Perché Puglia Lambrusco sì e Sicilia Primitivo no?

Perché Puglia Lambrusco sì e Sicilia Primitivo no?

di Michele Antonio Fino

Che cosa c’è di più autenticamente pugliese dell’Asprinio, del Barbera, del Cabernet Franc o del Cabernet Sauvignon, dello Chardonnay o della Coda di volpe?

E ancora: chi non immagina i trulli circondati da Incrocio Manzoni o Lacrima, Lambrusco Maestri o Merlot, Petit Verdot e Piedirosso?

Chi riesce a godere del panorama della Cattedrale di Trani senza un calice vino locale a base di Refosco dal peduncolo rosso, Riesling italico o Riesling renano, Sauvignon, Semillon, Sylvaner, Syrah, Verdicchio o Vermentino?

Ecco, quelli che leggete sopra sono SOLO ALCUNI dei vitigni che sono AUTORIZZATI in Puglia per la produzione di vini Puglia IGT e sono TUTTI menzionabili in etichetta, dopo la dicitura Puglia Indicazione Geografica Tipica (o Protetta che, ormai lo sapete, dal 2008 è la stessa cosa).

Ecco perché la pugliesissima ministra dell’agricoltura Teresa Bellanova che difende il diritto “esclusivo” della Puglia di usare il vitigno e la parola “Primitivo” per un vino DOC o IGP (anche se lo stesso entra legittimamente nella base ampelografica e nelle etichette di IGT dall’Umbria alla Sardegna, dal Lazio alla Basilicata) contro il desideratum della regione Sicilia, conferma la propria statura di statista.

Il suo baluardo? Un DM del 2012.

Ora, io capisco che l’uso dei DPCM fatto dal foggiano Giuseppe Conte possa avere gasato non poco i corregionali membri dell’esecutivo, ma vivaddio ci vorrebbe un po’ di studio davvero o per lo meno l’ascolto degli esperti che al Dipartimento ICQRF, in via XX Settembre, non mancano.

Nel WTO, stabilisce chiaramente l’art. 26 c.4 del TRIPS agreement, non si dà tutela di indicazione geografica al nome tradizionale dei vitigni, esistenti al momento della firma (25 anni fa) dello stesso trattato.

Ergo, Primitivo non si può tutelare in alcun modo analogo a Manduria o Salento o Puglia.

La pretesa di esclusiva sui nomi dei vitigni è il passato: laddove sussistono DOC miste (con nome geografico e di vitigno accostati, com’è il caso di Primitivo di Manduria o Nebbiolo d’Alba o Erbaluce di Caluso o Sagrantino di Montefalco), è solo una questione di tempo e, io vorrei tanto, di intelligenza dei produttori.

Questi ultimi possono farsene una ragione, perché lo sanno: Manduria è irripetibile, non Primitivo.
E vale, uguale uguale, per Nebbiolo, Erbaluce, Sagrantino, Sangiovese, e chi più ne ha più ne metta.

D’altra parte, una regione che ha inserito nei propri disciplinari uve molto locali e tipiche di altri luoghi come il Refosco dal peduncolo Rosso, il Lambrusco Maestri e la Lacrima, si direbbe ben attrezzata per comprendere che le specie viventi non sono soggette a limiti territoriali, sin da quando i mitici monaci portarono i bachi da seta dalla Cina in occidente.

Eppure, l’Italiano continua a manifestare questa curiosa tendenza bipolare: quando è lui ad agire senza farsi alcun problema, va benissimo, se lo merita, è un suo diritto. Quando altri vogliono semplicemente fare la stessa cosa, allora si urla alla lesa maestà.

Chi vanta il diritto di fare il Puglia IGT Lacrima, per quale motivo logico può opporre a chi vuole fare il Terre Siciliane IGT Primitivo?

15 Commenti

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Francesco Fabbretti

circa 6 mesi fa - Link

Analisi corretta e condivisibile...però mi deomando: la Sicilia ha davvero bisogno del Primitivo?

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Michele Antonio Fino

circa 6 mesi fa - Link

domanda legittima senz'altro. Alla quale però è fin troppo facile rispondere che il Daunia Gewuertztraminer non sembrava proprio una necessità impellente. Sono possibilità, non andrebbe mai dimenticato.

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Lanegano

circa 6 mesi fa - Link

Analisi impeccabile e molto realistica. Bravo Michele. Purtroppo noi italici tendiamo un filo al protezionismo tout court del nostro cortiletto e pecchiamo assai in lungimiranza. Saluti.

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Emanuele

circa 6 mesi fa - Link

Vedo, un po' divertito, un po' sgomento, un famodio poco oltre l'ingresso monumentale del Cimetière d'Italie e le tombe degli Illustri: ecco la tomba della Logica. Ecco quella della Coerenza. Più in fondo, oltre il Criptoportico dei Due Pesi e il Sacrario delle Due Misure, piccole piccole si scorgono due urne cinerarie: una reca inciso il nome "Tipico", l'altra "Terroir".

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Michele Antonio Fino

circa 6 mesi fa - Link
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Leone Zot

circa 6 mesi fa - Link

Analisi che mi trova totalmente in accordo. Le prassi di potere umane cercano di limitare l'accesso alle risorse con sistemi giuridici ed economici, ma le piante e le risorse viaggiano. Pensa le patate, i pomodori, le melanzane che traversata hanno fatto.

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marcow

circa 6 mesi fa - Link

Il link di Fabio Pracchia da me segnalato sul caso del presidente del consorzio bocciato dalla commissione d'assaggio inizia con un articolo di Intravino scritto da Michele Antonio Fino. Condivido le opinioni espresse da Michele A Fino in questo post. Mi sembrano molto interessanti anche le riflessioni di Emanuele.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 6 mesi fa - Link

Che peccato la caduta di stile della Bellanova, finora ottimo ministro dell’agricoltura. Ma si sa, il campanile fa brutti scherzi. In Toscana questo problema ce lo ponemmo 30 anni fa, e facemmo una lotta dura per eliminare dai sinonimi ammessi nel Sangiovese i riferimenti a Brunello, Morellino e ogni dizione anche lontanamente connessa con le nostre DO. E nonostante questo ci troviamo ad affrontare continui problemi, abbiamo appena vinto due cause in California e una in Messico di persone che hanno piantato barbatelle di Sangiovese e pretendono di produrre Brunello. I nomi di vitigni sono liberi, evitiamo di legarli a un territorio o a una DO.

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Anulu

circa 6 mesi fa - Link

Ma se lo tenessero il Primitivo che sono contenti di vendere a 3 euro in America. E' un vino da hard discount market nella maggior parte dei casi, e non vogliono evidentemente che una regione con più tiro se ne impossessi.

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Donatella

circa 6 mesi fa - Link

Complimenti per la sua considerazione... Lei sì che é un vero conoscitore non di Primitivo ma di vini in generale... P. S. Commento da leggersi con tono ironico ovviamente!!

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Pittosforo Alchechengi

circa 6 mesi fa - Link

Fai pena Anulu

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Anulu

circa 6 mesi fa - Link

Lasciando fuori poche, davvero poche eccezioni (ad es. Felline e Morella, i primi che mi vengono in mente, certo ce ne sono altri), il Primitivo è un vino il cui mercato è stradominato dalle cantine sociali e dai grandi produttori che escono a € 3,00 a bt franco cantina (prezzo export) di media. Non c'è niente di strano, è così. Vogliamo dire che il Nerello Mascalese in Sicilia esce a € 3,00 di media? Sappiamo che non è così. Sono categorie di prezzo. La battaglia è su questo range, e non sono certo le cantine di fascia premium e superpremium siciliane a voler fare il Primitivo. Chi lo vuole fare è evidentemente chi vuole e può uscire a quei prezzi e battagliare su quella fascia di mercato coi pugliesi (che senza dubbio sono gli originali, assieme a Matera se vogliamo dirla tutta), che comprensibilmente lo vogliono difendere perché se metti assieme Sicilia + Primitivo, un po' di vendite le fai. That's it. No offense.

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Rolando

circa 6 mesi fa - Link

Eh si, ci sarebbe parecchio da dire. Un sovranismo vinicolo che poi si scontra con i sovranismi altrui. Un po' come la battaglia legale che da parecchi anni l'Italia ha in corso con l'Australia a causa del prosecco, che nella King Valley ha addirittura una Prosecco Road (certo, Prosecco è un paese italiano, dove peraltro il vino prosecco non lo coltivava nessuno....) https://www.visitkingvalley.com.au/food-wine/king-valley-prosecco-road/

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Sasa

circa 2 mesi fa - Link

Sono Pugliese dico solo una cosa uno è libero di piantare nei suoi terreni ciò che desidera chiamarlo anche in modo diverso essendo la stessa cosa tanto chi compra scoprirà la bontà del vostro vino l apprezzerà e farete buon nome e buoni ricavi. Inoltre continuate senza fermarvi avere un vantaggio nella realizzazione degli impianti dice tanto visto che la Puglia ha bloccato per tre anni la realizzazione di nuovi impianti di Primitivo per un problema di un calo di prezzo?. Fate fate bene è sarete ricompensati.

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Sasa

circa 2 mesi fa - Link

Sono Pugliese dico solo una cosa uno è libero di piantare nei suoi terreni ciò che desidera chiamarlo anche in modo diverso essendo la stessa cosa tanto chi compra scoprirà la bontà del vostro vino l apprezzerà, farete buon nome e buoni ricavi. Inoltre continuate senza fermarvi avere un vantaggio nella realizzazione degli impianti dice tanto visto che la Puglia ha bloccato per tre anni la realizzazione di nuovi impianti di Primitivo per un problema di un calo di prezzo?. Fate fate bene è sarete ricompensati.

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