Merano WineFestival | Cosa mi è piaciuto, e cosa no


Ebbene potremo dire: noi c’eravamo. E potremo anche dire: eravamo media partner. Cosa significhi davvero, ecco, quello ancora non lo so. Ma è stato bello da raccontare in giro. E a voi, enostrippati del giorno dopo il Merano Wine Festival, come è andata? Cosa vi è piaciuto di più, cosa, ancora di più, vi è dispiaciuto? A me, per esempio…

MI E’ PIACIUTO
1. Il clima di total coolness. Uso un inglesismo perché “figaggine complessiva” è l’unica alternativa in italiano e pareva brutto. Sembrava veramente di essere nel posto giusto al momento giusto, se non altro a causa delle etichette in degustazione. Con buona pace del Vinitaly, a Verona è impossibile assaggiare le stesse cose con la stessa facilità, sappiamo bene che in certi stand ti cacciano via col forcone. Dice: la fiera veronese è per addetti ai lavori. Sarà, ma hanno inforcato pure me un sacco di volte.
2. La gentilezza e la disponibilità dei produttori turboblasonati. Ai tavoli dei grandi di Bordeaux come a quelli dei bianchi mitteleuropei, erano tutti gentilissimi e ultra professionali. Uno magari ha qualche tipo di deferenza leggendo certi nomi, ma quelli niente, erano down to earth. Be’, grazie, signori, l’ho apprezzato.
3. Il Kurhaus è bellissimo. Merano è bellissima. L’Alto Adige è bellissimo. Va bene, tutto questo non è merito del Wine Festival, ma in quello scenario, per me, potrebbero settare la fiera del carciofo, che sarebbe supercool pure quella.
4. Le Terme di Merano. Giuro che quando Ale Morichetti m’aveva detto “portati il costume” pensavo che scherzasse. E invece era tutto vero: alla fine di una giornata di assaggi, buttarsi nei vapori delle saune meranesi è stata un’esperienza mistica. Poi insomma noi maschioni intravinici desnudi assieme ad un paio di redattori porthosiani (chi si somiglia si piglia) tutti virilmente riuniti, capite bene, è un fatto rituale, una di quelle robe un po’ cameratesche. No, davvero, è stato bello.

NON MI E’ PIACIUTO
1. La temperatura in alcuni ambienti. L’area Champagne, ad esempio, era quasi inavvicinabile, sia per la folla che per il calore umano (diciamo) che si respirava. Non c’è un sistema per condizionare meglio quelle aree del Kurhaus? Un vero peccato.
2. I paria. C’erano alcuni espositori concentrati nelle ali del palazzone meno raggiungibili, quindi meno frequentate. Faceva molto “espositori di serie B” contrapposti a quelli di serie A. Le differenze, in effetti, sono reali, ma quella disposizione finiva per enfatizzarle.
3. La security. Ma li avete visti? Tutti quei ragazzoni con lo sguardo truce e l’auricolare? Sembravano del Secret Service, e chi arriva, Barak Obama? Il mio preferito era quello alla porta, che aveva stampato in faccia, chiaramente, il suo trascorso pugilistico. Un volto perfetto per un poliziottesco anni ‘70. Tutto quell’armamentario di gente accigliata per fortuna era notevolmente sdrammatizzato dal nome della ditta incaricata: Fi.Fa. Security (tutto vero).
4. Le Terme di Merano, ma senza nemmeno una produttrice, una donna del vino, che so, una editor di Dissapore (che sono tutte cospicue). Ma io dico, avevate a disposizione gli intravinici (e pure i porthosiani!) desnudi, e voi dove eravate? Poi uno dice che si butta a destra.

[Immagine: Termedimerano.it]





17 commenti a “Merano WineFestival | Cosa mi è piaciuto, e cosa no”

  1. Mtt Mtt commenta:

    :) Finalmente hanno cambiato i bicchieri passando a dei bicchieri più universali al posto di quelli a gradini ammazzaperlage.
    :( Davvero drammatico fare degustazione nel pomeriggio, nelle sale del 2 piano! Troppo caldo, aria viziata, luce scarsa !

  2. francesco francesco commenta:

    Merano è diventata una bolgia infernale come e peggio del Vinitaly

  3. Il Consumatore Il Consumatore commenta:

    Insomma, nulla di nuovo. I soliti pro e contro. Certo, è diverso degustare o per un produttore stare 3 gg nella sala principale dove stanno di solito Piemonte e Alto Adige piuttosto che nelle sale mansardate del secondo piano.

  4. Alessandra Deiana commenta:

    a proposito di bodyguards… direi INUTILI oltre che sgradevoli, e sopratutto anti Gina :-)
    meno male che Merano è sempre Merano…

  5. Alberto Mattetti Alberto Mattetti commenta:

    Merano Wine Festival.
    Se lo conosci lo eviti.
    Lo charme di Merano richiama cafoni a frotte: ti spingono, ti passano davanti, sventolano il bicchiere davanti ai poveracci ai tavoli (spesso accaldati e delusi) manco fossero il re con i servi. Per non parlare delle castronerie che dicono e chiedono.
    Poi i problemi di caldo, gli stand Culinaria presi d’assalto dalle cavallette. Lì in mezzo si rischia davvero l’incolumità personale.

    A quel prezzo vado altrove a farmi maltrattare.
    C’è chi critica Vini di Vignaioli. Almeno a Fornovo c’è gente simpatica, un altro clima umano, facce sorridenti.
    Gli stessi produttori biologici si sporcano le mani a versarti il vino.
    A Merano c’è l’export manager vestito come un manichino e che 9 volte su dieci fa cadere gocce sulla tua manica.
    Per carità, ho fatto qualche edizione in passato.
    Mai più.

  6. Gialuca Gialuca commenta:

    Ciao a tutti,e il quinto anno che visito il Merano.w.f,e devo dire che benché ci siano delle pecche resta una manifestazione di gran valore,Andrea ha illustrato bene i difetti e mi trovo d’accordo,ma la qualità dei produttori e delle etichette da loro portata e stata anche quest’anno impeccabile eccellenze su eccelenze,eleganza e disponibilita,ma a mio avviso quello che forse mi ha dato piu fastidio e stata la poca disponibilita delle vecchie annate promessa il lunedi,molti produttori non hanno portato le tanto attese bottiglie,inventando le piu fantasiose scuse. Molti altri produttori si sono presentati con una , due bottiglie….lasciando tante persone solo a mirare i nobili vuoti,per fortuna ci sono stati produttori dalla mano”splendida” che hanno portato annate dalle ottime alle fenomenali in quantità accettabili,es bruno Rocca,mastojanni,cupano,voerzio ….un ciao a tutti e spero di vedervi in un’altra bella manifestazione enoculinaria “ein prosit in Tarvisi” 14-17 novembre

  7. Tunde Pecsvari commenta:

    Quest’anno ho saltato ma così mi fai venire nostalgia… Cena all’Oberwirt fatta? Per me è immancabile!

  8. Vinogodi Vinogodi commenta:

    …quoto come le erme sianoil vero valore aggiunto della manifestazione…48.gif
    PS: da alcuni passaggi dell’articolo,il “dopofestival” più che essere l’incontro di virili bevitori mi è sembrato il ritrovarsi di membri dell’Arcigay…29.gif

  9. she-wolf unsatisfied she-wolf unsatisfied commenta:

    Sartore and Co. sono molto contenta che vi siate sollazzati a Merano, fra una degu di Sauternes e lo sbracamanto dell’Hammam sudtirolese. Ma una domanda irriverente si insinua nella mia mente maligna:

    a parte il boitritizzato transalpino avete degustato qualcos’altro che valga la pena di riportarci con un post adeguato o dobbiamo accontentarci delle disavventure del povero Corazzol e famiglia?

    A quanto avete scritto non è che proprio l’anno prossimo faremo a cazzotti per essere presenti.

  10. Marossi Marossi commenta:

    Mi scoccia perché è un comunista, ma qualcuno deve pur dirlo: Sartore è il migliore editorialista di Intravino.

  11. corrado dottori corrado dottori commenta:

    …”ma senza nemmeno una produttrice, una donna del vino, che so, una editor di Dissapore (che sono tutte cospicue). Ma io dico, avevate a disposizione gli intravinici (e pure i porthosiani!) desnudi, e voi dove eravate?”

    Avendo purtroppo avuto a che fare con intravinici e porthosiani desnudi in piscina non posso che appoggiare incondizionatamente la scelta femminile di passare la mano.

  12. [...] sono già in partenza per il Giappone, ma durante il weekend a casa ho letto vari articoli e post (più o meno positivi) sull’ultimo Merano Wine Festival, al quale era presente mio fratello [...]

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