. Aggiungo una cosa. Trovo vergognoso che praticamente nessuno abbia parlato di questa sentenza di appello. A noi interessa chiarire le cose e i fatti. Condivisibile o meno l'approccio del post, questo spazio le ha dato modo di esplicitare il suo pensiero in merito come mai era stato fatto prima. Ha colto in pieno lo spirito del mezzo. Magari, ogni tanto, gioverebbero una battuta in più e una minaccia di querela in meno. Ma di gran lunga, eh ;-).

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Vignadelmar

circa 8 anni fa - Link

Beh, sai Morichetti, il nascere ed il proseguire di una discussione in rete dipende anche fortemente da come chi il proponente la pone. Leggere ancora nel titolo, dopo giorni di discussione che è Sangiorgi contro il Gambero Rosso e non viceversa non aiuta, come non ha aiutato. . Sputare pseudo sentenze, oppure darle come sottintese, senza chiedere preventivamente agli interessati cosa ne pensino è secondo me piuttosto grave. Certo, poi l'intervista gliela proponi.......poi, dopo.....non prima, come secondo me avreste dovuto e potuto. . Lo stillicidio di commenti cui Cernilli è stato obbligato, senza essere stato nemmeno parte in causa, né come imputato né come testimone, la dice lunga sul taglio dato alla discussione. Io non mi sarei comportato diversamente da lui, viste le accuse in campo. Tu, penso, ugualmente. . Infine, visto che di Cernilli sono amico e collaboratore, posso dire che: - mi ha chiamato a collaborare con lui una volta che era stato rescisso il legame fra lui Direttore del Gambero Rosso ed io oste recensito dalla Guida ai ristoranti. - in tutto questo tempo mai mi ha corretto una valutazione, un giudizio, un commento - in tutto questo tempo mai mi ha imposto di non scrivere di un'azienda o di un vino, salvo quelle riferite alle evidenti pubblicità presenti sul sito - in tutto questo tempo mai mi ha costretto a scrivere di un'azienda o di un vino. . Ciao

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Guardi Morichetti, io sono più o meno da solo a combattere contro una community. Mi sento a volte come Cyrano de Bergerac, magari con il naso più corto e con la pancia molto più grande. Ogni tanto poi qualcuno, protetto dall'anonimato, e quindi un po' vigliaccamente, si permette di fare commenti gratuiti ed insultanti nei miei confronti. Io capisco le ragioni di Intravino ed il ruolo che pensa di ricoprire. Tra i vostri collaboratori ci sono anche persone che ritengo amiche, come Gori, Cristiana Lauro o Mauro Mattei. Ma nella maggior parte dei casi prevalgono i detrattori per principio, spesso anonimi. Questo mi dà fastidio, ovviamente. Perché viol dire non avere il coraggio delle proprie affermazioni, vuol dire buttare il sasso e nascondere la mano. Insomma, se parliamo di etica, di onestà, di coraggio delle proprie idee, non mi sembra un comportamento coerente e soprattutto lodevole. E' vero che ogni tanto minaccio querele, ma vorrei vedere lei a vedersi insultato da commenti stupidi e soprattutto falsi e malevoli. Provi per un attimo a mettersi nei miei panni. Una volta è perché mia moglie fa la promoter (poi vorrei proprio vedere chi sa veramente quale sia il suo lavoro principale). Una volta perché Bonilli tira fuori ricostruzioni fantasiose su cosa è successo al Gambero nel 2008. Una volta perché lascio l'Ais Roma e chissà cosa c'è sotto. Ora perché il Gambero perde la causa contro Sangiorgi. Chissà come mai nessuno qui ha più parlato di Doctorwine, che sta andando benissimo adesso. O che ho iniziato una collaborazione con Sette del Corriere della Sera. Di me dite solo cose negative, si fanno insinuazioni di ogni genere, accuse infondate e quant'altro. Cosa dovrei fare, rispondere con umanità e tolleranza. Ci provo, non sempre ci riesco. Però, ammetta, mettermi nel sacco non è proprio facile. Poi c'è una cosa che nessuno ha mai provato a dire, e cioè che di vino non capisco nulla. Non è granché, ma vedrò di farmelo bastare.

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Alessandro Morichetti

circa 8 anni fa - Link

I detrattori anonimi non sono annoverabili tra le fila di Intravino e io mi preoccuperei solo di chi ci mette il nome, anzitutto. Non sempre, ma chi si nasconde fa una scelta con pro e contro. Scusa Vignadelmar, nel match "Muhammad Alì VS George Foreman" chi era contro chi? Il titolo mi sembra un cavillo di nessun conto ai fini dell'argomentazione. Abbiamo ecceduto nella personalizzazione? Forse. Ma io ancora me lo ricordo quel "Se lui (Sangiorgi, ndr) questo lo afferma pubblicamente io lo querelo". Fatto sta che siamo in Italia, la querela è partita, Cernilli nessuno lo ha sentito e Sangiorgi non sta sotto un ponte. Tutto è bene ciò che finisce bene ma, nella sostanza, tutto è iniziato da quel "io lo querelo". Alla fine poi si è capito se la gestione della guida era splendente o meno? Mica tanto. Sul capire di vino, nulla da eccepire: ci mancherebbe! Anzi, da giovane, a volte, il mio dispiacere è che una persona così competente e preparata finisca spesso per nascondere quanto sa dietro ad arroganza e querelismo che traspaiono negli interventi pubblici. Sempre con quel tono da maestrino che alla lunga stufa: io 100.000 e voi una ceppa. Embè? Come dovessimo prendere lezioni sulle donne da Berlusconi. Si capisce che è una battuta? Di Doctor Wine potremmo parlare a lungo ma non credo sia questa la sede: dei contenuti (pregevoli), della forma (caotica), degli sponsor (melmosi). Melmosi, purtroppo. Comunque ci passo e lo leggo ogni tanto, specie ora che ci scrive Francesco Annibali, mio fratello maggiore nel vino. ps: le solite voci cattive dicono che ha tolto l'amicizia a Cristiana Lauro solo perché ora scrive su Intravino. E' impossibile: volevo seguire il suggerimento del suo libro, mi son detto "magari capisce più di gnocca che di vino" :-).

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Vignadelmar

circa 8 anni fa - Link

Morichetti, tu che imputi agli altri di adottare un "tono da maestrino che alla lunga stufa" proprio non si può sentire; proprio tu che anche adesso, ma non solo adesso, anzi spesso, nella risposta che sto commentando, bacchetti tutto e tutti, gli altrui sponsor giudicati "melmosi" (cosa vorrà dire poi....), i rapporti di amicizia o di inimicizia degli altri (veri o presunti, mettendoli in piazza, quale signorilità...), ma proprio non ti rileggi quando scrivi ??? . Davvero non capisco, questo delirio di onnipotenza, da primo della classe, che si sente in grado di giudicare questo e quello, proprio non ti si addice. Io ti consiglio di scendere dalle vette dell'autoreferenzialità per respirare come tutti l'aria della normale dialettica fra pari. Ma contento tu, contenti tutti. . Ciao

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Alessandro Morichetti

circa 8 anni fa - Link

Vignadelmar, non ho introdotto io l'argomento dell'amicizia mi pare. Io non sono Cernilli. Se faccio il maestrino ce ne sbattiamo tutti altamente e povero me ma se lo fa quello che in Italia forse capisce più di vino mi pare un problema ben più significativo. Ho detto e ripeto che lo osservo con dispiacere ma se la risposta è solo piccata, cavoli tuoi. Cosa vuol dire melmosi? Che mi sono sentito tutte le interviste del Vinitaly e intervistare una persona che finanzia il tuo sito è difficile. Specie quando ad essere intervistato è l'85% di quelli che ti finanziano. Non a caso tu hai detto di non poterne scrivere. Fare giornalismo o informazione è una roba scomoda e intervistare chi ti paga... sai come è? Come se io intervistassi Alessandro Ceretto per chiedergli quanto è figa la biodinamica agli Asili di Barbaresco (mica posso tapparmi gli occhi quando di notte gli elicotteri passano col Napalm, nè) o Federico sui night di Hong Kong sulle opportunità di export in Oriente. Quanto al delirio, sui vini che conosco dico la mia come tutti. E senza chiedere a nessuno quanti tasti ha digitato sul web. Annoto però che cercare un dialogo non risparmiando critiche ma riconoscendo la bontà nell'altro è molto difficile e tu lo dimostri. Me ne dispiaccio.

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Ho visto oggi Cristiana Lauro al Goccetto ed abbiamo chiacchierato tranquillamente. Non ho tolto l'amicizia a nessuno, come vede. Melmoso Doctorwine perché accetta pubblicità in modo trasparente come fanno tutte le pubblicazioni del mondo? Davvero? E davvero davvero le interviste, fatte soprattutto a rappresentanti di consorzi e a produttori cha avevano accettato di partecipare a Taste Italy diventano oggetto di dietrologia? Mamma mia, così duro e puto Morichetti? Lei che lavora per una cantina e dè lezioni fi giornalismo? E sarei io ad avere il tono da maestrino che poi stufa? Me lo chiedo, eh. Poi sa, io avevo solo accennato a Doctorwine, sommessamente, per fare un esempio. Cosa fa, mi fa pubblicità gratis proprio lei? Grazie mille, sa?

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Giulia Angela Fontana

circa 8 anni fa - Link

..armò la sua destra di spada, la alzò a giudizio universale, non risparmiò alcuno, schiavi, martiri, predatori, guelfi e ghibellini, eroi e reietti, maddalene madonne e puttane. Tutto in nome di un solo Giudizio, il proprio. Era la verità? Allontanò per tema della propria ombra i giusti, avvicinò ancor più i mediocri. L'Indipendenza è nella libertà e nel riconoscimento del Diverso. Questa è la Vera ricchezza umana. Ricordi, vero? Emanuele, leggo Intravino esclusivamente per il racconto delle tue degustazioni e, spesso sorrido, per l'ironia con la quale affronti certe questioni, spesso un pò difficili da comprendere (stimolanti) e sorrido ancor più. Poi, stamane apro Intravino e leggo l'intervento (pessimo) di una certa Lauro (non la conosco) mi chiedo come può una donna scrivere certe cose credendosi di essere spiritosa sventolando parole volgari che possano eguagliarla ad un atteggiamento atavicamente maschile. Il Pudore? la Femminilità? la purezza del Linguaggio? Allora penso al tuo modo così prezioso di scrivere, di raccontare le cose, le persone. In bocca al lupo, per tutto. Un caro saluto, Giulia

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Stefano Cinelli Colombini

circa 8 anni fa - Link

Mi si permette una nota in chiusura? Per favore, si potrebbe tornare a litigare sul vino di domani e non su quello di ieri? Anche con Cernilli, se è disponibile.

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winemining

circa 8 anni fa - Link

Condivido le intenzioni lodevoli. Ma il vino di domani si fa con le vigne di ieri, e le guide di domani si fanno con le commissioni ed i metodi di ieri. Per capire il vino di domani dobbiamo guardarci indietro. Se l'unico modo di averne informazione è aspettare una sentenza e due gradi di giudizio; un magistrato tra sei anni ci spiegherà il presente. Ma sarà inutile e sarà tardi. Non possiamo delegare la magistratura anche di questo compito, oltre a quello di sorvegliare ex-post sui disciplinari! O l'unico confine è sempre e solo l'illegalità? In compenso - come diciamo nell'Adriatico - i pesci di domani incarteranno i giornali di oggi, e questo coi blog non è possibile: superiorità della carta stampata...

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Stefano Cinelli Colombini

circa 8 anni fa - Link

Mio nonno Giovanni Colombini, che era un uomo saggio oltre ad essere parecchio intelligente, ripeteva sempre questa frase; sul passato non ci troveremo mai d'accordo, ma importa poco perchè quello che conta è condividere il futuro. Le guide, chi le ha scritte e la loro filosofia hanno un posto indiscutibilmente importante nella storia del vino italiano, ma il futuro della comunicazione enologica sarà generato da loro o c'è stata una discontinuità forte e quel passato (pur importante) non concorrerà più di tanto a formare il futuro? Quando mi giro intorno vedo un mondo che cinque anni fa non avrei immaginato possibile, e non mi pare chiaro dove andrà a finire. Il passato è pieno di monumenti, ma è passato.

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winemining

circa 8 anni fa - Link

Discontinuità c'è se cambiano i metodi più che le persone. Non ne vedo alcuna. Condivido lo stupore del mondo cambiato, ma mi pare cambiato nostro malgrado e non grazie a noi. Su questo punto specifico (la cultura delle guide) personalmente non vedo evoluzione e - come ho detto sopra - anche se ci fosse non sarebbe osservabile. Le guide non esplicitano mai (completamente) i criteri con cui operano, e, visto tutto questo, c'è da dubitare che rispettino coerentemente anche quei pochi che dicono di seguire. Una smentita qui mi farebbe molto piacere (se però argomentata con controesempi verificabili) Io *non* penso che le guide siano inutili e per questo, ritengo, potrebbero migliorare molto usando criteri e metodi condivisi *prima* e completamente esplicitati. L'assaggio alla cieca ed aperto al pubblico, in questo contesto, è solo show(-business), se dopo le risultanze della valutazione alla cieca preoccupano o vengono ri-messe in discussione. Sarebbe bello condividere un pezzo di futuro, mettendosi daccordo su qualche regola da rispettare per libera scelta, e non per coercizione legale o giudiziaria (p.es. che nel Brunello mettiamo solo il sangiovese); ma spero che suo nonno avesse ragione! Intanto, ci tocca di condividere il presente.

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Eleutherius Grootjans

circa 8 anni fa - Link

La prevalenza dei detrattori anonimi e magari poco informati sarà pure fastidiosa, ma se lei, come molto gentilmente ha fatto, la coglie a spunto per rivendicare nella vicenda il ruolo e le responsabilità che ritiene più aderenti al vero, allora può valutarla con bonomia, persino positivamente: infatti è servita ai lettori più critici e interessati a conoscere dettagli e opinioni importanti, che altrimenti sarebbero rimasti inediti. A questo proposito, il suo "sfogo" è stato di sicuro illuminante, come d'altronde altri suoi commenti, per chi ha avuto la costanza di seguire tutto lo sviluppo del post. Potrebbe essere persino soddisfatto. La saluto, E.G.

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Alla fine è così, caro Giannone, e come vede sono stato al gioco ed ho cercato di rispondere colpo su colpo. Non tanto o non solo per difendere la mia persona o la mia immagine "pubblica", ma soprattutto per amore di verità. Detto questo continuo a non apprezzare, me lo consenta, coloro che anonimamente buttano il sasso e nascondono la mano. Spesso dietro a nickneme si nascondono individui che se esplicitassero la loro identità non apparirebbero poi molto credibili. Persone che magari vogliono solo regolare dei conti passati o dare libero sfogo a invidie e frustrazioni. Non voglio dire che sia successo qui, sto parlando in generale. So anche che costoro non fanno parte della redazione o dei collaboratori di Intravino, ma è un fatto che nella scelta degli argomenti che mi riguardano Intravino abbia nei miei confronti un atteggiamento che facilita lo scatenarsi di personaggi come quelli che abbiamo qui visto all'opera e che si difendono dietro l'anonimato. Tanto per capirci, io non ho visto mai tanto accanimento contro pubblicazioni diverse da Gambero Rosso, ad esempio, ma che non credo siano o siano state migliori dal punto di vista deontologico. Anche l'affermazione fatta da Morichetti sulla "gestione splendente" della guida dei vini va in questo senso. Io so solo che di porcherie per la realizzazione delle pubblicazioni del Gambero, almeno finché ci sono stato, e solo perché poi non posso sapere, non ne sono mai state fatte. E la faccenda di Santa Margherita riguardava una scheda con quattro vini valutati con "un bicchiere", cioè del tutto secondaria nell'ambito della pubblicazione. Rilegga alla luce di questo certi commenti pieni di rabbia e mi dica se per caso non ci trova un po' di eccesso polemico, per dirla educatamente,

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Cristiana Lauro

circa 8 anni fa - Link

E allora "per amor di verita' e visto che sono stata tirata in ballo, pur senza partecipare a questo brillante confronto, dico solo una cosa. Ieri eravamo a ora di pranzo nello stesso locale ma non mi risulta che ci siamo parlati. :-)

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Come, ho taccontato a te ed a Sergio di avere incontrato un comune amico alla fermata dell'autobus di Corso Vittorio, non ricordi?

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Cristiana Lauro

circa 8 anni fa - Link

Amico comune? Fermata dell'autobus? Se mi ricordo? Io spero sia tu a ricordare la ragione per la quale non e' possibile che questo sia accaduto. Da parte mia ho ben chiaro il dolore che mi ha procurato. Che poi e' un fatto privato e tale dovrebbe restare, ma non voglio essere tirata in ballo in questa maniera e ad uso e consumo del miglior offerente. Sicuramente ti confondi con qualcun'altra, c'erano parecchie persone quel giorno e io ero seduta col mio i pad molto distante da te. Tutto qua.

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Mica ti ho tirato in ballo io, è stato Morichetti. Io credo di averti parlato di Roberto Viti che ho inc ontrato e che salurava tutti. Te l'ho detto mentre uscivi esd abbiamo scambiato delle battute. Come sempre, mi pare. Poi eri sedura con il tuo pad ed entrambi avevamo delle persone con noi. Non ho semplicemente voluto disturbarti, visto che stavi presumibilmente lavorando. Per il resto cado dalle nuvole, ti assicuro. La frase "Tra i vostri collaboratori ci sono anche persone che ritengo amiche, come Gori, Cristiana Lauro o Mauro Mattei" non è mia. Solo per precisione e senza polemica, visto che le sfumature di un'amicizia non ci riguardano finché qualcuno non le tira in ballo. [a]

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Certo Morichetti, dopodiché lei mi ha contestato di averle tolto l'amicizia, cosa che, confermo, non ho mai fatto per quanto mi riguarda. Un conto è una citazione fra alttri, un conto è quello che poi ha scritto lei, entrando nel merito di una questione che non riguarda l'argomento nè i lettori di Intravino e che è una pesante e scorretta forzatura, sempre per quanto mi riguarda. In questo ha perfettamente ragione Vignadelmar per le cose che le ha scritto.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 8 anni fa - Link

A giudicare dal numero impressionante di interventi (che non accenna a fermarsi), ció che ha da dire Cernilli si é dimostrato l'argomento più interessante del momento. Non l'avrei mai pensato, complimenti.

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Pensa a come siamo ridotti....Forse è perchè d'estate c'è poco da dire, e il calciomercato o le Olimpiadi riguardano poco il mondo del vino.

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Vignadelmar

circa 8 anni fa - Link

Non è assolutamente vero !!! La Elisa Di Francisca, Jesina, neo oro azzurro nella scherma, in un'intervista trasmessa poco fa dal TG2, ha detto che parte del merito va dato al verdicchio !!!! Aggiungo maliziosamente di mio che se avesse bevuto fiano, greco o soave, forse avrebbe vinto il bronzo....forse..... Dai, meglio farsi una risata :-) . Ciao

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Stefano Cinelli Colombini

circa 8 anni fa - Link

Una discussione così seriosa merita di essere chiusa ritornando al dionisiaco. Nel senso giocoso, s'intende. Lo sai che mi ha fatto venire in mente tutta stà polemica; la lapide di Campo dei Fiori e il suo famoso "non è mai così ben vivo come quando par morto". Dato il tuo illustre passato di redattore dell'inserto del Manifesto ti grazio il "diffida del prete", che da un codino come me non sarebbe certo stato un insulto.

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Robimaio

circa 8 anni fa - Link

Cernilli nell'ambiente delle guide il più pulito c'ha la rogna, come dicono alla Sorbona. Io glisserei invece di difendere l'indifendibile, che pure le paga i conti. Premesso che la polemica tra lei e sangiorgi non mi interessa, non si può negare onestamente che le guide siano parziali e business climber. Le guide sono ormai uno strumento vecchio, come Andreotti e Fanfani.

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cernilli

circa 8 anni fa - Link

Io non ho la rogna e non ce l'hanno neanche Ernesto Gentili, Buffo, Gariglio e Franco Ricci. Neanche Contarini e D'Agata, neanche Maroni. Le guide sono parziali? Per fortuna. Chi avrebbe la pretesa dell'imparzialitè, lei? Poi un piccolo appunto, la guida Vini d'Italia del Gambero Rosso e per 22 edizioni di Slow Food, è tuttora e di gran lunga la pubblicazione sui vini italiani più diffusa al mondo, che le piaccia o meno. Andreotti e Fanfani? Io ci andrei cauto. E poi per dire che altri hanno la rogna sarebbe bene firmarsi, così si capisce se magari non ce l'abbia lei anziché qualcun altro.

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